martedì, gennaio 17, 2006

Un concerto di beneficenza per l'Africa e l'Albania

METAPONTO - Una serata per fare del bene a chi ne ha bisogno. Alle 19 nel salone parrocchiale il coro Alleluia, diretto da Mariella Galasso, si esibirà in un concerto per voci e strumento. Il soprano Sonia Margarita sarà accompagnato da Giulia Lorubbio flautista, Giovanni La Colla, clarinettista, Giuseppe Greco, chitarrista e Maria Concetta Epifani, pianista. Il Coro “Alleluia”, che prende il nome dal celebre brano di Haendel, canta da oltre 25 anni. Fondato da monsignor Domenico D’Elia è stato diretto nei primi anni dal maestro Antonello La viola e poi da Carmine Antonio Catenazzo.
L’ingresso al concerto è gratuito. Le offerte libere raccolte saranno devolute alla missione di padre Gianfranco Iacuzzi in Albania e di don Matteo Galloni nella Repubblica Democratica del Congo. La serata è stata organizzata dalla Pro Loco di Metaponto in collaborazione con le Acli di Bernalda e il comitato regionale dell’unione sportiva aclista.
«La serata – dice Pino Gallo, presidente della Pro Loco e dirigente aclista – sarà aperta dalla lettura di una lettera di padre Gianfranco dal Sudan, in cui sono descritte le condizioni di quel paese. Poi parlerà un rappresentante dei ragazzi sudanesi che siamo riusciti ad ospitare in alcuni appartamenti di Metaponto». In una delle sue lettere dal Sudan padre Iacuzzi scrive: “Carissimi, sono caduto dalla padella nella brace. Qui sono più poveri dell'Albania. Qui, le parole genocidio, pulizia etnica, crimine contro l’umanità non sono fatti nuovi. Già alla fine degli anni ottanta, Khartoum ha fatto questo nel Bahr el Ghazal con i Dinka. Erano perfino autorizzate le tratte degli schiavi! Dal 1990 al 2003 è successo lo stesso per liberare le terre petrolifere: si uccideva per liberare e per permettere al governo di pompare il petrolio. In tutti questi casi il governo arabo combatteva i neri. La sola differenza è che ora, nel Darfur, i neri non sono più i cristiani o gli animisti del Sud, ma i musulmani”.
Nell’intervallo tra il primo e il secondo tempo del concerto sarà proiettato un filmato in dvd, proveniente dal Congo, con le opere realizzate lì da don Matteo Galloni, fondatore della comunità ‘Amore e libertà’. La missione congolese è stata fondata per accogliere, come in una famiglia, bambini e ragazzi abbandonati. Fanciulli che a Kinshasa sono, racconta sempre don Matteo, «i più piccoli tra i poveri». Il programma del concerto prevede l’esecuzione di brani musicali di Capaccioli, Vivaldi, Beethoven, Sofianopulo, Brahms, Piazzolla e altri ancora. Alla fine dell’esibizione l’associazione culturale ‘Metaponto autonoma’ premierà i disegni più belli realizzati dagli alunni della scuola elementare metapontina.

Per il viaggio di ritorno Trenitalia replica il regalo

METAPONTO - Rabbia, sgomento, delusione, rassegnazione. Non è difficile descrivere i sentimenti dei viaggiatori in partenza sabato sera da Metaponto con l’intercity notte Crotone-Milano. Una gentile voce femminile li avvisa che: «Il treno oggi è soppresso». L’annuncio arriva alle 20, alcuni minuti prima dell’orario d'arrivo previsto. Che fare? Non si sa. Certo la notte di passione è appena iniziata. Dopo il messaggio sulla soppressione, la prima reazione è d’incredulità: «Come si può sopprimere un treno intercity notte?» si chiedono i viaggiatori, che hanno i biglietti e il posto prenotato da novembre.
Con l’annuncio cadono subito nel dimenticatoio le parole vuote dei politici sui giovani, il problema del lavoro, il riscatto della Basilicata. Bisogna decidere e partire con ogni mezzo, nonostante tutto. Si deve raggiungere il Nord, alla ricerca di “un posto al sole”, sperando in un riscatto lavorativo, che il Meridione non offre. Passano alcuni minuti, poi dal personale di Trenitalia arrivano le prime informazioni. Il treno intercity partirà da Taranto, solo quando lì arriveranno i pullman sostitutivi in viaggio dalla Calabria.
Si va, allora, a Taranto. In stazione dalla biglietteria arriva la conferma: il treno c’è e al secondo binario sono già pronte le carrozze. Sembra filare tutto liscio, ma le sorprese arrivano presto. Al treno manca sicuramente una carrozza, non si sa se la 9 o la 10. Nessuno sarà in grado di stabilirlo. Alla 8, che è di prima classe è stata attaccata una vettura ferroviaria senza numero, mentre la successiva è la 11.
Gli scompartimenti della vettura non identificabile sono privi dei cartellini di prenotazione e molti hanno occupato già i posti. Alle 21.30 circa arrivano a Taranto i primi autobus sostitutivi provenienti dalla Calabria. È facile immaginare la rabbia dei viaggiatori costretti a cambiare più mezzi di trasporto, ma scatta lo stesso la corsa al posto. Con le valigie, gli scatoloni e le borse-frigo, mamme, papà, bambini, anziani, si dirigono, correndo, al binario due. Lì è inevitabile che chi ha il posto prenotato sulla 10 affermi che quella senza numero sia la sua carrozza, ma lo stesso accade con i viaggiatori che hanno prenotato sulla 9. Le liti con chi è già seduto continuano fino a pochi minuti prima della partenza, 10.25, cioè già con un’ora di ritardo. In viaggio prevale il buon senso, il comune destino di viaggiatori, l’arte italica dell’arrangiarsi. Si organizzano i turni di riposo, ma i corridoi e alcuni bagni sono inutilizzabili. C’è troppa gente e alcuni preferiscono passare tutta la notte seduti sul water o per terra. Qualcuno fuma, anche se è vietato, ma fino a Milano non si vedrà nessun controllore.
Durante il viaggio, le invettive contro Trenitalia e il Governo si sprecano, come pure i soprannomi sulle regioni di provenienza, ribattezzate CalAfrica o BasilicatAfrica. L’ironia e qualche buon bicchiere di vino paesano aiutano a passare la notte, che sarà molto lunga, perché il treno resterà fermo ad Osimo (An) per più di un’ora, a causa dell’incidente ferroviario avvenuto sabato mattina. A Milano l’intercity arriva con quasi tre ore di ritardo. Qualcuno alza il pugno in senso di vittoria, ma è una sconfitta molto amara.

Un presepe in rame trionfa a Bernalda

BERNALDA – La mostra bernaldese dei presepi ha unito arte e religiosità. «L’arte nasce dal cuore della gente - ha detto monsignor Domenico D’Elia – e quella presepiale è una vera arte». A premiare giovedì scorso le opere migliori, scelte dai visitatori, sono stati, oltre a monsignor D’Elia, il sindaco Francesco Renna e Emilio Lattarulo, presidente della sezione bernaldese dell’associazione 'Amici del Presepio'. A tutti è stato regalato un attestato di partecipazione tra gli applausi calorosi dei presenti. I quattro vincitori sono stati premiati con una Natività in ulivo realizzata a Betlemme.
Il primo posto nella classifica dei visitatori è andato al presepe realizzato con i fili di rame dal bernaldese Armando Plati e dalla moglie Anna Lacanfora. Si è piazzata al secondo posto l’opera in sughero, creata da Giulio Panza di Maratea. Il pubblico, che ha visitato la rassegna ospitata nella ‘Sala incontro’, ha apprezzato molto la cura per i particolari e le stanze delle case arredate con mobili e sedie. Al terzo posto c’è Mario Soranno di Grassano, che ha proposto un presepe ambientato in un angolo del suo paese. Nella sezione dedicata alle scuole il premio è stato consegnato a Irene Montemurro, della scuola media ‘Pitagora’ di Bernalda, che ha dato vita ad una Natività in stoffa.
«Il presepe è uno dei segni della religiosità popolare di una città. Tra quelli in mostra – ha dichiarato monsignor D’Elia - ho potuto apprezzare dei dettagli inediti, geniali. Sono contento, perché, con la mostra, Bernalda diventa motore di espansione di questa bella iniziativa». Emilio Lattarulo ha aggiunto che: «Il prossimo 5 febbraio ci sarà una riunione del coordinamento regionale Puglia e Basilicata dell’associazione italiana 'Amici del Presepio', per decidere i nuovi progetti per l’anno appena iniziato». Sempre a febbraio partirà la seconda edizione dei corsi dedicati all’arte presepiale e sono già aperte le iscrizioni. «La mostra – conclude Lattarulo - resterà aperta fino a domenica mattina. Mi auguro che in futuro altri bernaldesi si avvicinino all’associazione, favorendo la partecipazione di artisti provenienti da paesi limitrofi e da fuori regione».

Distretto agroalimentare metapontino ci siamo

METAPONTO – Il distretto agroalimentare di qualità del metapontino sta molto a cuore alla Regione Basilicata. Domani, presso l’azienda sperimentale di Pantanello, è stato organizzato un convegno per spiegare i finanziamenti collegati alla promozione e al rafforzamento del distretto. La presentazione del progetto sarà curata alle 10 dall’ingegner Gerardo Calvello, direttore generale del dipartimento regionale ‘Formazione, Lavoro, Cultura e Sport’. I relatori saranno Salvatore Martelli e Giuseppe Romaniello. Tra gli interventi programmati sono stati previsti quelli di Giuseppe Di Taranto, presidente regionale della Coldiretti, di Beniamino Spada, presidente provinciale Confagricoltori, di Donato Di Stefano, presidente regionale Cia, di Nunzio Di Mauro, presidente provinciale degli allevatori e di Nicola Minichino, presidente provinciale Co.pa.gri. Le conclusioni alle 13, prima del buffè, saranno dell’assessore regionale Carlo Chiurazzi.
Potranno presentare progetti, che rafforzino la competitività e le capacità professionali dei lavoratori, imprese, associazioni temporanee, consorzi d’imprese, organizzazioni di produttori e associazioni di categoria. È necessario che le micro e medie imprese abbiano unità produttive in uno dei seguenti Comuni: Bernalda, Montalbano Jonico, Montescaglioso, Nova Siri, Pisticci, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico, Tursi, Colobraro, San Giorgio Lucano e Valsinni. Sono ammessi ai finanziamenti sia i progetti aziendali, sia quelli pluriaziendali, mentre tra le tipologie di attività previste ci sono la formazione specifica e quella generale.
La documentazione e informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito internet www.basilicatanet.it oppure presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del dipartimento regionale ‘Formazione, Lavoro, Cultura e Sport’, corso Umberto I 28, Potenza.

I bambini bernaldesi si divertono grazie alla Sinistra Giovanile

BERNALDA – La befana dedicata ai bernaldesi più piccoli è stata ricca di risate e scherzi. Merito della ‘Sinistra giovanile’ che, con il sesto incontro nella sala consiliare, ha chiuso le sue proposte natalizie, regalando ai bambini ore piene di fantasia e spensieratezza. Il coordinatore provinciale Dino Paradiso è contento per la riuscita dei sei appuntamenti, ma ha sottolineato: «la mancanza di spazi per i giovani e per i più piccoli in particolare. La sala consiliare ci ha permesso, però, di avvicinare proprio i bambini, facendo sentire loro che il Municipio è la casa di tutti».
La ‘Sinistra giovanile’ conta a Bernalda più di 35 iscritti e nell’anno appena trascorso ha portato avanti tre importanti iniziative: il corso d’italiano per extracomunitari, la ‘Festa del Mezzogiorno’ organizzata a Metaponto presso il campeggio ‘Riva dei Greci’ e un incontro dibattito sui Pacs, i patti di solidarietà civile, con esponenti del centrosinistra lucano e dell’associazione ‘Gay-left’. «Al corso d’italiano – racconta Paradiso – hanno potuto partecipare venti extracomunitari, residenti a Bernalda o nei Comuni limitrofi, più quattro ascoltatori. Alla fine è stato rilasciato a tutti un attestato, oltre al materiale didattico concordato con i docenti». Nel 2006 l’esperienza probabilmente sarà ripetuta, con l’aiuto, come sempre, dei finanziamenti regionali.
Il coordinatore provinciale ricorda volentieri l’impegno costante dei giovani per le primarie dell’Unione del 16 ottobre scorso, non dimenticando il lavoro per il forum permanente giovanile: «Ho ricevuto la delega alle politiche giovanili e da gennaio m’impegnerò affinché il forum sia l’anello di congiunzione tra le associazioni, i giovani e l’amministrazione comunale».

L'assessore dei Verdi racconta la sua versione sull'antenna Wind

BERNALDA – I clienti della Wind sono felici: il loro telefonino ha un segnale forte. Merito del ripetitore installato nei pressi del cimitero, che funziona da qualche giorno. Le polemiche, però, non si spengono. Dopo la raccolta di firme, la nascita di un comitato “No all’antenna”, le proteste per bloccare i lavori e gli incontri pubblici con l’amministrazione, l’assessore all’ambiente Gregorio Giannini torna sulla vicenda. È sempre contrario ai cellulari, inutili, ma sempre accesi: «perché dobbiamo rispondere al falso bisogno di essere “raggiungibili”».
Essendo il responsabile dei Verdi nella giunta comunale, l’assessore rivela che in paese è inevitabile guadagnarsi la facile critica: «Proprio tu sei stato d’accordo con l’antenna!». Giannini ribatte che ha sì condiviso l’installazione con il sindaco e la giunta, ma proprio l’assenza di segnale lamentata dai bernaldesi, nonostante ci fosse già un ripetitore, ha spinto la Wind a risolvere il problema. «L’amministrazione comunale, dopo essersi informata sulla normativa e sul funzionamento dei ripetitori, tramite gli uffici comunali e l’Arpab (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Basilicata ndr), ha concordato con la Wind una serie di siti possibili». Tra i quattro, individuati nella bozza del futuro “Piano delle antenne”, vale a dire, l’ex mattatoio, il campo sportivo, quartiere San Donato e l’area del cimitero, la scelta è caduta su quest’ultima: «Siamo sicuri, grazie alla fascia di rispetto cimiteriale di 200 metri, che lì non saranno costruite nuove abitazioni. Nella scelta è prevalso il principio del limite più basso ragionevolmente raggiungibile».
Se nel dibattito pubblico del 30 dicembre scorso, molti hanno biasimato l’atteggiamento della giunta comunale, lamentando scarsa informazione, l’assessore chiarisce che la verità sta nel mezzo: «Il comitato ha ottenuto, dopo un primo incontro, uno spostamento della torre-faro. Nessuno di noi ha detto che sarebbe stata trasferita dietro al cimitero, ma altri l’hanno lasciato intendere. Ho già ricordato in consiglio comunale, però, che l’amministrazione si deve assumere la responsabilità di non aver dato un’informazione sufficiente». La commissione ambiente del Comune, per le proteste dei cittadini, ha fatto spostare l’antenna di 50 metri, ordinando un abbassamento a 18 metri. Giannini si dichiara tranquillo con la sua coscienza, perché è stata rispettata la legge, ma tira una stoccata ai partiti della maggioranza che: «sicuramente sapevano dell’installazione dell’antenna, già da molto tempo».
Netto è il rifiuto dell’assessore di fare uno più uno, commentando la notizia delle 16 schede Wind acquistate dal Comune, dopo una gara, insieme ad altrettanti cellulari “Nokia” per risparmiare e per esigenze di protezione civile. I componenti della giunta, alcuni funzionari comunali e il personale della manutenzione potranno parlare gratis tra loro per 200 minuti con un rinnovo mensile dell’offerta di 5 euro ciascuno. La spesa è stata di 1.490 euro.
Per il futuro l’invito di Giannini ai cittadini è di partecipare, con il “Piano delle antenne”, all’individuazione dei terreni comunali più idonei, anche se l’amministrazione pubblica non può imporre alle compagnie telefoniche, ad esempio, un controllo della potenza. Una recente sentenza del Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) Campania ha condannato un Comune che aveva preteso un dispositivo automatico che disattivasse l’impianto in caso di superamento dei limiti dichiarati nel progetto. In conclusione Giannini sostiene che la scelta è stata fatta: «nell’interesse generale della comunità, per salvaguardare la salute dei cittadini e consentire l’utilizzo delle tecnologie, minimizzando l’impatto ambientale».

Si premiano i presepi a Bernalda

BERNALDA – L’umiltà di Betlemme è da secoli raffigurata nei presepi. In paese sta per concludersi la mostra dedicata per il quinto anno consecutivo alla Natività. La sezione bernaldese dell’associazione italiana “Amici del presepio” stasera alle 19.30 nella “Sala incontro” di via Cairoli premierà quattro presepi. Si tratta delle rappresentazioni giudicate più belle dai visitatori tra le 24 presenti. Gli organizzatori della mostra hanno deciso di prolungare fino a domenica mattina l’apertura per permettere, a chi ancora non l’ha fatto, di visitare la rassegna.
«Tutti i partecipanti – afferma Emilio Lattarulo presidente della sezione bernaldese dell'associazione 'Amici del Presepio' – saranno premiati con un attestato di partecipazione. Ai quattro vincitori verrà regalata una Natività realizzata a Betlemme con il legno degli ulivi». Nonostante gli oltre due mila visitatori, solo pochi voti dividono i vincitori, che saranno premiati dal sindaco Francesco Renna, dall’assessore alla cultura Jole Madio e dall’assistente ecclesiastico monsignor Domenico D’Elia.
Tra le novità presenti nella mostra di quest’anno, ci sono i presepi realizzati con il filo di rame, dipinti su alcuni vetri, ospitati in un tronco, in una bottiglia di cartapesta o costruiti in terracotta. I bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle medie di Bernalda e Marconia hanno voluto dare, con la loro inventiva, il proprio contributo alla manifestazione. In particolare gli alunni del circolo didattico bernaldese, plesso “Aldo Moro”, hanno realizzato due aquiloni. Il primo ha i colori molto accesi e vola verso l’alto, perché vuole lasciare al mondo: «i valori portati da Gesù bambino». L’altro aquilone non vola, è stato realizzato con colori spenti e: «raccoglie i mali dell’umanità». La semplicità dei piccoli è più disarmante di mille parole.

I baci durano una vita

BERNALDA – La donna, l’uomo, l’amore e un bacio. Quattro elementi che si fanno specchio privilegiato di una coscienza profondamente bernaldese, descritta nel cortometraggio “Vase”. In dodici minuti e 48 secondi si snoda la storia di un amore immaginato da Giuseppe Marco Albano e ambientata alla fine degli anni ’60. Il centro storico di Bernalda, il suo dialetto con i sottotitoli, si fanno modelli d’intelligenza per la vita e di un eros delicato, come il bacio che, nel finale, si scambiano Antonio e Filomena. I giovani attori Dino Paradiso, Antonio Mallano, Annamaria Musillo, Stefano Paradiso, Paola Prisco e Marco Pascucci sono quasi tutti alla prima esperienza davanti alle telecamere. Gli applausi del nutrito pubblico, presente nell’aula magna del Liceo Scientifico “M. Parisi”, hanno premiato la bravura degli attori e le successive scenette comiche in dialetto.
Il corto ha partecipato ad una rassegna cinematografica di Potenza ed è in finale nel festival di Parma, dedicato ai film brevi. «Dopo aver scritto la storia – dice il regista Giuseppe Marco Albano – ho coinvolto nel progetto i fratelli Riccardo ed Edoardo Puntillo per la loro esperienza tecnica con la telecamera e il montaggio audio-video. Poi è stata la volta degli attori». Marco è al primo anno di lettere con indirizzo cinema, teatro e spettacolo a Parma, ma ha già frequentato un corso annuale di fotografia presso l’accademia dell’immagine a L’Aquila con Vittorio Storaro, premio Oscar per la fotografia.
«Il corto è stato definito un inno al dialetto. – racconta Dino Paradiso, il mattatore della serata di presentazione – “Vase” non è, però, una critica al mondo odierno di cui facciamo parte, ma un elogio del passato, delle nostre radici». La storia tra i due giovani protagonisti regala al pubblico il mito dell’amore perfetto, vissuto come momento di elevazione dello spirito. Il bacio immaginato dai ragazzi, aiutati dai costumi di Carmen Iannarelli e Sandra Abruzzese e dalle acconciature di Dino Lacanfora e Gabriella Braico, è incontaminato, voluto, ma non imposto dalle coscienze critiche maschili e femminili, che accompagnano i personaggi principali. Alla fine ben poco potrebbero dirci del bacio gli attori, pur con il loro dialetto creativo. Conta ciò che ne dicono i poeti, costruendo attorno agli amanti favole ricche di simboli.
«Abbiamo girato tutto il film in un giorno, - continua Marco Albano - usando prevalentemente la luce naturale. I dialoghi, curati da Giuseppe Mazzei, sono venuti da soli e il gruppo si è consolidato sempre di più, tanto che gli stessi componenti hanno in mente di realizzare altri progetti». La voglia di stare insieme, la passione per il cinema hanno fatto sbocciare in questi giovani bernaldesi un desiderio di comunicare non solo con le parole o le battute comiche: «In un mondo globalizzato – conclude Dino Paradiso – la tradizione diventa novità, antidoto naturale all’omologazione. Riscoprire le nostre radici ci aiuta a non renderci conformi». Un semplice bacio riunisce corpo e anima e può cogliere l’essenza dell’amore come desiderio puro, assoluto.

Baci dal passato

BERNALDA – “L’amore aiuta a vivere, a durare”, scriveva il poeta Mario Luzi in Aprile-Amore. L’amore, però, appare faticoso, passeggero nell’ambiguità dell’esistere. Per ritrovare l’ansia dell’eterno e dell’infinito a volte possono bastare i baci, estensione visiva dei sentimenti umani. Alcuni giovani bernaldesi hanno voluto racchiudere in un cortometraggio la loro idea su uno degli atti di affetto più romantici. Baci, o meglio “Vase”, scritto in dialetto, è il titolo dell’opera che sarà presentata oggi alle 18.30 presso l’aula magna del Liceo Scientifico “M. Parisi”. L’opera, diretta da Giuseppe Marco Albano e Puntillos, è stata prodotta da Pop:Eye e Photographika, con il montaggio di Riccardo Puntillo, aiutato dall’operatore di macchina Edoardo Puntillo.
Alla prima di stasera saranno presenti i soci dell’associazione “Laboratori Culturali”, che ha promosso l’iniziativa e alcuni rappresentanti delle istituzioni: l’assessore regionale Carlo Chiurazzi, il sindaco Francesco Renna e l’assessore comunale alla cultura Jole Madio. Nel breve film, patrocinato del Comune, hanno recitato in dialetto Dino Paradiso, Antonio Mallano, Annamaria Musillo, Stefano Paradiso, Paola Prisco e Marco Pascucci. Ogni dettaglio e ogni fase della lavorazione è stata curata dai ragazzi, che si sono truccati e vestiti grazie a Carmen Iannarelli e Sandra Abruzzese, mentre alle acconciature ci hanno pensato Dino Lacanfora e Gabriella Braico.
La romantica storia lucana, girata nel centro storico bernaldese, è stata pensata e sceneggiata da Giuseppe Marco Albano, i dialoghi sono stati affidati a Giuseppe Mazzei. Al pubblico non rimane che sognare con i baci, pensando all’amore che è slancio e ascesa, presentimento e, a volte, illusione.

Ripetitore Wind: una scelta non condivisa

BERNALDA – Il ripetitore Wind vicino al cimitero sarà completato e il segnale verrà costantemente controllato. È la promessa del sindaco Renna dopo l’incontro, durato più di tre ore, nella sala consiliare. Il primo cittadino ha ammesso che è mancata una condivisione con le forze politiche e i cittadini nella scelta del luogo per l’installazione dell’antenna.
Le relazioni. Gli interventi dell’assessore all’ambiente Gregorio Giannini, dell’ingegnere elettronico Lino Viaggiano e di Corrado Urgo dell’Arpab (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Basilicata) sono stati spesso interrotti dai cittadini interessati, che hanno chiesto più volte l’approvazione di un piano per le antenne. «Abbiamo voluto il ripetitore - ha raccontato Renna - dove ci sono poche case, per dare una maggiore sicurezza psicologica». La torre-faro è stata fatta spostare di altri 50 metri rispetto al progetto originario e il Comune incasserà 13mila euro dall’affitto dell’area.
L’ingegner Viggiano ha spiegato cos’è e da dove nasce l’inquinamento elettromagnetico. Se le trasmissioni radiotelevisive sono potenzialmente più pericolose, nella telefonia mobile, per creare una copertura di campo, dev’esserci una distribuzione capillare dei ripetitori.
La posizione dell’assessore all’ambiente è contraria: «alle antenne e ai telefonini. Il cellulare è un bisogno superfluo». Giannini difende, però, la decisione dell’amministrazione: «perché la zona del cimitero ci consente di rimanere nell’area di precauzione». Corrado Urgo, funzionario dell’Arpab, ha illustrato, con l’ausilio di un proiettore, quali compiti ha l’Arpab, che rilascia solo un parere radioprotezionistico.
Gli interventi. Il consigliere comunale dell’Udeur Anna Scarnato ha segnalato la mancanza d’informazione, nonché l’atteggiamento dispotico del sindaco. Ha ribadito, inoltre, che la riunione doveva essere organizzata prima. Donato Fuina, del comitato “No all’antenna” ha dichiarato: «Sappiamo che l’antenna rimane, ma se nel manifesto si parlava di scelte possibili noi non abbiamo da scegliere niente. Tutto è stato già deciso, ma i luoghi sacri vanno rispettati». Dino Montesano, anch’egli consigliere dell’Udeur, ha rimarcato che la richiesta della Wind è avvenuta a febbraio del 2005. Da allora però: «l’amministrazione si è fatta trovare nuda e impreparata». Altri dubbi sono stati espressi sul via libera all’antenna venuto solo dalla giunta comunale. Seppur consigliere di maggioranza, Giuseppe Narciso ha fatto notare che per il progetto del ripetitore alto 18 metri non è stata presentata la documentazione tecnica necessaria: «I 18 metri sono stati una scelta felice per la salute o per il paesaggio?». L’abbassamento dell’antenna dagli originari 25 metri è stato deciso dalla commissione ambiente locale che, rivela Renna, ha «ritenuto in buona fede di ridurre l’altezza». Per Urgo la scelta è stata «infelice».Negli interventi successivi Saverio Durante ha chiesto la nascita di una commissione medica e il geometra Antonio Mezzapesa ha sollecitato lo spostamento dell’antenna alle spalle del cimitero, prevedendo che una parte dell’affitto sia destinata al monitoraggio. Una centralina, gestita dal Comune, è stata richiesta dall’architetto Antonio Trevisani, insieme con la scelta di uno o più siti unici per le antenne. Antonio Carbone, infine, ha notato che nessuno degli amministratori ha protestato per la scelta fatta ed ha proposto di spostare l’antenna, rinunciando ad alcuni mesi di affitto.

Le auto lasceranno il posto ai pedoni, forse...

BERNALDA – L’isola pedonale permanente su corso Umberto I è un’idea che piace ai bernaldesi. Non si tratta di supposizioni o si dice. Ci sono circa 240 questionari compilati nelle scorse settimane. Le prime interviste esaminate (134) sono quelle cui hanno risposto i bernaldesi che hanno tra i 35 e i 60 anni. L’assessore all’ambiente Gregorio Giannini accetta di commentare i risultati parziali: «Mi hanno colpito tre dati essenziali: la forte volontà di avere un’isola pedonale permanente (69,7% i sì ndr), l’esigenza di ridurre l’uso dell’automobile (37,96%) e la disponibilità ad accompagnare i figli a scuola a piedi o in bici (65,12%)».
I bernaldesi, che usano molto la macchina, anche solo per evitare una piccola passeggiata, sentono, comunque, l’esigenza di liberarsi dal traffico e dal conseguente inquinamento. «Sono stati fotografati, grazie all’indagine, alcuni luoghi comuni, come l’indisciplina al volante. Quasi il 60% degli intervistati considera la viabilità cittadina non disciplinata». Un dato interessante che sembra contrastare con la voglia di lasciare l’auto a casa è la richiesta di nuovi parcheggi (58,33%) e la conseguente riduzione delle auto in divieto di sosta (37,88%).«Altro elemento da non sottovalutare per il Comune è la manutenzione delle strade ritenuta scarsa dal 61,83%, sufficiente dal 32,82% e buona solo dal 5,34%». Una nota dolente riguarda la presenza della polizia municipale ritenuta non sufficiente quasi dal 64% degli intervistati: «Per un paese grande come il nostro dovremmo avere venti vigili urbani in servizio. Ne abbiamo sette con il comandante che, però, è assorbito da altre funzioni. Negli anni passati abbiamo dovuto risparmiare a causa del dissesto, adesso il blocco delle assunzioni ci impedisce di dare lavoro a nuovi vigili. Una delle priorità del 2006 sarà come rafforzare il corpo della Polizia municipale». I dati raccolti saranno trasmessi a chi si occuperà, grazie al concorso di idee, di abbellire corso Umberto I. In queste settimane, infine, sono stati affidati i lavori per la realizzazione sempre lungo il corso della pista ciclabile e del senso unico.

La Soms chiude l'anno tra balli e canzoni

BERNALDA – Divertimento e cultura, tradizione e rinnovamento. L’anno appena trascorso per la Società Operaia di Mutuo Soccorso "Luigi Dell'Osso e Angelo Lorito", fondata nel 1879, è ricco di ottimi risultati. I soci hanno voluto ricordare e festeggiare i traguardi raggiunti con una lieta serata, quella del 28 dicembre scorso, all’insegna della musica e della buona cucina locale. Se le tradizionali pettole, focacce, salsicce, soppressate non sono mancate, c’è stato pure il tempo per i balli di gruppo o per le canzoni dell’applauditissima Ester Moliterno, accompagnata da Mauro Mezzina.
Durante la serata è stata consegnata una pergamena al presidente del sodalizio prof. Angelo Tataranno, premiato con la moglie come coppia più presente nella feste societarie. La motivazione del riconoscimento ha sottolineato la dedizione e l’entusiasmo del presidente alla Società Operaia, che, sotto la sua guida, si è consolidata nella comunità bernaldese, conservando sempre i principi della fratellanza e della solidarietà. I nuovi tesserati e il rinnovato attivismo culturale della Soms, sono stati due passi avanti di Tataranno, ottenuti senza perdere di vista l’aspetto ricreativo.
Tra il pubblico erano presenti alcuni albanesi e il piccolo Angelo, un bambino cinese che è diventato, giorno dopo giorno, la mascotte della Società Operaia. I soci si sono cimentati con l’antico strumento dal suono sordo, detto “Cupa cupa”, rinverdendo un’antica consuetudine musicale bernaldese. Ad aiutare lo spirito canterino dei partecipanti e le imitazioni di cantanti famosi ci ha pensato il vino offerto da Francesco Favale, Donato Petrocelli, Cosimo Russo, Giuseppe Santandrea.
A mezzanotte in punto una sorpresa appetitosa: altre pietanze offerte, come sempre, dal socio Dino Avallone. Tra penne all’arrabbiata, gnocchi con cozze e fagioli e tanto pesce a volontà, la festa è decollata. Alle due le danze sono state chiuse dalla classica quadriglia, organizzata dal presidente Tataranno.
È in pieno svolgimento, inoltre, il torneo di biliardo “Brancaleone”, nome con il quale i soci chiamano due categorie di giocatori: i brocchi e i leoni. Le coppie dipendono dal caso o dalla fortuna, perché ogni volta sono sorteggiate, anche dopo le vittorie. È fondamentale non solo essere bravi, ma cementare il gioco di squadra tra il più abile e la schiappa.
L’attività culturale è stata arricchita dalle gite in Salento e dalla mostra “I soci calciatori”, che sta riscuotendo molto successo e andrà avanti fino a Carnevale, quando i tesserati si sfideranno nella rottura della “Pentolaccia”. Addio allora al vecchio anno, ma arrivederci alla prossima festa sociale.

Il ripetitore Wind della discordia

BERNALDA – Il cellulare fa discutere e aveva ragione Sabrina Ferilli in uno spot televisivo di qualche anno fa: «Quanto ci piace chiacchierare”. Stasera nella sala consiliare alle 17.30 il Comune ha organizzato un dibattito sulle antenne della radiotelefonia per analizzare i rischi e le scelte possibili. Dopo il sindaco Francesco Renna, prenderà la parola l’assessore all’ambiente Gregorio Giannini. I relatori saranno Corrado Urgo dell’Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) Basilicata e l’ingegnere elettronico Lino Viaggiano. La riunione segue la raccolta di firme e le proteste di alcuni cittadini contro il nuovo ripetitore della Wind installato nei giorni scorsi dall’Alcatel vicino al cimitero. L’antenna è una torre-faro alta 18 metri.
Donato Fuina, uno dei contrari al ripetitore vicino al cimitero, dice: «Il 22 dicembre ho aspettato sin dalle due del mattino la ditta che esegue i lavori. Con me c’erano Saverio Durante, Angelo Mussillo, Antonio Carbone e Antonio Mattia. Per tre ore siamo riusciti a bloccare l’opera». Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno raccolto i nomi dai documenti dei presenti e lo stesso sindaco Renna. «Ad un certo punto - continua Fuina - mi sono accorto che dietro di me c’erano solo i defunti e non gli uomini, ma la mia protesta continua. Chiedo che si valuti l’impatto ambientale, perché davanti ad un luogo sacro quello scempio non va bene». Fuina ha attaccato alla base del ripetitore due manifesti in cui si legge: «Vergogna! In altri tempi costruivano monumenti, non antenne », firmato “Il Popolo Dei Giusti”.
La posizione del Comune è riassunta dall’assessore Giannini, che alla domanda del Quotidiano se sia stato fatto tutto il possibile per salvaguardare la salute pubblica risponde: «Certo, anche di più. Se la legge prevede il limite dei 6 voltmetro, ai tre l’Arpab si attiva. I tre fasci di onde rivolte in direzione del quartiere San Donato, Bernalda Centro e Sud saranno di un voltmetro». L’assessore ha chiesto che il limite sia abbassato a 0,5 voltmetro: «molto al di sotto dei 6 consentiti dalla legge. Credo che siano state fatte delle scelte responsabili».
Giannini ricorda che si sta discutendo la bozza per il piano comunale delle antenne e che il ripetitore Wind già rispetta il futuro piano. «Abbiamo deciso che le antenne saranno installate su terreni comunali per evitare controversie tra confinanti privati e che i ripetitori siano collocati nell’abitato. Già altre compagnie telefoniche hanno presentato richiesta per nuovi ripetitori e noi chiediamo all’Arpab l’installazione di alcune centraline fisse di controllo».

Successo cantato per 'Una canzone per Natale 2005'

BERNALDA – Le conferme continuano. La terza edizione di ‘Una canzone per Natale 2005’ è stata l’ennesimo successo di pubblico, grazie anche alla diretta su Radio Laser. L’organizzazione dello spettacolo è stata seguita dall’associazione culturale canora e turistica ‘Città di Bernalda’, associata all’Unasp Acli. Il presentatore Franco Carbone, uno dei fondatori dell'associazione, arricchisce ogni anno la serata con curiose e divertenti trovate. Le gradinate strapiene del ‘PalaGalilei’ hanno fatto il resto, regalando una bella serata di musica e divertimento.
Sul palco, tra una canzone e l’altra, si sono esibiti i ragazzi della scuola di ballo ‘Time to dance’, diretta da Patrizia Zuccaro. Le coreografie hanno esaltato le movenze dei giovani ballerini, sempre sorridenti alla fine di ogni spettacolo. I cantanti Marilena D’Ascanio, Gloria Casto, Andrea Gilio, Ernesto Madio, Rossella Stigliano, Cosimo Portarulo, Francesca Tata, Francesca Potenza e Grazia Marinoni, che hanno già raccolto durante l’estate molti applausi nelle feste di quartiere o nelle serate ad Accettura e Miglionico, hanno proposto sia il repertorio melodico della musica napoletana, sia la musica leggera più attuale. Molti applausi e complimenti sono andati alla “Real orchestra”, formata dai maestri Angelo Loglisci e Giampiero Manzara che, con il sax e la tromba, hanno interpretato celebri brani di musica italiana e internazionale.
Tra le novità per il 2006 Carbone ha tirato fuori dal cilindro, in anteprima solo a Bernalda, la gara dei baffi con quattro signori pugliesi che hanno interpretato Garibaldi, Verdi e Umberto I.
Daniele Afferri e Salvatore Traficante, hanno reinterpretato chiamandosi “Ficazza e Piccone”, il duo comico-siciliano di Zelig “Ficarra e Picone”. Poi c’è stato il colpo di scena finale con l’apparizione tanto attesa di Al, trattino, Bano, imitato da Ernesto Madio.
Franco Carbone è un fiume in piena a fine spettacolo: «La nostra associazione ha già in programma per il 2006 alcune serate, le nuove feste di quartiere e i memorial per ricordare gli amici scomparsi. Alcune televisioni locali mi hanno proposto dei provini, ma non voglio abbandonare questi magnifici ragazzi proprio ora».
Dopo l’animazione musicale durante la presentazione del libro di Mario Narciso sul calcio bernaldese, Carbone vuole realizzare con l’associazione gite, serate musicali, sfilate di moda e un concorso di miss: «Seguiteci, – conclude – ne vedrete delle belle».

Il calcio bernaldese festeggia con 70 candeline

BERNALDA – “ Il portiere caduto alla difesa/ ultima vana, contro terra cela/ la faccia, a non veder l’amara luce”. L’inizio di “Goal”, del poeta triestino Umberto Saba, descrive le sensazioni che vivono i portieri dopo una rete e i sentimenti opposti che un gol suscita nei ventidue atleti in campo. Di gol Mario Narciso nella sua lunga carriera, prima di portiere negli anni ’60 e poi di allenatore, ne ha visti tanti. Ormai da dieci anni, dopo la sua mostra fotografica sul calcio a Bernalda, Mario aveva in mente di scrivere un libro che raccontasse i 70 anni di calcio bernaldese. Quel sogno si è realizzato. Il primo volume della trilogia, che raccoglie gli anni dal 1934 al 1970, sarà presentato domani alle 17.30 nel Palacampagna. Alla cerimonia parteciperanno Vito De Filippo, presidente della giunta regionale, Carlo Chiurazzi, assessore regionale, Francesco Renna, sindaco di Bernalda e Jole Madio, assessore all’istruzione. Il moderatore della serata sarà il giornalista Angelo Morizzi, che ha curato anche la prefazione. L’intrattenimento musicale sarà affidato a Franco Carbone, che presenterà sul palco le cantanti Mariella Zito di Scanzano e Elisabetta Caputi, accompagnate al pianoforte da Maria Teresa D’Amore. Le danze saranno assicurate dalla scuola di ballo “Caraibica Dance” di Cosimo e Palma Panico. I fiori e le piante sono messi a disposizione dalla ditta Di Chio, mentre il buffet è curato da Europane.
Nell’opera, stampata dalla Arduino Sacco di Roma, Mario Narciso ha raccolto foto e documenti rari conservati negli anni in una cassa «che è diventata, nonostante i tanti traslochi, la mia cassaforte dei ricordi. Mi bastava sfogliare le foto, riconoscere alcune squadre, per ricordare molti particolari». Da buon allenatore Mario vuole trasmettere ai giovani non solo le competenze tecniche, ma anche una formazione umana: «Quello che ricordo con piacere non sono i risultati sportivi raccolti negli anni, le vittorie, o i campioni che ho formato, ma la soddisfazione di togliere dalla strada intere generazioni dai 6 ai 18 anni». La delusione è legata alla mancanza di continuità, alle tante società o presidenti che si sono succeduti negli anni senza costruire mai niente di duraturo nel calcio bernaldese. «Se a 69 anni sono ancora in tuta con i ragazzi, è perché spero che ci siano altri che continuino a formare i giovani».
Narciso è conosciuto non solo a Bernalda con l’appellativo “Maestro” e ricorda, con un po’ di commozione, che uno dei primi a chiamarlo così fu Peppino Campagna, ex calciatore bernaldese scomparso nel 1999, che militò in serie C con il Matera e il Potenza. A lui è dedicato il PalaCampagna e la squadra giovanile allenata dal “maestro”. Per tutti i ragazzi che ha seguito, Mario Narciso è un punto di riferimento e lui ricambia l’affetto dicendo: «Finché ne avranno bisogno, ci sarò. È troppo facile staccare la spina e abbandonare tutto. Rifarei tutto ciò che ho fatto, perché lo sport è sacrificio». A volte basta un pallone che rotola e un po’ di passione per far scomparire gli odi e le sofferenze che consumano gli uomini.

Bernalda promuove il Biologico

BERNALDA – Il territorio bernaldese si prepara a sviluppare e promuovere la cultura del biologico. L’amministrazione comunale si è associata, con 200 euro, alle “Città del Bio”. Con l’adesione, proposta dall’assessore all’ambiente Giannini, la pubblica amministrazione s’impegna a favorire ed incentivare forme di produzione e consumo di alimenti provenienti da agricoltura biologica. La giunta comunale ha ritenuto utile l’iniziativa poiché lo scambio di conoscenze che potrà avvenire con le altre amministrazioni, metterà in rete i progetti approvati e creerà supporti e servizi per nuove iniziative.
I soci incoraggeranno una forte identità nella scelta del cibo, introducendo nella ristorazione scolastica alimenti biologici. La valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti tipici può fare il paio con le esigenze di sviluppo economico e turistico di Bernalda, secondo comune lucano ad aver aderito alle “Città del Bio”.
L’associazione, che ha sede a Grugliasco, in provincia di Torino, ha tra i suoi scopi la tutela delle biodiversità, delle attività rurali e artigianali che stanno per scomparire, del paesaggio storico e della cultura e la tradizione legate al cibo. Il Comune potrà proporre iniziative didattiche e informative, quali la nascita di un osservatorio sulla Bio-Ristorazione o di mercati tematici legati al biologico. Le esperienze delle altre amministrazioni pubbliche potranno aiutare Bernalda a sostenere un rapporto sempre più stretto tra produttori ed enti pubblici per una maggior tutela della qualità delle produzioni biologiche e delle risorse ambientali.

Odissea sotto l'albero grazie a Trenitalia

Si può avere il posto prenotato già dai primi di novembre su una carrozza “fantasma”? Da venerdì 23 dicembre, sì. Il treno con la carrozza scomparsa è l’espresso delle 22.15 Milano Centrale - Crotone. Al successivo intercity notte delle 23, sempre diretto a Crotone, le carrozze mancanti sono tre. Non è servito arrivare alle 21.15 per evitare l’assalto dei passeggeri senza prenotazione. Dopo la carrozza 9, il posto 44 sulla 10 non c’è. I ferrovieri che hanno trasportato sul binario 20 le carrozze non sanno nulla. Per alcuni minuti nessuno si fa vivo e non ci sono informazioni.
Ai passeggeri con prenotazione e biglietto basta uno sguardo. Poi l’intenzione si trasforma in azione: “Blocchiamo il treno, da qui non parte nessuno”. Il locomotore non può agganciarsi al treno, perché i viaggiatori furiosi sono sulle rotaie. Arrivano pochi minuti prima della partenza prevista i poliziotti e personale di Trenitalia. Le carrozze non ci sono e l’alternativa sono gli autobus sostitutivi, ma la gente che deve arrivare in Calabria, Basilicata o Puglia non accetta.
Una parte dei viaggiatori sceglie gli autobus, circa una diecina, fermi su Piazza Duca d’Aosta, ma bisogna riempirli. I “duri” contrattano senza incidenti fino alla mezzanotte. I passeggeri discutono con gli autisti quali saranno le fermate da rispettare e si arriva ad un compromesso. Un autobus, diretto a Crotone, si fermerà da San Severo (Fg) in poi. Un altro farà le fermate da Pescara in giù. Poco dopo le 24 partono i due treni e gli autobus.
Prima dell’una si esce dalla autostrada per un incidente. Da Piacenza nord il traffico è deviato dalle pattuglie della polizia stradale verso Piacenza sud. La prima fermata è al casello di San Severo e poi a Foggia. Qui decido di prendere lo stesso espresso in arrivo da Milano con 140 minuti di ritardo. I passeggeri raccontano che nessuno nella notte ha controllato loro i biglietti e sarà così almeno fino a Metaponto (Mt). Quelli della carrozza 7 hanno viaggiato con il riscaldamento al minimo, patendo il freddo soprattutto i bambini. A Foggia il treno comincia a svuotarsi, ma alcuni rimangono seduti in corridoio. I bagni, i corridoi e gli scompartimenti si presentano con bottiglie, giornali e altri rifiuti abbandonati per terra. L’espresso recupera alcuni minuti tra Bari e Taranto. Lì sento dall’altoparlante che l’intercity diretto a Milano delle 9.21 ha un ritardo di circa due ore.
A Metaponto l’espresso arriva alle 12.10, con un’ora e 15’ di ritardo. E il pullman? Un collega giornalista mi racconta che alle 13 un autobus è arrivato Bari. Il panettone e il cenone, forse, sono salvi.

L'energia è vita, ma risparmiare è sempre meglio

BERNALDA – Basta un click e le strade si vivacizzano. L’illuminazione fa sempre la differenza tra un paese qualunque e uno con un arredo urbano organizzato. Il Comune di Bernalda ha deciso di essere all’avanguardia e di evitare sprechi energetici e ulteriori danni ambientali. È stato preparato, quindi, un bando per la gestione e il risparmio energetico nell’illuminazione pubblica. «Sappiamo da un’indagine conoscitiva – dichiara l’assessore all’ambiente Gregorio Giannini – che alcuni accorgimenti tecnologici ci possono garantire un notevole risparmio energetico».
Una fetta significativa dei soldi messi da parte sarà reinvestita nel nuovo impianto di pubblica illuminazione per Bernalda e Metaponto sostituendo, ad esempio, le lampade o le centraline elettriche. Un’altra quota rimarrà nelle casse comunali. Nel 2004 la spesa per l’illuminazione ha superato i duecentomila euro. I punti luce sparsi sul territorio comunale sono 3.760. Un 40% di essi è stato istallato più di venti anni fa, mentre un’analoga percentuale ha tra gli undici e i venti anni. L’affidamento del servizio durerà otto anni, ma per maggiori informazioni si può consultare la sezione “Bandi e concorsi” del sito: www.comune.bernalda.matera.it.
«La società sarà selezionata in base a tre criteri. Il primo è l’entità del risparmio energetico garantito e i soldi che resteranno all’amministrazione pubblica. Valuteremo poi la qualità del progetto tecnologico e di manutenzione, cioè controlleremo quali lampade saranno montate o se saranno usati i pannelli fotovoltaici». L’azienda che si aggiudicherà l’appalto dovrà occuparsi della manutenzione, fornendo all’ente un programma dettagliato. Sui vantaggi che ci saranno per i bernaldesi l’assessore Giannini non ha dubbi: «Avremo un impianto più efficiente, grazie anche ad una manutenzione più rapida e una migliore qualità dell’illuminazione. Nel lungo periodo prevediamo un consistente risparmio per l’ente e, quindi, una maggiore capacità d’investimento sul territorio». La richiesta di partecipazione al bando va presentata entro il 10 gennaio. Dopo la comunicazione del Comune, le aziende avranno quaranta giorni per presentare la loro offerta.

La solidarietà vince con Telethon

BERNALDA - T come terapia, perché per i farmaci servono nuove idee utili a vincere le malattie genetiche. T come tumori che, nelle nostra società, colpiscono una persona su quattro. T come Telethon, la grande maratona per la ricerca che ha sempre bisogno della collaborazione di tutti. A Bernalda è stato creato un comitato cittadino tra Agesci, Amici del presepe, Avis, che è partner ufficiale, Città di Bernalda, il Comune, Laboratori culturali, Sinistra giovanile, Vivide, i gruppi musicali Zero decibel e Kricca Reggae, il Lido Nettuno, la sezione Federcaccia S. Uberto e il coro “Alleluja”. In piazza Plebiscito sarà creato il “villaggio Telethon”, dove sabato e domenica saranno aperti gli stand gastronomici, che offriranno pettole, pastorale (stracotto di pecora), caldarroste, bruschette, panini con salsiccia, dolci. Spazio anche per i giovani artisti bernaldesi dell’associazione “Laboratori Culturali”, che cureranno un’esposizione di quadri e altri lavori artigianali. L’associazione “Amici del presepe” lancerà una riffa che ha come primo premio un presepe artigianale. Non mancheranno le Telethon cards e i gadget.
Il via alle iniziative sarà dato sabato alle 16, mentre un’ora dopo all’interno del chiostro comunale l’associazione “Vivide” aprirà la mostra permanente di pittura. Dopo la Santa Messa delle 18 i cittadini bernaldesi saranno coinvolti alle 20 dalla simpatia e dalle note dell’associazione musicale “Città di Bernalda”. Alle 21.30 saliranno sul palco, presentati dalla dj Teo di Radio Radiosa, gli “Zero Decibel”.
Domenica spazio alla donazione del sangue dalle 8.30 alle 12 presso il poliambulatorio comunale. In mattinata gli Scout, che nei due giorni cureranno l’animazione dedicata ai bambini, cercheranno di raccogliere fondi vendendo gli oggetti realizzati in strada. La novità sarà rappresentata dal mimo a gettone, che si muove solo se gli saranno offerte delle monete. Gli Scout organizzeranno pure una maratona. Ogni partecipante contribuisce con un euro e correndo passa il testimone al partecipante successivo. All’arrivo dell’ultimo partecipante bernaldese una telefonata farà partire la maratona della città successiva, perché la corsa si svolgerà in tutta la nostra Regione.
A mezzogiorno i maestri Maragno, Monaco e Paolicelli si esibiranno con le loro chitarre. Nel pomeriggio alle 17.30 nella Chiesa del Convento ci sarà il concerto del coro “Alleluja”, seguito alle 19 dalla messa. In serata l’Associazione “Città di Bernalda” sarà chiamata di nuovo a riscaldare il pubblico prima del concerto finale della “Krikka Reggae” presentato sempre dalla Teo.
Per aumentare le donazioni ci sarà anche una rappresentanza del Liceo Scientifico guidata dalla professoressa Palma Arcuti. Nel corso dei due concerti saranno battuti all’asta: un pallone della Cestistica Touchdown con le firme di tutti i giocatori, un disco inedito degli “Zero Decibel” con il video realizzato in un'unica copia solo per Telethon, un quadro offerto da “Laboratori Culturali”, un cd e il dvd della “Krikka Reggae”, un’opera dell’artista Antonio Caddeo e alcuni libri scritti dal prof. Giovanni Oliva. Sostenere Telethon vuol dire sì alla vita e fare un saggio investimento per il futuro delle nuove generazioni.

Fiamma luce simbolo di pace

BERNALDA – La storia passerà ancora per Bernalda. Domani, infatti, un capo scout di Battipaglia (Sa) porterà alle 10 in piazza Plebiscito la "Luce della pace". La tradizione della Luce nasce dall'iniziativa natalizia di beneficenza "Lichts in Dunkel", Luce nel buio, della Radio-Televisione ORF-Landestudio Oberoesterreich di Linz. Nel mese di dicembre vengono raccolte offerte spontanee con cui si vuole aiutare bambini invalidi, emarginati sociali, ma anche stranieri bisognosi, come ad esempio i profughi.
La ORF, per la prima volta nel 1986, ha dato vita all’operazione “Luce della Pace da Betlemme”, pensando al Natale e come segno di ringraziamento per le numerose offerte. Poco prima del 25 dicembre un bambino dell'Austria superiore accende una candela dalla lampada a Betlemme. Nella grotta della Natività, infatti, c'è una lanterna, accesa da molti secoli, alimentata dall'olio donato a turno da tutte le nazioni cristiane del mondo.
Quella Luce viene poi portata a Linz con un aereo della linea Austriaca. Da Linz con la collaborazione delle Ferrovie Austriache, la Luce è distribuita in tutto il territorio federale e poi nei vari Paesi europei. La Luce della Pace arrivò in Italia nel 1986, grazie agli scout sud-tirolesi di madre lingua tedesca.
Il gruppo scout Bernalda 1 che riceverà la Luce avrà a disposizione alcune lanterne. Di anno in anno è cresciuta tra gli scout bernaldesi la partecipazione e l'entusiasmo per la consegna della "Luce della Pace" tramite altri gruppi scout. Chi vorrà ricevere la Luce per poterla portare nelle proprie case, si può presentare con candele o altre lanterne. La pace è patrimonio di ognuno, ecco perché la Luce deve andare a tutti.

I presepi della tradizione e quelli nati dalla fantasia

BERNALDA – Dicembre tempo di presepi e in qualche caso anche d’autore. Per il quinto anno consecutivo torna nella 'Sala incontro', da stasera alle 20, la rassegna "Il presepe a Bernalda". La sezione bernaldese dell'Associazione Italiana Amici del Presepio è riuscita a raccogliere 25 presepi. Emilio Lattarulo presidente della sezione bernaldese dell'associazione 'Amici del Presepio' dice: «I presepi provengono da Bernalda, Grassano, Maratea, Matera, Marconia, Montalbano Jonico, Pisticci e Potenza». L'esposizione, che ha sempre attirato molti visitatori, sarà aperta fino al 6 gennaio. Gli orari della mostra saranno: nei giorni feriali 10-12, 18-20, nei festivi 10-12.30, 18 - 21.
Secondo la tradizione dell’iniziativa sarà sempre il pubblico a votare le opere migliori con un occhio particolare per i bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle medie di Bernalda e Marconia che hanno voluto partecipare. L’associazione ha inaugurato venerdì sera nella parrocchia Mater Ecclesiae un bellissimo diorama palestinese. Si tratta di alcune scene dipinte su un telo che sembrano reali grazie alla prospettiva e a sapienti giochi di luce.
Tra i presepi presenti nella rassegna molti sono stati realizzati con materiali poveri. Si va dal tradizionale legno, alla stoffa, dalla terracotta alla cartapesta, dalle damigiane al rame. La sezione bernaldese dell’associazione 'Amici del presepio' è nata a giugno 2004 ed è la seconda in Basilicata, dopo quella di Maratea. I soci Emilio Lattarulo, Mario Benedetto, Liliana Barnaba, Armando Plati, Mario Soranno, Enzo Galli, Giuseppe Valentino, Dino Durante, Maria Carella, Aldo Pisicchio, Domenico Gallitelli vogliono incoraggiare, insieme con l’assistente spirituale Monsignor Domenico D’Elia, la tradizione del presepe.
Nel febbraio del 2006, come già è avvenuto quest’anno, sarà organizzato un nuovo corso sui presepi: «Alla prima serie di lezioni - continua Lattarulo – hanno partecipato venti persone, quasi tutte donne. Hanno imparato a lavorare con il gesso, realizzando alcuni presepi palestinesi». I soci bernaldesi hanno avuto modo di entrare in contatto con altri appassionati del presepe, partecipando alle riunioni interregionali tra Puglia e Basilicata. «Dal prossimo anno - conclude entusiasta il presidente della sezione bernaldese - ci sarà uno scambio con i nostri amici pugliesi. La prossima riunione del coordinamento interregionale si terrà proprio nel nostro paese il 5 febbraio 2006».