BERNALDA - «Ciò che i giovani hanno vissuto a Colonia indica la via per costruire un mondo più giusto, in cui venga garantita la dignità di ogni uomo». Il pensiero espresso da Papa Benedetto XVI durante l’Angelus di domenica è condiviso totalmente dagli scout bernaldesi che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù. Nel loro primo incontro dopo il rientro in Italia, i ragazzi si sono detti felici per l’esperienza e molto colpiti dalle parole del Pontefice.
Benedetto XVI si è rivolto ai giovani invitandoli a riscoprire e difendere il valore della domenica, perché «il vostro tempo libero rimane vuoto se non c'è Dio». «Nei prossimi mesi - ha dichiarato il capo scout Emanuele Frangione – rileggeremo e mediteremo insieme le parole del Papa durante la nostra catechesi. Il nostro entusiasmo non si è spento in Germania. Abbiamo ricevuto coraggio dall’evento di Colonia e una scossa salutare». I ragazzi hanno lavorato duro per un anno risparmiando i soldi e autofinanziandosi con alcune iniziative.
Prima di arrivare in Germania gli scout del clan ‘Fuoco-Ushuaya’, accompagnati da altri cinque clan lucani con cui si sono gemellati, hanno fatto una sosta di tre giorni a Serrada di Folgaria in Trentino ospiti del ‘Campo Giovani 2000’. Da lì con Don Pasquale Giordano assistente degli scout bernaldesi e don Vito Giannini, assistente regionale, hanno raggiunto Düsseldorf per partecipare il 19 agosto al campo scout internazionale "Scout Mission". «I ragazzi – spiega Frangione – hanno incontrato altri giovani che condividono nel mondo la loro stessa esperienza».
Nonostante l’organizzazione imperfetta e non proprio teutonica, gli scout bernaldesi hanno partecipato intensamente domenica 20 alla veglia di Marienfeld con il Papa, aiutando alcuni loro compagni disabili tanto che «l’esperienza ha aumentato il loro spirito di sacrificio verso chi aveva maggiore bisogno». La carica che sembra partita dalla Gmg attraverserà in profondità il paese. Gli scout bernaldesi non saranno più gli stessi di prima.
martedì, agosto 30, 2005
L'arte unisce Bernalda e L'Aquila
BERNALDA - Il gemellaggio tra Bernalda e L’Aquila nel nome di San Bernardino ha prodotto quest’anno nuove iniziative culturali. Il cortile del palazzo comunale aquilano ha ospitato nei giorni scorsi la mostra ‘Artisti bernaldesi nella Perdonanza’, allestita su iniziativa della Pro Loco di Bernalda. Le opere dei pittori Gaetano Carriero, Francesco Viggiano e Fabio Guida, ricche di fascino e fantasia, sono state molto apprezzate dai numerosi visitatori. «L’iniziativa – ha spiegato il presidente della Pro loco, Nunzio Russo – valorizza il territorio lucano e i vari aspetti dell’arte, dalla pittura al teatro, dalla musica al cinema, visti con gli occhi dei nostri artisti. È importante che l’esposizione sia stata inserita nella ‘Perdonanza Celestiniana’, perché si rafforza il legame con L’Aquila, il cui Comune, insieme al comitato organizzatore degli eventi celestiniani, va ringraziato per averci offerto una grande opportunità. Per il momento abbiamo portato lì i pittori, ma in futuro promuoveremo i musicisti e il teatro».
Il nome ‘Perdonanza’ deriva dalla ‘Bolla del Perdono’ che Papa Celestino V, al secolo Pietro Angelerio da Morrone, emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294. Il Papa concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutti. La Bolla pone solo due condizioni per ottenere il perdono: l'ingresso nella basilica di Collemaggio tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno e l'essere "veramente pentiti e confessati". Una copia della bolla papale fu donata, qualche anno fa, a Bernalda.
Gli scambi culturali tra le due città continueranno, come conferma Vito Colonna, presidente del consiglio comunale aquilano: «Voglio ricordare la borsa di studio da 500 euro, istituita insieme al gemellaggio, per lo studente bernaldese che sceglie di frequentare la nostra università. Stiamo pure lavorando con l’assessore Margarita per creare un gruppo storico bernaldese. Nei prossimi mesi, infine, alcuni sbandieratori aquilani verranno a Bernalda per insegnare le loro acrobazie con le bandiere, mentre noi ospiteremo altre mostre».
Il nome ‘Perdonanza’ deriva dalla ‘Bolla del Perdono’ che Papa Celestino V, al secolo Pietro Angelerio da Morrone, emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294. Il Papa concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutti. La Bolla pone solo due condizioni per ottenere il perdono: l'ingresso nella basilica di Collemaggio tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno e l'essere "veramente pentiti e confessati". Una copia della bolla papale fu donata, qualche anno fa, a Bernalda.
Gli scambi culturali tra le due città continueranno, come conferma Vito Colonna, presidente del consiglio comunale aquilano: «Voglio ricordare la borsa di studio da 500 euro, istituita insieme al gemellaggio, per lo studente bernaldese che sceglie di frequentare la nostra università. Stiamo pure lavorando con l’assessore Margarita per creare un gruppo storico bernaldese. Nei prossimi mesi, infine, alcuni sbandieratori aquilani verranno a Bernalda per insegnare le loro acrobazie con le bandiere, mentre noi ospiteremo altre mostre».
domenica, agosto 28, 2005
Divieto di telecronaca: le tv lombarde non ci stanno
Al fischio d’inizio si parte e per le tv private lombarde nulla è cambiato. Anche se il regolamento della Lega Calcio per la cronaca televisiva vieta i collegamenti per chi non ha acquistato i diritti delle gare, non sono mancati i commenti dai campi di A.
Il pubblico lombardo che non vuole o non può sfruttare le offerte di Sky, La7 o Mediaset Premium si è accontentato del calcio parlato e delle riprese con gli incviati dalla tribuna stampa.
Telenova ha seguito il campionato proponendo Novastadio, condotto da Gianni Visnadi. 7 Gold ha risposto con Diretta Gol di Alessandro Biolchi e Telelombardia con l’inossidabile Qui studio a voi stadio presentata da Fabio Ravezzani.
I collegamenti di Telenova sono stati da Parma e Milano. Stessa musica per 7 Gold che ha aggiunto anche Roma. Offerta più ampia per Telelombardia che ha regalato ai propri telespettatori, oltre a Milano e Parma, anche Udine e un collegamento telefonico con Federica Zanella da Ascoli.
Dopo le diatribe estive sui diritti televisivi, il pallone nella prima di campionato non è proprio mancato, insieme al consueto «teatrino» con gli ospiti in studio. Gli appassionati hanno bisogno di certezze, proprio quando il calcio cambia.
Il pubblico lombardo che non vuole o non può sfruttare le offerte di Sky, La7 o Mediaset Premium si è accontentato del calcio parlato e delle riprese con gli incviati dalla tribuna stampa.
Telenova ha seguito il campionato proponendo Novastadio, condotto da Gianni Visnadi. 7 Gold ha risposto con Diretta Gol di Alessandro Biolchi e Telelombardia con l’inossidabile Qui studio a voi stadio presentata da Fabio Ravezzani.
I collegamenti di Telenova sono stati da Parma e Milano. Stessa musica per 7 Gold che ha aggiunto anche Roma. Offerta più ampia per Telelombardia che ha regalato ai propri telespettatori, oltre a Milano e Parma, anche Udine e un collegamento telefonico con Federica Zanella da Ascoli.
Dopo le diatribe estive sui diritti televisivi, il pallone nella prima di campionato non è proprio mancato, insieme al consueto «teatrino» con gli ospiti in studio. Gli appassionati hanno bisogno di certezze, proprio quando il calcio cambia.
venerdì, agosto 26, 2005
Il metapontino avrà un nuovo polo culturale
METAPONTO – Tra 18 mesi “il sole che sana i ciechi”, come scriveva Albino Pierro nella sua poesia ‘Metaponto’, illuminerà il ristrutturato insediamento medievale di Torre di Mare. I lavori sono già stati appaltati con un importo superiore al milione di euro. I locali rimessi a nuovo ospiteranno «diverse attività culturali in grado di favorire – conferma Michele Russo, responsabile dell’associazione ‘Ulisse’ - lo scambio di esperienze e di forme artistiche ed espressive tra i vari centri del Mediterraneo». Ulteriori informazioni le dà il primo cittadino di Bernalda, Francesco Renna: «La volontà dell’amministrazione è di far diventare Torre di Mare un centro di arti visive e musicali. Sarà un grande polo culturale per tutto il metapontino».
I nuovi lavori di restauro riguarderanno due strutture. Il blocco A (casa dei guardiacoste) sarà completato e messo in funzione con impianti e finiture. Lo stesso accadrà con il blocco B (foresteria per l’ostello). L’edificio, accanto alla chiesa di San Leone, è stato già predisposto a foresteria con un primo piano più il soppalco. Sono previste 12 camere con 24 posti letto. Al piano terra ci saranno i locali con la cucina e gli altri servizi collettivi. Il muro con i piccoli archi, vicino al blocco B, sarà consolidato. L’ultimo intervento previsto riguarda la pavimentazione del cortile interno, che sarà avviata quando termineranno le verifiche archeologiche nel sottosuolo.
In futuro con altre risorse ed eventuali economie potranno essere ristrutturati il blocco C (chiesa di s. Leone e locali annessi) e quello D (torretta ad angolo). Occorrerà pensare anche ad una sistemazione definitiva di tutte le strade circostanti. Il regolamento urbanistico già prevede una via di comunicazione che doveva passare alle spalle del complesso medievale per dirigersi verso la stazione ferroviaria. La strada non è stata completata, perché si troverebbe su un’area dove sono stati ritrovati alcuni resti medievali. Il nuovo progetto di sistemazione viaria utilizzerà gli studi e le ricerche della scuola di specializzazione in archeologia di Matera, racchiusi nel volume “Torre di mare I” curato da Gioia Bertelli e Dimitris Roubis.
Il sindaco Francesco Renna si dichiara soddisfatto per i lavori di restauro e perché Torre di Mare «è un’opera che abbiamo ereditato dalle precedenti amministrazioni e che sfrutteremo al massimo, mettendola a disposizione anche dell’università». Proprio da lì i visitatori potranno vedere e sognare con il mar Jonio, “una visione, una sconfinata superficie che scintilla davanti agli occhi” per dirla con le parole del giornalista Mario Trufelli.
I nuovi lavori di restauro riguarderanno due strutture. Il blocco A (casa dei guardiacoste) sarà completato e messo in funzione con impianti e finiture. Lo stesso accadrà con il blocco B (foresteria per l’ostello). L’edificio, accanto alla chiesa di San Leone, è stato già predisposto a foresteria con un primo piano più il soppalco. Sono previste 12 camere con 24 posti letto. Al piano terra ci saranno i locali con la cucina e gli altri servizi collettivi. Il muro con i piccoli archi, vicino al blocco B, sarà consolidato. L’ultimo intervento previsto riguarda la pavimentazione del cortile interno, che sarà avviata quando termineranno le verifiche archeologiche nel sottosuolo.
In futuro con altre risorse ed eventuali economie potranno essere ristrutturati il blocco C (chiesa di s. Leone e locali annessi) e quello D (torretta ad angolo). Occorrerà pensare anche ad una sistemazione definitiva di tutte le strade circostanti. Il regolamento urbanistico già prevede una via di comunicazione che doveva passare alle spalle del complesso medievale per dirigersi verso la stazione ferroviaria. La strada non è stata completata, perché si troverebbe su un’area dove sono stati ritrovati alcuni resti medievali. Il nuovo progetto di sistemazione viaria utilizzerà gli studi e le ricerche della scuola di specializzazione in archeologia di Matera, racchiusi nel volume “Torre di mare I” curato da Gioia Bertelli e Dimitris Roubis.
Il sindaco Francesco Renna si dichiara soddisfatto per i lavori di restauro e perché Torre di Mare «è un’opera che abbiamo ereditato dalle precedenti amministrazioni e che sfrutteremo al massimo, mettendola a disposizione anche dell’università». Proprio da lì i visitatori potranno vedere e sognare con il mar Jonio, “una visione, una sconfinata superficie che scintilla davanti agli occhi” per dirla con le parole del giornalista Mario Trufelli.
Pillole di storia su Torre di Mare
L’insediamento altomedievale e il porto di Torre di Mare per l’archeologo Noyé dovevano essere sul lago di S. Pelagina, oggi scomparso. I metapontini si sarebbero spostati seguendo il cambiamento del corso del fiume Basento verso sud. Tra i primi documenti su Metaponto nell’Alto Medioevo c’è quello del 969 che cita il passaggio per Taranto e Metaponto dell’imperatore tedesco Ottone II diretto in Calabria. Nel 1099 l’insediamento compare in un documento con il quale Rodolfo Maccabeo consegna all’abbazia di S. Michele di Montescaglioso la metà delle terre che aveva lì.
Dopo altri documenti (del 1119, 1124, 1146 e 1197) si arriva al 1222 con i privilegi concessi ai montesi da Federico II. Il cambiamento in ‘Turrimaris’ è confermato dall’imperatore. Il nome Torre di Mare si presenta nel XIII secolo, mentre nel XII la zona risulta chiamata ‘civitas sancte Trinitatis’. Nel 1229 sappiamo dell’esistenza di un nuovo porto, mentre tra il 1246-1247 Torre Mare rientra tra i castra che devono essere mantenuti funzionanti.
Tra le fonti visive ci sono l’affresco nel salone della Curia Arcivescovile di Matera (inizi del ‘700) e un’incisione del duca De Luynes che visitò Metaponto nel periodo1825-1828. Confrontando le due riproduzioni si notano le trasformazioni nell’originario abitato medievale. Altre informazioni risalgono a Michele Lacava che nella seconda metà dell’800 cita due strade presenti in zona: il tratturo Matarrese, (stazione-Torre di Mare-Tavole Palatine-Matera) e il regio tratturo (Calabria-Taranto).
Ora della fortezza costruita con blocchi di tufo derivati dalle rovine di Metaponto rimangono: la chiesa di S. Leone e la casa annessa con resti di mura e torri poligonali, la taverna e la casa dei guardiacoste con la stalla al pianoterra, magazzini e stanze al piano superiore e con la base di una torre.
Dopo altri documenti (del 1119, 1124, 1146 e 1197) si arriva al 1222 con i privilegi concessi ai montesi da Federico II. Il cambiamento in ‘Turrimaris’ è confermato dall’imperatore. Il nome Torre di Mare si presenta nel XIII secolo, mentre nel XII la zona risulta chiamata ‘civitas sancte Trinitatis’. Nel 1229 sappiamo dell’esistenza di un nuovo porto, mentre tra il 1246-1247 Torre Mare rientra tra i castra che devono essere mantenuti funzionanti.
Tra le fonti visive ci sono l’affresco nel salone della Curia Arcivescovile di Matera (inizi del ‘700) e un’incisione del duca De Luynes che visitò Metaponto nel periodo1825-1828. Confrontando le due riproduzioni si notano le trasformazioni nell’originario abitato medievale. Altre informazioni risalgono a Michele Lacava che nella seconda metà dell’800 cita due strade presenti in zona: il tratturo Matarrese, (stazione-Torre di Mare-Tavole Palatine-Matera) e il regio tratturo (Calabria-Taranto).
Ora della fortezza costruita con blocchi di tufo derivati dalle rovine di Metaponto rimangono: la chiesa di S. Leone e la casa annessa con resti di mura e torri poligonali, la taverna e la casa dei guardiacoste con la stalla al pianoterra, magazzini e stanze al piano superiore e con la base di una torre.
giovedì, agosto 25, 2005
Serie B, ma quando si gioca?
I diritti sono stati venduti, i campionati ci sono, ma ora mancheranno le partite. Ieri sera la Lega Calcio ha disposto il «rinvio a data da destinarsi» di sei gare della prima giornata di B. Si tratta di Albinoleffe-Rimini, Arezzo-Crotone, Brescia-Cremonese, Cesena-Atalanta, Modena-Mantova e Piacenza-Catania, inizialmente in programma per sabato alle 15.
«Abbiamo capito che in Italia non si può giocare a calcio di sabato pomeriggio - ha dichiarato Galliani - ma ricordo che i sindaci di Bergamo e Brescia non si sono mai lamentati quando l’anno scorso le loro squadre giocavano gli anticipi di serie A al sabato pomeriggio». «Non accetteremo supinamente queste decisioni», ha aggiunto il presidente di Lega, che ha dato mandato agli avvocati di via Rosellini di valutare ogni possibile azione legale contro i sindaci. «Non ho idea di che cosa possa succedere, so solo che ora toccherà ai sindaci farsi carico di tutti i problemi, compreso quello della sicurezza degli stadi». Le sei gare saranno rinviate a data da destinarsi, «ma la delibera dell’assemblea di B vieta di giocare il sabato sera o la domenica. E questo si ripeterà di settimana in settimana, di sabato in sabato».
Alla fine la Lega non ha potuto ignorare le ordinanze dei sindaci di Bergamo, Brescia, Cesena, Modena e Piacenza, che non hanno concesso gli stadi. Il sindaco di Arezzo ha, invece, ordinato l’apertura dei cancelli a partire dalle 14 per far disputare la gara alle 16.
Ieri mattina nella sede milanese della Lega Calcio per prima la Rai con Marano, responsabile dei diritti televisivi e poi Sportitalia con l’avvocato Niccolò Bastianini avevano presentato le buste per la trasmissione in modalità digitale satellitare e terrestre di 84 gare della B: 76 tra anticipi e posticipi, sei gare di play-off e due di play-out. Sportitalia si è aggiudicata l’asta con un’offerta triennale di 37 milioni e mezzo di euro. Il canale sportivo ha offerto 11 milioni e mezzo di euro per il campionato che sta per iniziare, 12,5 milioni per il campionato 2006-2007 e 13,5 per il campionato 2007-2008. La Rai trasmetterà, invece, le altre 386 partite in diretta o in differita grazie ad un’offerta di 7,5 milioni di euro. «Non sarà solo un vantaggio economico, giocando al sabato la serie B guadagnerà in visibilità». L’opinione di Antonio Marano, responsabile Rai per l’acquisizione dei diritti televisivi, è chiara. Uscito dalla sede della Lega dopo una lunga riunione, Marano ha chiarito che «dopo aver ottenuto gli highlights non potevamo permetterci che non ci fosse nessuno a produrre effettivamente le immagini delle partite. Pertanto, abbiamo deciso di acquistare anche le altre gare non contenute nel bando».
Il responsabile Rai non ha voluto rivelare l’offerta di viale Mazzini per il pacchetto che Sportitalia si è aggiudicata. «Del resto noi il venerdì e il lunedì siamo già impegnati con la serie C», è stata la spiegazione di Marano che ha sottolineato come l’offerta del canale sportivo si sia rivelata superiore alle aspettative della televisione pubblica. «È questo il segnale - ha osservato - di una forte volontà di svilupparsi da parte di questa emittente».
Riguardo ai programmi sportivi è stata confermata la trasmissione il sabato pomeriggio di un «90° minuto» della B, che sarà seguito alle 22.30 dall’approfondimento di «Sabato Sprint». «Ovviamente se la B scenderà in campo», ha ironizzato Marano. E se sabato lo si farà solo in due partite su otto, stasera alle 20.30 si gioca Verona-Avellino, in diretta gratuita sul nuovo canale del digitale terrestre Si Live 24.
«Abbiamo capito che in Italia non si può giocare a calcio di sabato pomeriggio - ha dichiarato Galliani - ma ricordo che i sindaci di Bergamo e Brescia non si sono mai lamentati quando l’anno scorso le loro squadre giocavano gli anticipi di serie A al sabato pomeriggio». «Non accetteremo supinamente queste decisioni», ha aggiunto il presidente di Lega, che ha dato mandato agli avvocati di via Rosellini di valutare ogni possibile azione legale contro i sindaci. «Non ho idea di che cosa possa succedere, so solo che ora toccherà ai sindaci farsi carico di tutti i problemi, compreso quello della sicurezza degli stadi». Le sei gare saranno rinviate a data da destinarsi, «ma la delibera dell’assemblea di B vieta di giocare il sabato sera o la domenica. E questo si ripeterà di settimana in settimana, di sabato in sabato».
Alla fine la Lega non ha potuto ignorare le ordinanze dei sindaci di Bergamo, Brescia, Cesena, Modena e Piacenza, che non hanno concesso gli stadi. Il sindaco di Arezzo ha, invece, ordinato l’apertura dei cancelli a partire dalle 14 per far disputare la gara alle 16.
Ieri mattina nella sede milanese della Lega Calcio per prima la Rai con Marano, responsabile dei diritti televisivi e poi Sportitalia con l’avvocato Niccolò Bastianini avevano presentato le buste per la trasmissione in modalità digitale satellitare e terrestre di 84 gare della B: 76 tra anticipi e posticipi, sei gare di play-off e due di play-out. Sportitalia si è aggiudicata l’asta con un’offerta triennale di 37 milioni e mezzo di euro. Il canale sportivo ha offerto 11 milioni e mezzo di euro per il campionato che sta per iniziare, 12,5 milioni per il campionato 2006-2007 e 13,5 per il campionato 2007-2008. La Rai trasmetterà, invece, le altre 386 partite in diretta o in differita grazie ad un’offerta di 7,5 milioni di euro. «Non sarà solo un vantaggio economico, giocando al sabato la serie B guadagnerà in visibilità». L’opinione di Antonio Marano, responsabile Rai per l’acquisizione dei diritti televisivi, è chiara. Uscito dalla sede della Lega dopo una lunga riunione, Marano ha chiarito che «dopo aver ottenuto gli highlights non potevamo permetterci che non ci fosse nessuno a produrre effettivamente le immagini delle partite. Pertanto, abbiamo deciso di acquistare anche le altre gare non contenute nel bando».
Il responsabile Rai non ha voluto rivelare l’offerta di viale Mazzini per il pacchetto che Sportitalia si è aggiudicata. «Del resto noi il venerdì e il lunedì siamo già impegnati con la serie C», è stata la spiegazione di Marano che ha sottolineato come l’offerta del canale sportivo si sia rivelata superiore alle aspettative della televisione pubblica. «È questo il segnale - ha osservato - di una forte volontà di svilupparsi da parte di questa emittente».
Riguardo ai programmi sportivi è stata confermata la trasmissione il sabato pomeriggio di un «90° minuto» della B, che sarà seguito alle 22.30 dall’approfondimento di «Sabato Sprint». «Ovviamente se la B scenderà in campo», ha ironizzato Marano. E se sabato lo si farà solo in due partite su otto, stasera alle 20.30 si gioca Verona-Avellino, in diretta gratuita sul nuovo canale del digitale terrestre Si Live 24.
Una partita per la vita aiuterà l'Unitalsi
MURO LUCANO – Con ‘Una partita per la vita’ a vincere sarà soprattutto la solidarietà. L’amministrazione comunale murese spera che domani alle 16.30 lo stadio ‘Rigamonti’ si trasformi in un’oasi chiassosa, colorata e vivace. Per la seconda edizione dell’incontro di beneficenza, ci sarà un quadrangolare di calcio con partite da 20’ tra rappresentativa artisti tv, polizia municipale e provinciale, forze dell’ordine, amministratori e impiegati comunali. Il ricavato sarà devoluto all’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) di Muro.
I presentatori ufficiali della manifestazione, che rientra tra quelle dell’estate murese, saranno: Alessandro Greco, che parteciperà alla seconda edizione del reality ‘La Talpa’ e Sara Ventura, l’inviata sul campo di ‘Campioni’. Molti i volti noti tra gli artisti tv: sempre dalla trasmissione televisiva ‘Campioni’ Fabio Maffini e Manuel Paesani, da ‘Amici di Maria De Filippi’ Thomas Grazioso e Sara Jane Olog, da ‘Zelig Circus’ Katia e Valeria (le Alunne), da ‘Uomini e Donne’ e ‘La Talpa’ il fascinoso Karim Antonio Capuano, dal Brasile il gruppo ‘Brasil Follies’, da ‘Sei un mito’ i sosia di Beatles, Celentano e Edoardo Bennato e infine da ‘Scherzi a parte’ e ‘Re per una notte’ Carlo Maria Todini. Alle 21 gran finale con una festa in piazza don Minzoni.
Il commento del sindaco Michele Ciaco sul progetto è molto favorevole, perché la stessa «amministrazione comunale si è fatta promotrice della manifestazione. Devolvere l’incasso in beneficenza è un segno tangibile dell’azione sociale che hanno queste iniziative». Lei ci sarà in campo? «Formalmente sì, anche se francamente sono fuori allenamento. Giocheremo per divertirci e per dare un piccolo segnale alle persone diversamente abili o che hanno altre difficoltà». Dovrà stare attento a qualche scivolata o fallo proibito degli impiegati... «Beh, senza il pepe, il pasto non viene gustato».
I presentatori ufficiali della manifestazione, che rientra tra quelle dell’estate murese, saranno: Alessandro Greco, che parteciperà alla seconda edizione del reality ‘La Talpa’ e Sara Ventura, l’inviata sul campo di ‘Campioni’. Molti i volti noti tra gli artisti tv: sempre dalla trasmissione televisiva ‘Campioni’ Fabio Maffini e Manuel Paesani, da ‘Amici di Maria De Filippi’ Thomas Grazioso e Sara Jane Olog, da ‘Zelig Circus’ Katia e Valeria (le Alunne), da ‘Uomini e Donne’ e ‘La Talpa’ il fascinoso Karim Antonio Capuano, dal Brasile il gruppo ‘Brasil Follies’, da ‘Sei un mito’ i sosia di Beatles, Celentano e Edoardo Bennato e infine da ‘Scherzi a parte’ e ‘Re per una notte’ Carlo Maria Todini. Alle 21 gran finale con una festa in piazza don Minzoni.
Il commento del sindaco Michele Ciaco sul progetto è molto favorevole, perché la stessa «amministrazione comunale si è fatta promotrice della manifestazione. Devolvere l’incasso in beneficenza è un segno tangibile dell’azione sociale che hanno queste iniziative». Lei ci sarà in campo? «Formalmente sì, anche se francamente sono fuori allenamento. Giocheremo per divertirci e per dare un piccolo segnale alle persone diversamente abili o che hanno altre difficoltà». Dovrà stare attento a qualche scivolata o fallo proibito degli impiegati... «Beh, senza il pepe, il pasto non viene gustato».
martedì, agosto 23, 2005
Pino Campagna alias Papy Ultras conquista l'Italia
MILANO – «Non si è ultras solo la domenica allo stadio... lo si è sette giorni su sette!!!». La battuta è una delle tante del “papy” più famoso d'Italia, Pino Campagna. Il comico foggiano si esibirà oggi a Rotonda, accompagnato dai colleghi di risata Antonio Riscetti e Nando Varriale. Campagna è un artista della risata che sa giocare con la sua simpatia e spontaneità, oltre che con l’attitudine di cogliere tic e difetti degli italiani. La consacrazione, grazie alla grande platea televisiva di ‘Zelig’, è solo una tappa di una lunga carriera, partita con spettacoli anche in Basilicata. «Nei miei primi anni di cabaret, sperimentavo gli spettacoli a Palazzo San Gervasio, Melfi, Lavello, località che conosco bene». Alle soglie dei 50 anni ha avuto la sua grande occasione con ‘Papy ultras’ e ‘Striscia la Notizia’. Se l’immaginava quando era partito da ‘Al Fellini’ di Roma, palestra di umorismo e comicità? «Se tutto fosse scritto sarebbe una noia, ma non prevedevo nulla. Ho soltanto lavorato molto seriamente. ‘Papy Ultras’ è un personaggio che si è diffuso negli ultimi due anni come un virus da Bolzano, dove c’erano 5mila persone che gridavano in coro, fino alla Sicilia. È un fenomeno di massa». Il suo genere, al di là del tormentone, è molto vario. Quali emozioni le hanno regalato il libro e il cd? «Io li chiamo i miei due figli adottivi. Il libro ‘Papy, ci sei? Ce la fai?? Sei connesso???’ è uscito a marzo. Abbiamo venduto quasi 50mila copie, manco fossi Camilleri. Il disco è andato molto bene, soprattutto nelle discoteche. La versione ‘dance’, con dj Molella, la uso nei miei spettacoli».
Dopo anni in cui veniva chiamato in tv per le barzellette, ora ha la possibilità di esprimersi con un suo personaggio. Dietro ‘Papy Ultras’ c’è una sua storia personale. La può rivelare? «Quelle che raccontavamo con Franco Guzzo erano delle deliziose storielle sull’Arma dei Carabinieri. La gente aspettava le nostre esibizioni. Il personaggio ‘Papy ultras’ nasce dal rapporto con i miei figli Marco e Raffy. A casa i ragazzi di oggi parlano con gli slogan, segnano il territorio con i graffiti, cercano di abbreviare le parole il più possibile ed io ho scoperto un mondo. ‘Sorrisi e canzoni’ mi ha definito il personaggio dell’anno, perché ho unito calcio, tifo, condominio e famiglia, gli elementi vitali dell’italiano medio». Oltre le risate c'è anche solidarietà nei suoi spettacoli... «Le sciarpe di ‘Papy ultras’ sono un simbolo. Le vendo con l’autorizzazione del ‘Comitato Maria Letizia Verga’ di Monza. Il ricavato serve per la lotta contro la leucemia infantile. Ho avuto mio figlio con questa malattia, ma ora sta bene. Vorrei fare qualcosa per salvare anche altri».
Dopo i "Sorcini" i suoi fans sono "i Connessini". Che cosa suggerisce per farli “slogheggiare” ancora di più? «Papy pareggio, adattati allo slogheggio». Le sue riunioni condominiali sono davvero “combattute” a colpi di fumogeni, striscioni e cori da stadio? «No, i miei condomini sono molto tranquilli. Loro ridono del clima che sono riuscito a creare. Sul mio balcone ho sistemato uno striscione dal titolo ‘La fossa dei genitori’». Il pazzo mondo della famiglia Campagna è allora l'unica risposta italiana agli Osbourne? «Gli Osbourne hanno una villa faraonica, noi abbiamo una casa normale, però amo molto il blues. Nel mio spettacolo suono molto bene l’armonica sulle note di ‘Sweet home Chicago’ dei Blues Brothers. Non soltanto gli Osbourne possono fare musica, forse farò qualche canzone per Sanremo. Di sicuro sto pensando alla prossima edizione di Zelig e al mio primo film che girerò nel 2006». Ci può già anticipare qualcosa? «Sarà una partita di calcio tra Nord e Sud».
Dopo anni in cui veniva chiamato in tv per le barzellette, ora ha la possibilità di esprimersi con un suo personaggio. Dietro ‘Papy Ultras’ c’è una sua storia personale. La può rivelare? «Quelle che raccontavamo con Franco Guzzo erano delle deliziose storielle sull’Arma dei Carabinieri. La gente aspettava le nostre esibizioni. Il personaggio ‘Papy ultras’ nasce dal rapporto con i miei figli Marco e Raffy. A casa i ragazzi di oggi parlano con gli slogan, segnano il territorio con i graffiti, cercano di abbreviare le parole il più possibile ed io ho scoperto un mondo. ‘Sorrisi e canzoni’ mi ha definito il personaggio dell’anno, perché ho unito calcio, tifo, condominio e famiglia, gli elementi vitali dell’italiano medio». Oltre le risate c'è anche solidarietà nei suoi spettacoli... «Le sciarpe di ‘Papy ultras’ sono un simbolo. Le vendo con l’autorizzazione del ‘Comitato Maria Letizia Verga’ di Monza. Il ricavato serve per la lotta contro la leucemia infantile. Ho avuto mio figlio con questa malattia, ma ora sta bene. Vorrei fare qualcosa per salvare anche altri».
Dopo i "Sorcini" i suoi fans sono "i Connessini". Che cosa suggerisce per farli “slogheggiare” ancora di più? «Papy pareggio, adattati allo slogheggio». Le sue riunioni condominiali sono davvero “combattute” a colpi di fumogeni, striscioni e cori da stadio? «No, i miei condomini sono molto tranquilli. Loro ridono del clima che sono riuscito a creare. Sul mio balcone ho sistemato uno striscione dal titolo ‘La fossa dei genitori’». Il pazzo mondo della famiglia Campagna è allora l'unica risposta italiana agli Osbourne? «Gli Osbourne hanno una villa faraonica, noi abbiamo una casa normale, però amo molto il blues. Nel mio spettacolo suono molto bene l’armonica sulle note di ‘Sweet home Chicago’ dei Blues Brothers. Non soltanto gli Osbourne possono fare musica, forse farò qualche canzone per Sanremo. Di sicuro sto pensando alla prossima edizione di Zelig e al mio primo film che girerò nel 2006». Ci può già anticipare qualcosa? «Sarà una partita di calcio tra Nord e Sud».
domenica, agosto 21, 2005
Le quattro sfidanti nell'era del telepallone
L’era nuova del calcio non sarà più segnalata dal «D day», ma dal «Dtt day», ovvero dal digitale terrestre. Per vedere le partite di 17 squadre del campionato di serie A basta possedere il decoder e una delle tessere dei due network che offrono la visione, Mediaset Premium e La7 Carta più. Sky, che finora ha assicurato sul satellite tutte le partite della A, non è riuscita ancora a chiudere i contratti con sette club, ma è ottimista. L’anno scorso furono circa 400 i milioni di euro pagati alle società di A.
Tullio Camiglieri, direttore comunicazione di Sky, conferma i contatti con le squadre senza contratto e la volontà di «trovare un punto d’accordo con tutti. Se si tratta sulla base della ragionevolezza l’accordo si trova».
La televisione di Murdoch potrà offrire sulla stessa piattaforma le partite di campionato, Champions league e i mondiali 2006. L’offerta sportiva si è rafforzata con il campionato scozzese, giunto dopo quello francese, tedesco, inglese e spagnolo. «Siamo la piattaforma che ha in assoluto - dice Camiglieri - più calcio di tutti quanti». Dopo aver chiuso con la serie A, Sky potrebbe completare l’offerta con la B.
Il Biscione, che si è già assicurato otto squadre - tra cui Inter, Milan, Juve e Roma - sta tentando l’accordo con la Lazio e il Treviso. Resta confermato il programma Diretta premium che inizierà 30 minuti prima delle partite, presentando gli argomenti principali della giornata.
Alle nove squadre che andranno sul digitale se ne potrebbe aggiungere qualche altra. Le trattative sono in corso. Se il Processo partirà il 29 agosto, due giorni prima sarà in onda sul digitale il canale sportivo «La7 Sport», diretto da Aldo Biscardi.
Il campionato sul digitale sarà seguito dal programma Area gol che inizierà tre quarti d’ora prima delle gare e andrà avanti per altrettanti minuti dopo la conclusione delle stesse. I telespettatori troveranno collegamenti dai campi di La7 e commenti degli ospiti dallo studio. Telecamere puntate anche su tutti gli altri sport. Tra le novità in arrivo ci sono un collegamento settimanale con Gianni Petrucci, presidente del Coni, uno giornaliero con un presidente di Federazione, quattro telegiornali sportivi, 30 minuti tutti i giorni per ogni squadra, documentari e faccia a faccia con direttori e capi redattori dello sport.
Al centro del prossimo consiglio d’amministrazione, il 25 agosto, ci sarà lo sport. Appena due giorni dopo c’è il calcio d’inizio dei campionati. Il direttore di Rai Sport, Fabrizio Maffei, ha annunciato che Novantesimo minuto sarà dedicato alla B. Andrà in onda il sabato su Raitre, intorno alle 18.50, subito dopo Sabato sport. «Sono allo studio - afferma Maffei - forme di collaborazione stretta con Raidue» per creare una sinergia tra Stadio Sprint e Quelli che il calcio. Senza dimenticare la coppa Italia, su cui la tv pubblica punta molto, non si sa ancora se saranno utilizzati i 90 minuti per il diritto di cronaca della A, ma il direttore si dice ironicamente contento che «la Lega abbia accolto la nostra richiesta di far disputare la domenica pomeriggio, tenendo conto degli impegni di Champions, almeno tre partite delle cosiddette squadre di prima fascia: Juventus, Inter, Milan e Roma». «Peccato - conclude - perché sarà sfruttata da altri».
Via alle sfide allora, anche se la pentola del calcio ribolle ancora.
Tullio Camiglieri, direttore comunicazione di Sky, conferma i contatti con le squadre senza contratto e la volontà di «trovare un punto d’accordo con tutti. Se si tratta sulla base della ragionevolezza l’accordo si trova».
La televisione di Murdoch potrà offrire sulla stessa piattaforma le partite di campionato, Champions league e i mondiali 2006. L’offerta sportiva si è rafforzata con il campionato scozzese, giunto dopo quello francese, tedesco, inglese e spagnolo. «Siamo la piattaforma che ha in assoluto - dice Camiglieri - più calcio di tutti quanti». Dopo aver chiuso con la serie A, Sky potrebbe completare l’offerta con la B.
Il Biscione, che si è già assicurato otto squadre - tra cui Inter, Milan, Juve e Roma - sta tentando l’accordo con la Lazio e il Treviso. Resta confermato il programma Diretta premium che inizierà 30 minuti prima delle partite, presentando gli argomenti principali della giornata.
Alle nove squadre che andranno sul digitale se ne potrebbe aggiungere qualche altra. Le trattative sono in corso. Se il Processo partirà il 29 agosto, due giorni prima sarà in onda sul digitale il canale sportivo «La7 Sport», diretto da Aldo Biscardi.
Il campionato sul digitale sarà seguito dal programma Area gol che inizierà tre quarti d’ora prima delle gare e andrà avanti per altrettanti minuti dopo la conclusione delle stesse. I telespettatori troveranno collegamenti dai campi di La7 e commenti degli ospiti dallo studio. Telecamere puntate anche su tutti gli altri sport. Tra le novità in arrivo ci sono un collegamento settimanale con Gianni Petrucci, presidente del Coni, uno giornaliero con un presidente di Federazione, quattro telegiornali sportivi, 30 minuti tutti i giorni per ogni squadra, documentari e faccia a faccia con direttori e capi redattori dello sport.
Al centro del prossimo consiglio d’amministrazione, il 25 agosto, ci sarà lo sport. Appena due giorni dopo c’è il calcio d’inizio dei campionati. Il direttore di Rai Sport, Fabrizio Maffei, ha annunciato che Novantesimo minuto sarà dedicato alla B. Andrà in onda il sabato su Raitre, intorno alle 18.50, subito dopo Sabato sport. «Sono allo studio - afferma Maffei - forme di collaborazione stretta con Raidue» per creare una sinergia tra Stadio Sprint e Quelli che il calcio. Senza dimenticare la coppa Italia, su cui la tv pubblica punta molto, non si sa ancora se saranno utilizzati i 90 minuti per il diritto di cronaca della A, ma il direttore si dice ironicamente contento che «la Lega abbia accolto la nostra richiesta di far disputare la domenica pomeriggio, tenendo conto degli impegni di Champions, almeno tre partite delle cosiddette squadre di prima fascia: Juventus, Inter, Milan e Roma». «Peccato - conclude - perché sarà sfruttata da altri».
Via alle sfide allora, anche se la pentola del calcio ribolle ancora.
Il miglior modo di raccontare una partita è non vederla!!!
Il tabellino è stato corretto dall'ottimo e preciso collega Andrea Fanì
ANGELO CRISTOFARO OPPIDO
Calzaretta, Pappalardo R., Manniello D. (47’ st Giganti), Manniello M., Caputo, Martino, Pappalardo D., Morisco, Paolucci, Leone G. (40’ st Leone A.), Ghirardelli.
All.: Manniello D.
A disposizione: Mancuso, Calabrese, Balsamo
AVIGLIANO CALCIO
Vaccaro R., Lacerenza, Vaccaro C., Vaccaro M., Muzzillo, Zaccagnino, De Iacovo, Volturno, Mancusi, Russo, Paterno.
All.:Colangelo
A disposizione: Picerno, Nardozza, Romaniello, Costa, Samela, Giosa.
Ammonito: 40’ pt Ghirardelli per proteste.
Espulsi: 19’ st Manniello(Op), De Iacovo (Av).
Reti: 7’ st Ghiradelli, 14’ st Russo.
Arbitro: Tamburrano, di Venosa.
OPPIDO LUCANO - L’1-1 tra l’Angelo Cristofaro e l’Avigliano nell’andata della coppa Italia è un risultato che rispecchia l’andamento della gara. La squadra di Oppido parte all’attacco. Al 2’ Ghirardelli, uno dei più attivi, raccoglie palla nell’area avversaria e spara in porta, ma Vaccaro non si fa sorprendere. Per 17 minuti succede poco o nulla. Le due squadre si studiano con lunghi fraseggi soprattutto a centrocampo.
Al 19’ un calcio d’angolo fa venire i brividi alla difesa dei padroni di casa. Paterno colpisce di testa, ma Manniello salva miracolosamente sulla linea. Due minuti dopo azione analoga, ma nell’area dell’Avigliano. Martino, però, non punge. É sempre lo stesso giocatore che poco dopo gira di testa in porta un pallone pennellato da Morisco su punizione, ma Vaccaro è attento.
L’azione più bella del primo tempo nasce al 28’ da una combinazione a tre Ghirardelli, Paolucci e Leone. Proprio il tiro di quest’ultimo, forte ma centrale, viene deviato in angolo da Vaccaro. Prima della pausa l’arbitro ammonisce Ghirardelli per proteste ed è lui con un colpo di testa, a creare l’ultima occasione del primo tempo.
La partita nella ripresa cambia volto. Il bomber Ghirardelli si fa perdonare per le occasioni non realizzate e segna, sfruttando un passaggio di Leone. I biancoverdi dell’Angelo Cristofaro prendono coraggio e si riversano nell’area avversaria. Al 9’ Leone si fa parare un tiro insidioso. Passano una manciata di minuti e l’arbitro Tamburrano fischia un rigore per la squadra di casa. Grande festa, ma la doccia fredda è dietro l’angolo. Ghirardelli spara alto sulla traversa. L’Avigliano pareggia poco dopo su un contropiede di Russo. La partita si fa incandescente al 18’ dopo un fallo di reazione di Manniello. Le proteste e le scaramucce fermano la partita per circa cinque minuti. All’arbitro venosino Tamburrano non resta che espellere Manniello e De Iacovo. La gara poi non regala altre emozioni e lentamente si spegne, fino ai cinque minuti di recupero finali.
ANGELO CRISTOFARO OPPIDO
Calzaretta, Pappalardo R., Manniello D. (47’ st Giganti), Manniello M., Caputo, Martino, Pappalardo D., Morisco, Paolucci, Leone G. (40’ st Leone A.), Ghirardelli.
All.: Manniello D.
A disposizione: Mancuso, Calabrese, Balsamo
AVIGLIANO CALCIO
Vaccaro R., Lacerenza, Vaccaro C., Vaccaro M., Muzzillo, Zaccagnino, De Iacovo, Volturno, Mancusi, Russo, Paterno.
All.:Colangelo
A disposizione: Picerno, Nardozza, Romaniello, Costa, Samela, Giosa.
Ammonito: 40’ pt Ghirardelli per proteste.
Espulsi: 19’ st Manniello(Op), De Iacovo (Av).
Reti: 7’ st Ghiradelli, 14’ st Russo.
Arbitro: Tamburrano, di Venosa.
OPPIDO LUCANO - L’1-1 tra l’Angelo Cristofaro e l’Avigliano nell’andata della coppa Italia è un risultato che rispecchia l’andamento della gara. La squadra di Oppido parte all’attacco. Al 2’ Ghirardelli, uno dei più attivi, raccoglie palla nell’area avversaria e spara in porta, ma Vaccaro non si fa sorprendere. Per 17 minuti succede poco o nulla. Le due squadre si studiano con lunghi fraseggi soprattutto a centrocampo.
Al 19’ un calcio d’angolo fa venire i brividi alla difesa dei padroni di casa. Paterno colpisce di testa, ma Manniello salva miracolosamente sulla linea. Due minuti dopo azione analoga, ma nell’area dell’Avigliano. Martino, però, non punge. É sempre lo stesso giocatore che poco dopo gira di testa in porta un pallone pennellato da Morisco su punizione, ma Vaccaro è attento.
L’azione più bella del primo tempo nasce al 28’ da una combinazione a tre Ghirardelli, Paolucci e Leone. Proprio il tiro di quest’ultimo, forte ma centrale, viene deviato in angolo da Vaccaro. Prima della pausa l’arbitro ammonisce Ghirardelli per proteste ed è lui con un colpo di testa, a creare l’ultima occasione del primo tempo.
La partita nella ripresa cambia volto. Il bomber Ghirardelli si fa perdonare per le occasioni non realizzate e segna, sfruttando un passaggio di Leone. I biancoverdi dell’Angelo Cristofaro prendono coraggio e si riversano nell’area avversaria. Al 9’ Leone si fa parare un tiro insidioso. Passano una manciata di minuti e l’arbitro Tamburrano fischia un rigore per la squadra di casa. Grande festa, ma la doccia fredda è dietro l’angolo. Ghirardelli spara alto sulla traversa. L’Avigliano pareggia poco dopo su un contropiede di Russo. La partita si fa incandescente al 18’ dopo un fallo di reazione di Manniello. Le proteste e le scaramucce fermano la partita per circa cinque minuti. All’arbitro venosino Tamburrano non resta che espellere Manniello e De Iacovo. La gara poi non regala altre emozioni e lentamente si spegne, fino ai cinque minuti di recupero finali.
sabato, agosto 20, 2005
Edgard Russo un pittore tra realismo solare e visioni mediterranee
BERNALDA – Ogni artista degno di questo nome sa che il colore è importante anche per ciò che può evocare e non solo come pura “pellicola” sulla tela. Il colore riesce a creare mondi corrispondenti a quello della natura, che ogni giorno si presenta piena di sorprese e nuove prospettive. I quadri di Edgard Russo, esposti nella ‘Sala Incontro’ fino al 24 agosto dalle 18 alle 22, sono stati presentati dal professore e giornalista Angelo Morizzi e dal rappresentante della Pro Loco Nunzio Russo. Nella serata d’inaugurazione la chitarra di Fabio Grieco, diplomatosi al Conservatorio di Matera, ha contribuito ad arricchire l’atmosfera artistica.
Le tele del pittore bernaldese si servono dell’elemento naturale e di forti cromatismi per regalare nuovi perimetri dell’arte. A questi risultati Edgard è giunto dopo un ciclo di esperimenti che hanno segnato il suo percorso personale. Non gli è bastato scavalcare la suddivisione cromatica degli Impressionisti, ma ha puntato decisamente verso la valorizzazione dello spazio. Meritata è, quindi, la targa offerta al pittore dall’assessore alle politiche sociali, Jole Madio, perché è “un ammiratore stupito della bellezza e autore di risonanze estetiche”.
I suoi paesaggi si allargano fino ai limiti della tela e rivelano ogni più intimo e profondo segreto serbato con cura dalla natura. L’osservatore rimane avvolto ed è quasi spinto ad appoggiarsi sulla sabbia o sull’erba cercando il fresco profumo dei cespugli in fiore, o il ristoro della brezza marina. I quadri si offrono con verità, senza aggiungere bugie e “retro-pensieri”, illustrando semplicemente. Ogni mare, ogni persona, ogni animale viene “avvicinato” con la massima cura formale ed è analizzato come un micro-cosmo. Lo sguardo del paesaggista coglie e trasporta sulla tela tutti gli ondeggiamenti cromatici del mare e della realtà, con differenze di luminosità luce-ombra piene di una limpidezza stupefacente.
La pulizia del colore lascia spazio alle vedute che emergono prepotenti e delicate, arricchite da un tocco sicuro ed elegante. La pittura innocente di Russo si fa rivelatrice di una prospettiva che si avvale di un realismo solare pieno di luci, ombre e colori. L’ininterrotto dialogo del pittore con la sua memoria e l’inconscio poetico, regala visioni mediterranee o oceaniche che donano comprensione e lacrime alle opere, dando forma ad uno spazio tangibile che appare in rilievo. Quello di Russo è un creato senza eccessi, ma pieno di segreto lirismo.
Le tele del pittore bernaldese si servono dell’elemento naturale e di forti cromatismi per regalare nuovi perimetri dell’arte. A questi risultati Edgard è giunto dopo un ciclo di esperimenti che hanno segnato il suo percorso personale. Non gli è bastato scavalcare la suddivisione cromatica degli Impressionisti, ma ha puntato decisamente verso la valorizzazione dello spazio. Meritata è, quindi, la targa offerta al pittore dall’assessore alle politiche sociali, Jole Madio, perché è “un ammiratore stupito della bellezza e autore di risonanze estetiche”.
I suoi paesaggi si allargano fino ai limiti della tela e rivelano ogni più intimo e profondo segreto serbato con cura dalla natura. L’osservatore rimane avvolto ed è quasi spinto ad appoggiarsi sulla sabbia o sull’erba cercando il fresco profumo dei cespugli in fiore, o il ristoro della brezza marina. I quadri si offrono con verità, senza aggiungere bugie e “retro-pensieri”, illustrando semplicemente. Ogni mare, ogni persona, ogni animale viene “avvicinato” con la massima cura formale ed è analizzato come un micro-cosmo. Lo sguardo del paesaggista coglie e trasporta sulla tela tutti gli ondeggiamenti cromatici del mare e della realtà, con differenze di luminosità luce-ombra piene di una limpidezza stupefacente.
La pulizia del colore lascia spazio alle vedute che emergono prepotenti e delicate, arricchite da un tocco sicuro ed elegante. La pittura innocente di Russo si fa rivelatrice di una prospettiva che si avvale di un realismo solare pieno di luci, ombre e colori. L’ininterrotto dialogo del pittore con la sua memoria e l’inconscio poetico, regala visioni mediterranee o oceaniche che donano comprensione e lacrime alle opere, dando forma ad uno spazio tangibile che appare in rilievo. Quello di Russo è un creato senza eccessi, ma pieno di segreto lirismo.
venerdì, agosto 19, 2005
L'Avis lancia la campagna "Profumo di vita"
BERNALDA –“Un donatore tira l’altro”, perché la speranza degli avisini bernaldesi è di portare sempre più gente all’appuntamento mensile con la donazione. Domani dalle 8.30 alle 11.30 presso il poliambulatorio, i volontari si aspettano una buona affluenza. Sono stati molti, infatti, ad avvicinarsi allo stand allestito dall’associazione nel corso della ‘Festa del donatore’ organizzata a luglio.
La donazione in estate, a causa del caldo, è più fastidiosa, ma assolutamente necessaria. Milioni di persone ogni giorno devono la loro vita ad altri che non incontreranno mai, persone che donano il loro sangue liberamente senza alcun risarcimento. «A luglio abbiamo raccolto sette donazioni - dice Deborah Scardillo, responsabile bernaldese dell’Avis - e abbiamo lanciato per agosto la campagna ‘Eau de vie. (Profumo di vita) Sembra un profumo, ma è per la vita’».
Lo scorso mese lo slogan scelto è stato ‘Fratelli di sangue... donato’ per ricordare «che il sangue non serve solo ai “bianchi”, ma può aiutare tutti. Per questo motivo abbiamo affisso un manifesto scritto in più lingue». L’iniziativa sarà replicata nei prossimi mesi, perché per gli avisini rimane centrale e strategica la figura del donatore. «Nei primi sei mesi dell’anno – conclude Deborah – abbiamo registrato più di cento donazioni. Un ottimo risultato, rispetto alle ottanta ricevute nello stesso periodo del 2004. La raccolta organizzata con l’autoemoteca ci ha dato più visibilità e nuovi donatori». Chi stenderà domani il suo braccio, può essere sicuro: la sua è una scelta di solidarietà a favore della vita.
La donazione in estate, a causa del caldo, è più fastidiosa, ma assolutamente necessaria. Milioni di persone ogni giorno devono la loro vita ad altri che non incontreranno mai, persone che donano il loro sangue liberamente senza alcun risarcimento. «A luglio abbiamo raccolto sette donazioni - dice Deborah Scardillo, responsabile bernaldese dell’Avis - e abbiamo lanciato per agosto la campagna ‘Eau de vie. (Profumo di vita) Sembra un profumo, ma è per la vita’».
Lo scorso mese lo slogan scelto è stato ‘Fratelli di sangue... donato’ per ricordare «che il sangue non serve solo ai “bianchi”, ma può aiutare tutti. Per questo motivo abbiamo affisso un manifesto scritto in più lingue». L’iniziativa sarà replicata nei prossimi mesi, perché per gli avisini rimane centrale e strategica la figura del donatore. «Nei primi sei mesi dell’anno – conclude Deborah – abbiamo registrato più di cento donazioni. Un ottimo risultato, rispetto alle ottanta ricevute nello stesso periodo del 2004. La raccolta organizzata con l’autoemoteca ci ha dato più visibilità e nuovi donatori». Chi stenderà domani il suo braccio, può essere sicuro: la sua è una scelta di solidarietà a favore della vita.
La forza di Padre Pio illumina ancora il cammino dei fedeli bernaldesi
BERNALDA – Un uomo umile e deciso, un frate ubbidiente sia al Signore, sia alla Chiesa. Il ritratto di Padre Pio svela una santità sempre “moderna”, un mistero che commuove. Stasera alle 21 nella parrocchia ‘Mater Ecclesiae’ ci sarà una veglia per il frate di Pietrelcina (Bn) e la Chiesa. I fedeli ricorderanno con le preghiere quello stesso venerdì di undici anni fa, quando in uno stabile di via Matteotti un quadro, con l’effige del santo, lacrimò sangue umano.
L’immagine è ora esposta in chiesa dal giorno della beatificazione, avvenuta il 2 maggio del 1999. Il quadro fu disegnato da Cinzia Zambrella, una devota del frate. Il "fenomeno singolare, unico" andò avanti per tutta la giornata, davanti a migliaia di testimoni. Proprio il venerdì Padre Pio effondeva dalle stimmate più sangue del previsto. La lacrimazione, che avvenne all’altezza delle pupille, fu gestita con estrema cautela con tre riscontri scientifici. Le analisi furono svolte presso i laboratori dell'Agrobios, dell'Ospedale di Matera e del Policlinico "A. Gemelli" di Roma. L'esame comparato tra il sangue delle lacrime e quello raccolto dalle pezzuole poste sulle stimmate del frate diede, però, risultati di non compatibilità. Il parroco mons. don Mimì D'Elia da allora gestisce con cautela e serietà l'immagine evitando ogni forma di fanatismo, perché «non vogliamo né dimenticare, né enfatizzare quel giorno».
Tra san Pio e i bernaldesi c’è un legame lontano. Fu l'allora vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, il bernaldese Pasquale Brescia a far parte, infatti, del picchetto d'onore incaricato di sorvegliare la salma del santo. Dopo tanti anni è stata la moglie dell'attuale maresciallo in pensione a riconoscerlo in una foto pubblicata su una rivista del Corriere della Sera.
La lacrimazione di Bernalda e il grande clamore suscitato nel 1994 ricordano pure ciò che è accaduto dal 25 maggio a Marsicovetere. Lì una statua del santo di colore bronzeo ha lacrimato diverse volte. Il risultato sui campioni di sangue prelevati dal medico legale Rocco Maglietta e dal collega Aldo Di Fazio, per conto della Curia potentina, non è stato ancora reso noto.
Un’altra piccola curiosità lega i due paesi lucani: entrambi hanno scelto come patrono san Bernardino da Siena, anch’egli un santo francescano che, come Padre Pio, ha saputo ascoltare le sofferenze e le attese della gente. Lo stesso san Pio si è confermato negli anni un frate del popolo: «Figlio d’Italia e figlio di S. Francesco» lo proclamò Giovanni Paolo II, anche se lui umilmente si definiva «’Nu maccarone senza sale».
L’immagine è ora esposta in chiesa dal giorno della beatificazione, avvenuta il 2 maggio del 1999. Il quadro fu disegnato da Cinzia Zambrella, una devota del frate. Il "fenomeno singolare, unico" andò avanti per tutta la giornata, davanti a migliaia di testimoni. Proprio il venerdì Padre Pio effondeva dalle stimmate più sangue del previsto. La lacrimazione, che avvenne all’altezza delle pupille, fu gestita con estrema cautela con tre riscontri scientifici. Le analisi furono svolte presso i laboratori dell'Agrobios, dell'Ospedale di Matera e del Policlinico "A. Gemelli" di Roma. L'esame comparato tra il sangue delle lacrime e quello raccolto dalle pezzuole poste sulle stimmate del frate diede, però, risultati di non compatibilità. Il parroco mons. don Mimì D'Elia da allora gestisce con cautela e serietà l'immagine evitando ogni forma di fanatismo, perché «non vogliamo né dimenticare, né enfatizzare quel giorno».
Tra san Pio e i bernaldesi c’è un legame lontano. Fu l'allora vice brigadiere dell'Arma dei Carabinieri, il bernaldese Pasquale Brescia a far parte, infatti, del picchetto d'onore incaricato di sorvegliare la salma del santo. Dopo tanti anni è stata la moglie dell'attuale maresciallo in pensione a riconoscerlo in una foto pubblicata su una rivista del Corriere della Sera.
La lacrimazione di Bernalda e il grande clamore suscitato nel 1994 ricordano pure ciò che è accaduto dal 25 maggio a Marsicovetere. Lì una statua del santo di colore bronzeo ha lacrimato diverse volte. Il risultato sui campioni di sangue prelevati dal medico legale Rocco Maglietta e dal collega Aldo Di Fazio, per conto della Curia potentina, non è stato ancora reso noto.
Un’altra piccola curiosità lega i due paesi lucani: entrambi hanno scelto come patrono san Bernardino da Siena, anch’egli un santo francescano che, come Padre Pio, ha saputo ascoltare le sofferenze e le attese della gente. Lo stesso san Pio si è confermato negli anni un frate del popolo: «Figlio d’Italia e figlio di S. Francesco» lo proclamò Giovanni Paolo II, anche se lui umilmente si definiva «’Nu maccarone senza sale».
martedì, agosto 16, 2005
Le emozioni artistiche di Sebaste
BERNALDA – «La vita a volte confonde/ ti fonde/ poi tu comprendi/ e ti riprendi/ se il tempo c’è».
Le parole della canzone ‘Sirtaki’ di Mango sembrano calzare a pennello sul percorso artistico di Salvatore Sebaste. Ogni artista ha il suo cammino, un cammino incisivo, fatto di fermate e ripartenze, a caccia di un proprio linguaggio espressivo. Si parte seguendo un sentiero, un maestro (Corrado Lorenzo e l’artigianato della cartapesta in quel di Novoli (Le) e si prosegue verso altre mete.
Le esperienze acquisite da Sebaste, il suo “linguaggio” mutevole e discontinuo, la sua stessa manualità, sono una ricchezza. Se le sue prime espressioni artistiche sembrano più “comprensibili”, nel suo nuovo stile, ci sono echi e tracce antiche, che il pittore si diverte a sparpagliare, come Pollicino con le sue molliche. La ‘Scuola libera di grafica’ nata sotto la sua presidenza, dal 1975 al 1977, del circolo culturale "La Scaletta" di Matera, ha aumentato in Salvatore la capacità di scavare negli individui per farne uscire l’essenza. Cominciano così la produzione di libri d’arte a numero limitato e la pubblicazione di versi scritti da Leonardo Sinisgalli, Mario Trufelli e Leonardo Mancino. La piccola casa editrice ‘La Spiga’, creata a Bernalda, gli ha dato la possibilità di raccontare senza descrivere, di far rinascere senza assillare.
Le ultime creazioni non sono più tentativi di un primo contatto con la realtà limitrofa, ma si fanno espressività, con opere non finite e spesso senza titolo. Non si nota più, dopo una superficiale lettura, il senso di calco della realtà, ma è chiaro il dato irreale, favolistico, onirico. Questa summa di “frutti artistici” sarà messa in mostra a Milano in dicembre presso la libreria ‘Bocca’, nella Galleria Vittorio Emanuele II e nel 2006 tra i castelli della Valle d’Aosta.
Il personale racconto di Sebaste è dato ora dall’interpretazione della materia e dalla sua composizione. La cronaca pittorica e scultorica è soggetta a varie traduzioni, accentuando il non chiaro e l’indecifrabile. Il quadro diventa doppio: non leggibile/leggibile in toto, sogno chiuso in scatola, ma aperto grazie ai più piccoli particolari. Le figure astratte che si rendono consultabili più per stesure di colore disomogenee, che per la calligrafia, sono traslati di un mondo che l’artista visita centellinando le parole a suo piacimento. Il pittore-scultore si diverte con il suo ruolo di grande riduttore dei contrari.
Sebaste re-interpreta circostanze trascorse con assiomatico gusto e imprimendo su di esse un marchio che, senz’altro, lo fa individuare senza interposizioni. Le composizioni di colore e oggetti di legno non hanno un ordine ridotto all’essenziale, dalla forma semplice e chiusa, ma vengono trasfigurate con la perdita dell’immagine, che muta in espressione artistica. Il segno compatto e impreciso, ampio e disarmonico concorre a rappresentare gli aspetti tipici del personaggio. Le sottigliezze del tratto danno l’impressione d’imprigionare la luce e restituire potenza vitale e profondità al raffigurato. La linea pittorica non è percepita come un confine, ma è solo il trampolino che favorisce il rapporto con il mondo. Un universo fatto di allusioni.
Le parole della canzone ‘Sirtaki’ di Mango sembrano calzare a pennello sul percorso artistico di Salvatore Sebaste. Ogni artista ha il suo cammino, un cammino incisivo, fatto di fermate e ripartenze, a caccia di un proprio linguaggio espressivo. Si parte seguendo un sentiero, un maestro (Corrado Lorenzo e l’artigianato della cartapesta in quel di Novoli (Le) e si prosegue verso altre mete.
Le esperienze acquisite da Sebaste, il suo “linguaggio” mutevole e discontinuo, la sua stessa manualità, sono una ricchezza. Se le sue prime espressioni artistiche sembrano più “comprensibili”, nel suo nuovo stile, ci sono echi e tracce antiche, che il pittore si diverte a sparpagliare, come Pollicino con le sue molliche. La ‘Scuola libera di grafica’ nata sotto la sua presidenza, dal 1975 al 1977, del circolo culturale "La Scaletta" di Matera, ha aumentato in Salvatore la capacità di scavare negli individui per farne uscire l’essenza. Cominciano così la produzione di libri d’arte a numero limitato e la pubblicazione di versi scritti da Leonardo Sinisgalli, Mario Trufelli e Leonardo Mancino. La piccola casa editrice ‘La Spiga’, creata a Bernalda, gli ha dato la possibilità di raccontare senza descrivere, di far rinascere senza assillare.
Le ultime creazioni non sono più tentativi di un primo contatto con la realtà limitrofa, ma si fanno espressività, con opere non finite e spesso senza titolo. Non si nota più, dopo una superficiale lettura, il senso di calco della realtà, ma è chiaro il dato irreale, favolistico, onirico. Questa summa di “frutti artistici” sarà messa in mostra a Milano in dicembre presso la libreria ‘Bocca’, nella Galleria Vittorio Emanuele II e nel 2006 tra i castelli della Valle d’Aosta.
Il personale racconto di Sebaste è dato ora dall’interpretazione della materia e dalla sua composizione. La cronaca pittorica e scultorica è soggetta a varie traduzioni, accentuando il non chiaro e l’indecifrabile. Il quadro diventa doppio: non leggibile/leggibile in toto, sogno chiuso in scatola, ma aperto grazie ai più piccoli particolari. Le figure astratte che si rendono consultabili più per stesure di colore disomogenee, che per la calligrafia, sono traslati di un mondo che l’artista visita centellinando le parole a suo piacimento. Il pittore-scultore si diverte con il suo ruolo di grande riduttore dei contrari.
Sebaste re-interpreta circostanze trascorse con assiomatico gusto e imprimendo su di esse un marchio che, senz’altro, lo fa individuare senza interposizioni. Le composizioni di colore e oggetti di legno non hanno un ordine ridotto all’essenziale, dalla forma semplice e chiusa, ma vengono trasfigurate con la perdita dell’immagine, che muta in espressione artistica. Il segno compatto e impreciso, ampio e disarmonico concorre a rappresentare gli aspetti tipici del personaggio. Le sottigliezze del tratto danno l’impressione d’imprigionare la luce e restituire potenza vitale e profondità al raffigurato. La linea pittorica non è percepita come un confine, ma è solo il trampolino che favorisce il rapporto con il mondo. Un universo fatto di allusioni.
La biografia di Salvatore Sebaste
Salvatore Sebaste (Novoli di Lecce 1939), pittore, scultore incisore. A Bernalda dal 1966 il suo laboratorio calcografico è punto d’incontro di artisti contemporanei. In questo studio ha stampato nel 1980 otto acqueforti di Joseph Beuys, le uniche realizzate dall’artista tedesco. Dal 1975 al 1977 è stato presidente del circolo culturale ‘La Scaletta’ di Matera, dove ha fondato con altri amici artisti la “Scuola libera di grafica”. Nel 1992 ha esposto i suoi libri d’arte al “Moma” (The museum of Modern Art) di New York. Nel 1994 ha partecipato alla mostra del libro d’arte al Museo Guggenheim di Venezia ed è presente nel catalogo de “I libri d’artista italiani del Novecento”. Sue opere di pittura e scultura sono collocate in edifici pubblici, chiese e musei. Negli anni ’90 suoi scritti d’arte sono stati pubblicati su “Basilicata Regione Informazioni Risorsa Cultura” del Consiglio Regionale di Basilicata e sul settimanale “Cronache Lucane”. Oggi con “I percorsi d’arte” dei 131 paesi della Basilicata è inserito sul sito internet del consiglio regionale lucano. Nel 1998 per l’edizione ‘Nova Luna’ di Brescia ha pubblicato “Pensieri in movimento”, diario di appunti e riflessioni critiche su e intorno all’arte. Dallo stesso anno è direttore artistico della ‘Pinacoteca Comunale d’arte Moderna Bernalda-Metaponto’. Nel 1999 è stata pubblicata la sua monografia elaborata dal giornalista Rino Cardone, con la prefazione del critico d’arte Claudio Spadoni.
Sito: www.salvatoresebaste.it.
Sito: www.salvatoresebaste.it.
sabato, agosto 13, 2005
Menoni, l'uomo che vuole sfidare la Manica
«Sconvolte l’onde! Crollan... rigurgitano... Alte e profonde». Il passo della tragedia Ero e Leandro, musicata da Luigi Mancinelli (1848-1921) è una descrizione perfetta di quello che vedrà Simone Menoni. Il nuotatore delle «Fiamme oro» tra il 26 e il 31 agosto cercherà di traversare a nuoto il canale della Manica.
L’impresa sarebbe già leggendaria, ma Simone vuole battere il record stabilito lo scorso 2 agosto dal tedesco Christof Wandratsch (7h3’52”). Il percorso da affrontare, inizia a Shakespeare’s Cliff (tra Folkestone e Dover, sulla costa britannica) e termina a Cap Gris Nez (tra Boulogne e Calais, in Francia). Anche se tra le due coste ci sono 32 km, l’oscillazione delle maree e le correnti costringono il nuotatore a un ulteriore dispendio d’energia. La temperatura dell’acqua è particolarmente bassa. Varia dai 15 ai 18 gradi tra luglio e settembre.
«Mi sento pronto, sarà dura, ma spero di poter resistere, anche con l’aiuto di correnti favorevoli», ha detto Menoni, confessando di essere impegnato in allenamenti estenuanti, 14 a settimana, di cui tre in palestra, con esercizi particolari per «la trasformazione della forza in acqua».
Il primo nuotatore a cimentarsi in questa sfida, contro la natura e il tempo, fu il capitano inglese Matthew Webb. Entrò in acqua a Dover il 24 agosto del 1875 e dopo 21 ore e 45 minuti, toccò terra a Cap Gris Nez.
Il passaggio dei nuotatori nel canale della Manica è regolamentato, dal 1927, dalla Channel Swimming Association (CSA). L’associazione, cui Menoni si è iscritto, certifica il tempo impiegato per la traversata e indica ai nuotatori quali siano gli skipper accreditati per seguirli, con le proprie imbarcazioni, durante il tentativo di record.
Sono previsti anche gli esami antidoping, mentre l’atleta deve indossare un costume tradizionale, senza gambe o maniche. «Una gara contro il tempo, una cronometro come nel ciclismo rispecchia il mio modo di gareggiare – conferma Simone – anche se devo ancora metabolizzare le sette ore e tre minuti del tedesco».
Menoni è nato a La Spezia il 13 ottobre del 1974. Nel 1992 una frattura di una vertebra, dopo un incidente stradale, lo aveva costretto a otto mesi di letto. Tra i suoi principali risultati in carriera, c’è anche il prestigioso quarto posto ai campionati europei di Berlino 2002 sulla distanza dei 25 chilometri. Simone realizza le migliori prestazioni in acque fredde. Ha una naturale predisposizione per le temperature rigide dell’acqua e preferisce nuotare in solitario. Le difficoltà lo hanno temprato, rendendolo capace di «trasformare la paura in grinta, anche se dovrò essere aiutato da una buona dose di fortuna».
Il nuotatore fuori dalle gare si descrive come un ragazzo sempre attivo «che dopo due giorni senza far niente, al terzo comincia a smaniare, giocando a calcetto o a tennis». Chissà se Simone ce la farà. Il mare separa e unisce, stanca e sfianca, ma attira sempre, come l’amore, parola del poeta Pierre de Marbeuf.
L’impresa sarebbe già leggendaria, ma Simone vuole battere il record stabilito lo scorso 2 agosto dal tedesco Christof Wandratsch (7h3’52”). Il percorso da affrontare, inizia a Shakespeare’s Cliff (tra Folkestone e Dover, sulla costa britannica) e termina a Cap Gris Nez (tra Boulogne e Calais, in Francia). Anche se tra le due coste ci sono 32 km, l’oscillazione delle maree e le correnti costringono il nuotatore a un ulteriore dispendio d’energia. La temperatura dell’acqua è particolarmente bassa. Varia dai 15 ai 18 gradi tra luglio e settembre.
«Mi sento pronto, sarà dura, ma spero di poter resistere, anche con l’aiuto di correnti favorevoli», ha detto Menoni, confessando di essere impegnato in allenamenti estenuanti, 14 a settimana, di cui tre in palestra, con esercizi particolari per «la trasformazione della forza in acqua».
Il primo nuotatore a cimentarsi in questa sfida, contro la natura e il tempo, fu il capitano inglese Matthew Webb. Entrò in acqua a Dover il 24 agosto del 1875 e dopo 21 ore e 45 minuti, toccò terra a Cap Gris Nez.
Il passaggio dei nuotatori nel canale della Manica è regolamentato, dal 1927, dalla Channel Swimming Association (CSA). L’associazione, cui Menoni si è iscritto, certifica il tempo impiegato per la traversata e indica ai nuotatori quali siano gli skipper accreditati per seguirli, con le proprie imbarcazioni, durante il tentativo di record.
Sono previsti anche gli esami antidoping, mentre l’atleta deve indossare un costume tradizionale, senza gambe o maniche. «Una gara contro il tempo, una cronometro come nel ciclismo rispecchia il mio modo di gareggiare – conferma Simone – anche se devo ancora metabolizzare le sette ore e tre minuti del tedesco».
Menoni è nato a La Spezia il 13 ottobre del 1974. Nel 1992 una frattura di una vertebra, dopo un incidente stradale, lo aveva costretto a otto mesi di letto. Tra i suoi principali risultati in carriera, c’è anche il prestigioso quarto posto ai campionati europei di Berlino 2002 sulla distanza dei 25 chilometri. Simone realizza le migliori prestazioni in acque fredde. Ha una naturale predisposizione per le temperature rigide dell’acqua e preferisce nuotare in solitario. Le difficoltà lo hanno temprato, rendendolo capace di «trasformare la paura in grinta, anche se dovrò essere aiutato da una buona dose di fortuna».
Il nuotatore fuori dalle gare si descrive come un ragazzo sempre attivo «che dopo due giorni senza far niente, al terzo comincia a smaniare, giocando a calcetto o a tennis». Chissà se Simone ce la farà. Il mare separa e unisce, stanca e sfianca, ma attira sempre, come l’amore, parola del poeta Pierre de Marbeuf.
La pittura di Avigliano libera le ali del cuore
OPPIDO LUCANO – L’anima di un artista è come un libro di pagine bianche, che il tempo dipinge con storie vissute. La mostra ‘Explorando’ del pittore Antonio Avigliano, che si apre stasera alle 18, è un capitolo di quel volume, denso di colori e paesaggi lucani. La personale sarà allestita nell’ex cinema Martino, in piazza Marconi e rimarrà aperta fino al 25 agosto. Avigliano è lucano, ma vive in Toscana e lì dipinge le sue personali fotografie della Basilicata, ritratta nella sua bellezza naturale.
Il pittore sa che niente è così fantastico come il reale. I quadri rispecchiano questa consapevolezza e regalano una vivace sequenza di colori decisi, che si adagiano con felici intuizioni tra alberi, colline, ginestre, siepi e cieli “puri”. «Sono anche e soprattutto un paesaggista, – conferma Avigliano – perché ritengo che quest’onda artistica non abbia ancora detto e proposto abbastanza. La critica non ha forse capito che le avanguardie hanno chiuso i ponti dell’ispirazione, dell’osservazione e del perfezionamento stilistico. Io vorrei far capire, come dice un adagio giapponese, che un artista potrebbe passare tutta la vita a dipingere sulla tela un filo d’erba e morire pienamente insoddisfatto».
‘Explorando’ continua a raccontare la storia personale di Avigliano, mentre l’alba illumina nuove vicende e le tele «sintetizzano i vari aspetti del mio percorso artistico – aggiunge Avigliano – con il quale ho cercato di esplorare la natura. Ho guardato il mondo con i miei occhi e ho tentato di rappresentarlo a modo mio, in maniera spontanea e istintiva». La mostra è stata allestita con la collaborazione della Cineteca Lucana di Nino Martino ed è un omaggio ad Enore e Rocco Martino che nel dopoguerra crearono il cinema ad Oppido, chiuso ormai da molti anni. In quella stessa sala Avigliano vuole riportare il calore umano che si respirava qualche decennio fa. A volte non solo i poeti sanno indovinare le “atmosfere”.
Il pittore sa che niente è così fantastico come il reale. I quadri rispecchiano questa consapevolezza e regalano una vivace sequenza di colori decisi, che si adagiano con felici intuizioni tra alberi, colline, ginestre, siepi e cieli “puri”. «Sono anche e soprattutto un paesaggista, – conferma Avigliano – perché ritengo che quest’onda artistica non abbia ancora detto e proposto abbastanza. La critica non ha forse capito che le avanguardie hanno chiuso i ponti dell’ispirazione, dell’osservazione e del perfezionamento stilistico. Io vorrei far capire, come dice un adagio giapponese, che un artista potrebbe passare tutta la vita a dipingere sulla tela un filo d’erba e morire pienamente insoddisfatto».
‘Explorando’ continua a raccontare la storia personale di Avigliano, mentre l’alba illumina nuove vicende e le tele «sintetizzano i vari aspetti del mio percorso artistico – aggiunge Avigliano – con il quale ho cercato di esplorare la natura. Ho guardato il mondo con i miei occhi e ho tentato di rappresentarlo a modo mio, in maniera spontanea e istintiva». La mostra è stata allestita con la collaborazione della Cineteca Lucana di Nino Martino ed è un omaggio ad Enore e Rocco Martino che nel dopoguerra crearono il cinema ad Oppido, chiuso ormai da molti anni. In quella stessa sala Avigliano vuole riportare il calore umano che si respirava qualche decennio fa. A volte non solo i poeti sanno indovinare le “atmosfere”.
giovedì, agosto 11, 2005
Festa agostana di S. Bernardino, un legame che dura nei secoli
BERNALDA – Eravamo nel 1975. Lo stipendio di un operaio era di circa 154.000 lire, il giornale ne costava 150, un biglietto del tram 100, una tazzina di caffè 120. In quell’anno l’ingegner Nicola Dommarco, con altri amici, prese in mano le redini della festa patronale dedicata a S. Bernardino. Nel 2005, oltre ai 30 anni del comitato festa, si ricorderanno i 25 dal primo gemellaggio con Siena. «Rafforzeremo i rapporti – dice Dommarco – con il complesso museale senese di Santa Maria della Scala, di cui è rettore Anna Carli, portando lì alcune mostre».
Le novità della festa patronale quest’anno, oltre al sito www.festadisanbernardino.it, sono concentrate quasi tutte nella giornata conclusiva del 23 agosto. Il corteo storico, infatti, si arricchirà con i figuranti di Federico II da Melfi e un nuovo gruppo di sbandieratori. Non mancherà la rievocazione della venuta a Bernalda, il 20 gennaio del 1735, del re Carlo III di Borbone, che conferì a Bernalda il titolo di città. «Vogliamo, come comitato festa, che Bernalda ricordi l’avvenimento dedicando un pezzo di via Cavour, quello che poi termina in piazza San Bernardino, al re Borbone. Ne abbiamo parlato con il parroco Don Mariano Crucinio e con il sindaco Renna, ma l’ultima parola spetta al Comune». Altre sorprese verranno dai tre spettacoli pirotecnici, offerti da sponsor locali.
Le feste partiranno il 20 agosto. I bernaldesi potranno ascoltare le canzoni napoletane classiche cantate da Gianni Aversano, laureato in filosofia a Napoli. Il musicista incantò oltre 20mila persone l’anno scorso al Meeting di Comunione e Liberazione e ricercherà nello spettacolo ‘Scetate e guarda’ la “nostalgia del vero”. Il 21 ci sarà un’orchestra romagnola i “Genio e i Pierrots”, mentre il giorno successivo in piazza Plebiscito è previsto il concerto lirico sinfonico “Città di Lecce”. In contemporanea lungo corso Umberto I ci saranno alcuni giocolieri romani, che hanno partecipato a “Striscia la Notizia”. «Di sicuro verrà il noto regista Francis Ford Coppola, - anticipa Dommarco - che torna in Italia per seguire la festa e il concerto. Abbiamo previsto per lui una “standing ovation”».
Dopo 30 anni il desiderio che muove gli organizzatori è che la festa patronale sia un’occasione per la pre-evangelizzazione, «una benevola predisposizione del popolo all’accoglimento del messaggio evangelico integrale». Da quest’anno per statuto diocesano i membri del comitato, dopo tre mesi e la contemporanea presentazione del bilancio, devono dimettersi «e lo faremo puntualmente. Il parroco – continua l’ingegnere - deciderà poi cosa fare». Dopo tutti questi anni l’istantanea più significativa Dommarco la sceglie con piacere e senza dubbi: la venuta del corpo di San Bernardino, «un evento che ha segnato per sempre la nostra esistenza».
Le novità della festa patronale quest’anno, oltre al sito www.festadisanbernardino.it, sono concentrate quasi tutte nella giornata conclusiva del 23 agosto. Il corteo storico, infatti, si arricchirà con i figuranti di Federico II da Melfi e un nuovo gruppo di sbandieratori. Non mancherà la rievocazione della venuta a Bernalda, il 20 gennaio del 1735, del re Carlo III di Borbone, che conferì a Bernalda il titolo di città. «Vogliamo, come comitato festa, che Bernalda ricordi l’avvenimento dedicando un pezzo di via Cavour, quello che poi termina in piazza San Bernardino, al re Borbone. Ne abbiamo parlato con il parroco Don Mariano Crucinio e con il sindaco Renna, ma l’ultima parola spetta al Comune». Altre sorprese verranno dai tre spettacoli pirotecnici, offerti da sponsor locali.
Le feste partiranno il 20 agosto. I bernaldesi potranno ascoltare le canzoni napoletane classiche cantate da Gianni Aversano, laureato in filosofia a Napoli. Il musicista incantò oltre 20mila persone l’anno scorso al Meeting di Comunione e Liberazione e ricercherà nello spettacolo ‘Scetate e guarda’ la “nostalgia del vero”. Il 21 ci sarà un’orchestra romagnola i “Genio e i Pierrots”, mentre il giorno successivo in piazza Plebiscito è previsto il concerto lirico sinfonico “Città di Lecce”. In contemporanea lungo corso Umberto I ci saranno alcuni giocolieri romani, che hanno partecipato a “Striscia la Notizia”. «Di sicuro verrà il noto regista Francis Ford Coppola, - anticipa Dommarco - che torna in Italia per seguire la festa e il concerto. Abbiamo previsto per lui una “standing ovation”».
Dopo 30 anni il desiderio che muove gli organizzatori è che la festa patronale sia un’occasione per la pre-evangelizzazione, «una benevola predisposizione del popolo all’accoglimento del messaggio evangelico integrale». Da quest’anno per statuto diocesano i membri del comitato, dopo tre mesi e la contemporanea presentazione del bilancio, devono dimettersi «e lo faremo puntualmente. Il parroco – continua l’ingegnere - deciderà poi cosa fare». Dopo tutti questi anni l’istantanea più significativa Dommarco la sceglie con piacere e senza dubbi: la venuta del corpo di San Bernardino, «un evento che ha segnato per sempre la nostra esistenza».
Il programma
Venerdì 12 Agosto:
Inizio novena a San Bernardino e a San Rocco L’evento sarà ricordato con il tradizionale sparo mattutino di colpi. Allieterà la giornata la ‘Bassa Musica Città di Bari’.
Venerdì 14 Agosto:
Fiera di San Bernardino
Venerdì 19 Agosto:
La ‘Strabernalda’ dei piccoli
Sabato 20 Agosto:
La Strabernalda, XXIX Edizione
21.30 Napoli InCanto, in Corso Umberto Gianni Aversano nel recital: “Scetate e guarda: la canzone napoletana come nostalgia del vero”.
Venerdì 21 Agosto: SAN ROCCO
9.00 Giro cittadino del concerto bandistico, 18.00 processione di San Rocco, 21.30 concerto di “GENIO E I PIERROTS”
Domenica 22 Agosto: SAN BERNARDINO
8.00 Santa Messa nella chiesa del Carmine, 9.00 giro cittadino del Gran Concerto ‘Città dì Lecce’, 18.00 processione di S. Bernardino, 21.30 gran concerto lirico-sinfonico ‘Città di Lecce’ diretto dal maestro Carmine de Giorgi. Il tenore Giovanni Mazzone, il baritono Giovanni Quarta, il soprano Maria Todisco e il mezzosoprano Chiara Colavito canteranno, 21.30 esibizione di artisti di strada in corso Umberto I.
Lunedì 23 Agosto:
10.00 Scambio di doni e di saluti fra le delegazioni di Bernalda, Siena, L'Aquila, Massa Marittima e Mirabella Eclano, 11.00 S. Messa presieduta da S. E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo di Matera e Irsina. Interverrà il coro "San Bernardino", 12.00 S. Bernardino rientra al Carmine, 18.00 Corteo storico con il vitellino fedele, l'associazione cavalieri di San Bernardino, cavalieri del Basento, le Chiarine della municipalità aquilana, gli sbandieratori dell'Aquila, corteo di Federico II, corteo della Bolla della Perdonanza, i trombonieri-archibugieri e figuranti di Cava dei Tirreni, la banda di tamburi ‘Città di Bari’,gli sbandieratori di Carovigno, gli sbandieratori di Francavilla Fontana, la confraternita di Mirabella Eclano, i gonfaloni di Bernalda, Siena, L'Aquila, Mirabella Eclano e della provincia di Potenza, di Matera e dei comuni lucani, 18.30 aste per il traino della carrozza di San Bernardino, 18.45 asta per il Palio di S.Bernardino, 19.00 Carlo III di Borbone, come accadde il 20 gennaio del 1735, percorre via Cavour con la corte e tutto il seguito e arriva in piazza S. Bernardino, 19.15 il Re Carlo III venera San Bernardino, 19.20 inginocchiamento del vitellino fedele davanti a San Bernardino, 19.30 il corteo storico riparte da piazza San Bernardino, 20.30 Largo S. Donato: tradizionale sparo dei Trombonieri-Archibugieri di Cava dei Tirreni, 20.45 asta per il vitellino fedele, 21.00 inizia l'asta per il Carro Trionfale. 21.00 Piazza Plebiscito: disfida fra gli sbandieratori di Carovigno (Campioni d'Italia), dell'Aquila e di Francavilla Fontana, 22.15 il Carro Trionfale valica lo storico limite della cisterna di San Francesco: finisce l'asta per il traino, 22.30 arrivo del Carro Trionfale in Piazza Plebiscito e il complesso Bandistico città di Miglionico, eseguirà l'inno a San Bernardino, di Mons. Domenico D'Elia di Bernalda. Successivamente, alla presenza del vincitore dell'asta del carro, la banda intonerà "Noi vogliam Dio" e l'"lnno di Mameli". Breve saluto dei signori sindaci di Bernalda, Siena, l'Aquila, Massa Marittima e Mirabella Eclano.
23.30 spettacolo di fuochi artificiali.
Sabato 3 Settembre:
21.00 Estrazione dei biglietti vincenti e consegna della nuova Panda Actual, del tv color "Donatello", del divano Emily e della mountain bike.
Inizio novena a San Bernardino e a San Rocco L’evento sarà ricordato con il tradizionale sparo mattutino di colpi. Allieterà la giornata la ‘Bassa Musica Città di Bari’.
Venerdì 14 Agosto:
Fiera di San Bernardino
Venerdì 19 Agosto:
La ‘Strabernalda’ dei piccoli
Sabato 20 Agosto:
La Strabernalda, XXIX Edizione
21.30 Napoli InCanto, in Corso Umberto Gianni Aversano nel recital: “Scetate e guarda: la canzone napoletana come nostalgia del vero”.
Venerdì 21 Agosto: SAN ROCCO
9.00 Giro cittadino del concerto bandistico, 18.00 processione di San Rocco, 21.30 concerto di “GENIO E I PIERROTS”
Domenica 22 Agosto: SAN BERNARDINO
8.00 Santa Messa nella chiesa del Carmine, 9.00 giro cittadino del Gran Concerto ‘Città dì Lecce’, 18.00 processione di S. Bernardino, 21.30 gran concerto lirico-sinfonico ‘Città di Lecce’ diretto dal maestro Carmine de Giorgi. Il tenore Giovanni Mazzone, il baritono Giovanni Quarta, il soprano Maria Todisco e il mezzosoprano Chiara Colavito canteranno, 21.30 esibizione di artisti di strada in corso Umberto I.
Lunedì 23 Agosto:
10.00 Scambio di doni e di saluti fra le delegazioni di Bernalda, Siena, L'Aquila, Massa Marittima e Mirabella Eclano, 11.00 S. Messa presieduta da S. E. Mons. Salvatore Ligorio, Arcivescovo di Matera e Irsina. Interverrà il coro "San Bernardino", 12.00 S. Bernardino rientra al Carmine, 18.00 Corteo storico con il vitellino fedele, l'associazione cavalieri di San Bernardino, cavalieri del Basento, le Chiarine della municipalità aquilana, gli sbandieratori dell'Aquila, corteo di Federico II, corteo della Bolla della Perdonanza, i trombonieri-archibugieri e figuranti di Cava dei Tirreni, la banda di tamburi ‘Città di Bari’,gli sbandieratori di Carovigno, gli sbandieratori di Francavilla Fontana, la confraternita di Mirabella Eclano, i gonfaloni di Bernalda, Siena, L'Aquila, Mirabella Eclano e della provincia di Potenza, di Matera e dei comuni lucani, 18.30 aste per il traino della carrozza di San Bernardino, 18.45 asta per il Palio di S.Bernardino, 19.00 Carlo III di Borbone, come accadde il 20 gennaio del 1735, percorre via Cavour con la corte e tutto il seguito e arriva in piazza S. Bernardino, 19.15 il Re Carlo III venera San Bernardino, 19.20 inginocchiamento del vitellino fedele davanti a San Bernardino, 19.30 il corteo storico riparte da piazza San Bernardino, 20.30 Largo S. Donato: tradizionale sparo dei Trombonieri-Archibugieri di Cava dei Tirreni, 20.45 asta per il vitellino fedele, 21.00 inizia l'asta per il Carro Trionfale. 21.00 Piazza Plebiscito: disfida fra gli sbandieratori di Carovigno (Campioni d'Italia), dell'Aquila e di Francavilla Fontana, 22.15 il Carro Trionfale valica lo storico limite della cisterna di San Francesco: finisce l'asta per il traino, 22.30 arrivo del Carro Trionfale in Piazza Plebiscito e il complesso Bandistico città di Miglionico, eseguirà l'inno a San Bernardino, di Mons. Domenico D'Elia di Bernalda. Successivamente, alla presenza del vincitore dell'asta del carro, la banda intonerà "Noi vogliam Dio" e l'"lnno di Mameli". Breve saluto dei signori sindaci di Bernalda, Siena, l'Aquila, Massa Marittima e Mirabella Eclano.
23.30 spettacolo di fuochi artificiali.
Sabato 3 Settembre:
21.00 Estrazione dei biglietti vincenti e consegna della nuova Panda Actual, del tv color "Donatello", del divano Emily e della mountain bike.
mercoledì, agosto 10, 2005
La buona sanità è di casa nell'ospedale di Tinchi
BERNALDA - A volte basta poco per regalare un po’ di conforto e magari un pizzico di felicità a chi soffre. Il racconto di Nicola La Carpia è un esempio di buona sanità. Entrambi i figli sono stati ricoverati, in tempi diversi, nell’ospedale di Tinchi (Pisticci). Inutile dilungarsi sui dettagli, le attese, i dubbi, le paure dei genitori quando un incubo per un figlio sembra finito e ne compare subito un altro. In ospedale le analisi, la terapia, ma soprattutto le rassicurazioni dei medici hanno fatto tanto. Le due storie a lieto fine, rivelate da La Carpia, sottolineano disponibilità, professionalità, gentilezza di dottori e personale che lavorano in endocrinologia ed endocrinochirurgia. «Nei reparti non c’è il consueto odore d’ospedale. La pulizia e il sorriso - dice Nicola - sono sempre di casa. Per non parlare dell’assistenza continua e dei buoni rapporti che si stabiliscono tra i pazienti, i loro familiari e gli infermieri».
La buona sanità, infatti, è quella di cui non si parla. È facile trovarla nella routine, nell’opera silenziosa di tanti medici che non saliranno mai alla ribalta, ma ogni giorno lottano per asportare calcoli, rimuovere una cataratta, alleviare i dolori di un’artrosi, riabilitare un paziente colpito da ictus, tutti interventi che rappresentano quello che serve ad un cittadino. «Voglio ringraziare i dottori Rocco Bruno, Pasquale Bellitti e Marco Capezzone, non dimenticando l’intervento del chirurgo Paolo Giannasio, che, prima di essere un medico, è stato un uomo e un padre. Mi auguro – continua La Carpia - che lo Stato potenzi questa struttura per dare sempre un servizio migliore ai cittadini, evitando gli spostamenti fuori regione». La voce di Nicola si fa più dolce, quando ricorda con piacere che già dopo 24 ore dall’operazione suo figlio era completamente autonomo «tanto da potersi radere da solo».
A Tinchi endocrinologia si è strutturata come reparto nel 2004, diventando poi unità operativa. In settembre, dopo l’attivazione del “Day hospital” endocrinologico e diabetologico, ci sono in previsione alcuni posti letto per endocrinologia. Le prestazioni ospedaliere eseguite si aggirano sulle 12mila, come ha confermato il dottor Bellitti «e il trend è in continuo aumento». L’augurio per ogni degente che si recherà all’ospedale di Tinchi, s’intuisce dalle parole conclusive di La Carpia: «Mio figlio ha lasciato l’ospedale tra le lacrime, perché si è sentito come a casa». Un segnale forte e positivo che una nuova sanità a misura dei cittadini è possibile.
La buona sanità, infatti, è quella di cui non si parla. È facile trovarla nella routine, nell’opera silenziosa di tanti medici che non saliranno mai alla ribalta, ma ogni giorno lottano per asportare calcoli, rimuovere una cataratta, alleviare i dolori di un’artrosi, riabilitare un paziente colpito da ictus, tutti interventi che rappresentano quello che serve ad un cittadino. «Voglio ringraziare i dottori Rocco Bruno, Pasquale Bellitti e Marco Capezzone, non dimenticando l’intervento del chirurgo Paolo Giannasio, che, prima di essere un medico, è stato un uomo e un padre. Mi auguro – continua La Carpia - che lo Stato potenzi questa struttura per dare sempre un servizio migliore ai cittadini, evitando gli spostamenti fuori regione». La voce di Nicola si fa più dolce, quando ricorda con piacere che già dopo 24 ore dall’operazione suo figlio era completamente autonomo «tanto da potersi radere da solo».
A Tinchi endocrinologia si è strutturata come reparto nel 2004, diventando poi unità operativa. In settembre, dopo l’attivazione del “Day hospital” endocrinologico e diabetologico, ci sono in previsione alcuni posti letto per endocrinologia. Le prestazioni ospedaliere eseguite si aggirano sulle 12mila, come ha confermato il dottor Bellitti «e il trend è in continuo aumento». L’augurio per ogni degente che si recherà all’ospedale di Tinchi, s’intuisce dalle parole conclusive di La Carpia: «Mio figlio ha lasciato l’ospedale tra le lacrime, perché si è sentito come a casa». Un segnale forte e positivo che una nuova sanità a misura dei cittadini è possibile.
lunedì, agosto 08, 2005
Nuove opere pubbliche per Bernalda e Metaponto lido
BERNALDA – I bernaldesi potrebbero presto seguire le orme di Carolina Kostner, la pattinatrice che quest’anno ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali di pattinaggio a Mosca. Nei giorni scorsi sono state aperte le buste per il bando di gara che ha assegnato la realizzazione di un pattinodromo polivalente a Bernalda, la riqualificazione di Piazzale Nord e la costruzione di Piazzale Sud a Metaponto lido.
Pattinodromo. L’importo dell’appalto è di 271mila euro, divisi tra opere stradali e impianti tecnologici. «Riqualificheremo l’area intorno alla chiesa di San Donato che sta diventando importante, – dichiara Francesco Gioia, assessore ai lavori pubblici – grazie anche al Palazzetto polivalente». L’opera sarà realizzata dietro quella che doveva essere la piscina comunale. «Le somme risparmiate con il ribasso d’asta – prosegue Gioia – saranno utilizzate, almeno questa è l’intenzione della Giunta, per rendere più gradevole lo spazio in quell’area, inserendo del verde».
A Bernalda sono stati già consegnati i lavori per il consolidamento di Fosso Zingari. L’impresa partirà con i lavori, grazie ai fondi del Genio civile, ad inizio settembre, demolendo i fabbricati pericolanti.
Piazzale Nord e Sud. Le opere sono state divise in due lotti. In quello A ci sono i lavori, le forniture necessarie per la costruzione di fabbricati commerciali e le opere idonee a renderli utilizzabili, compresi gli impianti elettrici, telefonici e le fognature. Nel lotto B sono compresi i lavori per la realizzazione della piazza di fronte ai futuri edifici commerciali. L’importo complessivo dell’appalto è superiore ai 500mila euro. «Oltre al nuovo piazzale – spiega l’assessore – riqualificheremo la piazza d’ingresso a Metaponto lido, la sua vetrina».
Sempre a Metaponto l’impresa che si occuperà di ricostruire i 500 metri di spiaggia, ha già ricevuto l’incarico e sta valutando se far partire l’intervento in autunno o nella prossima primavera.
Pattinodromo. L’importo dell’appalto è di 271mila euro, divisi tra opere stradali e impianti tecnologici. «Riqualificheremo l’area intorno alla chiesa di San Donato che sta diventando importante, – dichiara Francesco Gioia, assessore ai lavori pubblici – grazie anche al Palazzetto polivalente». L’opera sarà realizzata dietro quella che doveva essere la piscina comunale. «Le somme risparmiate con il ribasso d’asta – prosegue Gioia – saranno utilizzate, almeno questa è l’intenzione della Giunta, per rendere più gradevole lo spazio in quell’area, inserendo del verde».
A Bernalda sono stati già consegnati i lavori per il consolidamento di Fosso Zingari. L’impresa partirà con i lavori, grazie ai fondi del Genio civile, ad inizio settembre, demolendo i fabbricati pericolanti.
Piazzale Nord e Sud. Le opere sono state divise in due lotti. In quello A ci sono i lavori, le forniture necessarie per la costruzione di fabbricati commerciali e le opere idonee a renderli utilizzabili, compresi gli impianti elettrici, telefonici e le fognature. Nel lotto B sono compresi i lavori per la realizzazione della piazza di fronte ai futuri edifici commerciali. L’importo complessivo dell’appalto è superiore ai 500mila euro. «Oltre al nuovo piazzale – spiega l’assessore – riqualificheremo la piazza d’ingresso a Metaponto lido, la sua vetrina».
Sempre a Metaponto l’impresa che si occuperà di ricostruire i 500 metri di spiaggia, ha già ricevuto l’incarico e sta valutando se far partire l’intervento in autunno o nella prossima primavera.
Si va al Consiglio di Stato ed è sempre più il calcio delle carte bollate
La settimana dei verdetti definitivi prosegue. Oggi il Consiglio di Stato metterà fine all’estate dei ricorsi e disegnerà la formazione dei campionati. Giovedì il Consiglio Federale deciderà sui ripescaggi e sulle richieste di adesione al lodo Petrucci. Poi la Lega potrà finalmente stilare i calendari. Ma il primo appuntamento è per stamattina alle 9 presso Palazzo Spada in Piazza Capo di Ferro a Roma, dove il Consiglio di Stato esaminerà i 15 ricorsi presentati alla giustizia amministrativa dalle società escluse dai campionati.
Davanti al presidente della sesta sezione Giorgio Giovannini saranno esaminati i ricorsi di Gela e Imolese, escluse dai rispettivi campionati e del Verona contro ripescaggio dell’Ascoli in A. Seguiranno quelli di Rosetana, Spal e Salernitana, escluse dai rispettivi campionati, di Perugia, Torino, Torres e Benevento, anche loro escluse. Il Napoli, che spera nel ripescaggio in B, ha presentato ricorsi contro Vicenza e Pescara per inadempienze Inail e contro il Messina per l’iscrizione alla serie A. Contro la società siciliana ci sono anche Bologna e Figc. Se il Consiglio di Stato confermerà i giudizi del Tar laziale il calcio a Perugia (deve saldare i debiti con i tesserati e l’Agenzia delle Entrate), a Salerno (inadempiente con il Fisco) e a Torino (deve presentare la fideiussione di 38 milioni di euro, ma ne ha trovati solo 19) ripartirebbe solo grazie al lodo Petrucci.
Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato si avrà la situazione, forse, definitiva per le iscrizioni ai campionati. Il Consiglio di Stato, è bene sottolinearlo, si pronuncerà solo sulle sospensive, perché il Tar le aveva respinte. In ogni caso la decisione di oggi entrerà esclusivamente nel merito delle sospensioni. La Lega potrà far partire i campionati, ma Tar e Consiglio di Stato dovranno emettere la sentenza successivamente. Il Consiglio Federale della Figc, per preparare i campionati, dovrebbe riunirsi, salvo sorprese, giovedì. Lì saranno esaminate le domande d’iscrizione al Lodo Petrucci e i ripescaggi. Se non ci saranno intoppi nella stessa giornata ci sarà la compilazione dei calendari.
Solo allora il «tour de force» del calcio potrebbe finire. Si passerà dal grigiore delle carte bollate al verde dei campi di gioco. Ritorneranno tattica, classe, grinta, vigliaccheria, moviole, commentatori, perché la palla va rincorsa, ma soprattutto giocata.
Davanti al presidente della sesta sezione Giorgio Giovannini saranno esaminati i ricorsi di Gela e Imolese, escluse dai rispettivi campionati e del Verona contro ripescaggio dell’Ascoli in A. Seguiranno quelli di Rosetana, Spal e Salernitana, escluse dai rispettivi campionati, di Perugia, Torino, Torres e Benevento, anche loro escluse. Il Napoli, che spera nel ripescaggio in B, ha presentato ricorsi contro Vicenza e Pescara per inadempienze Inail e contro il Messina per l’iscrizione alla serie A. Contro la società siciliana ci sono anche Bologna e Figc. Se il Consiglio di Stato confermerà i giudizi del Tar laziale il calcio a Perugia (deve saldare i debiti con i tesserati e l’Agenzia delle Entrate), a Salerno (inadempiente con il Fisco) e a Torino (deve presentare la fideiussione di 38 milioni di euro, ma ne ha trovati solo 19) ripartirebbe solo grazie al lodo Petrucci.
Dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato si avrà la situazione, forse, definitiva per le iscrizioni ai campionati. Il Consiglio di Stato, è bene sottolinearlo, si pronuncerà solo sulle sospensive, perché il Tar le aveva respinte. In ogni caso la decisione di oggi entrerà esclusivamente nel merito delle sospensioni. La Lega potrà far partire i campionati, ma Tar e Consiglio di Stato dovranno emettere la sentenza successivamente. Il Consiglio Federale della Figc, per preparare i campionati, dovrebbe riunirsi, salvo sorprese, giovedì. Lì saranno esaminate le domande d’iscrizione al Lodo Petrucci e i ripescaggi. Se non ci saranno intoppi nella stessa giornata ci sarà la compilazione dei calendari.
Solo allora il «tour de force» del calcio potrebbe finire. Si passerà dal grigiore delle carte bollate al verde dei campi di gioco. Ritorneranno tattica, classe, grinta, vigliaccheria, moviole, commentatori, perché la palla va rincorsa, ma soprattutto giocata.
domenica, agosto 07, 2005
Giornata decisiva per Roma Torino e Genova. Il Napoli spera nella B
Comincia nel peggiore dei modi la settimana decisiva del Genoa che attende per oggi la decisione della Caf sul suo destino. Ieri in coppa Italia, come si temeva, il lancio di razzi e petardi da parte dei tifosi genoani ha costretto l’arbitro Dondarini a sospendere l’incontro con il Catanzaro. Il Genoa ha mandato in campo la formazione Primavera per protestare contro la conduzione del processo d’appello.
Prima che l’arbitro decidesse la sospensione, l’allenatore della Primavera, Vincenzo Torrente, è entrato in campo e si è diretto verso i tifosi rossoblù per cercare di calmarli e far riprendere la gara. Il tentativo sembrava riuscito, ma pochi minuti dopo dal gruppo di circa 800 sostenitori è partito un altro petardo che è scoppiato in campo. Scontata a quel punto la decisione dell’arbitro dopo sei minuti d’interruzione.
Piena di speranze è anche la Roma che oggi attende la sentenza del Tas sul caso Mexes. Il blocco della Fifa sul mercato della società capitolina interessa non solo i rinforzi futuri per Spalletti, ma anche e soprattutto Taddei, Kuffour e Nonda.
Giornata cruciale anche per il Torino. I granata vorrebbero presentarsi al Consiglio di Stato di domani con una garanzia finanziaria. «Se ci presentiamo con la fideiussione ci sono possibilità che il discorso si riapra», ha detto l’avvocato dei granata, Giancarlo Viglione. Altrimenti il glorioso Toro potrebbe ripartire dalla serie B, grazie al lodo Petrucci, ma tra mille incertezze.
Sempre domani è attesa la decisione del Consiglio di Stato che dovrà esaminare i ricorsi presentati alla giustizia amministrativa dalle società escluse dai campionati. I casi più eclatanti sono due. C’è il Messina riammesso dal Tar in A (si discuterà il ricorso di Federcalcio e Bologna) e c’è il Napoli che spera nel ripescaggio in B con i ricorsi contro il Messina, il Pescara e il Vicenza. Il Consiglio di Stato si pronuncerà solo sulle sospensive richieste e respinte dal Tar.
Prima che l’arbitro decidesse la sospensione, l’allenatore della Primavera, Vincenzo Torrente, è entrato in campo e si è diretto verso i tifosi rossoblù per cercare di calmarli e far riprendere la gara. Il tentativo sembrava riuscito, ma pochi minuti dopo dal gruppo di circa 800 sostenitori è partito un altro petardo che è scoppiato in campo. Scontata a quel punto la decisione dell’arbitro dopo sei minuti d’interruzione.
Piena di speranze è anche la Roma che oggi attende la sentenza del Tas sul caso Mexes. Il blocco della Fifa sul mercato della società capitolina interessa non solo i rinforzi futuri per Spalletti, ma anche e soprattutto Taddei, Kuffour e Nonda.
Giornata cruciale anche per il Torino. I granata vorrebbero presentarsi al Consiglio di Stato di domani con una garanzia finanziaria. «Se ci presentiamo con la fideiussione ci sono possibilità che il discorso si riapra», ha detto l’avvocato dei granata, Giancarlo Viglione. Altrimenti il glorioso Toro potrebbe ripartire dalla serie B, grazie al lodo Petrucci, ma tra mille incertezze.
Sempre domani è attesa la decisione del Consiglio di Stato che dovrà esaminare i ricorsi presentati alla giustizia amministrativa dalle società escluse dai campionati. I casi più eclatanti sono due. C’è il Messina riammesso dal Tar in A (si discuterà il ricorso di Federcalcio e Bologna) e c’è il Napoli che spera nel ripescaggio in B con i ricorsi contro il Messina, il Pescara e il Vicenza. Il Consiglio di Stato si pronuncerà solo sulle sospensive richieste e respinte dal Tar.
Il Genoa affronta la Caf ed i tifosi rovinano tutto
La lunga marcia del calcio italiano nei tribunali affronta un altro snodo cruciale. Quella che inizia oggi è la settimana dei verdetti per la formazione dei campionati e la preparazione dei calendari. Stamattina è attesa la sentenza della Commissione d’appello federale sul Genoa. La squadra è stata retrocessa dalla Disciplinare all’ultimo posto della B e ad una penalizzazione di tre punti nella prossima stagione in C1. In primo grado sono stati inibiti per cinque anni il presidente del Genoa Enrico Preziosi, il direttore generale rossoblù Stefano Capozucca, l’amministratore delegato del Venezia Franco Dal Cin, e il general manager dei lagunari Giuseppe Pagliara.
Ieri in coppa Italia, con la Primavera in campo contro il Catanzaro sul neutro di Alessandria, i tifosi del Genoa hanno fatto sospendere la partita lanciando, già dal 15’, razzi in campo e intonando cori contro la sentenza di primo grado, i politici genovesi, la Lega Calcio e soprattutto Franco Carraro, presidente della Federcalcio. I calabresi sugli spalti erano una cinquantina.
L’arrivo dei tifosi genoani in città si era svolto senza incidenti. La Questura aveva predisposto un piano di sicurezza col blocco della circolazione delle auto nelle vie intorno allo stadio e un nutrito presidio di forze dell’ordine nelle immediate vicinanze dell’impianto. Alessandria era stata scelta per l’inagibilità del «Ferraris» di Genova. Agli ingressi c’erano stati controlli accurati per lasciar fuori gli oggetti pericolosi.
Non è servito. La partita è stata interrotta dopo 25 minuti per il lancio di razzi e di un petardo. L’allenatore della Primavera Vincenzo Torrente e i giocatori hanno cercato di calmare i circa 800 sostenitori nei sei minuti d’interruzione. Sembrava fatta anche se i tifosi gridavano: «Serie A o violenza sarà». Quando un altro petardo è scoppiato in campo, l’arbitro Dondarini ha definitivamente sospeso l’incontro. I supporter genoani hanno poi abbandonato lo stadio senza protestare.
Il Genoa ha schierato la Primavera per protestare contro la conduzione del processo d’appello, dopo le rivelazioni sulle frasi offensive nei confronti del presidente Preziosi scritte, secondo i legali del Genoa, dai giudici su alcuni bigliettini. Nessun commento su questa vicenda è venuto neanche ieri dalla Federcalcio. L’avvocato difensore del Genoa Alfredo Biondi, che era ad Alessandria, ha dichiarato che le proteste «non si commentano, ma si accettano». Dopo i bigliettini offensivi, Biondi attende che la Caf si esprima «ma in ogni caso non finisce qui». Il traguardo di questa estenuante maratona si allontana ancora.
Ieri in coppa Italia, con la Primavera in campo contro il Catanzaro sul neutro di Alessandria, i tifosi del Genoa hanno fatto sospendere la partita lanciando, già dal 15’, razzi in campo e intonando cori contro la sentenza di primo grado, i politici genovesi, la Lega Calcio e soprattutto Franco Carraro, presidente della Federcalcio. I calabresi sugli spalti erano una cinquantina.
L’arrivo dei tifosi genoani in città si era svolto senza incidenti. La Questura aveva predisposto un piano di sicurezza col blocco della circolazione delle auto nelle vie intorno allo stadio e un nutrito presidio di forze dell’ordine nelle immediate vicinanze dell’impianto. Alessandria era stata scelta per l’inagibilità del «Ferraris» di Genova. Agli ingressi c’erano stati controlli accurati per lasciar fuori gli oggetti pericolosi.
Non è servito. La partita è stata interrotta dopo 25 minuti per il lancio di razzi e di un petardo. L’allenatore della Primavera Vincenzo Torrente e i giocatori hanno cercato di calmare i circa 800 sostenitori nei sei minuti d’interruzione. Sembrava fatta anche se i tifosi gridavano: «Serie A o violenza sarà». Quando un altro petardo è scoppiato in campo, l’arbitro Dondarini ha definitivamente sospeso l’incontro. I supporter genoani hanno poi abbandonato lo stadio senza protestare.
Il Genoa ha schierato la Primavera per protestare contro la conduzione del processo d’appello, dopo le rivelazioni sulle frasi offensive nei confronti del presidente Preziosi scritte, secondo i legali del Genoa, dai giudici su alcuni bigliettini. Nessun commento su questa vicenda è venuto neanche ieri dalla Federcalcio. L’avvocato difensore del Genoa Alfredo Biondi, che era ad Alessandria, ha dichiarato che le proteste «non si commentano, ma si accettano». Dopo i bigliettini offensivi, Biondi attende che la Caf si esprima «ma in ogni caso non finisce qui». Il traguardo di questa estenuante maratona si allontana ancora.
sabato, agosto 06, 2005
Nella vicenda Genoa spuntano quattro fogli...
Il Genoa pensa di avere in mano quattro fogli che potrebbero far riflettere i giudici della Caf. I bigliettini per il collegio difensivo genoano, sarebbero stati scritti da un componente della camera di consiglio della Commissione di Appello Federale che si è riunita venerdì presso l’Hotel Aldrovandi di Roma e poi nella sede della Federcalcio di via Po. La Caf, presieduta dal prof. Cesare Martellino, dopo aver esaminato i ricorsi relativi al caso di combine di Genoa-Venezia, emetterà domani mattina la sentenza. Nello studio dell’avvocato milanese Lorenzo Crippa, difensore di Preziosi, la prima pagina del biglietto scritto su carta intestata della Figc riporta le parole: «Guarda il viso di Preziosi, un fe...o». Subito sotto, dopo una linea tracciata sul foglio, si può leggere: «Sull’Espresso hanno riassunto la vita e le attività del soprascritto, sapessi che fesso». Sul secondo appunto, maggiormente contestato, c’è scritto: «La esclusione dalla serie B. Il consiglio federale poi l’assegna o/(al) campionato di C1 C2 o dilettanti», poi «...l’autonomia dell’ordinamento sportivo è come quella dell’ordinamento (segue una parola incomprensibile, ndr) e la pluralità degli ordinamenti giuridici di Santi Romano (giurista, ndr) è una stronzata?».
«La nostra richiesta – commenta l’avvocato Crippa – è che venga sospesa la camera di consiglio e che si cominci tutto da capo», mentre al telefono Enrico Preziosi suggerisce che le annotazioni proverebbero che «la sentenza» della Caf «era stata redatta prima dell’udienza» e che durante la stessa qualcuno dei giudici dormisse e addirittura «russasse». Il presidente genoano ricorda anche la precedente lettera, scritta dal presidente della Commissione Disciplinare, Claudio Franchini, a un tifoso, dopo il giudizio di primo grado. Il giudice scriveva che sul Genoa potrebbero aver pesato «vicende extracalcistiche che riguardano aziende e che, la mia è solo una impressione, hanno, devono avere contato molto».
Chiamati al telefono anche il professor Franco Coppi e l’avvocato Alfredo Biondi, auspicano un intervento della giustizia sportiva: «Non abbiamo necessità di prendere decisioni entro la notte. Stiamo alla finestra – afferma Coppi – vediamo che succede e poi vedremo a mente fresca quello che dovremo fare». Per l’avvocato Biondi il contenuto del foglio è «l’anticipazione non di un giudizio, ma di un pregiudizio». In merito alla vicenda dei bigliettini la Federcalcio potrebbe rispondere già oggi con una propria nota.
«La nostra richiesta – commenta l’avvocato Crippa – è che venga sospesa la camera di consiglio e che si cominci tutto da capo», mentre al telefono Enrico Preziosi suggerisce che le annotazioni proverebbero che «la sentenza» della Caf «era stata redatta prima dell’udienza» e che durante la stessa qualcuno dei giudici dormisse e addirittura «russasse». Il presidente genoano ricorda anche la precedente lettera, scritta dal presidente della Commissione Disciplinare, Claudio Franchini, a un tifoso, dopo il giudizio di primo grado. Il giudice scriveva che sul Genoa potrebbero aver pesato «vicende extracalcistiche che riguardano aziende e che, la mia è solo una impressione, hanno, devono avere contato molto».
Chiamati al telefono anche il professor Franco Coppi e l’avvocato Alfredo Biondi, auspicano un intervento della giustizia sportiva: «Non abbiamo necessità di prendere decisioni entro la notte. Stiamo alla finestra – afferma Coppi – vediamo che succede e poi vedremo a mente fresca quello che dovremo fare». Per l’avvocato Biondi il contenuto del foglio è «l’anticipazione non di un giudizio, ma di un pregiudizio». In merito alla vicenda dei bigliettini la Federcalcio potrebbe rispondere già oggi con una propria nota.
venerdì, agosto 05, 2005
Nuovo ripetitore Wind a Bernalda
BERNALDA – «George, se hai bisogno di me puoi trovarmi a questo numero: 3629296, ancora per un po’. Poi sarò al 6480024 per circa quindici minuti. Poi mi troverai al 7520420, poi andrò a casa, al 6214598». Queste frasi sono pronunciate da Dick, manager assillato dalla reperibilità, nel film di Woody Allen “Provaci ancora Sam”, del 1972. Ora tutto è cambiato. C’è il cellulare, che per trasmettere ha bisogno di un ripetitore. Bernalda ne avrà un altro dell’Alcatel per la Wind. Sarà montato nel piazzale di fronte al cimitero.
Il ripetitore avrà una doppia funzione: sarà una torre - faro, alta circa 20 metri. L’antenna verrà mimetizzata da una cupola, mentre le luci illumineranno la piazza. «La delibera per l’installazione - conferma Francesco Gioia, assessore ai lavori pubblici - dovrà essere esaminata dalla giunta. Abbiamo verificato tutti gli standard. Le emissioni saranno molto al di sotto della soglia consentita». Il Comune, essendo proprietario del terreno, riscuoterà un canone di locazione che si aggira sui 13mila euro: «soldi che rimangono nelle tasche del Comune – continua l’assessore - e che saranno reinvestiti per la pubblica utilità». Le prime abitazioni distano dal ripetitore, fanno sapere dall’ufficio tecnico comunale, circa 200 metri, salvo verifiche più approfondite. L’area occupata sarà intorno ai 35 metri quadri.
Oltre all’autorizzazione del Comune, è necessario il parere tecnico, che non è un’autorizzazione, dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) sul rispetto dei limiti per il campo elettromagnetico. Il codice delle comunicazioni elettroniche prevede per gli impianti che hanno potenza per ogni antenna minore di 20 watt, la possibilità d’inviare una denuncia d’inizio attività all’Amministrazione Comunale. Se la potenza è maggiore è necessaria l’autorizzazione comunale.
Tra le principali disposizioni seguite dall’Arpa ci sono sia il codice delle comunicazioni, sia il decreto che fissa i limiti d’esposizione, i valori d’attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione Dall’ufficio inquinamento elettromagnetico ed acustico Arpab di Matera chiariscono che i limiti da non superare sono 20 voltmetro in tutti i punti accessibili (per permanenze inferiori alle 4 ore al giorno) e 6 voltmetro per permanenze superiori alle 4 ore giornaliere in case, scuole, uffici, ecc. La stessa misura (6 voltmetro) è indicata dagli obiettivi di qualità che tendono alla “progressiva minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici” nelle aree intensamente frequentate.
Il ripetitore avrà una doppia funzione: sarà una torre - faro, alta circa 20 metri. L’antenna verrà mimetizzata da una cupola, mentre le luci illumineranno la piazza. «La delibera per l’installazione - conferma Francesco Gioia, assessore ai lavori pubblici - dovrà essere esaminata dalla giunta. Abbiamo verificato tutti gli standard. Le emissioni saranno molto al di sotto della soglia consentita». Il Comune, essendo proprietario del terreno, riscuoterà un canone di locazione che si aggira sui 13mila euro: «soldi che rimangono nelle tasche del Comune – continua l’assessore - e che saranno reinvestiti per la pubblica utilità». Le prime abitazioni distano dal ripetitore, fanno sapere dall’ufficio tecnico comunale, circa 200 metri, salvo verifiche più approfondite. L’area occupata sarà intorno ai 35 metri quadri.
Oltre all’autorizzazione del Comune, è necessario il parere tecnico, che non è un’autorizzazione, dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) sul rispetto dei limiti per il campo elettromagnetico. Il codice delle comunicazioni elettroniche prevede per gli impianti che hanno potenza per ogni antenna minore di 20 watt, la possibilità d’inviare una denuncia d’inizio attività all’Amministrazione Comunale. Se la potenza è maggiore è necessaria l’autorizzazione comunale.
Tra le principali disposizioni seguite dall’Arpa ci sono sia il codice delle comunicazioni, sia il decreto che fissa i limiti d’esposizione, i valori d’attenzione e gli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione Dall’ufficio inquinamento elettromagnetico ed acustico Arpab di Matera chiariscono che i limiti da non superare sono 20 voltmetro in tutti i punti accessibili (per permanenze inferiori alle 4 ore al giorno) e 6 voltmetro per permanenze superiori alle 4 ore giornaliere in case, scuole, uffici, ecc. La stessa misura (6 voltmetro) è indicata dagli obiettivi di qualità che tendono alla “progressiva minimizzazione della esposizione ai campi elettromagnetici” nelle aree intensamente frequentate.
L'aumento dell'ecotassa preoccupa la Confedilizia
ROMA – È aumentato il tributo per la tutela, la protezione e l’igiene dell’ambiente, applicato dalle amministrazioni provinciali come addizionale alla tassa-tariffa rifiuti solidi urbani. Dal 1993, quando nacque l’ecotassa, ad oggi c’è stata una crescita del 43,8%. Se l’aliquota di Potenza dal 1993 al 2005 è sempre stata al massimo (5%), a Matera è passata dall’1 al 2%. I dati sono stati diffusi da Confedilizia. Grazie all’indagine condotta dal proprio ufficio studi l’associazione mette in evidenza che l’aliquota media per «l’anno 2005 si è attestata al 4,43%, avvicinandosi sempre più al tetto massimo del 5% e segnando un ulteriore aumento rispetto al 2004, nel corso del quale si era raggiunta un’aliquota media del 4,38%».
Dall’analisi dei dati provinciali si ricava che «si è passati dal 3,8% medio del ‘93 al 4,43% di quest’anno». L’area geografica con l’aliquota media più elevata è il Nord (4,54%), seguito dal Centro (4,51%) e dal Sud e le isole (al 4,26%, rispetto al 4,18% del 2004). L’aliquota massima del 5% è stata applicata, riferisce Confedilizia, da 73 Province su 102.
Potenza. Il valore più alto nella tassazione crea negli associati all’organizzazione storica dei proprietari di case, secondo il geometra Francesco Genzano, responsabile della federazione regionale, un malumore costante. «Come associazione abbiamo portato all’attenzione della Provincia e del nuovo presidente, che è stato molto disponibile, questa problematica, ma l’aliquota è rimasta al 5%. Al presidente provinciale chiederemo un abbassamento dell’ecotassa, perché la provincia di Potenza è stata tra quelle più tassate». Confedilizia non riscontra nessun problema riguardo alla tutela del verde, perché la Provincia è: «attenta alle questioni ambientali, anche su nostra indicazione».
Matera. L’aumento dell’ecotassa è passato quasi inosservato nel materano. Lo conferma il ragioniere Angelo Raffaele Gravela, rappresentante di Confedilizia: «Le lamentele sono state pochissime. Gli umori non sono negativi». Gravela segnala la presenza di alcune aree abbandonate da monitorare e si augura un utilizzo oculato dei fondi, sfruttando anche le potenzialità dell’Aato (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale).
Dall’analisi dei dati provinciali si ricava che «si è passati dal 3,8% medio del ‘93 al 4,43% di quest’anno». L’area geografica con l’aliquota media più elevata è il Nord (4,54%), seguito dal Centro (4,51%) e dal Sud e le isole (al 4,26%, rispetto al 4,18% del 2004). L’aliquota massima del 5% è stata applicata, riferisce Confedilizia, da 73 Province su 102.
Potenza. Il valore più alto nella tassazione crea negli associati all’organizzazione storica dei proprietari di case, secondo il geometra Francesco Genzano, responsabile della federazione regionale, un malumore costante. «Come associazione abbiamo portato all’attenzione della Provincia e del nuovo presidente, che è stato molto disponibile, questa problematica, ma l’aliquota è rimasta al 5%. Al presidente provinciale chiederemo un abbassamento dell’ecotassa, perché la provincia di Potenza è stata tra quelle più tassate». Confedilizia non riscontra nessun problema riguardo alla tutela del verde, perché la Provincia è: «attenta alle questioni ambientali, anche su nostra indicazione».
Matera. L’aumento dell’ecotassa è passato quasi inosservato nel materano. Lo conferma il ragioniere Angelo Raffaele Gravela, rappresentante di Confedilizia: «Le lamentele sono state pochissime. Gli umori non sono negativi». Gravela segnala la presenza di alcune aree abbandonate da monitorare e si augura un utilizzo oculato dei fondi, sfruttando anche le potenzialità dell’Aato (Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale).
giovedì, agosto 04, 2005
La crisi del commercio lucano continua...
ROMA – Il commercio lucano continua ad essere in crisi. L’indagine realizzata dal centro studi di Unioncamere, tra aprile e giugno 2005, segnala che le maggiori difficoltà riguardano i piccoli esercizi. Flop primaverile anche per il turismo. Il fatturato di alberghi, ristoranti e servizi turistici, tra aprile e giugno, è sceso del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2004. I dati per area territoriale evidenziano un calo sensibilmente maggiore nel Mezzogiorno. La Basilicata ha il record negativo delle vendite complessive con il -3,6%. In calo (-3,1%) sia la piccola distribuzione lucana, sia la grande -0,2%. Poiché la ripresa non sembra essere dietro l’angolo, il Quotidiano ha sentito i rappresentanti dell’Ascom (Associazione del Commercio, del Turismo e dei Servizi), della Confesercenti e della Confcommercio materana.
Ascom. Il segno negativo nei consumi e nel turismo non coglie impreparato Marco Trotta, responsabile dell’Ascom Potenza: «È un trend negativo che continua dall’anno scorso, dovuto alla mancata crescita economica». Trotta punta il dito contro lo “scollegamento” tra le politiche turistiche regionali e gli operatori del settore, segnalando le lamentele di quest’ultimi. A Maratea, per esempio, le iniziative di promozione turistica «sono state presentate a luglio, mentre i programmi andrebbero presentati 6 o 7 mesi prima». La mancata crescita economica, unita all’aumento dei costi di gestione, ha portato «ad una notevole perdita di competitività da parte delle piccole imprese e, in alcuni casi, anche alle chiusure degli esercizi». La chiave per risollevarsi è quella di migliorare, secondo Trotta, le tre T: tecnologia, talento e tolleranza, fattori che generano innovazione nelle società contemporanee. La teoria è stata elaborata dall’economista statunitense Richard Florida e fu sposata l’anno scorso dal Futurshow.
Confcommercio di Matera. Il presidente Angelo Tortorelli della Confcommercio materana segnala un dato ancora più negativo per il consumo alimentare e non. Nella provincia di Matera la contrazione nei consumi oscilla tra il -7,5% e il -7,7%, da maggio a luglio. «È il momento peggiore che noi abbiamo attraversato dal dopoguerra a oggi, perché c’è una pessima distribuzione e pianificazione del commercio in tutti i settori». Il j’accuse di Tortorelli è contro la politica regionale, che doveva intervenire già «due anni fa quando una situazione del genere l’avevamo in qualche maniera prevista». Lagnanze sono giunte anche dagli esercenti per l’apertura del nuovo centro commerciale di Policoro. «Garantisco - afferma amaro Tortorelli - che il prossimo futuro, da settembre a fine anno, sarà ancora peggio. Non abbiamo assolutamente sbocchi, se non questa “pseudo-farsa” del polo del salotto che è in crisi, ma l’avevamo già detto». Una ricetta per uscire dalla crisi, proposta dal presidente della Confcommercio materana, è di combattere l’abusivismo nella piccola attività commerciale lucana.
Confesercenti. La recessione economica è confermata anche dal presidente della Confesercenti Michele Avena, che accenna alla riduzione dei consumi secondari: «Perché la gente tende a risparmiare su abbigliamento ed accessori, ma anche sui prodotti alimentari. La soglia della povertà si sta allargando». Avena è fiducioso sui risultati, favoriti dalla politica regionale, che potrebbero esserci a medio termine e sulle potenzialità degli esercenti che, oltre agli investimenti propri per ristrutturare i negozi, si sforzano di «far trovare i prodotti migliori ad un prezzo competitivo».
Ascom. Il segno negativo nei consumi e nel turismo non coglie impreparato Marco Trotta, responsabile dell’Ascom Potenza: «È un trend negativo che continua dall’anno scorso, dovuto alla mancata crescita economica». Trotta punta il dito contro lo “scollegamento” tra le politiche turistiche regionali e gli operatori del settore, segnalando le lamentele di quest’ultimi. A Maratea, per esempio, le iniziative di promozione turistica «sono state presentate a luglio, mentre i programmi andrebbero presentati 6 o 7 mesi prima». La mancata crescita economica, unita all’aumento dei costi di gestione, ha portato «ad una notevole perdita di competitività da parte delle piccole imprese e, in alcuni casi, anche alle chiusure degli esercizi». La chiave per risollevarsi è quella di migliorare, secondo Trotta, le tre T: tecnologia, talento e tolleranza, fattori che generano innovazione nelle società contemporanee. La teoria è stata elaborata dall’economista statunitense Richard Florida e fu sposata l’anno scorso dal Futurshow.
Confcommercio di Matera. Il presidente Angelo Tortorelli della Confcommercio materana segnala un dato ancora più negativo per il consumo alimentare e non. Nella provincia di Matera la contrazione nei consumi oscilla tra il -7,5% e il -7,7%, da maggio a luglio. «È il momento peggiore che noi abbiamo attraversato dal dopoguerra a oggi, perché c’è una pessima distribuzione e pianificazione del commercio in tutti i settori». Il j’accuse di Tortorelli è contro la politica regionale, che doveva intervenire già «due anni fa quando una situazione del genere l’avevamo in qualche maniera prevista». Lagnanze sono giunte anche dagli esercenti per l’apertura del nuovo centro commerciale di Policoro. «Garantisco - afferma amaro Tortorelli - che il prossimo futuro, da settembre a fine anno, sarà ancora peggio. Non abbiamo assolutamente sbocchi, se non questa “pseudo-farsa” del polo del salotto che è in crisi, ma l’avevamo già detto». Una ricetta per uscire dalla crisi, proposta dal presidente della Confcommercio materana, è di combattere l’abusivismo nella piccola attività commerciale lucana.
Confesercenti. La recessione economica è confermata anche dal presidente della Confesercenti Michele Avena, che accenna alla riduzione dei consumi secondari: «Perché la gente tende a risparmiare su abbigliamento ed accessori, ma anche sui prodotti alimentari. La soglia della povertà si sta allargando». Avena è fiducioso sui risultati, favoriti dalla politica regionale, che potrebbero esserci a medio termine e sulle potenzialità degli esercenti che, oltre agli investimenti propri per ristrutturare i negozi, si sforzano di «far trovare i prodotti migliori ad un prezzo competitivo».
mercoledì, agosto 03, 2005
I lucani amano mangiare bene e chiacchierare al cellulare
ROMA – Consumi stabili nel 2004 per le famiglie italiane. Lo scorso anno, secondo l’Istat, la spesa mensile è stata in media di 2.381 euro a famiglia con un aumento di 70 euro, cioè il 3,2%, rispetto al 2003. I lucani hanno speso in media 1.766 euro e sono al penultimo posto nella classifica nazionale, prima dei siciliani. L’indagine dell’Istat, che ha coinvolto 28mila famiglie e 479 Comuni, ha messo in evidenza le spese sostenute solo dai nuclei familiari residenti per acquistare beni e servizi.
Spesa mensile per generi alimentari e non. Nel Mezzogiorno sia la spesa per i generi alimentari, sia quella per beni e servizi non alimentari si è mantenuta stabile rispetto al 2003. In Basilicata la spesa media per gli alimentari è scesa dai 415 € del 2003 ai 401 del 2004. Nel 2002 fu di 391 €. Per i generi non alimentari l’Istat ha registrato un nuovo calo tra il 2003 (1.428 €) e il 2004 (1.365 €).
Differenze territoriali per capitolo di spesa. Se i lucani spendono 1.766 € in media al mese, il 22,7% è riservato agli alimentari e alle bevande. Al secondo posto nella classifica dei consumi ci sono le spese per le abitazioni (21,4%). «La quota alta per gli alimentari e le bevande – spiega Linda Laura Sabbadini, responsabile Istat per le condizioni economiche delle famiglie – è dovuta alla presenza in Regione di famiglie con vincoli di bilancio. I nuclei familiari hanno poca disponibilità economica e sono costretti a spendere di più per i consumi essenziali. Il 7,2% per l’abbigliamento si spiega perché al Sud c’è un numero di componenti familiari più alto rispetto al Nord».
Nella quota per combustibili ed energia, la Basilicata ha la percentuale più alta (5,9%), mentre la più bassa (4,1%) è di Campania e Lombardia. I Lucani hanno anche altri primati di spesa: nei servizi sanitari e spese per la salute (5,2%), nelle comunicazioni (2,6%) e nell’istruzione (1,8%). «Analizzando i dati sul tempo libero e altri beni e servizi (vacanze, pasti o consumazioni fuori casa ecc. ndr) emerge che la Basilicata – continua la Sabbadini - si colloca sui livelli medi del Sud. Rispetto al Centro e al Nord la regione mantiene una compressione maggiore delle spese relative ad altri beni e servizi, tempo libero e cultura. Il primato lucano nelle comunicazioni ci fa dire che i telefonini unificano l’Italia. Non ci sono grosse differenze tra Nord e Sud. Il dato più alto dell’istruzione si spiega con la presenza in regione di un numero maggiore di bambini. Al Nord solo il Trentino Alto Adige ha l’1,7%».
Spesa mensile per generi alimentari e non. Nel Mezzogiorno sia la spesa per i generi alimentari, sia quella per beni e servizi non alimentari si è mantenuta stabile rispetto al 2003. In Basilicata la spesa media per gli alimentari è scesa dai 415 € del 2003 ai 401 del 2004. Nel 2002 fu di 391 €. Per i generi non alimentari l’Istat ha registrato un nuovo calo tra il 2003 (1.428 €) e il 2004 (1.365 €).
Differenze territoriali per capitolo di spesa. Se i lucani spendono 1.766 € in media al mese, il 22,7% è riservato agli alimentari e alle bevande. Al secondo posto nella classifica dei consumi ci sono le spese per le abitazioni (21,4%). «La quota alta per gli alimentari e le bevande – spiega Linda Laura Sabbadini, responsabile Istat per le condizioni economiche delle famiglie – è dovuta alla presenza in Regione di famiglie con vincoli di bilancio. I nuclei familiari hanno poca disponibilità economica e sono costretti a spendere di più per i consumi essenziali. Il 7,2% per l’abbigliamento si spiega perché al Sud c’è un numero di componenti familiari più alto rispetto al Nord».
Nella quota per combustibili ed energia, la Basilicata ha la percentuale più alta (5,9%), mentre la più bassa (4,1%) è di Campania e Lombardia. I Lucani hanno anche altri primati di spesa: nei servizi sanitari e spese per la salute (5,2%), nelle comunicazioni (2,6%) e nell’istruzione (1,8%). «Analizzando i dati sul tempo libero e altri beni e servizi (vacanze, pasti o consumazioni fuori casa ecc. ndr) emerge che la Basilicata – continua la Sabbadini - si colloca sui livelli medi del Sud. Rispetto al Centro e al Nord la regione mantiene una compressione maggiore delle spese relative ad altri beni e servizi, tempo libero e cultura. Il primato lucano nelle comunicazioni ci fa dire che i telefonini unificano l’Italia. Non ci sono grosse differenze tra Nord e Sud. Il dato più alto dell’istruzione si spiega con la presenza in regione di un numero maggiore di bambini. Al Nord solo il Trentino Alto Adige ha l’1,7%».
martedì, agosto 02, 2005
Uno "scozzese" particolare
MILANO – Arriva venerdì al Parco della Grancia “Zelig Off”, una carovana ricca di comicità e allegria. L’impronta dello spettacolo è molto televisiva. A tenere sull’attenti gli umoristi sono due presentatori: Leonardo Manera, comico storico di Zelig, nella doppia veste di conduttore alla Bisio e nel suo più tradizionale di cabarettista e Giorgia Surina, già vista nello Zelig Off televisivo e Vj di Mtv. Il primo comico a fare il suo ingresso sul palco sarà molto probabilmente Alessandro Politi, con il suo personaggio del “Grande Mago” Martin Scozzese. La comicità illogica di Politi è coinvolgente. Il pubblico batterà sicuramente le mani al ritmo della musica celtica che accompagna sempre la conclusione dei “difficilissimi” numeri di alta magia del comico. Martin Scozzese si presenta sul palco con tanto di kilt, cornamusa, musiche e balletti. Il comico, contrariamente al suo personaggio, è molto loquace: Politi è mai venuto prima d’ora in Basilicata? «No, è la prima volta che sarò nella vostra Regione con uno spettacolo. Di solito trascorro le vacanze in Salento, perché mio padre è originario di Lecce». Lei è laureato in ingegneria informatica a Cesena, cosa ci fa tra i comici? «Bella domanda. I miei volevano che studiassi e mi hanno iscritto all’Università». Sono stati loro ad iscriverla allora? «Alla fine sì. Poi mi sono laureato in breve tempo pur di finire gli studi. Ho iniziato nel frattempo a seguire una compagnia di teatro “serio”, drammaturgia. Dopo un anno di laboratori abbiamo debuttato, ma è andata veramente male. Quando sono uscito in scena, la gente si è messa a ridere. Ho smesso subito ed ho lasciato la compagnia. Poi mi sono detto “proviamo a vedere il lato comico”. Ho partecipato a vari laboratori, fino a Zelig».
Che cosa ha provato la prima volta che è salito sul palco di Zelig? «Sul palco ogni volta è come la prima. Sei sempre nervoso, c’è sempre un’emozione diversa, forse perché c’è la scritta “Zelig” e le aspettative da parte del pubblico sono tante». Ci racconta qualche aneddoto curioso avvenuto dietro le quinte? «Più che aneddoti vorrei raccontare il mio provino». Prego... «Ero nervoso, non sapevo cosa fare. Avevo davanti Gino, Michele e Giancarlo Bozzo (ideatori di Zelig ndr). Loro mi guardavano seriamente senza ridere. Durante il provino non ho fatto nulla, ma alla fine Michele mi disse: “Politi tu non hai fatto proprio niente. Ne ho vista tanta di gente, ma tu sei lo zero assoluto”. Io ero già sbiancato. “Quel niente, continua Michele, l’hai fatto tanto bene, però, che dalla prossima settimana inizi il laboratorio”». La sua comicità è molto giocata sulla mimica. Dove trova la capacità creativa per i suoi sketch? «Nella vita quotidiana. A volte vedo un bambino che fa uno scherzo al padre. Io lo prendo, l’ingigantisco e lo trasformo. Collaboro anche con autori che mi danno una mano per trovare situazioni comiche utili al mio personaggio di mago minimalista». Il famoso Mac Rooney aveva portato in scena un mago squinternato e surreale. S’ispira a lui? «Sicuramente a lui e a Tommy Cooper. Qualcosa ho preso anche da loro, mettendoci dentro il mio modo di fare. Non sono un mago ubriaco, ma piano piano inizierò a dire qualche parola sempre senza senso».
Quali altri personaggi ha in mente per il futuro? «Farò una parodia di Elvis Presley, spero che la inseriscano quest’anno a Zelig Circus. Dovrò replicare ancora lo Scozzese, perché il pubblico si è affezionato e per i bambini». Come commenterebbe allora Martin Scozzese quest’intervista? «More, more, more difficult».
Che cosa ha provato la prima volta che è salito sul palco di Zelig? «Sul palco ogni volta è come la prima. Sei sempre nervoso, c’è sempre un’emozione diversa, forse perché c’è la scritta “Zelig” e le aspettative da parte del pubblico sono tante». Ci racconta qualche aneddoto curioso avvenuto dietro le quinte? «Più che aneddoti vorrei raccontare il mio provino». Prego... «Ero nervoso, non sapevo cosa fare. Avevo davanti Gino, Michele e Giancarlo Bozzo (ideatori di Zelig ndr). Loro mi guardavano seriamente senza ridere. Durante il provino non ho fatto nulla, ma alla fine Michele mi disse: “Politi tu non hai fatto proprio niente. Ne ho vista tanta di gente, ma tu sei lo zero assoluto”. Io ero già sbiancato. “Quel niente, continua Michele, l’hai fatto tanto bene, però, che dalla prossima settimana inizi il laboratorio”». La sua comicità è molto giocata sulla mimica. Dove trova la capacità creativa per i suoi sketch? «Nella vita quotidiana. A volte vedo un bambino che fa uno scherzo al padre. Io lo prendo, l’ingigantisco e lo trasformo. Collaboro anche con autori che mi danno una mano per trovare situazioni comiche utili al mio personaggio di mago minimalista». Il famoso Mac Rooney aveva portato in scena un mago squinternato e surreale. S’ispira a lui? «Sicuramente a lui e a Tommy Cooper. Qualcosa ho preso anche da loro, mettendoci dentro il mio modo di fare. Non sono un mago ubriaco, ma piano piano inizierò a dire qualche parola sempre senza senso».
Quali altri personaggi ha in mente per il futuro? «Farò una parodia di Elvis Presley, spero che la inseriscano quest’anno a Zelig Circus. Dovrò replicare ancora lo Scozzese, perché il pubblico si è affezionato e per i bambini». Come commenterebbe allora Martin Scozzese quest’intervista? «More, more, more difficult».
lunedì, agosto 01, 2005
La Basilicata ha il mare sempre più doc
ROMA – Nel mese consacrato alle vacanze chi sceglie il mare lucano può stare tranquillo. I sessanta punti controllati hanno una balneabilità pari al 100%. La Basilicata ha un invidiabile primato, condiviso solo con il Friuli Venezia Giulia. Tutti positivi anche i valori sui depuratori che servono più di 15mila abitanti e che portano le acque reflue in aree definite “non sensibili”. I tre analizzati sono tutti conformi. I risultati soddisfacenti sono contenuti nell’Annuario 2004 sui dati ambientali dell’Apat (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici) e vanno dal 2000 al 2003. La fonte dei dati sono le Regioni, Arpa, Asl costiere e Ministero della salute.
Indice di qualità batteriologica. Le analisi hanno valutato il grado di contaminazione delle acque marine balneabili determinato da scarichi urbani, civili e agricoli, che alterano le caratteristiche naturali. La nostra Regione ha nove punti in classe 1, la migliore, che è contraddistinta dal colore blu e si riferisce ai luoghi incontaminati. Cinque sono i punti raccolti nella classe 2, che segnala la sufficienza, 22 nella classe 3 (mediocre) e 14 nella 4 (contaminato). L’Annuario segnala, inoltre, «carenze gestionali e nelle infrastrutture legate al ciclo dell’acqua (depuratori, fognature ecc.)», in misura minore rispetto ad altre città per Potenza. Le coste sotto osservazione sono state quelle di Bernalda (Metaponto), Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Maratea.
Balneabilità. Secondo il Dpr 470/82 le acque sono balneabili quando, durante l’ultima stagione balneare (da aprile a settembre), il 90% dei campioni “routinari” prelevati hanno tutti i parametri nei limiti di legge e i casi di non conformità non hanno valori superiori al 50% dei limiti. In Basilicata la balneabilità è passata dal 98% del 2000, nei 60 punti controllati, al 100% nel biennio 2002-2003. In dettaglio a Bernalda (Metaponto) tra 2000 e 2002 i punti analizzati sono stati 9, Nova Siri (3), Pisticci (6), Policoro (11), Rotondella (5), Scanzano Jonico (7), Maratea (19). Tutti hanno il 100% della balneabilità. Solo Maratea nel 2000 ha avuto il 95%. Per avere una mappa aggiornata dei tratti di costa non balneabili basta collegarsi al sito del Ministero della salute: www.ministerosalute.it/promozione/balneazione.jsp.
Indice di qualità batteriologica. Le analisi hanno valutato il grado di contaminazione delle acque marine balneabili determinato da scarichi urbani, civili e agricoli, che alterano le caratteristiche naturali. La nostra Regione ha nove punti in classe 1, la migliore, che è contraddistinta dal colore blu e si riferisce ai luoghi incontaminati. Cinque sono i punti raccolti nella classe 2, che segnala la sufficienza, 22 nella classe 3 (mediocre) e 14 nella 4 (contaminato). L’Annuario segnala, inoltre, «carenze gestionali e nelle infrastrutture legate al ciclo dell’acqua (depuratori, fognature ecc.)», in misura minore rispetto ad altre città per Potenza. Le coste sotto osservazione sono state quelle di Bernalda (Metaponto), Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico e Maratea.
Balneabilità. Secondo il Dpr 470/82 le acque sono balneabili quando, durante l’ultima stagione balneare (da aprile a settembre), il 90% dei campioni “routinari” prelevati hanno tutti i parametri nei limiti di legge e i casi di non conformità non hanno valori superiori al 50% dei limiti. In Basilicata la balneabilità è passata dal 98% del 2000, nei 60 punti controllati, al 100% nel biennio 2002-2003. In dettaglio a Bernalda (Metaponto) tra 2000 e 2002 i punti analizzati sono stati 9, Nova Siri (3), Pisticci (6), Policoro (11), Rotondella (5), Scanzano Jonico (7), Maratea (19). Tutti hanno il 100% della balneabilità. Solo Maratea nel 2000 ha avuto il 95%. Per avere una mappa aggiornata dei tratti di costa non balneabili basta collegarsi al sito del Ministero della salute: www.ministerosalute.it/promozione/balneazione.jsp.