Sono sempre più numerosi gli immigrati in Italia e con progetti di vita a lungo termine. Alla fine del 2006 erano più di tre milioni e mezzo i cittadini stranieri regolari nel nostro Paese pari al 6,2% della popolazione totale. Le cifre sono del 'Dossier Statistico Immigrazione', presentato oggi a Milano e redatto dalla Caritas Italiana e dalla Fondazione Migrantes.
L'Italia si colloca con la Spagna, subito dopo la Germania, tra i più grandi paesi d'immigrazione dell'Unione Europea. Secondo il rapporto 6 immigrati su 10 sono inseriti al Nord. Seguono le regioni del Centro con circa 1 milione di persone e quelle del Sud con più di mezzo milione.
Secondo la stima del Dossier la presenza straniera è costituita per la metà da europei: in particolare, quelli dell'Est Europa.
Per gli immigrati, la vita nei piccoli centri urbani è solitamente più agevole, anche sotto il profilo socio-economico. Le piccole imprese di provincia, infatti, offrono mansioni più stabili rispetto al mercato della grande città ed è anche più facile trovare un'abitazione in affitto.
martedì, ottobre 30, 2007
lunedì, ottobre 29, 2007
Ad Anzio i funerali dello skipper ucciso in Grecia
Sono partite questa mattina dall'aeroporto milanese di Linate per Rodi, due delle tre sorelle di Mauro Mari, il bresciano ucciso in Grecia. Con lui a bordo di uno yacht, battente bandiera saudita, è stato ammazzato anche un collaboratore filippino.
I funerali di Mari si terranno ad Anzio, come ha deciso la seconda moglie, che viveva con il marito in Arabia Saudita, a Gedda, e che tornerà nella cittadina laziale con il figlio di 11 anni.
Dopo aver battuto l'isola di Tilos, presso Rodi, dov'è stato trovato lo yacht con i due cadaveri, le autorità stanno ora indagando sulle coste greche e turche alla ricerca dell'assassino.
Si tenta di rintracciare pure il terzo membro dell'equipaggio, un altro filippino, scomparso insieme con il tender dell'imbarcazione, un gommone dotato di motore fuoribordo. E' riuscito a far perdere le proprie tracce anche grazie al fatto che il doppio delitto è stato scoperto solo dopo quattro o cinque giorni.
L'assassino ha tentato di cancellare tutte le tracce facendo affondare la barca, che, però, si è incagliata nella piccola baia dove l'ha notata un pescatore greco.
I funerali di Mari si terranno ad Anzio, come ha deciso la seconda moglie, che viveva con il marito in Arabia Saudita, a Gedda, e che tornerà nella cittadina laziale con il figlio di 11 anni.
Dopo aver battuto l'isola di Tilos, presso Rodi, dov'è stato trovato lo yacht con i due cadaveri, le autorità stanno ora indagando sulle coste greche e turche alla ricerca dell'assassino.
Si tenta di rintracciare pure il terzo membro dell'equipaggio, un altro filippino, scomparso insieme con il tender dell'imbarcazione, un gommone dotato di motore fuoribordo. E' riuscito a far perdere le proprie tracce anche grazie al fatto che il doppio delitto è stato scoperto solo dopo quattro o cinque giorni.
L'assassino ha tentato di cancellare tutte le tracce facendo affondare la barca, che, però, si è incagliata nella piccola baia dove l'ha notata un pescatore greco.
domenica, ottobre 28, 2007
Nozze in vista a "Tempesta d'amore"
Grande attesa per le ultime due puntate della prima serie di "Tempesta d'amore", molto apprezzata dal pubblico di Rete 4.
Dopo tante difficoltà, ora nulla potrà più dividere Laura e Alexander. Lei è una pasticciera, lui è il figlio maggiore dei proprietari dell'hotel Furstenhof. Coroneranno finalmente il loro sogno d'amore, non senza dover vivere altri imprevisti che garantiranno l'alta tensione. I fan della soap stavano aspettando questo lieto fine da molto tempo.
I due innamorati riusciranno a guardarsi negli occhi davanti all'altare e a baciarsi da marito e moglie, ma qualcosa li distrarrà proprio sul più bello, prima del viaggio di nozze in mongolfiera, che li porterà lontano dal loro piccolo paradiso bavarese.
Niente paura per gli inguaribili romantici ci sarà una nuova coppia protagonista: Miriam e Robert, interpretato dall'italiano Lorenzo Patanè.
Del resto gli attori di "Tempesta d'Amore" non sembrano assolutamente intenzionati a fermarsi. La soap, che inizialmente avrebbe dovuto terminare dopo poche puntate, è oggi uno dei programmi più visti in Germania e non solo. È stata venduta in ben diciassette Paesi.
Le ragioni di tanto successo le spiega il produttore:
(Audio)
Dopo tante difficoltà, ora nulla potrà più dividere Laura e Alexander. Lei è una pasticciera, lui è il figlio maggiore dei proprietari dell'hotel Furstenhof. Coroneranno finalmente il loro sogno d'amore, non senza dover vivere altri imprevisti che garantiranno l'alta tensione. I fan della soap stavano aspettando questo lieto fine da molto tempo.
I due innamorati riusciranno a guardarsi negli occhi davanti all'altare e a baciarsi da marito e moglie, ma qualcosa li distrarrà proprio sul più bello, prima del viaggio di nozze in mongolfiera, che li porterà lontano dal loro piccolo paradiso bavarese.
Niente paura per gli inguaribili romantici ci sarà una nuova coppia protagonista: Miriam e Robert, interpretato dall'italiano Lorenzo Patanè.
Del resto gli attori di "Tempesta d'Amore" non sembrano assolutamente intenzionati a fermarsi. La soap, che inizialmente avrebbe dovuto terminare dopo poche puntate, è oggi uno dei programmi più visti in Germania e non solo. È stata venduta in ben diciassette Paesi.
Le ragioni di tanto successo le spiega il produttore:
(Audio)
sabato, ottobre 27, 2007
Sciopero della scuola
I lavoratori della scuola scioperano oggi per l'intera giornata. La protesta è stata indetta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Gilda degli insegnanti, che hanno organizzato una manifestazione nazionale a Roma.
Diversi i motivi di malcontento. La Finanziaria in discussione in Parlamento, secondo i sindacati, non prevede risorse economiche e pertanto non consente il rinnovo dei contratti per gli anni 2008 e 2009.
Poi c'è la questione degli organici. I professori sono contrari alle misure previste, sempre in Finanziaria, che porterebbero ulteriori tagli del personale. Non sarebbero considerati, inoltre, interventi fiscali a favore del lavoro dipendente e contro il problema del precariato.
Lo sciopero di oggi per i sindacati servirà a chiedere al Governo modifiche alla Finanziaria, l'impegno a rinnovare i contratti e maggiori investimenti per la scuola pubblica. Lunedì a scioperare saranno i lavoratori delle Università, degli enti pubblici di ricerca, delle Accademie e dei Conservatori.
Diversi i motivi di malcontento. La Finanziaria in discussione in Parlamento, secondo i sindacati, non prevede risorse economiche e pertanto non consente il rinnovo dei contratti per gli anni 2008 e 2009.
Poi c'è la questione degli organici. I professori sono contrari alle misure previste, sempre in Finanziaria, che porterebbero ulteriori tagli del personale. Non sarebbero considerati, inoltre, interventi fiscali a favore del lavoro dipendente e contro il problema del precariato.
Lo sciopero di oggi per i sindacati servirà a chiedere al Governo modifiche alla Finanziaria, l'impegno a rinnovare i contratti e maggiori investimenti per la scuola pubblica. Lunedì a scioperare saranno i lavoratori delle Università, degli enti pubblici di ricerca, delle Accademie e dei Conservatori.
giovedì, ottobre 25, 2007
Contestazione antiguerra contro la Rice
Mani sporche di sangue e slogan pacifisti. Ieri il segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, è stata accolta così al suo arrivo nell'aula della Commisione esteri della Camera a Washington per un'audizione sulla politica mediorientale.
Una dimostrante ha agitato le mani macchiate di vernice rossa, per simboleggiare il sangue, a pochi centimetri dal volto della Rice e le ha urlato più volte "Criminale di guerra".
La protesta è durata poco. La contestatrice è stata subito allontanata dalle forze di sicurezza, insieme ad altre pacifiste dell'associazione Code Pink che gridavano slogan contro le guerre.
Alla fine sono state tre le persone fermate. Il segretario di Stato, senza quasi scomporsi per la contestazione, ha parlato dei maggiori problemi internazionali, definendo l'attuale politica dell'Iran degli Ayatollah "forse la maggiore sfida" alla sicurezza degli Stati Uniti.
Una dimostrante ha agitato le mani macchiate di vernice rossa, per simboleggiare il sangue, a pochi centimetri dal volto della Rice e le ha urlato più volte "Criminale di guerra".
La protesta è durata poco. La contestatrice è stata subito allontanata dalle forze di sicurezza, insieme ad altre pacifiste dell'associazione Code Pink che gridavano slogan contro le guerre.
Alla fine sono state tre le persone fermate. Il segretario di Stato, senza quasi scomporsi per la contestazione, ha parlato dei maggiori problemi internazionali, definendo l'attuale politica dell'Iran degli Ayatollah "forse la maggiore sfida" alla sicurezza degli Stati Uniti.
mercoledì, ottobre 24, 2007
Dopo 18 anni si conosce
la verità su un delitto di mafia
Aveva 21 anni. Voleva cambiare vita e collaborare con la giustizia. Per questo è stato ucciso.
Ora dopo 18 anni è stata ricostruita la dinamica dell'assassinio di Sebastiano Mazzeo, ucciso a 21 anni.
Furono la madre e la sorella che lo convinsero a uscire dal suo nascondiglio, nel rione San Cristoforo di Catania, dove si era rifugiato, perché si era sottratto al programma di protezione. Sebastiano fu così consegnato ai sicari. Il suo cadavere non è mai stato trovato.
Già un primo tentativo di omicidio era andato a vuoto: i killer si erano travestiti da militari della guardia di Finanza, ma Sebastiano Mazzeo lo aveva capito ed era riuscito a fuggire.
Le due donne e un uomo che avrebbe avuto un ruolo nell'omicidio sono stati adesso arrestati dalla squadra mobile della Questura di Catania, grazie alle dichiarazioni di un pentito che nell'ottobre del 1989 aveva fatto parte del commando che uccise Mazzeo.
Ora dopo 18 anni è stata ricostruita la dinamica dell'assassinio di Sebastiano Mazzeo, ucciso a 21 anni.
Furono la madre e la sorella che lo convinsero a uscire dal suo nascondiglio, nel rione San Cristoforo di Catania, dove si era rifugiato, perché si era sottratto al programma di protezione. Sebastiano fu così consegnato ai sicari. Il suo cadavere non è mai stato trovato.
Già un primo tentativo di omicidio era andato a vuoto: i killer si erano travestiti da militari della guardia di Finanza, ma Sebastiano Mazzeo lo aveva capito ed era riuscito a fuggire.
Le due donne e un uomo che avrebbe avuto un ruolo nell'omicidio sono stati adesso arrestati dalla squadra mobile della Questura di Catania, grazie alle dichiarazioni di un pentito che nell'ottobre del 1989 aveva fatto parte del commando che uccise Mazzeo.
martedì, ottobre 23, 2007
La Giornata Mondiale del Disarmo voluta da un lucano
MILANO - «Si può amare anche senza conoscersi». Le parole di Giuseppe Martucci, ideatore della Giornata Mondiale del Disarmo, sembrano uno slogan e, invece, sono il programma della sua vita. Una vita spesa ogni giorno per la pace. Grazie alla rivista mensile “Artecultura”, fondata a Milano nel 1967, Martucci, nato a Pietragalla (Pz) nel 1926, ha diffuso in Italia e nel mondo le sue idee non violente.
La Giornata Mondiale del Disarmo viene celebrata da “Artecultura” ogni 24 ottobre, in occasione della nascita dell’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) per essere: «un richiamo al buon senso, ormai quasi in estinzione».
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha scritto una lettera a Giuseppe Martucci, lodando l’idea e apprezzando il suo spirito pacifista. Quest’anno alla giornata hanno aderito 171 artisti, che hanno realizzato gratuitamente altrettante opere, donate poi all’Onu. Attualmente i lavori si trovano a Honolulu, la capitale dello stato delle Hawaii, per una mostra itinerante organizzata dall’architetto Daniela Rocco Minerbi.
«Durante tutta la Giornata del Disarmo la sede di “Artecultura” di via Ciovasso, 19 a Milano, sarà aperta - dice Martucci - per accogliere il maggior numero di cittadini e informarli sul disarmo. Cercherò di sensibilizzare la gente ad impegnarsi, perché nel mondo al posto dei drammi nati dalla fame, dalle guerre e dalle stragi, prevalga la pace».
Martucci dalla seconda metà degli anni ’60 del secolo scorso ha promosso molte iniziative innovatrici per metodo e contenuto: dalle numerose edizioni di “Poesia Pace”, all'inedita opera di una "Cultura per la Pace", il nucleo del suo originale percorso di ricerca espressiva che vede nella poesia la strada per suscitare un ampio e diffuso costume poetico di convivenza non-violenta, basato sullo stimolo conoscitivo della reciproca fiducia. Queste tematiche sono state sintetizzate nel volume “Psicopoesia - Autoanalisi della salute: proposta, metodo identità”.
Lo scorso anno è stata inaugurata anche la “Biennale del Disarmo a Milano” con circa 200 artisti in mostra. «E’ risaputo - continua Martucci - che la violenza è nella medesima radice del mondo, ma compito della cultura e dell’arte è quello di favorire l’evoluzione del cervello umano in senso di positivi adattamenti tramite la conoscenza della Poesia».
“Artecultura” in futuro vuole realizzare un museo, che sia un luogo permanente di cultura nuova, aperta, propositiva. «Sarà un centro dove donare tutte le opere ispirate ai liberi spiriti della formazione culturale non-violenta. Lo immagino come un luogo d’incontri e di studi permanenti, un laboratorio d’umanità in divenire, sempre più alla ricerca di se stessa, che pratica la concretezza della pace sostituendo la schiavitù delle armi con un costume di poesia».
La Giornata Mondiale del Disarmo viene celebrata da “Artecultura” ogni 24 ottobre, in occasione della nascita dell’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) per essere: «un richiamo al buon senso, ormai quasi in estinzione».
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha scritto una lettera a Giuseppe Martucci, lodando l’idea e apprezzando il suo spirito pacifista. Quest’anno alla giornata hanno aderito 171 artisti, che hanno realizzato gratuitamente altrettante opere, donate poi all’Onu. Attualmente i lavori si trovano a Honolulu, la capitale dello stato delle Hawaii, per una mostra itinerante organizzata dall’architetto Daniela Rocco Minerbi.
«Durante tutta la Giornata del Disarmo la sede di “Artecultura” di via Ciovasso, 19 a Milano, sarà aperta - dice Martucci - per accogliere il maggior numero di cittadini e informarli sul disarmo. Cercherò di sensibilizzare la gente ad impegnarsi, perché nel mondo al posto dei drammi nati dalla fame, dalle guerre e dalle stragi, prevalga la pace».
Martucci dalla seconda metà degli anni ’60 del secolo scorso ha promosso molte iniziative innovatrici per metodo e contenuto: dalle numerose edizioni di “Poesia Pace”, all'inedita opera di una "Cultura per la Pace", il nucleo del suo originale percorso di ricerca espressiva che vede nella poesia la strada per suscitare un ampio e diffuso costume poetico di convivenza non-violenta, basato sullo stimolo conoscitivo della reciproca fiducia. Queste tematiche sono state sintetizzate nel volume “Psicopoesia - Autoanalisi della salute: proposta, metodo identità”.
Lo scorso anno è stata inaugurata anche la “Biennale del Disarmo a Milano” con circa 200 artisti in mostra. «E’ risaputo - continua Martucci - che la violenza è nella medesima radice del mondo, ma compito della cultura e dell’arte è quello di favorire l’evoluzione del cervello umano in senso di positivi adattamenti tramite la conoscenza della Poesia».
“Artecultura” in futuro vuole realizzare un museo, che sia un luogo permanente di cultura nuova, aperta, propositiva. «Sarà un centro dove donare tutte le opere ispirate ai liberi spiriti della formazione culturale non-violenta. Lo immagino come un luogo d’incontri e di studi permanenti, un laboratorio d’umanità in divenire, sempre più alla ricerca di se stessa, che pratica la concretezza della pace sostituendo la schiavitù delle armi con un costume di poesia».
Tempo Italia 23 ottobre
Dopo due giorni invernali su gran parte della Penisola, oggi i temporali rimarranno sul Nordest, al Sud e lungo il mar Adriatico. La neve difficilmente cadrà al di sotto dei mille metri.
Su Piemonte, Val d'Aosta e Liguria il cielo stamane è in prevalenza sereno o poco nuvoloso, ma si va verso un aumento della nubi sulla Liguria.
Su tutte le altre zone del Nord sono tornate le nuvole e le piogge soprattutto sull'Emilia-Romagna e il Friuli Venezia-Giulia.
Situazione meteo molto simile sulle regioni centrali, soprattutto per i temporali nelle Marche e in Abruzzo. In quota proseguiranno le nevicate al di sopra dei 1.200 metri. Solo nuvole, invece, lungo le coste toscane e laziali.
Anche se la temperatura è in leggero aumento, piove al Sud su Sicilia, Calabria, Molise, Puglia. La notte scorsa trenta bambini sono rimasti bloccati a causa del maltempo in un campeggio di Peschici in provincia di Foggia. I piccoli sono stati poi portati in salvo dai vigili del fuoco.
Su Piemonte, Val d'Aosta e Liguria il cielo stamane è in prevalenza sereno o poco nuvoloso, ma si va verso un aumento della nubi sulla Liguria.
Su tutte le altre zone del Nord sono tornate le nuvole e le piogge soprattutto sull'Emilia-Romagna e il Friuli Venezia-Giulia.
Situazione meteo molto simile sulle regioni centrali, soprattutto per i temporali nelle Marche e in Abruzzo. In quota proseguiranno le nevicate al di sopra dei 1.200 metri. Solo nuvole, invece, lungo le coste toscane e laziali.
Anche se la temperatura è in leggero aumento, piove al Sud su Sicilia, Calabria, Molise, Puglia. La notte scorsa trenta bambini sono rimasti bloccati a causa del maltempo in un campeggio di Peschici in provincia di Foggia. I piccoli sono stati poi portati in salvo dai vigili del fuoco.
lunedì, ottobre 22, 2007
Scioperi e cortei contro la chiusura di Malpensa
Lo sciopero del trasporto aereo si dovrebbe concludere tra pochi minuti alle 14, ma i disagi sono stati consistenti nei due aeroporti milanesi.
I sindacati protestano contro il piano Alitalia e le ipotesi di ridimensionamento dello scalo di Malpensa.
Un gruppo di circa seicento lavoratori questa mattina ha bloccato l'ingresso dalla statale 336 verso l'aeroporto di Malpensa. Molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dalle loro auto o dai taxi e a recarsi a piedi con le valigie per alcune centinaia di metri.
Dopo circa un'ora, il corteo dei lavoratori è poi ritornato a manifestare dentro l'aeroporto.
Dalle 10, quando è iniziato lo sciopero, i voli cancellati a Malpensa sono stati circa 200, 102 in partenza e 95 in arrivo.
Difficoltà anche a Linate dove sono stati annullati 25 voli in arrivo e 29 in partenza.
I sindacati protestano contro il piano Alitalia e le ipotesi di ridimensionamento dello scalo di Malpensa.
Un gruppo di circa seicento lavoratori questa mattina ha bloccato l'ingresso dalla statale 336 verso l'aeroporto di Malpensa. Molti viaggiatori sono stati costretti a scendere dalle loro auto o dai taxi e a recarsi a piedi con le valigie per alcune centinaia di metri.
Dopo circa un'ora, il corteo dei lavoratori è poi ritornato a manifestare dentro l'aeroporto.
Dalle 10, quando è iniziato lo sciopero, i voli cancellati a Malpensa sono stati circa 200, 102 in partenza e 95 in arrivo.
Difficoltà anche a Linate dove sono stati annullati 25 voli in arrivo e 29 in partenza.
domenica, ottobre 21, 2007
A Milano un giovane su sette è ubriaco al volante
Hanno un'età compresa tra i 20 e i 35 anni. Amano uscire la sera, andare a ballare in discoteca e bere molto. Negli ultimi controlli anti alcool dei Carabinieri a Milano, è stato fermato un giovane che era al volante con un tasso etilico addirittura cinque volte superiore al limite massimo di legge.
La scorsa notte su 35 ragazzi fermati per il test, cinque avevano bevuto troppo, uno su sette. Per tutti è scattata la denuncia ed è stata ritirata la patente.
Il recente divieto di vendere alcolici dopo le due nelle discoteche o nei bar con musica dal vivo, purtroppo sembra non basti a frenare il numero degli ubriachi al volante. Alcuni aggirano la legge comprando prima le bottiglie e nascondendole sotto i vestiti o nei pressi dei locali.
Le statistiche evidenziano come il picco degli incidenti stradali si raggiunga intorno alle 5 del mattino, in particolare il venerdì e il sabato, ed è legato all'abuso di alcool, ma anche di sostanze stupefacenti.
La scorsa notte su 35 ragazzi fermati per il test, cinque avevano bevuto troppo, uno su sette. Per tutti è scattata la denuncia ed è stata ritirata la patente.
Il recente divieto di vendere alcolici dopo le due nelle discoteche o nei bar con musica dal vivo, purtroppo sembra non basti a frenare il numero degli ubriachi al volante. Alcuni aggirano la legge comprando prima le bottiglie e nascondendole sotto i vestiti o nei pressi dei locali.
Le statistiche evidenziano come il picco degli incidenti stradali si raggiunga intorno alle 5 del mattino, in particolare il venerdì e il sabato, ed è legato all'abuso di alcool, ma anche di sostanze stupefacenti.
sabato, ottobre 20, 2007
Strade nuove per le campagne bernaldesi
BERNALDA - Ciclisti e podisti bernaldesi avranno finalmente vie ben asfaltate dove allenarsi. Da domani si apriranno, infatti, i cantieri per la ristrutturazione delle strade rurali vicine al centro abitato. I lavori riguarderanno, in particolare, le contrade “Cupa” e “Scorzone”, dopo quelli a “Marinella”, “Tarantini” e “Cimonera”.
«L’intervento - dice l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Narciso - permetterà il ripristino del manto stradale e delle cunette laterali».
Sarà migliorata anche la famosa “strada della vasca”, che prende il nome dalla presenza nella zona di una vasca per l’accumulo dell’acqua, e che viene calpestata ogni giorno da tanti amatori dello sport.
L’intervento che permetterà il rifacimento della viabilità rurale nel territorio di Bernalda, rientra nel finanziamento regionale da 2 milioni di euro per il “ripristino dei danneggiamenti alle infrastrutture pubbliche conseguenti agli eventi alluvionali del novembre 2004”.
Sempre a Bernalda, proprio in questi giorni, si sta portando a termine la gara che affiderà i lavori per la riqualificazione delle urbanizzazioni primarie in zona “Matine Angeliche”. In quel quartiere, oltre a rimettere a posto le strade, sarà realizzata una pista ciclabile completa d’impianto di pubblica illuminazione e verranno costruite altre opere per raccogliere e far confluire l’acqua piovana. L’importo dei lavori a base d’appalto ammonta a 240mila euro.
Le nuove migliorie, progettate dall’ufficio tecnico comunale, rientrano in un più ampio progetto di rinnovamento della viabilità del territorio bernaldese che l’Amministrazione locale, secondo l’assessore Narciso, «sta portando avanti per ridare alle strade funzionalità ed efficienza».
In questi mesi, infine, vengono rimodernate alcune vie interpoderali ex ALSIA (Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura) per un importo lavori di 180mila euro e con 120mila euro altre strade rurali.
«L’intervento - dice l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Narciso - permetterà il ripristino del manto stradale e delle cunette laterali».
Sarà migliorata anche la famosa “strada della vasca”, che prende il nome dalla presenza nella zona di una vasca per l’accumulo dell’acqua, e che viene calpestata ogni giorno da tanti amatori dello sport.
L’intervento che permetterà il rifacimento della viabilità rurale nel territorio di Bernalda, rientra nel finanziamento regionale da 2 milioni di euro per il “ripristino dei danneggiamenti alle infrastrutture pubbliche conseguenti agli eventi alluvionali del novembre 2004”.
Sempre a Bernalda, proprio in questi giorni, si sta portando a termine la gara che affiderà i lavori per la riqualificazione delle urbanizzazioni primarie in zona “Matine Angeliche”. In quel quartiere, oltre a rimettere a posto le strade, sarà realizzata una pista ciclabile completa d’impianto di pubblica illuminazione e verranno costruite altre opere per raccogliere e far confluire l’acqua piovana. L’importo dei lavori a base d’appalto ammonta a 240mila euro.
Le nuove migliorie, progettate dall’ufficio tecnico comunale, rientrano in un più ampio progetto di rinnovamento della viabilità del territorio bernaldese che l’Amministrazione locale, secondo l’assessore Narciso, «sta portando avanti per ridare alle strade funzionalità ed efficienza».
In questi mesi, infine, vengono rimodernate alcune vie interpoderali ex ALSIA (Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura) per un importo lavori di 180mila euro e con 120mila euro altre strade rurali.
Sei regine del caffè
Un mondo fiabesco, pieno di sfarzo nel quale le protagoniste sono donne aristocratiche e determinate.
Il calendario Lavazza per il 2008 ha reso onore alla figura delle regine, proponendole circondate da gioielli, sete e velluti.
(Dichiarazione Francesca Lavazza)
Bere un caffè, un gesto semplice che si ripete ogni giorno diventa, quindi, regale, degno dello splendore della corte francese di Versailles, dove il calendario è stato presentato in anteprima.
Il fotografo scozzese, Finlay MacKay ha proposto sei icone della bellezza, sei donne che giocano con le atmosfere ormai perdute dei palazzi reali, europei e cinesi, lasciando trasparire ironia, sensualità ed eleganza.
Le regine sembrano invitare tutti, mese dopo mese, alla loro corte per vivere un'esperienza fantastica, in compagnia del re del calendario: il caffé.
Il calendario Lavazza per il 2008 ha reso onore alla figura delle regine, proponendole circondate da gioielli, sete e velluti.
(Dichiarazione Francesca Lavazza)
Bere un caffè, un gesto semplice che si ripete ogni giorno diventa, quindi, regale, degno dello splendore della corte francese di Versailles, dove il calendario è stato presentato in anteprima.
Il fotografo scozzese, Finlay MacKay ha proposto sei icone della bellezza, sei donne che giocano con le atmosfere ormai perdute dei palazzi reali, europei e cinesi, lasciando trasparire ironia, sensualità ed eleganza.
Le regine sembrano invitare tutti, mese dopo mese, alla loro corte per vivere un'esperienza fantastica, in compagnia del re del calendario: il caffé.
venerdì, ottobre 19, 2007
Tempo Italia 19 ottobre
L'attesa del freddo è finita. Da oggi è iniziato un primo assaggio d'inverno su quasi tutta l'Italia. Le temperature minime sono già calate dalla scorsa notte e anche le massime di questa mattina sono in diminuzione.
Al Nord il cielo si è presentato al mattino irregolarmente nuvoloso lungo le Alpi, mentre in pianura, dopo la nebbia, si è via via rasserenato. Poche nubi anche su Toscana e Lazio.
L'aria fredda che ha portato in quota temperature vicino allo zero, coinvolge pure il versante Adriatico, dove le condizioni meteo sono piuttosto incerte. Sui rilievi montuosi, specie quelli Abruzzesi, la neve potrebbe cadere nel corso della giornata intorno ai 1.200 metri.
Rispetto a ieri nel Sud c'è stato un rapido peggioramento con temporali su Puglia, Basilicata e Calabria. Situazione quasi identica sulla Sicilia, dove le piogge dalle zone settentrionali tenderanno ad estendersi, nel corso della giornata, verso l'area orientale dell'isola.
Al Nord il cielo si è presentato al mattino irregolarmente nuvoloso lungo le Alpi, mentre in pianura, dopo la nebbia, si è via via rasserenato. Poche nubi anche su Toscana e Lazio.
L'aria fredda che ha portato in quota temperature vicino allo zero, coinvolge pure il versante Adriatico, dove le condizioni meteo sono piuttosto incerte. Sui rilievi montuosi, specie quelli Abruzzesi, la neve potrebbe cadere nel corso della giornata intorno ai 1.200 metri.
Rispetto a ieri nel Sud c'è stato un rapido peggioramento con temporali su Puglia, Basilicata e Calabria. Situazione quasi identica sulla Sicilia, dove le piogge dalle zone settentrionali tenderanno ad estendersi, nel corso della giornata, verso l'area orientale dell'isola.
martedì, ottobre 16, 2007
Suicida un pentito che rivelò
i nomi degli assassini di Fortugno
Aveva deciso di collaborare con la giustizia senza dubbi o ripensamenti il pentito Bruno Piccolo, 28 anni, trovato morto suicida ieri nella località protetta in provincia di Chieti dove si trovava.
In questi mesi aveva dato un grande contributo alle indagini sull'omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente della regione Calabria, avvenuto proprio due anni fa a Locri. Gli assassini avevano agito davanti a un seggio per le primarie dell'Unione.
Dopo alcuni mesi di carcere, Piccolo aveva deciso di rivelare agli inquirenti i particolari dell'omicidio e i suoi retroscena, come gli incontri con i membri della cosca nel suo bar a Locri, facendo nomi e cognomi.
Grazie alle dichiarazioni del pentito, i magistrati calabresi erano riusciti ad arrestare i componenti del commando di fuoco che aveva ucciso Fortugno, tra cui il presunto killer e il capo della banda, anche lui diventato, successivamente, collaboratore di giustizia.
In questi mesi aveva dato un grande contributo alle indagini sull'omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente della regione Calabria, avvenuto proprio due anni fa a Locri. Gli assassini avevano agito davanti a un seggio per le primarie dell'Unione.
Dopo alcuni mesi di carcere, Piccolo aveva deciso di rivelare agli inquirenti i particolari dell'omicidio e i suoi retroscena, come gli incontri con i membri della cosca nel suo bar a Locri, facendo nomi e cognomi.
Grazie alle dichiarazioni del pentito, i magistrati calabresi erano riusciti ad arrestare i componenti del commando di fuoco che aveva ucciso Fortugno, tra cui il presunto killer e il capo della banda, anche lui diventato, successivamente, collaboratore di giustizia.
domenica, ottobre 14, 2007
Tempo Italia 14 ottobre
Domenica di sole e cielo sereno o poco nuvoloso un po' su tutte le regioni italiane. Al Nord le nuvole che avevano invaso questa mattina la Pianura Padana, sono via via scomparse con il passare delle ore.
Bel tempo al Centro e sul versante tirrenico, mentre nelle regioni adriatiche il vento e le correnti fresche, provenienti dai Balcani, contribuiscono a far scendere le temperature.
Sole e cielo con poche nubi al Sud, ma ci sono state alcune precipitazioni sulla Calabria e la Sicilia meridionale.
I temporali e il vento che soffia dal mare verso terra, hanno creato problemi in Spagna e Tunisia. Sulle coste spagnole, specialmente nei pressi dello stretto di Gibilterra, il mare è molto mosso.
Le violenti piogge che si sono abbattute nelle ultime ore sulla zona di Tunisi, hanno causato la morte di almeno nove persone, mentre altre nove risultano disperse.
Le precipitazioni hanno gonfiato i corsi d'acqua, normalmente secchi, inondando intere zone della capitale tunisina e interrompendo in molte strade la circolazione.
Bel tempo al Centro e sul versante tirrenico, mentre nelle regioni adriatiche il vento e le correnti fresche, provenienti dai Balcani, contribuiscono a far scendere le temperature.
Sole e cielo con poche nubi al Sud, ma ci sono state alcune precipitazioni sulla Calabria e la Sicilia meridionale.
I temporali e il vento che soffia dal mare verso terra, hanno creato problemi in Spagna e Tunisia. Sulle coste spagnole, specialmente nei pressi dello stretto di Gibilterra, il mare è molto mosso.
Le violenti piogge che si sono abbattute nelle ultime ore sulla zona di Tunisi, hanno causato la morte di almeno nove persone, mentre altre nove risultano disperse.
Le precipitazioni hanno gonfiato i corsi d'acqua, normalmente secchi, inondando intere zone della capitale tunisina e interrompendo in molte strade la circolazione.
La crisi dei mutui mette in difficoltà gli italiani
Dagli Stati Uniti all'Italia. Sostenere la rata dei mutui è sempre più gravoso per le famiglie. Sono tanti gli italiani in difficoltà, quasi due milioni secondo le stime dell'Adusbef, una delle associazioni dei consumatori.
Le famiglie non riescono a sostenere gli aumenti delle rate e rischiano di perdere la casa, pignorata e messa all'asta dalla banca creditrice. Ci sarebbero poi altri 1,7 milioni con problemi per l'affitto.
Sotto accusa sono finiti i mutui a tasso variabile, scelti qualche anno fa quando i tassi d'interesse erano bassi. Sempre secondo i dati dell'Adusbef i mutui a tasso variabile in Italia sarebbero il 91%, mentre nel resto dell'Europa sono il 50%.
L'associazione dei consumatori registra anche una crescita media del 19% nei pignoramenti. Le cifre vengono smentite dall'Abi, l'associazione che raggruppa le banche, ma i problemi economici non riguardano soltanto gli italiani.
Leggendo l'ultimo bollettino mensile della Banca Centrale Europea si scopre, infatti, che nel terzo trimestre di quest'anno le richieste di finanziamenti per l'acquisto di una casa nell'Unione Europea sono scese del 15%.
Le famiglie non riescono a sostenere gli aumenti delle rate e rischiano di perdere la casa, pignorata e messa all'asta dalla banca creditrice. Ci sarebbero poi altri 1,7 milioni con problemi per l'affitto.
Sotto accusa sono finiti i mutui a tasso variabile, scelti qualche anno fa quando i tassi d'interesse erano bassi. Sempre secondo i dati dell'Adusbef i mutui a tasso variabile in Italia sarebbero il 91%, mentre nel resto dell'Europa sono il 50%.
L'associazione dei consumatori registra anche una crescita media del 19% nei pignoramenti. Le cifre vengono smentite dall'Abi, l'associazione che raggruppa le banche, ma i problemi economici non riguardano soltanto gli italiani.
Leggendo l'ultimo bollettino mensile della Banca Centrale Europea si scopre, infatti, che nel terzo trimestre di quest'anno le richieste di finanziamenti per l'acquisto di una casa nell'Unione Europea sono scese del 15%.
giovedì, ottobre 11, 2007
Giornata mondiale della vista
Leggere un libro, giocare a pallone o guardarsi allo specchio. Queste semplici azioni non sono possibili per milioni di adolescenti, come ci ricorda la giornata mondiale della vista, che si festeggia oggi.
I comici di Zelig non sono rimasti solo a guardare e hanno sposato ieri sera, con una serata benefica al Teatro Dal Verme di Milano, il messaggio di CBM Italia Onlus, associazione per la cura e la prevenzione della cecità nei Paesi in via di sviluppo.
(Audio: Leonardo Manera)
Nel mondo si calcola che siano circa 161 milioni le persone affette da handicap visivi, delle quali 37 milioni già cieche.
Fino al 24 ottobre si potrà contribuire ai progetti di Cbm Italia inviando un sms solidale da 1 euro al numero 48586 da qualsiasi operatore di telefonia mobile. Lo stesso numero vale per la rete fissa di Telecom Italia e, in questo caso, la donazione è di 2 euro.
I comici di Zelig non sono rimasti solo a guardare e hanno sposato ieri sera, con una serata benefica al Teatro Dal Verme di Milano, il messaggio di CBM Italia Onlus, associazione per la cura e la prevenzione della cecità nei Paesi in via di sviluppo.
(Audio: Leonardo Manera)
Nel mondo si calcola che siano circa 161 milioni le persone affette da handicap visivi, delle quali 37 milioni già cieche.
Fino al 24 ottobre si potrà contribuire ai progetti di Cbm Italia inviando un sms solidale da 1 euro al numero 48586 da qualsiasi operatore di telefonia mobile. Lo stesso numero vale per la rete fissa di Telecom Italia e, in questo caso, la donazione è di 2 euro.
mercoledì, ottobre 10, 2007
La grandezza dei metapontini
scoperta grazie alle sepolture
METAPONTO - Più si scava attorno e fuori dall’antica Metaponto (Mt) e più si hanno conferme che l’organizzazione della colonia rappresenta un’esperienza d’avanguardia per tutto il mondo greco occidentale. Nella relazione annuale al 47° convegno tarantino di studi sulla Magna Grecia, dedicato quest’anno ai rapporti tra Atene e la Magna Grecia dall'età arcaica all'Ellenismo, il direttore del Museo Nazionale di Metaponto, Antonio De Siena, ha illustrato le scoperte archeologiche avvenute nel metapontino tra il 2006 e il 2007.
Alcuni ritrovamenti si devono ai lavori per l’ampliamento della strada statale 106 “Jonica” Taranto - Reggio Calabria, che hanno permesso di recuperare molte informazioni utili per la ricostruzione del paesaggio agrario e della topografia dell’antica colonia greca.
Oltre a ritrovare piccoli luoghi di culto nel territorio di Pisticci (Mt), fattorie, strade e canali di bonifica, un’importante conferma dell’estensione anche a sud, oltre i limiti definiti dal fiume Cavone, dell’antico territorio della colonia, è arrivata dal rinvenimento di una coppia di sepolture nel comune di Scanzano, nella località Terzo Cavone (Mt).
Molti autorevoli studiosi hanno sempre proposto quale margine meridionale della campagna metapontina il Cavone, lasciando di conseguenza intendere che Herakleia-Policoro, l’altra colonia greca, occupasse l’altra parte dello stesso fiume. Tra gli oggetti presenti nel corredo funerario, tipicamente metapontino, c’erano un’anfora per il trasporto del vino ed una coppa a vernice nera, databili agli inizi del V sec. a. C. Questa scoperta prova l’occupazione metapontina e la presenza stabile dei coloni anche nelle campagne a sud del fiume Cavone. Il territorio dell’antica Metaponto sembra, quindi, compreso tra il fiume Lato, nell’attuale comune di Castellaneta, e il fiume Agri.
È dal nono lotto stradale per ammodernare la “Jonica”, tra i fiumi Basento e il Bradano, però, che sono venute le scoperte più interessanti. De Siena conferma che gli scavi hanno documentato un’intensa frequentazione della necropoli urbana, dalla fondazione della colonia fino all’abbandono nel III secolo a. C. Tra gli oggetti ritrovati nelle tombe sono da segnalare una pelike (vaso panciuto con due anse) protolucana utilizzata come cinerario e l’hydria (un vaso destinato per la sua forma peculiare a contenere e trasportare l'acqua) con scene di matrimonio, prodotta credibilmente da vasai metapontini. Questi hanno saputo produrre vasi con le stesse tecniche raffinate dei grandi maestri ateniesi, tanto che, molto spesso, risulta difficile poter distinguere le due produzioni. Alcuni, infatti, arrivano a sostenere che i primi vasai metapontini si siano formati proprio ad Atene, altri che a Metaponto abbiano agito alcuni dei più importanti vasai di quella città, concorrendo a formare una scuola di grandi esperti.
Rivelazioni con risultati definiti dal direttore del museo metapontino “straordinari” sono arrivate anche dalle indagini geomagnetiche effettuate nell’area urbana della colonia. Il nuovo metodo di ricerca applicato all’archeologia consente di rilevare e registrare con la massima precisione tutte le anomalie con particolari tracce di magnetismo. Questo tipo di prospezione restituisce un quadro delle presenze nel sottosuolo. Senza bisogno di scavare si può rapidamente conoscere la forma e l’articolazione delle strade, dei grandi edifici, dei quartieri artigianali. A Metaponto il metodo ha funzionato bene ed è stato possibile definire le caratteristiche della grande piazza (Agorà) urbana, intesa come un grande spazio libero, non occupato da strutture. Queste si sistemano ai margini per motivi di emergenza, o nei momenti di abbandono, quando manca il controllo cittadino e la crisi coinvolge l’intera comunità.
La scoperta dell’esistenza di un’altra grande strada (plateia), una strada principale che correva da Nord a Sud e che sembra partire proprio dall’area del teatro, pone un ulteriore problema agli archeologi sulla organizzazione e sulla cronologia della rete stradale metapontina. L’esperienza urbana della città è una delle più interessanti del mondo antico, per le sue perfette geometrie e per la chiara destinazione funzionale delle varie aree.
L’ultima scoperta archeologica, presentata nel convegno tarantino, proviene dal moderno abitato di Pomarico (Mt). Si tratta anche in questo caso di una coppia di sepolture a fossa con ricco corredo di vasi figurati. Tutti gli oggetti costituiscono il servizio completo per il banchetto collettivo. Si distinguono il cratere per la preparazione del vino, i vasi per mescere e le numerose coppe per bere in compagnia. «È interessante marcare come il defunto - conclude De Siena - ancora nel IV secolo a.C. sia posto in posizione rannicchiata, secondo la tradizione più antica, tipica delle popolazioni enotrie, e nonostante l’arrivo e la pressione dei Lucani dell’area interna».
Negli oggetti del corredo funebre è stato mantenuto il kantharos (vaso che può avere forme e funzioni diverse, da portaprofumi a recipiente per bere) della fase indigena, pur in presenza del servizio per il simposio «costituito per intero da materiali greci o completamente ellenizzati». Questo è il segno di un conservatorismo che sembra caratterizzare i comportamenti delle comunità indigene poste ai confini della colonia e di una loro precisa autonomia culturale rispetto ai modelli della città.
Alcuni ritrovamenti si devono ai lavori per l’ampliamento della strada statale 106 “Jonica” Taranto - Reggio Calabria, che hanno permesso di recuperare molte informazioni utili per la ricostruzione del paesaggio agrario e della topografia dell’antica colonia greca.
Oltre a ritrovare piccoli luoghi di culto nel territorio di Pisticci (Mt), fattorie, strade e canali di bonifica, un’importante conferma dell’estensione anche a sud, oltre i limiti definiti dal fiume Cavone, dell’antico territorio della colonia, è arrivata dal rinvenimento di una coppia di sepolture nel comune di Scanzano, nella località Terzo Cavone (Mt).
Molti autorevoli studiosi hanno sempre proposto quale margine meridionale della campagna metapontina il Cavone, lasciando di conseguenza intendere che Herakleia-Policoro, l’altra colonia greca, occupasse l’altra parte dello stesso fiume. Tra gli oggetti presenti nel corredo funerario, tipicamente metapontino, c’erano un’anfora per il trasporto del vino ed una coppa a vernice nera, databili agli inizi del V sec. a. C. Questa scoperta prova l’occupazione metapontina e la presenza stabile dei coloni anche nelle campagne a sud del fiume Cavone. Il territorio dell’antica Metaponto sembra, quindi, compreso tra il fiume Lato, nell’attuale comune di Castellaneta, e il fiume Agri.
È dal nono lotto stradale per ammodernare la “Jonica”, tra i fiumi Basento e il Bradano, però, che sono venute le scoperte più interessanti. De Siena conferma che gli scavi hanno documentato un’intensa frequentazione della necropoli urbana, dalla fondazione della colonia fino all’abbandono nel III secolo a. C. Tra gli oggetti ritrovati nelle tombe sono da segnalare una pelike (vaso panciuto con due anse) protolucana utilizzata come cinerario e l’hydria (un vaso destinato per la sua forma peculiare a contenere e trasportare l'acqua) con scene di matrimonio, prodotta credibilmente da vasai metapontini. Questi hanno saputo produrre vasi con le stesse tecniche raffinate dei grandi maestri ateniesi, tanto che, molto spesso, risulta difficile poter distinguere le due produzioni. Alcuni, infatti, arrivano a sostenere che i primi vasai metapontini si siano formati proprio ad Atene, altri che a Metaponto abbiano agito alcuni dei più importanti vasai di quella città, concorrendo a formare una scuola di grandi esperti.
Rivelazioni con risultati definiti dal direttore del museo metapontino “straordinari” sono arrivate anche dalle indagini geomagnetiche effettuate nell’area urbana della colonia. Il nuovo metodo di ricerca applicato all’archeologia consente di rilevare e registrare con la massima precisione tutte le anomalie con particolari tracce di magnetismo. Questo tipo di prospezione restituisce un quadro delle presenze nel sottosuolo. Senza bisogno di scavare si può rapidamente conoscere la forma e l’articolazione delle strade, dei grandi edifici, dei quartieri artigianali. A Metaponto il metodo ha funzionato bene ed è stato possibile definire le caratteristiche della grande piazza (Agorà) urbana, intesa come un grande spazio libero, non occupato da strutture. Queste si sistemano ai margini per motivi di emergenza, o nei momenti di abbandono, quando manca il controllo cittadino e la crisi coinvolge l’intera comunità.
La scoperta dell’esistenza di un’altra grande strada (plateia), una strada principale che correva da Nord a Sud e che sembra partire proprio dall’area del teatro, pone un ulteriore problema agli archeologi sulla organizzazione e sulla cronologia della rete stradale metapontina. L’esperienza urbana della città è una delle più interessanti del mondo antico, per le sue perfette geometrie e per la chiara destinazione funzionale delle varie aree.
L’ultima scoperta archeologica, presentata nel convegno tarantino, proviene dal moderno abitato di Pomarico (Mt). Si tratta anche in questo caso di una coppia di sepolture a fossa con ricco corredo di vasi figurati. Tutti gli oggetti costituiscono il servizio completo per il banchetto collettivo. Si distinguono il cratere per la preparazione del vino, i vasi per mescere e le numerose coppe per bere in compagnia. «È interessante marcare come il defunto - conclude De Siena - ancora nel IV secolo a.C. sia posto in posizione rannicchiata, secondo la tradizione più antica, tipica delle popolazioni enotrie, e nonostante l’arrivo e la pressione dei Lucani dell’area interna».
Negli oggetti del corredo funebre è stato mantenuto il kantharos (vaso che può avere forme e funzioni diverse, da portaprofumi a recipiente per bere) della fase indigena, pur in presenza del servizio per il simposio «costituito per intero da materiali greci o completamente ellenizzati». Questo è il segno di un conservatorismo che sembra caratterizzare i comportamenti delle comunità indigene poste ai confini della colonia e di una loro precisa autonomia culturale rispetto ai modelli della città.
martedì, ottobre 09, 2007
Tempo Italia 8 ottobre
Giornata soleggiata o con poche nubi al Nord e sul versante tirrenico, cielo nuvoloso quasi ovunque, invece, sulle regioni meridionali. Nuove precipitazioni sparse sono attese su Puglia, Basilicata e Calabria.
Stamane si cerca ancora di riparare i danni nelle regioni del Centro Sud colpite dal maltempo dei giorni scorsi.
La situazione più difficile è in Abruzzo, in provincia di Teramo, dove centinaia di persone ieri hanno dovuto lasciare le proprie case. Sott'acqua sono finiti negozi e abitazioni, con le strade invase dal fango.
Dopo la riapertura della linea ferroviaria Adriatica, oggi si circola senza problemi anche lungo le strade, chiuse ieri per allagamenti e piccoli smottamenti.
In Campania, colpita dalle violenti piogge che hanno costretto la gente a trovare rifugio sui tetti delle case, è stata aperta un'inchiesta sulla morte per il maltempo dell'uomo annegato due sere fa nella sua auto in un sottopasso nei pressi di Torre Annunziata, nel napoletano.
Da stamattina i voli sono regolari nell'aeroporto di Lamezia Terme, dopo la chiusura temporanea di ieri a causa di un guasto al sistema di radioassistenza, dovuto al cattivo tempo.
Stamane si cerca ancora di riparare i danni nelle regioni del Centro Sud colpite dal maltempo dei giorni scorsi.
La situazione più difficile è in Abruzzo, in provincia di Teramo, dove centinaia di persone ieri hanno dovuto lasciare le proprie case. Sott'acqua sono finiti negozi e abitazioni, con le strade invase dal fango.
Dopo la riapertura della linea ferroviaria Adriatica, oggi si circola senza problemi anche lungo le strade, chiuse ieri per allagamenti e piccoli smottamenti.
In Campania, colpita dalle violenti piogge che hanno costretto la gente a trovare rifugio sui tetti delle case, è stata aperta un'inchiesta sulla morte per il maltempo dell'uomo annegato due sere fa nella sua auto in un sottopasso nei pressi di Torre Annunziata, nel napoletano.
Da stamattina i voli sono regolari nell'aeroporto di Lamezia Terme, dopo la chiusura temporanea di ieri a causa di un guasto al sistema di radioassistenza, dovuto al cattivo tempo.
domenica, ottobre 07, 2007
Pitagora tra Crotone e Metaponto
Pitagora (forse Samo circa 572 - Metaponto ca. 490 a. C.), l’uomo la cui gloria «superò di tanto quella degli altri uomini», per dirla come lo storico greco Isocrate (ca. 436 - ca. 338 a. C.), è sempre stato considerato un personaggio ricco di mille volti. Amò la filosofia, i viaggi, la matematica. Ben presto la sua figura entrò nella leggenda, si accompagnò al mito. Fu così che Apollonio Discolo, grammatico greco del II d. C., scrisse: «Così un giorno, a Metaponto, mentre una nave stava per entrare nel porto con un carico, e i presenti, preoccupati per il carico, pregavano che entrasse salva, Pitagora apparve e disse: “Questa nave vi porterà un morto”». (Mirabilia 6).
Lo stesso episodio ritorna nella narrazione di Giamblico (ca. 245 - ca. 325 d. C.). Nel paragrafo 142 della “Vita di Pitagora” si legge: «Una volta a Metaponto certuni si augurarono di venire in possesso del carico di una nave che stava approdando; allora Pitagora esclamò: "Avrete dunque un cadavere"».
Apollonio Discolo riporta poi alcune notizie di Aristotele, il quale sosteneva che il Maestro: «predisse la sedizione contro i Pitagorici. Fu appunto per questo che passò a Metaponto, senza esser visto da nessuno: e, mentre passava vicino al fiume Casa con altri, fu salutato da una gran voce che gli diceva: “Salve, o Pitagora”: e i presenti si spaventarono. Una volta apparve anche, nello stesso giorno e nella stessa ora, a Crotone e a Metaponto». Il medesimo avvenimento è riportato da Claudio Eliano (Storia Varia IV, 17): «raccontano infatti che fu visto a Metaponto e a Crotone nello stesso giorno e nella stessa ora». Eliano fu un filosofo e scrittore italico in lingua greca, vissuto a cavallo tra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo.
Per capire la figura di Pitagora occorre, quindi, esaminare la sua vita alla luce delle fonti storiche greche e latine, che ci consentono, se lette con attenzione, di non cadere negli errori o in giudizi avventati. Gli storici si trovano così davanti a un uomo descritto da autori che si rifanno alla tradizione pitagorica, ma che sono vissuti a distanza di qualche secolo dal filosofo, un uomo che studia in Oriente e insegna nell’Occidente. È un Maestro di dottrine, capace di radunare a Crotone, attorno a sé, un gruppo chiuso di seguaci con concezioni elitarie d’ispirazione spartana.
Pitagora per anni fu consigliere dell’aristocrazia crotoniate, quell’aristocrazia che non lo seguì fino in fondo, anzi lo ripudiò, costringendolo alla fuga, fino a Metaponto. Quel mettersi in salvo fu, allo stesso tempo, un tagliare i ponti con il passato e una scommessa sul futuro del movimento pitagorico in Magna Grecia.
L’atteggiamento dei Pitagorici, però, fu sempre di simpatia per il regime tirannico, tanto che non si recarono mai nella democratica Atene, durante “l’imperialismo pacifico” di Pericle.
I racconti in greco e in latino per ricostruire il legame stretto tra Pitagora e Metaponto non mancano. Verranno citati solo quei passi sulla morte del Maestro, tralasciando il racconto mitologico sulle sue bilocazioni a Metaponto e Tauromenio, l’odierna Taormina, in Sicilia. Lo storico Diogene Laerzio (ca. 180 - ca. 240 d. C.) nella sua opera “Le vite dei filosofi” (libro VIII, 15) dedica ampio spazio a Pitagora e, a proposito della sua fama, si legge: «I Metapontini chiamavano la sua casa tempio di Demetra e Museo il vicolo, come racconta Favorino».
Il Favorino citato (ca. 80 - ca. 150 d. C.) fu un retore della Gallia, l’odierna Francia, di cui ci sono giunti alcuni frammenti. Sempre Diogene scrive: «Dicearco dice che Pitagora, rifugiatosi nel tempio delle Muse a Metaponto, vi morì dopo aver digiunato per quaranta giorni». Dicearco (ca. 350 - ca. 290 a. C.), originario di Messina fu un filosofo aristotelico. (Segue)
Ripercorrendo le orme di Pitagora da Crotone a Metaponto si deve seguire, dopo lo storico Diogene Laerzio, Porfirio (ca. 233/234 - ca. 305 d. C.). Il filosofo neoplatonico allievo di Plotino, nella sua “Vita di Pitagora” (56 - 57), ci informa che il Maestro, dopo esser fuggito da Crotone, andò a Caulonia, Locri, Taranto: «quindi passò a Metaponto. (…) Dicono che Pitagora stesso morì nei dintorni di Metaponto, rifugiatosi nel tempio delle Muse e rimase lì quaranta giorni privato del necessario».
Sul filosofo, comunque, le testimonianze sono sempre confuse, come conferma una citazione di Lico di Reggio, etnografo del III secolo a. C. al capitolo 5 dell'opera di Porfirio. Quest'ultimo sta parlando dei figli e della patria di Pitagora e scrive: «Nel quarto libro delle Storie, Lico ricorda alcuni in dissenso anche sulla patria, dicendo: "Non t'importi se ti capita di non conoscere la sua patria e la città della quale è accaduto che quest'uomo divenisse cittadino: perché alcuni dicono che egli sia di Samo, altri di Fliunte, altri di Metaponto"». Il fatto che Lico riportasse come patria di Pitagora Metaponto, oltre a Samo e Fliunte, è significativo e rivela, tra le righe, l'importanza del soggiorno a Metaponto.
Della “Vita di Pitagora” di Porfirio esiste anche una traduzione araba di Ibn Abi Usaybi'a (590/1194 - 668/1270 d. C.). Si tratta di un testo poco noto, ma importantissimo per capire quanto della dottrina pitagorica sia stato poi recepito nella cultura araba (18): «Pitagora rimase sessant'anni a Samo, poi viaggiò alla volta dell'Italia, si indirizzò a Crotone e vi rimase otto anni e quando lì si sollevò questo complotto contro di lui egli partì alla volta di Metaponto».
Questo passo manca nella “Vita di Pitagora” di Porfirio e, posto dopo che l'autore ha parlato della morte del filosofo, ha il sapore di un breve necrologio. Sono sottolineate tappe della vita, la cui lunga durata non ha riscontri nelle fonti storiche. L'autore arabo ci dice, senza citare le sue fonti storiche, che furono otto gli anni trascorsi a Crotone dal matematico.
Il secondo passo interessante è il seguente (41, 4): «… Allora egli se ne andò di lì (da Locri) alla volta di Taranto. Lì tuttavia lo sorprese la gente di Crotone e mancò poco che strozzassero (assassinassero) lui e i suoi compagni. Allora egli viaggiò alla volta di Metaponto. I disordini nella regione aumentarono per causa sua e gli abitanti di questa terra se ne ricordarono per molti anni. Allora egli si ritirò nel tempio, detto delle Muse, dove si nascose insieme ai suoi compagni.
Rimase quaranta giorni senza prendere cibo. Allora il tempio in cui si era rifugiato si coprì di fuoco. Quando i suoi compagni videro ciò, allora andarono da lui, lo presero in mezzo a loro e lo circondarono per proteggerlo dal fuoco con i loro corpi. Tuttavia quando il fuoco si propagò nel tempio e forte divenne il calore, allora il saggio svenne a causa del dolore provocato dal calore e, a causa della fame, cadde a terra morto. Allora questa sciagura colpì tutti quanti e tutti bruciarono. Questa fu la causa della sua morte».
Nel lungo brano appena riportato la narrazione è molto confusa con notevoli fraintendimenti rispetto al testo di Porfirio. La morte di Pitagora è presentata con drammaticità, in modo da renderla più “movimentata”, tanto che l'autore finisce per proporre una traduzione romanzata del testo greco. Infatti, Ibn Abi Usaybi'a scrive che Pitagora muore tra le fiamme, ma precisa che il fatto è avvenuto a Metaponto.
L’incendio del circolo pitagorico, come è più probabile, accadde a Crotone, ma il matematico, secondo le altre fonti citate, riuscì a fuggire. Inoltre, per l'arabo, Pitagora non si spegne soffrendo la fame, come aveva detto Porfirio, ma cade a terra a causa del calore e dell’inedia. (2 segue)
Nella “Vita di Pitagora” (170) del siriaco Giamblico (ca. 245 - ca. 325 d. C.), anch’egli filosofo e allievo di Porfirio, si legge che: «I Metapontini conservarono il ricordo di Pitagora anche dopo la sua morte e fecero della sua abitazione un tempio di Demetra e della viuzza un santuario delle Muse». Più avanti (248) Giamblico scrive: «Non mancarono (a Crotone ndr) coloro che manifestarono ostilità ai Pitagorici e si sollevarono contro di loro. Tutti concordano sul fatto che il complotto fu organizzato in assenza di Pitagora; ma il disaccordo verte proprio su quell'assenza, perché per gli uni egli si sarebbe recato da Ferecide di Siro, invece per gli altri a Metaponto».
Ferecide di Siro (Siro, VI secolo a. C.), fu un filosofo greco, autore dell'Heptamychia, uno dei primi lavori in prosa della letteratura greca, che ha fatto da ponte fra le opere mitologiche e il pensiero presocratico. Il passo è interessante, perché Giamblico e le sue fonti anticipano la venuta del filosofo a Metaponto già prima del complotto ordito contro di lui dal ricco crotoniate Cilone.
Dalla lettura del paragrafo successivo (249) si viene a sapere che: «Pitagora fu costretto ad andarsene a Metaponto dove, secondo la tradizione, morì». Giamblico usa tra le sue fonti il pitagorico giordano Nicomaco (II secolo d. C.) e lo scrittore tarantino Aristosseno (IV secolo a. C.), mentre Porfirio si era rifatto anche a Dicearco (350 a.C. - 290 a. C.), originario di Messina, che fu un filosofo aristotelico.
È sempre Giamblico (267) a ricordare: «che di alcuni Pitagorici si sia perduta la memoria e il nome, è cosa naturale. I nomi di quelli conosciuti sono questi. (…) Di Metaponto: Brontino, Parmisco, Orestada, Leonte, Damarmeno, Enea, Chilante, Melesia, Aristea, Lafaone, Evandro, Agesidemo, Senocade, Eurifemo, Aristomene, Agesarco, Alcia, Senofante, Traseo, Eurito, Epifrone, Erisco, Megistia, Leocide, Trasimede, Eufemo, Procle, Antimene, Lacrito, Damotage, Pirrone, Ressibio, Alopeco, Astilo, Dacida, Alioco, Lacrate, Glicino». Ai citati l’autore siriaco aggiunge i fratelli Lucani Occelo e Occilo, Oresandro, Cerambo, mentre tra le pitagoriche più famose segnala anche Teano, moglie di Brontino di Metaponto. Il catalogo di Giamblico è un’ulteriore prova dell’esistenza di una fiorente “scuola” pitagorica a Metaponto, anche dopo la scomparsa del celebre matematico.
La testimonianza pitagorica di Cicerone (Arpino, 106 - Formia, 43 a. C.), filosofo e scrittore latino, è importante, perché nel libro quinto dei “Termini estremi del bene e del male” (2,4) dice: «Tu (Pisone ndr) sai che una volta mi sono recato con te a Metaponto e non sono entrato in casa del nostro ospite, prima di aver visto il luogo dove era morto Pitagora e la sua dimora». Cicerone è un testimone oculare di grande interesse, capace di riconoscere la grandezza culturale e politica del Maestro e di segnalare, ancora alcuni secoli dopo la morte, il ricordo e il rispetto dei Metapontini.
Giustino, storico latino del III secolo d. C., nelle “Storie filippiche. Epitome da Pompeo Trogo” (XX, 4, 17) scrive: «Pitagora, dopo aver trascorso venti anni a Crotone, passò a Metaponto e lì morì. E tanta fu l’ammirazione per lui che della sua casa fecero un tempio e lo onorarono come un dio». I Metapontini, dunque, seppero omaggiare negli anni il famoso filosofo trasformando la sua abitazione in un edificio sacro.
Si trattò di un atto di ossequio per un uomo razionale e religioso. Non a caso il digiuno di Pitagora prima della sua morte, ricordato da alcune fonti storiche, rappresenta un “rito di passaggio” per l'anima, pronta poi alla metempsicosi, cioè alla trasmigrazione dopo la morte in altri corpi, fino alla completa purificazione da una colpa o da un peccato.
La razionalità pitagorica nasce, invece, dal credere che la realtà universale sia retta dal numero. Proprio i numeri e i rapporti matematici sono alla base per il Maestro dell’essenza delle cose, una concezione che anticiperà di secoli il razionalismo e le dottrine degli intellettuali illuministi e contemporanei.
La morte a Metaponto del matematico, capace di conquistare i giovani con la sua aristocrazia ideologica e di portarli verso la “metanoia”, un radicale rinnovamento dello spirito, ce lo restituisce più vicino al tempo in cui i Greci credevano che gli dei, gli uomini e gli eroi vivessero insieme. Quel tempo è ormai passato, ma ciò che rimane di Pitagora è l'infinito mosaico delle interpretazioni sulla sua vita, che lo rendono ancora vivo, ancora uomo.
Lo stesso episodio ritorna nella narrazione di Giamblico (ca. 245 - ca. 325 d. C.). Nel paragrafo 142 della “Vita di Pitagora” si legge: «Una volta a Metaponto certuni si augurarono di venire in possesso del carico di una nave che stava approdando; allora Pitagora esclamò: "Avrete dunque un cadavere"».
Apollonio Discolo riporta poi alcune notizie di Aristotele, il quale sosteneva che il Maestro: «predisse la sedizione contro i Pitagorici. Fu appunto per questo che passò a Metaponto, senza esser visto da nessuno: e, mentre passava vicino al fiume Casa con altri, fu salutato da una gran voce che gli diceva: “Salve, o Pitagora”: e i presenti si spaventarono. Una volta apparve anche, nello stesso giorno e nella stessa ora, a Crotone e a Metaponto». Il medesimo avvenimento è riportato da Claudio Eliano (Storia Varia IV, 17): «raccontano infatti che fu visto a Metaponto e a Crotone nello stesso giorno e nella stessa ora». Eliano fu un filosofo e scrittore italico in lingua greca, vissuto a cavallo tra il secondo e il terzo secolo dopo Cristo.
Per capire la figura di Pitagora occorre, quindi, esaminare la sua vita alla luce delle fonti storiche greche e latine, che ci consentono, se lette con attenzione, di non cadere negli errori o in giudizi avventati. Gli storici si trovano così davanti a un uomo descritto da autori che si rifanno alla tradizione pitagorica, ma che sono vissuti a distanza di qualche secolo dal filosofo, un uomo che studia in Oriente e insegna nell’Occidente. È un Maestro di dottrine, capace di radunare a Crotone, attorno a sé, un gruppo chiuso di seguaci con concezioni elitarie d’ispirazione spartana.
Pitagora per anni fu consigliere dell’aristocrazia crotoniate, quell’aristocrazia che non lo seguì fino in fondo, anzi lo ripudiò, costringendolo alla fuga, fino a Metaponto. Quel mettersi in salvo fu, allo stesso tempo, un tagliare i ponti con il passato e una scommessa sul futuro del movimento pitagorico in Magna Grecia.
L’atteggiamento dei Pitagorici, però, fu sempre di simpatia per il regime tirannico, tanto che non si recarono mai nella democratica Atene, durante “l’imperialismo pacifico” di Pericle.
I racconti in greco e in latino per ricostruire il legame stretto tra Pitagora e Metaponto non mancano. Verranno citati solo quei passi sulla morte del Maestro, tralasciando il racconto mitologico sulle sue bilocazioni a Metaponto e Tauromenio, l’odierna Taormina, in Sicilia. Lo storico Diogene Laerzio (ca. 180 - ca. 240 d. C.) nella sua opera “Le vite dei filosofi” (libro VIII, 15) dedica ampio spazio a Pitagora e, a proposito della sua fama, si legge: «I Metapontini chiamavano la sua casa tempio di Demetra e Museo il vicolo, come racconta Favorino».
Il Favorino citato (ca. 80 - ca. 150 d. C.) fu un retore della Gallia, l’odierna Francia, di cui ci sono giunti alcuni frammenti. Sempre Diogene scrive: «Dicearco dice che Pitagora, rifugiatosi nel tempio delle Muse a Metaponto, vi morì dopo aver digiunato per quaranta giorni». Dicearco (ca. 350 - ca. 290 a. C.), originario di Messina fu un filosofo aristotelico. (Segue)
Ripercorrendo le orme di Pitagora da Crotone a Metaponto si deve seguire, dopo lo storico Diogene Laerzio, Porfirio (ca. 233/234 - ca. 305 d. C.). Il filosofo neoplatonico allievo di Plotino, nella sua “Vita di Pitagora” (56 - 57), ci informa che il Maestro, dopo esser fuggito da Crotone, andò a Caulonia, Locri, Taranto: «quindi passò a Metaponto. (…) Dicono che Pitagora stesso morì nei dintorni di Metaponto, rifugiatosi nel tempio delle Muse e rimase lì quaranta giorni privato del necessario».
Sul filosofo, comunque, le testimonianze sono sempre confuse, come conferma una citazione di Lico di Reggio, etnografo del III secolo a. C. al capitolo 5 dell'opera di Porfirio. Quest'ultimo sta parlando dei figli e della patria di Pitagora e scrive: «Nel quarto libro delle Storie, Lico ricorda alcuni in dissenso anche sulla patria, dicendo: "Non t'importi se ti capita di non conoscere la sua patria e la città della quale è accaduto che quest'uomo divenisse cittadino: perché alcuni dicono che egli sia di Samo, altri di Fliunte, altri di Metaponto"». Il fatto che Lico riportasse come patria di Pitagora Metaponto, oltre a Samo e Fliunte, è significativo e rivela, tra le righe, l'importanza del soggiorno a Metaponto.
Della “Vita di Pitagora” di Porfirio esiste anche una traduzione araba di Ibn Abi Usaybi'a (590/1194 - 668/1270 d. C.). Si tratta di un testo poco noto, ma importantissimo per capire quanto della dottrina pitagorica sia stato poi recepito nella cultura araba (18): «Pitagora rimase sessant'anni a Samo, poi viaggiò alla volta dell'Italia, si indirizzò a Crotone e vi rimase otto anni e quando lì si sollevò questo complotto contro di lui egli partì alla volta di Metaponto».
Questo passo manca nella “Vita di Pitagora” di Porfirio e, posto dopo che l'autore ha parlato della morte del filosofo, ha il sapore di un breve necrologio. Sono sottolineate tappe della vita, la cui lunga durata non ha riscontri nelle fonti storiche. L'autore arabo ci dice, senza citare le sue fonti storiche, che furono otto gli anni trascorsi a Crotone dal matematico.
Il secondo passo interessante è il seguente (41, 4): «… Allora egli se ne andò di lì (da Locri) alla volta di Taranto. Lì tuttavia lo sorprese la gente di Crotone e mancò poco che strozzassero (assassinassero) lui e i suoi compagni. Allora egli viaggiò alla volta di Metaponto. I disordini nella regione aumentarono per causa sua e gli abitanti di questa terra se ne ricordarono per molti anni. Allora egli si ritirò nel tempio, detto delle Muse, dove si nascose insieme ai suoi compagni.
Rimase quaranta giorni senza prendere cibo. Allora il tempio in cui si era rifugiato si coprì di fuoco. Quando i suoi compagni videro ciò, allora andarono da lui, lo presero in mezzo a loro e lo circondarono per proteggerlo dal fuoco con i loro corpi. Tuttavia quando il fuoco si propagò nel tempio e forte divenne il calore, allora il saggio svenne a causa del dolore provocato dal calore e, a causa della fame, cadde a terra morto. Allora questa sciagura colpì tutti quanti e tutti bruciarono. Questa fu la causa della sua morte».
Nel lungo brano appena riportato la narrazione è molto confusa con notevoli fraintendimenti rispetto al testo di Porfirio. La morte di Pitagora è presentata con drammaticità, in modo da renderla più “movimentata”, tanto che l'autore finisce per proporre una traduzione romanzata del testo greco. Infatti, Ibn Abi Usaybi'a scrive che Pitagora muore tra le fiamme, ma precisa che il fatto è avvenuto a Metaponto.
L’incendio del circolo pitagorico, come è più probabile, accadde a Crotone, ma il matematico, secondo le altre fonti citate, riuscì a fuggire. Inoltre, per l'arabo, Pitagora non si spegne soffrendo la fame, come aveva detto Porfirio, ma cade a terra a causa del calore e dell’inedia. (2 segue)
Nella “Vita di Pitagora” (170) del siriaco Giamblico (ca. 245 - ca. 325 d. C.), anch’egli filosofo e allievo di Porfirio, si legge che: «I Metapontini conservarono il ricordo di Pitagora anche dopo la sua morte e fecero della sua abitazione un tempio di Demetra e della viuzza un santuario delle Muse». Più avanti (248) Giamblico scrive: «Non mancarono (a Crotone ndr) coloro che manifestarono ostilità ai Pitagorici e si sollevarono contro di loro. Tutti concordano sul fatto che il complotto fu organizzato in assenza di Pitagora; ma il disaccordo verte proprio su quell'assenza, perché per gli uni egli si sarebbe recato da Ferecide di Siro, invece per gli altri a Metaponto».
Ferecide di Siro (Siro, VI secolo a. C.), fu un filosofo greco, autore dell'Heptamychia, uno dei primi lavori in prosa della letteratura greca, che ha fatto da ponte fra le opere mitologiche e il pensiero presocratico. Il passo è interessante, perché Giamblico e le sue fonti anticipano la venuta del filosofo a Metaponto già prima del complotto ordito contro di lui dal ricco crotoniate Cilone.
Dalla lettura del paragrafo successivo (249) si viene a sapere che: «Pitagora fu costretto ad andarsene a Metaponto dove, secondo la tradizione, morì». Giamblico usa tra le sue fonti il pitagorico giordano Nicomaco (II secolo d. C.) e lo scrittore tarantino Aristosseno (IV secolo a. C.), mentre Porfirio si era rifatto anche a Dicearco (350 a.C. - 290 a. C.), originario di Messina, che fu un filosofo aristotelico.
È sempre Giamblico (267) a ricordare: «che di alcuni Pitagorici si sia perduta la memoria e il nome, è cosa naturale. I nomi di quelli conosciuti sono questi. (…) Di Metaponto: Brontino, Parmisco, Orestada, Leonte, Damarmeno, Enea, Chilante, Melesia, Aristea, Lafaone, Evandro, Agesidemo, Senocade, Eurifemo, Aristomene, Agesarco, Alcia, Senofante, Traseo, Eurito, Epifrone, Erisco, Megistia, Leocide, Trasimede, Eufemo, Procle, Antimene, Lacrito, Damotage, Pirrone, Ressibio, Alopeco, Astilo, Dacida, Alioco, Lacrate, Glicino». Ai citati l’autore siriaco aggiunge i fratelli Lucani Occelo e Occilo, Oresandro, Cerambo, mentre tra le pitagoriche più famose segnala anche Teano, moglie di Brontino di Metaponto. Il catalogo di Giamblico è un’ulteriore prova dell’esistenza di una fiorente “scuola” pitagorica a Metaponto, anche dopo la scomparsa del celebre matematico.
La testimonianza pitagorica di Cicerone (Arpino, 106 - Formia, 43 a. C.), filosofo e scrittore latino, è importante, perché nel libro quinto dei “Termini estremi del bene e del male” (2,4) dice: «Tu (Pisone ndr) sai che una volta mi sono recato con te a Metaponto e non sono entrato in casa del nostro ospite, prima di aver visto il luogo dove era morto Pitagora e la sua dimora». Cicerone è un testimone oculare di grande interesse, capace di riconoscere la grandezza culturale e politica del Maestro e di segnalare, ancora alcuni secoli dopo la morte, il ricordo e il rispetto dei Metapontini.
Giustino, storico latino del III secolo d. C., nelle “Storie filippiche. Epitome da Pompeo Trogo” (XX, 4, 17) scrive: «Pitagora, dopo aver trascorso venti anni a Crotone, passò a Metaponto e lì morì. E tanta fu l’ammirazione per lui che della sua casa fecero un tempio e lo onorarono come un dio». I Metapontini, dunque, seppero omaggiare negli anni il famoso filosofo trasformando la sua abitazione in un edificio sacro.
Si trattò di un atto di ossequio per un uomo razionale e religioso. Non a caso il digiuno di Pitagora prima della sua morte, ricordato da alcune fonti storiche, rappresenta un “rito di passaggio” per l'anima, pronta poi alla metempsicosi, cioè alla trasmigrazione dopo la morte in altri corpi, fino alla completa purificazione da una colpa o da un peccato.
La razionalità pitagorica nasce, invece, dal credere che la realtà universale sia retta dal numero. Proprio i numeri e i rapporti matematici sono alla base per il Maestro dell’essenza delle cose, una concezione che anticiperà di secoli il razionalismo e le dottrine degli intellettuali illuministi e contemporanei.
La morte a Metaponto del matematico, capace di conquistare i giovani con la sua aristocrazia ideologica e di portarli verso la “metanoia”, un radicale rinnovamento dello spirito, ce lo restituisce più vicino al tempo in cui i Greci credevano che gli dei, gli uomini e gli eroi vivessero insieme. Quel tempo è ormai passato, ma ciò che rimane di Pitagora è l'infinito mosaico delle interpretazioni sulla sua vita, che lo rendono ancora vivo, ancora uomo.
Le multe rendono felici i Comuni italiani
Telecamere, zone a traffico limitato, autovelox e automobilisti indisciplinati hanno portato più di un miliardo di euro ai Comuni.
Gli incassi delle multe sono da sogno per le amministrazioni comunali, pari e a volte superiori, come a Bologna, Torino e Roma, all'addizionale Irpef. In 23 piccoli Comuni superano addirittura il valore totale delle imposte.
Per citare solo un esempio, a Firenze su oltre 700 mila multe, 400 mila, cioè più della metà, sono state notificate grazie alle telecamere.
Secondo la legge il denaro incassato deve poi essere in parte reinvestito nella sicurezza e nel miglioramento della circolazione stradale.
Se come numero di verbali Roma vince su Milano, tra i più tartassati sembrano essere i cittadini di Caserta che hanno pagato in media più di 120 euro a testa.
Ciò che viene riscosso dalle contravvenzioni, però, non sempre finisce nelle casse dello Stato, anche per i ritardi della burocrazia, o per i ricorsi al giudice di pace, vinti dagli automobilisti.
Gli incassi delle multe sono da sogno per le amministrazioni comunali, pari e a volte superiori, come a Bologna, Torino e Roma, all'addizionale Irpef. In 23 piccoli Comuni superano addirittura il valore totale delle imposte.
Per citare solo un esempio, a Firenze su oltre 700 mila multe, 400 mila, cioè più della metà, sono state notificate grazie alle telecamere.
Secondo la legge il denaro incassato deve poi essere in parte reinvestito nella sicurezza e nel miglioramento della circolazione stradale.
Se come numero di verbali Roma vince su Milano, tra i più tartassati sembrano essere i cittadini di Caserta che hanno pagato in media più di 120 euro a testa.
Ciò che viene riscosso dalle contravvenzioni, però, non sempre finisce nelle casse dello Stato, anche per i ritardi della burocrazia, o per i ricorsi al giudice di pace, vinti dagli automobilisti.
giovedì, ottobre 04, 2007
Morto l'agente del Sismi ferito in Afghanistan
E' stata allestita nella cappella del policlinico militare del Celio a Roma la camera ardente per Lorenzo D'Auria, il sottufficiale del Sismi morto stamani dopo essere stato ferito gravemente in Afghanistan.
D'Auria, poco più che trentenne, lascia la giovane moglie, sposata pochi giorni fa, e tre figli. Le sue condizioni erano apparse subito disperate dopo il blitz delle forze italiane e britanniche il 24 settembre scorso, che lo avevano liberato dai sequestratori afghani.
L'agente del Sismi, un suo collega e un accompagnatore afghano erano stati rapiti sabato 22 settembre in una regione dell'Afghanistan occidentale, nell'area posta sotto il controllo degli italiani. Quasi certamente il militare non era ferito dal "fuoco amico", ma dai suoi sequestratori, anche se otto di loro erano stati uccisi nell'assalto.
D'Auria era stato ferito in modo grave ed era tenuto in vita in questi giorni solo grazie ad un respiratore artificiale. Meno preoccupanti le condizioni dell'altro collega del Sismi, che aveva riportato la frattura della clavicola sinistra e del collaboratore afgano.
D'Auria, poco più che trentenne, lascia la giovane moglie, sposata pochi giorni fa, e tre figli. Le sue condizioni erano apparse subito disperate dopo il blitz delle forze italiane e britanniche il 24 settembre scorso, che lo avevano liberato dai sequestratori afghani.
L'agente del Sismi, un suo collega e un accompagnatore afghano erano stati rapiti sabato 22 settembre in una regione dell'Afghanistan occidentale, nell'area posta sotto il controllo degli italiani. Quasi certamente il militare non era ferito dal "fuoco amico", ma dai suoi sequestratori, anche se otto di loro erano stati uccisi nell'assalto.
D'Auria era stato ferito in modo grave ed era tenuto in vita in questi giorni solo grazie ad un respiratore artificiale. Meno preoccupanti le condizioni dell'altro collega del Sismi, che aveva riportato la frattura della clavicola sinistra e del collaboratore afgano.
mercoledì, ottobre 03, 2007
Il Senato approva alcune modifiche
al Codice della strada
Gli incidenti stradali provocano ogni anno in Italia circa 8mila decessi e rappresentano la prima causa di morte tra gli uomini sotto i 40 anni.
Ieri per aumentare la sicurezza stradale, il Senato ha approvato definitivamente alcune modifiche al codice della strada. E' rimasto l'arresto fino a sei mesi per chi guiderà in stato di ebrezza, anche se c'è la possibilità di rifiutare l'esame con l'etilometro pagando da 2.000 a 10.000 euro.
Chi supererà i limiti di velocità di oltre 40 km orari rischia una sanzione da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi. Andando più di 60 km oltre i limiti, la multa passa da 500 a 2.000 euro, mentre la patente viene sospesa da sei a dodici mesi.
Sono state inasprite le sanzioni per l'uso di cellulari e per la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.
Limiti anche sull'aria condizionata in auto. Tener acceso il motore durante la sosta per far funzionare l'impianto, prevede una multa da 200 a 400 euro.
I neopatentati, infine, dovranno aspettare solo un anno, rispetto ai tre previsti in origine, per poter guidare auto di grossa cilindrata.
Ieri per aumentare la sicurezza stradale, il Senato ha approvato definitivamente alcune modifiche al codice della strada. E' rimasto l'arresto fino a sei mesi per chi guiderà in stato di ebrezza, anche se c'è la possibilità di rifiutare l'esame con l'etilometro pagando da 2.000 a 10.000 euro.
Chi supererà i limiti di velocità di oltre 40 km orari rischia una sanzione da 370 a 1.458 euro e la sospensione della patente di guida da tre a sei mesi. Andando più di 60 km oltre i limiti, la multa passa da 500 a 2.000 euro, mentre la patente viene sospesa da sei a dodici mesi.
Sono state inasprite le sanzioni per l'uso di cellulari e per la guida sotto effetto di sostanze stupefacenti.
Limiti anche sull'aria condizionata in auto. Tener acceso il motore durante la sosta per far funzionare l'impianto, prevede una multa da 200 a 400 euro.
I neopatentati, infine, dovranno aspettare solo un anno, rispetto ai tre previsti in origine, per poter guidare auto di grossa cilindrata.
L'ottobre nero degli scioperi
I sindacati confederali hanno deciso di mobilitarsi contro il mancato rinnovo dei contratti già scaduti e si va verso uno sciopero generale dei dipendenti statali. La decisione ufficiale dovrebbe arrivare oggi dopo un vertice tra i leader sindacali del pubblico impiego.
L'astensione dal lavoro, che coinvolgerà tutte le categorie, scuola compresa, potrebbe essere nell'ultima settimana del mese.
L'ottobre nero degli scioperi continuerà il 9, quando i piloti dell'Alitalia sospenderanno il lavoro per quattro ore, dalle 10 alle 14.
Il 10 ottobre scatterà poi la protesta dei benzinai, che continuerà anche l'11 e il 12. L'astensione è stata proclamata contro il disegno di legge sulle liberalizzazioni. In tutto sono stati previsti 15 giorni di chiusura degli impianti.
L'11 si fermeranno anche i medici ambulatoriali aderenti al Sumai. Il 22 il personale dell'Ente nazionale per l'assistenza al volo sciopererà dalle 10 alle 18.
Le farmacie private resteranno chiuse l'intera giornata del 25 ottobre, per protestare contro l'eccessiva flessibilità nell'orario di lavoro.
L'astensione dal lavoro, che coinvolgerà tutte le categorie, scuola compresa, potrebbe essere nell'ultima settimana del mese.
L'ottobre nero degli scioperi continuerà il 9, quando i piloti dell'Alitalia sospenderanno il lavoro per quattro ore, dalle 10 alle 14.
Il 10 ottobre scatterà poi la protesta dei benzinai, che continuerà anche l'11 e il 12. L'astensione è stata proclamata contro il disegno di legge sulle liberalizzazioni. In tutto sono stati previsti 15 giorni di chiusura degli impianti.
L'11 si fermeranno anche i medici ambulatoriali aderenti al Sumai. Il 22 il personale dell'Ente nazionale per l'assistenza al volo sciopererà dalle 10 alle 18.
Le farmacie private resteranno chiuse l'intera giornata del 25 ottobre, per protestare contro l'eccessiva flessibilità nell'orario di lavoro.
lunedì, ottobre 01, 2007
Un ottobre di scioperi
Ottobre caldo per molte categorie di lavoratori. Sono molti, infatti, gli scioperi proclamati in questo mese.
Inizieranno i piloti dell'Alitalia che incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 10 alle 14, del prossimo 9 ottobre.
Il giorno dopo scatterà la protesta dei benzinai. La prima parte degli scioperi programmati partirà alle 19 per i gestori di impianti sulla rete ordinaria e alle 22 per quelli in autostrada. La chiusura proseguirà poi l'11 ed il 12 ottobre. L'astensione è stata proclamata contro il disegno di legge sulle liberalizzazioni. In totale sono previsti 15 giorni di sciopero.
L'11 si fermeranno i medici ambulatoriali aderenti al Sumai. Il 22 il personale dell'Ente nazionale per l'assistenza al volo si asterrà dal lavoro per otto ore dalle 10 alle 18.
Le farmacie private resteranno chiuse l'intera giornata del 25 ottobre, per protestare contro l'eccessiva flessibilità nell'orario di lavoro.
Inizieranno i piloti dell'Alitalia che incroceranno le braccia per quattro ore, dalle 10 alle 14, del prossimo 9 ottobre.
Il giorno dopo scatterà la protesta dei benzinai. La prima parte degli scioperi programmati partirà alle 19 per i gestori di impianti sulla rete ordinaria e alle 22 per quelli in autostrada. La chiusura proseguirà poi l'11 ed il 12 ottobre. L'astensione è stata proclamata contro il disegno di legge sulle liberalizzazioni. In totale sono previsti 15 giorni di sciopero.
L'11 si fermeranno i medici ambulatoriali aderenti al Sumai. Il 22 il personale dell'Ente nazionale per l'assistenza al volo si asterrà dal lavoro per otto ore dalle 10 alle 18.
Le farmacie private resteranno chiuse l'intera giornata del 25 ottobre, per protestare contro l'eccessiva flessibilità nell'orario di lavoro.