giovedì, maggio 31, 2007

Dove vai se il pass non ce l'hai?

MATERA – Senza il pass non si potrà attraversare la riserva naturale e raggiungere le spiagge vicino alle foci dei fiumi Bradano e del Basento. Nella riunione in Prefettura di ieri mattina, tra il prefetto, Carlo Fanara, il dirigente dell'ufficio biodiversità del Corpo Forestale dello Stato, Pietro Ielpo, il comandante regionale della Forestale, Gaetano Avena, il comandante provinciale di Matera, Giuseppe Giove e il sindaco di Bernalda, Francesco Renna, è stato deciso di disciplinare con un’autorizzazione gli accessi alle strutture balneari.

L’estensione della riserva forestale di Metaponto, situata tra le foci dei due fiumi, è di circa 240 ettari. Si tratta di un tipico ambiente di macchia mediterranea con presenza di pino domestico, d’Aleppo e marittimo, specie arbustive tipiche quali mirto, lentisco, fillirea, ginepro. La riserva è stata classificata come area S.I.C. (Sito d’Importanza Comunitaria) e Z.P.S. (Zona a Protezione Speciale), per tutelare l’habitat e per l’importanza dell’avifauna migratoria che nidifica in tale zona (airone cinerino, pittima reale, gallinella d’acqua).

L’anno scorso è stata firmata da venti operatori turistici una convenzione triennale con l’ufficio biodiversità del Corpo Forestale dello Stato. I turisti potranno attraversare la riserva forestale a bordo di bus o altri veicoli autorizzati, mentre non saranno permesse le auto private. Ciascun operatore, invece, dovrà comunicare all'ufficio biodiversità quale auto usa e il proprio numero di targa. I controlli per sanzionare, se necessario, le violazioni saranno svolti dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, assistiti anche dalle altre forze di polizia.

Sulle prime fasce tagliafuoco a destra e a sinistra di Metaponto lido l'accesso sarà consentito con un'ordinanza del sindaco Renna. «Il transito, ma non la sosta delle autovetture sarà permesso - dice il primo cittadino bernaldese - durante i mesi di luglio e agosto e nei fine settimana di giugno e settembre». Il Comune vuole, infatti, garantire un facile accesso in entrata e in uscita dai lidi. Sulle strade d'argine, vicino ai fiumi, il passaggio è libero, ma non si potrà entrare nella riserva naturale. L'amministrazione comunale chiederà nei prossimi giorni all'ufficio biodiversità di poter allargare le vie tagliafuoco dove si transiterà solo con i pass, in modo da realizzare una pista ciclabile e un percorso sicuro per i pedoni.

A giugno sarà lo stesso prefetto di Matera, Carlo Favara, a visitare il Metapontino per adottare: «efficaci misure di prevenzione che consentano un tranquillo soggiorno ai villeggianti». Solo dopo i sopralluoghi, infatti, sarà messo a punto dal prefetto un piano coordinato di controllo del territorio.

mercoledì, maggio 30, 2007

Vacanze super-abili a Metaponto

MATERA - Il mare, il sole, l’estate devono essere un momento di relax e divertimento per tutti. La Provincia di Matera ne è convinta e per il terzo anno consecutivo ha messo a disposizione delle persone diversamente abili, tra gli 8 e i 45 anni, cinque appartamenti di sua proprietà a Metaponto Lido. Le villette in Viale Nettuno, a pochi passi dal mare, saranno offerte in comodato gratuito ad associazioni che operano in provincia e hanno a disposizione quattro posti letto.

Nella seconda quindicina di giugno sono stati già individuati due sodalizi, uno montese e un altro materano che utilizzeranno le abitazioni. «Ancora una volta - afferma Giuseppe Digilio, assessore provinciale alle politiche sociali - la Provincia e il mio assessorato sono vicini alle associazioni che operano sul territorio e si occupano dei diversamente abili».

Da ieri il bando, scaduto lo scorso venerdì 25 maggio, è stato prorogato fino al 15 di giugno per dare la possibilità ad altri di poter villeggiare a Metaponto dal 15 al 30 settembre. La Provincia di Matera, ufficio servizi sociali, accetterà le domande delle associazioni di volontariato iscritte nell’albo regionale, oppure delle Onlus (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale). Tra i documenti da presentare occorre indicare, oltre all’elenco delle persone da alloggiare e degli operatori di supporto, anche la settimana prescelta, il progetto di ospitalità, cioè le attività di animazione e un elenco dei lavori già svolti con i diversamente abili. L’avviso può essere scaricato dal sito internet www.provincia.matera.it.

«Il progetto - conclude l’assessore Digilio - continuerà anche l’anno prossimo. Sarà anzi ampliato con un programma di solidarietà. Potremo così contribuire all’organizzazione di eventi musicali e teatrali che vedranno protagonisti gli stessi ospiti. Facciamo, insomma, della solidarietà un nostro punto di forza».

lunedì, maggio 28, 2007

Un segnalibro per ricordare il Tricolore

MATERA - Era il 7 gennaio del 1797. Nella seduta di quel giorno i delegati della Repubblica Cispadana, accogliendo una mozione di Giuseppe Compagnoni, decidono «che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori verde, bianco e rosso». Nasce così il tricolore. Quest'anno le classi 1° E e G della scuola statale secondaria di primo grado “N. Festa” di Matera, con il docente di tecnologia e giornalista, Carmine Grillo, hanno voluto festeggiare la nostra bandiera con il “Segnalibro del Tricolore”.

I lavori, che ritraggono l'Italia e la bandiera tricolore, sono stati inviati al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il 25 maggio scorso è giunto dal Capo dello Stato, tramite il Consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e l’Informazione, Pasquale Cascella «l’apprezzamento per l’impegno e l’attenzione manifestata alle istituzioni della Repubblica con il progetto ideato in occasione dei 210 anni del Tricolore nazionale».

La prima E è composta da: Albano Nicola, Carlucci Michele, Carmentano Maria, Colucci Luca, De Finis Giuseppe, Epifania Saverio, Finamore Roberta, Licciardello Pierangelo, Losito Moreno Francesco, Massari Roberta Maria, Negro Antonella, Pastore Annalisa, Popolizio Davide, Santantonio Matteo, Sicolo Sara, Staffieri Claudia, Tralli Francesco e Velletri Domenico. Gli studenti della prima G sono: Bartilucci Olga, Cicchetti Giacinto, Conte Emanuele De Palo Michele Di Cuia Giuseppe Fontana Cosimo Fusco Patrizio Gravela Giovanni, Lionetti Marzia, Mangieri Luigi, Martins Gomes Claudia, Orsi Roberta, Romano Stefania, Tarasco Monica e Ventimiglia Giovanni.

Il professor Carmine Grillo, bernaldese, docente d'educazione tecnica e tecnologia, da alcuni anni presso la “N. Festa” di Matera, è impegnato da sempre in iniziative mirate a promuovere il senso civico, l’attaccamento alle istituzioni, ai valori della nazione e ai principi della legalità: «È stata un’esperienza stimolante all’insegna dei valori della nostra storia e, sul piano propriamente didattico-operativo, del "fare ragionato", della progettualità e della promozione all’esercizio del lavoro».

I ragazzi hanno utilizzato, nella maggior parte dei "manufatti", materiale di recupero. Il Capo dello Stato ha voluto regalare alla scuola "N. Festa" una speciale edizione della bandiera italiana. «Il segnalibro - conclude il prof. Grillo - è un sussidio d'educazione alla lettura che diviene "compagno di viaggio" e segno distintivo del lettore senza dimenticare i colori dell’Italia in una dimensione europea e mondiale».

mercoledì, maggio 23, 2007

Metaponto ritorna la spiaggia degli dei... forse

METAPONTO – L’estate 2007 regala a Metaponto il mare pulito e l’avanzamento di una parte della spiaggia. I due risultati positivi potranno attrarre verso i lidi jonici turisti e famiglie alla ricerca di una vacanza tranquilla.

La balneabilità delle acque lucane è assicurata dai controlli periodici dell’Arpab (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Basilicata). «Facciamo - dichiara Ferruccio Frittella, dirigente dell’ufficio risorse idriche dell’Arpab - almeno due controlli al mese. I primi tre del 2007, eseguiti tra aprile e maggio, hanno dato buoni risultati e non ci sono problemi». Lungo la fascia jonica sono stati individuati 32 punti di campionamento delle acque ed è ancora in corso la seconda rilevazione di questo mese.

Sono terminati la scorsa settimana, invece, i lavori per rimettere in funzione il B.M.S. (Beach Management System), un metodo di protezione delle spiagge adottato sperimentalmente su un tratto di 200 metri. Il B.M.S. prevede l'installazione di un sistema con tubazioni interrate e poco distante dalla linea costiera. L’acqua, raccolta in un pozzetto, viene poi restituita al mare, mentre la sabbia rimane sulla spiaggia.

L’ingegner Fabio Civitarese della Ge. Co. (Gestione Coste), l’impresa che cura, per conto della Regione Basilicata, la manutenzione dell’impianto, conferma che il quadro elettrico, sabotato più volte, è stato messo in sicurezza e che sono stati posati dei nuovi tubi. I primi risultati positivi saranno visibili tra un mese, anche se la spiaggia è controllata quotidianamente dalla Ge.Co. con delle telecamere. «Ritorneremo verso luglio per accertare con il Gps (Global Positioning System ndr) sia l’avanzamento della linea di riva, sia l’accumulo dei volumi, cioè se la spiaggia si è alzata».

Lungo la costa metapontina è stato completato un diverso intervento sperimentale per reintegrare la spiaggia con sabbia prelevata in altri luoghi. Il monitoraggio delle azioni per combattere l’erosione durerà un anno ed è affidato al Dipartimento regionale infrastrutture opere pubbliche e mobilità. «Noi raccogliamo i dati, - dice l’ingegner Cosimo Damiano Grieco - ma sarà la Regione, finita la sperimentazione, a decidere l’intervento più conveniente».

lunedì, maggio 21, 2007

Cinecittà a Bernalda sognando Francis Ford Coppola

BERNALDA - Federico Fellini, che girò a Cinecittà tanti suoi capolavori, confessò più volte la sua «affinità psicologica» con gli studios: «Vi si respira il processo misterioso della creazione...», chiarì ad un intervistatore. Martedì e mercoledì un pezzo di Cinecittà si trasferirà a Bernalda per raccontare quella che è stata per 70 anni, da poco compiuti, la patria del cinema.

Quella città nella città eterna è stata sicuramente il simbolo della gloriosa storia del cinema italiano e ne ha segnato tutte le fasi: i film di propaganda fascista e dei cosiddetti "telefoni bianchi", le pellicole storiche e mitologiche, gli "spaghetti western", il neorealismo, la commedia all’italiana, i film di Fellini, i kolossal americani e tutte le altre produzioni straniere. «Una mostra fotografica sarà allestita martedì nel chiostro comunale - racconta l'assessore alla cultura e agli spettacoli, Bernardino Paradiso - per illustrare i tanti film girati a Cinecittà». Alla conferenza stampa prevista nello stesso giorno sono stati invitati, su iniziativa del giovane amministratore comunale, alcuni cineasti bernaldesi.

Il 23 in Piazza S. Bernardino si respirerà, invece, il profumo del vecchio cinema sotto le stelle. Sarà proiettato, infatti, il film "Il colore della libertà - Goodbye Bafana" diretto da Bille August. È la storia del rapporto tra un irruente razzista e Nelson Mandela nel Sudafrica dell'apartheid. Poi seguirà un omaggio a Sergio Leone, con alcune scene dei suoi film più famosi.

Riguardo alla cittadella del cinema prevista a Metaponto presso Torre di Mare, l’assessore dice che il Comune sta aspettando una risposta dal Ministero del Turismo: «Per farla diventare, come piace dire al nostro concittadino Francis Ford Coppola, una masseria fortificata della cultura».

La tappa bernaldese per festeggiare la nostra Hollywood sul Tevere ha entusiasmato Paradiso, che ha all’attivo anche alcune partecipazioni a commedie e cortometraggi: «Accettiamo con grande felicità il cinema, perché è un mezzo di promozione territoriale e culturale. La presenza di Cinecittà a Bernalda rafforza il legame con il nostro amatissimo concittadino Francis Ford Coppola. Speriamo di avere un rapporto sempre più stretto e proficuo in futuro con lui».

giovedì, maggio 17, 2007

Un viaggio virtuale nell'antica Metaponto

METAPONTO - Due fiumi, il Bradano e il Basento e una terra buona da coltivare. Era la seconda metà del VII secolo a. C. I coloni Achei che fondarono Metaponto, provenienti dal Peloponneso in Grecia, trovarono davanti ai loro occhi questo panorama. Partì da lì l’avventura di Metaponto, raccontata ora con un dvd, ricco di foto e filmati, che permette la visita virtuale della colonia greca dalla fondazione fino al V-VI secolo d. C.

Il lavoro multimediale, che sarà presentato domani alle 18 presso il Museo Nazionale metapontino, è stato realizzato con i fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata. La ricerca storica è stata curata da Antonio De Siena, archeologo e direttore del Museo Nazionale di Metaponto, e dalla moglie, la docente universitaria Liliana Giardino. L’ingegner Francesco Gabellone si è occupato delle ricostruzioni virtuali, mentre le musiche e le riprese video sono di Alfredo Ronzino.

«Bisognava offrire ad un pubblico abbastanza vasto - dice il direttore, Antonio De Siena - un prodotto che rendesse visivamente l’idea della città di Metaponto». La colonia achea, infatti, ha subito nei secoli numerosi saccheggi, alla ricerca di un buon materiale di costruzione, che hanno compromesso lo stato di conservazione. «La prima immagine sarà l’arrivo dei coloni e la costruzione delle capanne. Poi la città lentamente iniziò a crescere. Siamo nel VI secolo a. C. quando dalle capanne si passò ad un impianto regolare della colonia con lo sviluppo delle strade urbane».

La divisione in lotti dello spazio cittadino fu mantenuta anche nella campagna con l’affidamento di piccoli appezzamenti di terra a singoli nuclei familiari. Con quelle riforme Metaponto rappresenta ancora oggi un esempio di esperienza all’avanguardia in tutto il mondo greco e ci permette di capire che i metapontini ebbero una fonte di ricchezza fondamentale nello sfruttamento del fertile territorio. L’immagine ufficiale proposta sulla moneta fu, difatti, la spiga d’orzo o di grano, secondo altre interpretazioni. Un prezioso ex voto (anathema in greco) offerto da Metaponto nel V secolo a. C. al santuario greco di Delfi rappresenta una messe d’oro.

«Sarà possibile - prosegue De Siena - visitare i templi dell’area sacra di Hera, Atena, Artemis, Apollo Lykaios girandoci intorno, oppure entrando in alcuni di essi. Nel tempio di Hera, ad esempio, si potrà guardare dall’interno tutti i particolari architettonici e la statua della dea». Proseguendo si visiterà l’agorà, la piazza e il teatro, accompagnati da alcuni antichi greci. Proprio il teatro si distingueva per l’imponenza architettonica e perché fu costruito in assenza di un pendio collinare. I metapontini s’inventarono una collina artificiale, trattenuta all’esterno da un muro di contenimento.

«Dall’alto a volo d’uccello si vedrà l’intero perimetro della città con le sue mura, le strade, i monumenti e il porto con i magazzini. Nel quartiere dei ceramisti è stata ricostruita la scena degli artigiani che preparano i vasi nella fornace. Sarà visitabile anche il castro romano e la successiva basilica paleocristiana con il suo battistero». Non mancano, infine, le ricostruzioni del percorso verso le necropoli e del santuario extraurbano di Hera, detto delle Tavole Palatine.

Ammainata senza rimpianti la "Bandiera blu" di Metaponto

BERNALDA - L’amministrazione comunale è contenta dei risultati raggiunti per Metaponto, anche senza la conquista nel 2007 della “Bandiera blu”. L’assessore all’ambiente, Gregorio Giannini, non ne fa un dramma e rilancia: «Rispetto allo scorso anno stiamo migliorando l’aspetto del lungomare di Metaponto. Abbiamo speso oltre 200mila euro per rifare, ad esempio, alcune aree verdi o sostituire i lampioni, adottando il sistema di risparmio energetico».

La “Bandiera blu” quest’anno non è arrivata anche perché mancava, tra le azioni previste per ottenere un buon punteggio, la certificazione ambientale Iso 140001, che soddisfa una serie di requisiti di contenimento e prevenzione dell'inquinamento ambientale fissati a livello europeo. «Nessuno dei comuni jonici del materano - racconta l’assessore - ha ricevuto il riconoscimento, perché nessuno ha la certificazione ambientale Iso 140001. Abbiamo tutti aderito ad un progetto della Provincia di Matera, avviato due anni fa, ma che solo adesso è ripartito».

Se molte spiagge del Sud non sono state premiate per la raccolta dei rifiuti, Giannini ci tiene a sottolineare che Metaponto ha fatto passi da gigante: «Siamo passati dal 2% del 2004, al 6% nel 2005, all’8,5% nel 2006 e quest’anno stiamo viaggiando intorno al 15-16%. So che le percentuali sono ancora basse, ma sono dati reali e stiamo lavorando per aumentarli».

Recentemente Bernalda ha ricevuto 3milioni e 600mila euro dalla Regione Basilicata per potenziare la raccolta differenziata ed è stato scelto come Comune capofila del metapontino. Il progetto si concluderà nell’agosto del 2008. «Partirà la raccolta porta a porta dell’umido - racconta Giannini - e di tutte le frazioni secche differenziabili. Nelle zone dove non ci sarà la raccolta porta a porta installeremo più “campane” per il vetro, la carta e la plastica. Nell’attesa dei fondi regionali non ci siamo fermati, perché già adesso recuperiamo il vetro o gli imballaggi da esercizi commerciali, villaggi turistici, stabilimenti balneari». Alle 40 “campane” acquistate l’anno scorso per la raccolta differenziata, quest’anno se ne aggiungeranno altrettante.

Nel centro storico dove, a causa delle strade strette, a volte non è possibile posizionare molti raccoglitori della spazzatura, l’assessore all’ambiente assicura che con i fondi comunali partirà la raccolta porta a porta già da settembre: «Il consiglio comunale del 23 maggio prossimo - conclude Giannini - sarà quasi interamente dedicato alla gestione dei rifiuti».

martedì, maggio 15, 2007

Storie di sabbia e di mare metapontino

METAPONTO – Sei metri, quanto una piccola barca o un camper. Il B.M.S. (Beach Management System), un metodo di protezione delle spiagge, aveva “conquistato” al mare metapontino da aprile a dicembre del 2006 quei pochi, ma preziosi metri. Poi niente è stato più come prima. Oltre alle mareggiate, qualcuno ha deciso più volte che quel traguardo, quella piccola conquista, dovesse essere ridimensionata, annullata.

La conferma arriva dalle parole amareggiate dell’ingegner Fabio Civitarese della Ge. Co. (Gestione Coste), l’impresa che cura, per conto della Regione Basilicata, la manutenzione dell’impianto: «Più volte abbiamo trovato i lucchetti che chiudevano il quadro elettrico rotti. Alcune pompe interrate, poiché l’impianto non ha funzionato più, si sono sollevate e anche il pozzetto di scarico dell’acqua è stato aperto».

C’è stata una lunga serie di vandalismi, insomma, che hanno annullato ogni cosa. Cui prodest?, a chi giova tutto ciò? Civitarese non si sbilancia, ma dice: «Voglio sperare che non siano stati atti di sabotaggio, ma solo di vandalismo». I 200 metri di litorale metapontino “curati” con il B.M.S. sono controllati da alcune telecamere che, però, funzionano grazie ai pannelli solari. Si capisce, quindi, che la loro autonomia è limitata e i vandali hanno un deterrente in meno.

Il sistema, scelto per il basso impatto ambientale e il contenuto costo d’istallazione e manutenzione, ha bisogno per funzionare che siano “protetti”: l’allacciamento alla rete elettrica, il quadro di distribuzione dell’energia e il pozzetto di scarico.

Il B.M.S., brevettato nel 1985 dal Danish Geotechnical Institute (DGI), permette di aumentare la permeabilità delle spiagge emerse mediante un drenaggio che favorisce il deposito della sabbia nella zona di battigia. Vengono interrati, infatti, ad un paio di metri sotto la sabbia, vicino alla linea di costa, centinaia di metri di tubazioni, a seconda dell’intervento e del braccio di mare da difendere, che, sfruttando il principio di percolazione dell’acqua marina, permettono il deposito dei sedimenti lungo la spiaggia e il riflusso al mare tramite una pompa. In Italia il primo sistema è stato installato nel febbraio del 2001 presso gli arenili di Ostia (Roma) per conto della Regione Lazio.

La Ge. Co. in questi giorni è ritornata a Metaponto e, a proprie spese, ha deciso di sostituire tutti i tubi e non solo: «Abbiamo sotterrato il pozzetto - continua l’ingegnere - e cercheremo di “blindare” la centralina elettrica. Il cambio delle tubature, mare permettendo, si concluderà a fine settimana. Fortunatamente, grazie ad un altro intervento di ricostruzione della spiaggia iniziato circa venti giorni fa e al gioco delle correnti, abbiamo di nuovo recuperato qualcosa al mare».

Il nuovo sopralluogo dei tecnici della Ge. Co. è previsto, salvo nuove brutte sorprese, per luglio. «Un nostro operatore – conclude Fabio Civitarese - tramite il Gps (Global Positioning System ndr), che si serve dei satelliti, controllerà l’avanzamento della linea di riva».

mercoledì, maggio 09, 2007

La campagna per le comunali materane vista dal Nord

MILANO - Matera e Milano sono geograficamente distanti. In comune hanno entrambe l’iniziale nel nome e nel prodotto tipico: il pane e il panettone. Ad aggiungere un altro punto di contatto è stato Simone Savoia, 30 anni, che frequenta il master in giornalismo della Iulm (Istituto Universitario di Lingue Moderne) di Milano. Oggi sul sito www.lab.iulm.it sarà pubblicato il primo dei viaggi per raccontare le prossime elezioni amministrative del 27 e 28 maggio e si partirà proprio da Matera. Il lavoro sarà arricchito da foto e video con le interviste ai candidati.

Per raccontare il capoluogo di provincia lucano, Savoia, napoletano “verace”, come si suole dire, parte dal cuore antico della città: i Sassi. Quel dedalo di viuzze, quelle case nate su altre case, gli sono sembrate un labirinto, così come l’area industriale materana. Guida preziosa nel labirinto è stato il giornalista del Quotidiano Piero Quarto che ha “iniziato” Simone Savoia alla sfida tra i Sassi del 27 e 28 maggio.

Portando avanti la metafora del labirinto, Simone analizza le prossime elezioni comunali, ricordando che entrambi i poli «sono divisi o, comunque, con il fianco scoperto». Se le due grandi coalizioni hanno schierato entrambe due avvocati, per il centrodestra il senatore Nicola Emilio Buccico e per il centrosinistra Franco Dell’Acqua, non mancano altri pretendenti: l’ex sindaco Francesco Saverio Acito, Tito Di Maggio e Raffaele Giura Longo.

Buccico sa che alcuni voti potrebbe perderli, grazie all’iniziativa delle liste civiche nate «per pescare voti trasversalmente», ma ci sono prospettive nuove. Per il primo turno sono esclusi apparentamenti con Francesco Saverio Acito, appoggiato da alcune persone espulse da Alleanza Nazionale, il partito del senatore Buccico. Un «si vedrà il da farsi» sembra non escludere, per il futuro, manovre d’avvicinamento.

L’avvocato Dell’Acqua loda l’operato della giunta Porcari con queste parole: «Se sindaco e assessori avessero lavorato con un Governo diverso da quello Berlusconi, avrebbero meritato un sette pieno». Sul mancato rispetto del risultato delle primarie, che ha premiato in larga misura Dell’Acqua, l’avvocato glissa con un filosofico: «acqua passata».

Spostandosi fuori dai Poli il professor Raffaele Giura Longo, che con fierezza risorgimentale non vuole sentir parlare di Lucania, ma solo di Basilicata, contesta le primarie che hanno visto perdere uno dei partiti che lo sostiene: Rifondazione Comunista. Riguardo al suo programma la parola d’ordine sul centro storico è: «I Sassi attirano i turisti, ma è Matera tutta che li deve accogliere».

Dai pacati ragionamenti nittiani e salveminiani del professore si passa alla praticità dell’ingegner Francesco Saverio Acito, sindaco Dc di Matera dal 1986 al 1994. L’uomo che ammicca dai manifesti appesi sui muri del capoluogo di provincia, lancia la suggestione di Matera “città murgiana”, cioè inserita in un’area più vasta che comprenda la Basilicata e anche parte della Puglia.

Venuto dal Nord, dalla Brianza dei mobili, l’imprenditore Tito Di Maggio come se la caverà con il dialetto materano? È un particolare non da poco nei rapporti sindaco-cittadini. Di Maggio precisa: «Non lo parlo, ma trovandomi da dieci anni a Matera, lo capisco benissimo». Il candidato venuto da lontano si augura di infastidire con la sua corsa l’Ulivo materano.

Il sindaco uscente, Michele Porcari, ha una sua lettura, da osservatore, delle divisioni nel centrosinistra: «Il problema non è, come si potrebbe pensare, il rapporto tra Porcari e i partiti di maggioranza. Il problema sta nei partiti di maggioranza». Ma il centrosinistra, chiede Simone Savoia, può perdere a Matera? Risposta: «Abbiamo fatto di tutto per complicarci la vita e confondere i cittadini. Ma possiamo recuperare».

Non sappiamo ancora se Simone Savoia saprà far ritrovare, come Teseo, la via d’uscita dal labirinto della politica materana, ma di certo nel suo lavoro c’è un modo di raccontare che è sereno, equilibrato e, talvolta, velato da un sottile strato di ficcante ironia.

martedì, maggio 08, 2007

Una fragola molto metapontina

METAPONTO - Nel 2007 le superfici coltivate a fragola nel metapontino sono aumentate del 5% rispetto all'anno scorso, ma rimangono problemi nella produzione. In Italia l'aumento complessivo delle aree dedicate alle fragole è stato del 4%, con un'inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Secondo Elisa Macchi, responsabile del Centro Servizi ortofrutticoli di Ferrara, la ripresa è motivata dal buon andamento di mercato dello scorso anno. Nel metapontino, una delle aree più colpite dalla crisi della fragolicoltura, quest’anno si può contare su una superficie di 420 ettari.

«I dati riguardo alla Basilicata - dichiara Elisa Macchi del Cso di Ferrara - sono stati raccolti sentendo i nostri soci lucani, contattando i vivaisti della zona e in collaborazione con l'Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa "Pantanello"». L’azienda metapontina dal 1993 è diventata unità operativa del progetto ministeriale "Liste Varietali", finalizzato alla valutazione delle varietà in commercio e all’aggiornamento annuale della lista delle cultivar più consigliate per i nuovi impianti.

«Dal 2002 - afferma Carmelo Mennone, direttore dell'azienda "Pantanello" - le superfici coltivate a fragole sono diminuite del 40% circa. L'anno scorso gli ettari erano 380, ma quest'anno c'è stata una leggera ripresa». La fragolicoltura lucana ha avuto sempre alti e bassi nella coltivazione. Si è passati dal boom di 900 ettari, agli inizi degli anni '90 del secolo scorso, ai dati attuali. La produzione di fragole nei primi mesi del 2007 è stata inferiore a quella dell’anno precedente, colpa del clima e di alcuni problemi nelle forniture delle piantine di fragola.

«È stato soprattutto il mercato a fare selezione tra i produttori, ma anche l'introduzione d’innovazioni nel settore. Noi da tre anni a questa parte abbiamo introdotto varietà di tipo "fresco" che ci permettono di anticipare le raccolte e di offrire un prodotto di qualità superiore». La pianta "fresca" ha un migliore attecchimento, un equilibrato sviluppo produttivo e permette di anticipare le produzioni con una raccolta che va da febbraio a maggio. Infatti, anche se le piante producono di meno, lo fanno, però, per più tempo e nei periodi in cui il prezzo è più alto.

Per quanto riguarda il panorama varietale, in Basilicata a farla da padrona è la "Candonga" con il 60%, «una varietà non molto produttiva, ma apprezzata dai mercati». Ci sono poi la "Ventana" che sale al 13%, mentre la "Camarosa" scende al 10%. Le varietà "Camarosa" e "Candonga" sono oggi le due cultivar maggiormente diffuse in Basilicata e stanno sostituendo le più tradizionali "Tethis" e "Pajaro".

«Cerchiamo di portare avanti nel metapontino l'assortimento varietale - continua Mennone - per mettere insieme qualità e quantità e permettere buoni guadagni. Nell'azienda stiamo lavorando con l'Università della Basilicata per selezionare nuove varietà adatte al nostro ambiente. Il nostro lavoro ha, però, bisogno di fondi, perché se riusciamo a scoprire una nuova varietà la brevettiamo e poi possiamo finanziare da soli, come stiamo già facendo, nuove ricerche. Il miglioramento genetico va sostenuto, ma ad oggi non c’è un progetto nazionale o regionale».

L'ortofrutta lucana non è ancora "matura"

METAPONTO – Il reparto ortofrutta è un mondo da scoprire. Lì è facile sollecitare i sensi grazie alla varietà delle forme, alla vivacità dei colori, ai profumi freschi e naturali di frutta, verdura e ortaggi. Nel 2006 l'ortofrutticoltura italiana ha realizzato un fatturato di 22,6 miliardi di euro (+2,7% rispetto al 2005), producendo 24,5 milioni di tonnellate di ortofrutta (15,1 ortaggi, 5,9 frutta e 3,5 di agrumi). I dati sono stati presentati recentemente dall'Osservatorio sui consumi ortofrutticoli delle famiglie italiane, redatto per conto di Cesena Fiera dalla società Iha-Gfk.

Il settore, però, risente molto della globalizzazione. L’ortofrutticoltura, ormai, si “muove” da un continente all’altro e la concorrenza è mondiale. La Basilicata, che ha stretto molti contatti durante la fiera internazionale “Macfrut”, terminata pochi giorni fa a Cesena, come si sta preparando ad “aggredire” il mercato? «Stiamo cercando di mettere insieme - dice Salvatore Martelli, presidente del distretto agroalimentare di qualità del metapontino - le Op (Organizzazioni di produttori) e gli imprenditori. La strada da percorrere è una sola: la concentrazione della produzione e la qualità. Possiamo avere i prodotti più belli del mondo, ma se non si sa venderli si vanifica tutto».

L’esempio più citato dai produttori di ortofrutta lucani è quello del marchio “Melinda” in Trentino Alto Adige. “Melinda” è un’organizzazione di produttori con una base di oltre 5.200 soci dislocati nella Val di Non. Tutti i soci danno il loro raccolto a 16 Cooperative nelle quali avviene la selezione, il confezionamento e lo stoccaggio delle mele. A loro volta le cooperative sono raggruppate nel "Consorzio Melinda" cui compete la vendita e la promozione dell’intera produzione frutticola.

«Faremo il marchio del metapontino, - prosegue Martelli - ma occorre che si crei una società del distretto per affrontare i problemi della commercializzazione. Ci stiamo lavorando». Il dubbio, però, è dietro l'angolo: se occorre essere uniti per poter competere sul mercato come mai l'ortofrutta lucana soffre ancora? Questioni di poltrone o di spartizione degli utili? «Il problema - risponde il presidente del distretto - è culturale. C'è ancora una diffidenza verso l'associazionismo».

Carmelo Mennone, direttore dell’Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa Pantanello di Metaponto (Mt) è soddisfatto per la partecipazione lucana a "Macfrut" e aggiunge: «Abbiamo dato una visione organica del territorio, che è sempre mancata. Finora le Op si erano presentate divise. Noi come segreteria tecnica del distretto agroalimentare metapontino abbiamo creato uno spazio per favorire l’incontro tra i produttori e i compratori».

Il percorso intrapreso fin qui per l’ortofrutta lucana deve, però, continuare, perché a volte si conoscono i prodotti, ma non i marchi. «Bisogna organizzare una produzione con grandi quantità e che duri nel tempo, facendo sì che ci sia un solo canale di vendita. Il prodotto dev’essere contrattato da uno o pochi operatori».

La proposta del direttore Mennone è quella di creare un consorzio degli operatori o una società di distretto che riesca ad organizzare la produzione: «questo consentirebbe anche di dividere in settori l'offerta con varie categorie commerciali. Ad un mercato più ricco, ad esempio, si può mandare un prodotto di alta qualità, perché sarà in grado di pagarlo Le piattaforme di vendita dovranno avere finalità precise e differenziazioni di prodotto».

Il responsabile dell’azienda sperimentale metapontina, propone, infine, di unire la promozione agricola a quella turistica, dei salotti e delle altre eccellenze lucane, sfruttando tutte le manifestazioni che possono diventare un’occasione di promozione per l’intera regione.

Una poesia per le vie milanesi

MILANO - Camminare sulle orme lasciate dalla parola. Non è un sogno poetico o artistico, ma un’iniziativa portata avanti dalla rivista “Artecultura”, diretta dal lucano Giuseppe Martucci. Si vuole, infatti, che a Milano una via, una piazza o un istituto siano dedicati alla poesia. La petizione diretta all’assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, al sindaco, Letizia Moratti e al consiglio comunale ha già raccolto più di 200 firme. Martucci, nato a Pietragalla (Pz) nel 1926, è convinto che nella toponomastica meneghina serva più fantasia creativa e popolare.

L’idea non è nuova. Già alla fine degli anni ’80 del secolo scorso, quand’era primo cittadino Paolo Pillitteri, l’intitolazione, sempre proposta dalla rivista “Artecultura”, sembrava una cosa fatta. Poi qualcosa si bloccò e da allora non se ne seppe più nulla.

La poesia è stata da sempre per Giuseppe Martucci, figlio di braccianti, una grande passione. Le difficili condizioni economiche della famiglia non gli hanno consentito, però, una regolare frequenza della scuola dopo le elementari. Nei suoi vari mestieri, da garzone in campagna a muratore in paese, ha continuato sempre a studiare da autodidatta.

Intorno alla metà degli anni Sessanta, Martucci, rientrato a Milano dalla Francia, ha fondato la rivista “Artecultura”, di cui è direttore responsabile. Per il suo impegno a favore della riduzione degli armamenti è stato candidato al premio Nobel per la pace nel 2005 da un comitato spontaneo.

«La poesia - afferma Martucci - non è solo quella del grande Dante e di altri millenari miti, ma anche quella sommersa, dei contadini, del meccanico, della casalinga o del muratore». I promotori del progetto non vogliono cancellare alcuna via di Milano, ma solo aggiungere una strada, una piazza, una scuola o un ospedale che ricordi la “poesia di tutti”, quella che “non graffia”.

«Purtroppo - prosegue il fondatore di “Artecultura” - queste istituzioni comunali milanesi sono sorde, ma non bisogna farsi scoraggiare. Nel numero di giugno della mia rivista pregherò chi ha firmato la richiesta di scrivere personalmente all’assessore Sgarbi». Portando avanti il suo impegno per il disarmo e convinto che «non si nasce per uccidere», Martucci ha in cantiere due iniziative dedicate all’Onu (Organizzazione per le Nazioni Unite). La prima è un omaggio poetico alla pace, mentre la seconda sarà una rassegna d’arte da organizzare il 24 ottobre 2007, per ricordare la nascita, proprio in quel giorno nel 1945, dell’Onu. «Ciò che desidero - conclude Giuseppe - è che l’odio storico venga un giorno sostituito dall’incondizionato valore umano della poesia».