martedì, maggio 30, 2006

Vi spieghiamo gli alberi da giardino

METAPONTO – Il giardino è il luogo del relax ideale. Mantenerlo in ordine richiede impegno, ma, allo stesso tempo, regala molte soddisfazioni. Progettando lo spazio verde con attenzione, si può avere un “rifugio” vivo e fiorito in ogni periodo dell’anno. Le due sessioni, mattina 10 - 13 e pomeriggio 15 - 18, della giornata tecnica organizzata dai vivai Dichio, saranno dedicate oggi agli alberi da giardino. I due agronomi, Antonio Sagaria ed Emanuele Frangione, spiegheranno le tipologie degli alberi (conifere, sempreverdi e decidui) la potatura secca e verde, l’irrigazione, la concimazione e la difesa fitosanitaria. Le esercitazioni riguarderanno la potatura verde, i concimi da usare e gli accostamenti cromatici.
Mettendo insieme piante di ogni tipo, siepi e un prato verde, chiunque potrà ritagliarsi un angolo per sedersi e ammirare gli alberi da frutto nel periodo della fioritura, le rose sbocciate e le altre bellezze che la vita all’aria aperta offre. Alberi ed arbusti sono importanti nella progettazione e realizzazione di un giardino. Come per tutte le piante quando si deve scegliere, per non sbagliare, bisogna tener conto della zona di appartenenza. Si eviterà così che l’albero incontri difficoltà nell’adattamento climatico.
I vivai Dichio sono attenti anche alle scuole e alle università, promuovendo molte visite guidate. Gli studenti conoscono e si appassionano al loro territorio attraverso la flora locale e le piante coltivate. I tecnici dell’azienda preparano con cura gli interventi con gli insegnanti, perché la giornata sia di supporto ai programmi scolastici.
La visita prevede un percorso guidato all’interno delle strutture aziendali, sia produttive (serre, celle di germinazione, sale di semina ecc.), sia ricettive (garden center, parco, uffici). Per informazioni si può telefonare allo 0835/745290.

mercoledì, maggio 17, 2006

Ci celebriamo facendo colazione con il vip

MILANO – Una nuova proposta e due menti creative lucane sono uscite allo scoperto. Fino ad arrivare negli studi di Radio Rai. Grazie al concorso Unirai, un progetto di sperimentazione radiofonica tra Radio2 e alcune Università italiane, Luca Mennuni, 27 anni, e Gianpaolo Palazzo, 31, hanno proposto un format radiofonico: “Colazione con il vip”. L’idea è piaciuta ed è stata adottata dal programma di Radio2 “Gli spostati”, condotto da Massimo Cervelli e Roberto Gentile. I due ragazzi lucani, che frequentano il secondo anno del master in giornalismo promosso da Mediaset e dall’università Iulm di Milano, hanno registrato tre puntate negli storici studi radiofonici di Via Asiago a Roma. Le puntate saranno trasmesse sulle frequenze di Radio2 nei mesi di settembre e ottobre all’interno di un programma condotto da Sergio Fermentino, autore e regista radiofonico.
«Sono molto contento – afferma Gianpaolo Palazzo – di essere stato adottato dagli “Spostati”. È una piccola conferma per un lavoro, quello dell’autore, silenzioso e spesso trascurato. Mi dispiace che ancora una volta i talenti lucani debbano affermarsi fuori dalla propria Regione».
«La nostra giornata – dice Luca Mennuni - è molto impegnativa. Con questo format ci siamo concessi qualche ora di svago, usando le competenze radiofoniche che abbiamo imparato durante il master. Ci fa piacere che un programma ideato da noi sia stato apprezzato da alcuni autori di Radio2. Adesso stiamo ideando un nuovo format dove gli ingredienti saranno ancora surrealismo e comicità».
“Colazione con il vip” è un format d’intrattenimento surreale e comico, che si ispira alla commedia all’italiana e a celebri personaggi della storia del cinema. Nella prima puntata il Marchese del Grillo, ovvero Alberto Sordi, tenta di bere un cappuccino in compagnia di Luca e Gianpaolo. Al momento di pagare, si dimostra un po’ con il braccino corto… Non va bene neanche al pugile Rocky Balboa, che prima si sfoga piangendo, perché non riesce a bere una birra e poi viene deriso dai due conduttori. Nell’ultima puntata della serie, un redivivo Brancaleone tenta di assoldare i due lucani per una nuova Crociata. Niente da fare neppure questa volta, ma le risate sono assicurate.

Si Vincono piatti tipici al torneo di biliardo della Società Operaia

BERNALDA – Maestri della stecca allenatevi e preparate la tavola. La Società Operaia ha inaugurato un torneo di biliardo dedicato al patrono San Bernardino da Siena. Il primo tiro è stato del socio Vincenzo Forcillo, 87 anni, che ha donato venti euro per i premi finali. In palio ci sono molti prodotti tipici. Tutti i partecipanti saranno ricompensati con una medaglia, ma il vincitore avrà un maialino. Al secondo classificato toccherà un prosciutto crudo, al terzo una lattina di olio extravergine e al quarto un provolone. Gli organizzatori vogliono distribuire altri generi alimentari, grazie all’aiuto dei soci-sponsor: Angelo Musillo per l’olio, Giuseppe Santandrea, Francesco Favale e Cosimo Damiano Russo per il vino, Emanuele Troiano per il latte, Franco Di Tursi per le pizze e Mimì Centonze per una cassa di birre e alcune confezioni di latte.
I trentadue giocatori si sfidano con una partita alla “Goriziana” 400 punti e “Italiana” ad ottanta. In caso di parità la bella viene scelta da chi vincerà l’acchito. I due avversari tirano la palla contro la sponda di fronte, cercando di avvicinarsi a quella corta del quadrato di battuta. Durante il tiro sul biliardo non devono esserci né birilli, né pallino. L’eliminazione diretta ha spinto gli sfidanti a giocarsi il passaggio del turno sempre con la bella.
Attorno ai due biliardi della Società Operaia ci sono molti soci e tifosi. Ognuno ha il suo preferito e l’entusiasmo aumenta ogni giorno. Posto strano il biliardo. Gli odori si fondono ai suoni. I tiri e gli schemi si mescolano con i trucchi più spregiudicati. Le palle scorrono via veloci e con esse le speranze degli sfidanti. Il tavolo verde non perdona gli errori.
Nelle prossime settimane il sodalizio bernaldese organizzerà una serata danzante e una gita in Sicilia. Almeno lì, per gli sconfitti, ci sarà la soddisfazione di gustare piatti saporiti.

Prato fiorito, piacere garantito

BERNALDA – Un giardino curato e bello non nasce dal nulla. È un insieme di elementi ben equilibrati: dalle siepi, macchie di alberi e arbusti, alle recinzioni e strade di accesso. Ogni cosa ha il suo posto e la giornata tecnica di oggi, presso i vivai Dichio, sarà dedicata ai cespugli fioriti.
Nelle due sessioni, mattina 10 - 13 e pomeriggio 15 - 18, i due agronomi, Antonio Sagaria ed Emanuele Frangine, spiegheranno le tipologie delle piante, sempreverdi e non, la potatura secca e verde, l’irrigazione e la concimazione e, infine, la difesa fitosanitaria. Le esercitazioni in programma riguarderanno la potatura verde, i consigli sui concimi da usare e il calendario delle fioriture. Grazie alla potatura il comportamento naturale delle piante viene modificato per dar loro il massimo rendimento. La potatura verde viene fatta durante il periodo primaverile - estivo, mentre quella secca durante il riposo vegetativo invernale.
Realizzare un cespuglio fiorito vuol dire mettere insieme le piante in modo esteticamente gradevole, in armonia con il luogo e con lo stile della casa. Gli appassionati di giardinaggio sanno che il clima, il paesaggio e, soprattutto, le tipologie vegetali locali cambiano spostandosi in Italia. I cespugli devono saper unirsi al panorama in maniera armoniosa. I consigli degli esperti aiuteranno gli appassionati, quindi, ad integrare il giardino con la casa, per evitare di seguire le mode del momento e i progetti standardizzati. Per informazioni si può telefonare allo 0835/745290.

giovedì, maggio 11, 2006

Con il nuovo autocompattatore risparmio sui rifiuti

BERNALDA – Un servizio più rapido ed efficiente, risparmio di risorse e soldi pubblici. L’autocompattatore a caricamento laterale, finanziato con un leasing dalla Monte dei Paschi di Siena, farà raggiungere nuovi obiettivi nella raccolta dei rifiuti. Il leasing sarà estinto in quattro anni con 48 rate mensili. Sono soddisfatti, davanti al nuovo mezzo esposto in piazza Plebiscito, il capo area dell’ufficio comunale ambiente-turismo Donato Viaggiano e il responsabile del servizio Giuseppe Barberino.
Da oggi basterà un operatore ecologico, rispetto ai tre utilizzati nel passato. L’autista, anche grazie a tre telecamere, potrà da solo svuotare più velocemente i cassonetti. L’autocompattatore ha un impianto di abbattimento polveri e un altro per l’ingrassaggio automatico temporizzato dell'attrezzatura. Sarà potenziata anche la raccolta differenziata. I vecchi autocompattatori, che hanno più di 16 anni sulle spalle, saranno ridipinti secondo i colori per il riciclo del vetro, della plastica e della carta.
L'Amministrazione sta sostituendo a Bernalda e Metaponto anche la maggior parte dei cassonetti da 1100 litri con oltre duecento nuovi da 1800, 2400 e 3200 litri. Si eviteranno così le antiestetiche file o lo spostamento non autorizzato dei contenitori per i rifiuti. Non ci saranno più neanche i cattivi odori. I nuovi cassonetti potranno essere puliti a turno, grazie al moderno impianto di sanificazione e deodorazione con l’uso di enzimi presente sull’autocompattatore. L’impegno del Comune per la qualità, l'ambiente e la sicurezza, continuerà in futuro con l’acquisto di nuovi mezzi secondo un piano di crescita e di miglioramento amico dell’ambiente.

La bandiera blu rimane fedele al mare lucano e sceglie Metaponto

BERNALDA – È stato un sogno per molto tempo. Invocato, inseguito dall’anno scorso con l’autocandidatura. Ora finalmente è realtà: la Bandiera Blu per il lido di Metaponto. Ieri a Roma nella sede della Fee (Foundation for Environmental Education) il sindaco Francesco Renna, Gregorio Giannini, assessore alle politiche ambientali e Massimo Margarita, assessore alle attività produttive hanno ritirato la bandiera. Il riconoscimento, l’unico consegnato alla Basilicata, è stato assegnato in collaborazione con Cobat e Coou, Consorzi Obbligatori per la raccolta delle batterie e degli oli esausti. Le “belle pagelle” sono state distribuite basandosi sui dati delle acque di balneazione, l'esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, un regolare smaltimento dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata e al riciclaggio. Altri criteri tenuti in considerazione sono stati: le iniziative ambientali, la cura dell'arredo urbano e delle spiagge, la possibilità di accesso al mare e il sostegno a programmi di educazione ambientale.
È molto contento, raggiunto al cellulare, il primo cittadino Francesco Renna: «Per il nostro Comune è una grande soddisfazione. Voglio lodare il lavoro dell’assessore Giannini, che ha seguito la proposta e gli uffici tecnici comunali che si sono occupati della documentazione». Molto più generoso con le parole è l’assessore Giannini, quasi al settimo cielo: «Tutti i punti di campionamento per 12 volte hanno raggiunto un dato più che soddisfacente, anche in prossimità delle foci del Bradano e del Basento. Ormai i due depuratori di Bernalda e Metaponto lavorano con regolarità».
Per ottenere la Bandiera Blu della Fee, il Comune ha presentato un pacchetto di misure per la promozione del turismo eco-compatibile. La tabella con i valori positivi arriverà tra qualche settimana, ma «fondamentale per la buona valutazione è stato il nuovo piano di protezione civile, approvato dall’amministrazione e la convenzione con la Società Nazionale di Salvamento, sezione di Matera». I bagnini hanno vigilato anche sulla sicurezza delle spiagge libere. Il Comune ha fornito loro le ricetrasmittenti e un kit di salvataggio.
«Conosciamo già i nuovi parametri da rispettare per l’anno prossimo. Dobbiamo iniziare da subito a puntare di più sulla certificazione ambientale, sull’aumento della raccolta differenziata e sul miglioramento della mobilità e degli accessi al lido». Ogni stabilimento balneare avrà un proprio punto informativo con i dati aggiornati sulla balneazione, distribuiti dal municipio. Gli operatori turistici metapontini potranno fregiarsi della Bandiera Blu e dovranno collaborare maggiormente con il Comune per la pulizia della spiaggia. «Ci incoraggia molto - conclude l’assessore - che siano già due le strutture private con la certificazione ambientale. Un’altra sta avviando le procedure. La nostra attività di sensibilizzazione dà i suoi frutti».

Quel mucchio selvaggio alla conquista dell'Italia

MILANO – Via Caetani 9 maggio 1978. Un giornalista e un cameraman stanno correndo. Sono inseguiti dalla polizia. Vedono un portone aperto. È il loro colpo di fortuna. Dentro subito. Anche il portiere li insegue. Salgono per le scale fino al terrazzo. Una spallata e la porta viene forzata. Da lì è un attimo: la telecamera è puntata su una Renault 4 rossa e sul corpo che c’è nel portabagagli. È il cadavere di Aldo Moro. Questo è solo uno dei tanti episodi raccolti nel libro edito da Mondadori “Il mucchio selvaggio”, la storia epica delle tv private in Italia. Il volume, scritto da due giornalisti di Mediaset Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini, è stato presentato all’Università Iulm dagli autori, accompagnati dal direttore del mensile “Max” Giuseppe Di Piazza e da Paolo Liguori, direttore di “Tgcom”.
Le immagini del cadavere di Moro girate da Franco Alfano, responsabile delle news di Gbr, una televisione privata romana, e del suo cameraman sono le uniche. Alfano quel giorno ha beffato non solo i poliziotti, ma anche il Tg1. A placare l’ira del mezzobusto Nuccio Fava ci pensa lo stesso Alfano che cede gratis le immagini alla Rai in cambio della citazione in tutte le edizioni dei tg. Così nel telegiornale più visto compare per la prima volta il nome di un’emittente locale, l’unica in possesso delle immagini: Gbr.
Molti italiani si sono informati e anche divertiti grazie alle televisioni locali. Il 28 luglio del 1976 la Corte Costituzionale sancì l’illegalità del monopolio della televisione di Stato. Da quel giorno la Rai fu insidiata dal mucchio selvaggio delle emittenti private e locali. Alla metà degli anni Settanta un folto gruppo di disinvolti imprenditori capisce che la tv è il futuro. Nascono i primi personaggi che bucano il video. Come non citare Guido Angeli e il suo «Provare per credere», Wanna Marchi, Concetta mobili, l’Aiazzone del Sud, Peppo Sacchi ed Enzo Tortora assediati dalla polizia negli studi di Telebiella.
Tra le pagine del libro scorrono altri nomi: quelli della signora Alma Manuela Tirone, che vendeva tisane e guaine contenitive, di Gaetano Gennai che conduce su Telelibera a Firenze una trasmissione dedicata ai tradimenti, il “Notiziario dei becchi”. Poi c’è una lunga serie di programmi culto: il “Pomofiore” di Boldi e Teocoli, “Qui studio a voi stadio” in onda su Telelombardia, “Cuore di calcio” di Simona Ventura e Monica Leofreddi, “Goal di Notte” di Michele Plastino. Da Telemanila viene fuori Piero Chiambretti e a Telealtomilanese passano Enza Sampò, Maurizio Seymandi, Iva Zanicchi e Diego Abatantuono.
Insomma si vede e succede un po’ di tutto: politica, sesso, sport e, purtroppo, anche la morte. Quella in diretta, storia di oggi, dell’allenatore Scoglio. È un autentico mucchio selvaggio dal quale, però, sono usciti fuori tanti giornalisti, autori, uomini e donne di spettacolo. Tutti si sono dati da fare per inventare qualcosa che pochi anni prima pochi avevano osato pensare: un canale alternativo alla Rai.

Le tv private in Basilicata

Nel libro “Il mucchio selvaggio” ci sono due paragrafi che riguardano la Basilicata. Nel capitolo dedicato alla notte dei maghi spicca il mago Nicola, alias Nicola Quarta da Metaponto scoperto, raccontano Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini da Francesco Monteleone, ideatore della “Tribù crudele”, un programma calcistico di Telebari. Il presentatore ricorda che fu incuriosito da uno spot su Telebari. Il mago passeggiava sul lungomare barese con un mantello e la spada di plastica. Fu amore a prima vista.
Nicola Quarta ha i «capelli lunghi tirati indietro a botte di brillantina e baffetti curati». Negli anni Sessanta a Milano, come scrivono i due giornalisti, faceva il tassista abusivo, accompagnando in Svizzera chi voleva espatriare. Poi ha venduto anche i panini ed è ancora un cecchino imbattibile al luna park.
Il “talent scout” Monteleone voleva distruggere il mago Nicola in diretta durante “Tribù crudele”, dove era ospite fisso. Nel 1995 il campionato di calcio stava finendo. Il Bari aveva come bomber Sandro Tovalieri, detto il “Cobra”. In quel campionato collezionò 31 presenze e 17 reti. Igor Protti voleva andar via. All’inizio del nuovo campionato Monteleone, viste le premesse, fece annunciare al mago Nicola che il nuovo capocannoniere della A sarebbe stato proprio Protti. Prima giornata 27 agosto del 1995 Bari-Napoli. Dopo tre minuti Protti segna il primo gol della serie A. La profezia viene ripetuta per tutto il campionato. Protti divenne capocannoniere. Realizzò il quel campionato 24 gol, superando Batistuta ed eguagliando Signori. Da allora le presenze da Biscardi e da Vespa non sono mancate, come pure alcune disavventure giudiziarie, che non hanno intaccato il fascino del mago Nicola.
Altro episodio citato nel libro è quello della sede di Teleradio Matera «che traboccava di cassette porno», nascoste dai rappresentanti di passaggio sotto confezioni di «scamorze e burrate». Secondo Dotto e Piccinini ogni sera la tv privata trasmetteva programmi a luci rosse. La domenica mattina poi c’era la purificazione: l’arcivescovo di Matera teneva una lunga predica in diretta. L’incidente, però, era dietro l’angolo. Durante una diretta la procace showgirl Cinzia Clemente «si lancia in un balletto molto lascivo e un anziano spettatore in studio muore fulminato da un blocco cardiaco».
Il patron di Trm Radiotelevisione del Mezzogiorno Angelo Tosto smentisce tutta la versione data dai due giornalisti. Al suo racconto si aggiungono le testimonianze del giornalista sportivo Adolfo Sarra e del cameraman storico dell’emittente materana Michele Buono. Proprio lui ricorda con nostalgia i tempi in cui Trm poteva acquistare i film e produceva format, poi rivisti su Rai e Mediaset. Era poi sempre Michele a portare personalmente i film a Telenorba.
Tosto ci tiene a ricordare che quest’anno, il 21 novembre, saranno festeggiati i 30 anni dell’emittente materana: «una tv pensata sin dall’inizio per offrire contenuti». Il responsabile della tv ricorda con piacere “Vicini, vicini” un format in onda dalle 12.30 alle 16.30. Trm trasmetteva dalle abitazioni dei telespettatori anche il tg. La domenica o nei giorni festivi si andava in onda dagli ospedali, dal carcere, dalla caserma dei vigili del fuoco ecc. «Una volta per evitare l’imbarazzo di una famiglia che abitava in una casa troppo piccola, c’inventammo la puntata del tg trasmessa dall’atrio del portone. La gente che rientrava per pranzo era incuriosita da quell’esperimento».
L’unico programma un po’ piccante fu “Scoprifuoco”, un quiz in diretta con due concorrenti. La gente poteva telefonare da casa se in studio non sapevano le risposte. Con le risposte esatte c’erano tre opzioni: riscuotere il premio, far spogliare la ragazza in studio o farla rivestire. «In 30 anni non ho mai chiuso in pareggio il bilancio. Nonostante ciò, non ho mai ceduto alle televendite o ai maghi. La televisione è un mezzo a servizio dei cittadini».

Lo zio d'America prende casa

BERNALDA – I film possono aspettare. Francis Ford Coppola ha altri progetti: prender casa a Bernalda e costruirci un piccolo hotel. Una notizia già risaputa in Basilicata, ma il settimanale “Panorama” oggi in edicola rilancia la notizia. La casa prescelta è il “sontuoso Palazzo Margherita” su corso Umberto I. “I lavori di restauro, ha anticipato ieri il sito di gossip dagospia.it, inizieranno tra qualche settimana, «nel rispetto assoluto della naturalezza del territorio e della tradizione»”, come ha dichiarato lo stesso Coppola. Lo zio d’America più famoso sta frequentando sempre più spesso il paese da quando gli è stata concessa la cittadinanza italiana.
“Megalopolis”, il film ambientato a New York e con il futuro dell'uomo come tema portante, è stato per il momento messo da parte. Sono oltre vent’anni che il regista della saga del “Padrino” e di “Apocalypse Now” ha investito diversamente i suoi soldi. Si va dal cinema, alla casa di produzione “Zoetrope”, dai ristoranti, ai vini o alle salse per la pasta. Ora dopo i problemi economici Coppola ha deciso d’impegnarsi nel suo paese d’origine.
L’hotel avrà solo dodici stanze, per un nuovo tipo di turismo “invisibile”, come lo ha chiamato più volte il regista, che non lasci segni sul territorio, che non lo cambi. Il rinnovato spirito imprenditoriale di Coppola ha ispirato la nascita di un centro sperimentale di arti visive e musicali a Metaponto. Il progetto è stato pensato per non far più partire i giovani bernaldesi, costretti ad emigrare per cercare lavoro.

Vita precaria, esistenza dimezzata

BERNALDA – L’era dei precari non passerà tanto presto. Il nodo del lavoro così, diventa sempre più irrisolto. Sembra la solita litania, ma stavolta è il “Time”, edizione europea, a descrivere l’Italia come un paese senza futuro. Nella storia di copertina firmata da Jeff Israely non ci sono scoop. Emerge un quadro impressionante, anche se non si scopre nulla di nuovo. Si sa che il nostro Paese ha un tasso di natalità tra i più bassi del mondo, che i giovani sono esclusi dal potere e che così non si può cambiare.
Leggendo il lungo articolo si intrecciano storie tormentate, storie vere, storie necessariamente “picaresche” sull’arte di resistere e arrangiarsi. Fino a quando spunta la testimonianza lucida e disincantata di Mariangela Potenza, una bernaldese laureatasi con una tesi in tecnologia per la conservazione e il restauro dei beni culturali. Poi, ha deciso di proseguire gli studi in Scienze per i beni culturali all’università di Firenze.
Per mantenersi ha lavorato in un call center e adesso in un pub. Mariangela sa che è difficile conciliare sogni e realtà, ma proprio nel pub ha conosciuto l’assistente del fotografo Guglielmo De’ Micheli. È stato lui a realizzare il servizio sui giovani trentenni, pubblicato dal “Time”. Da venticinquenne la Potenza rievoca il suo interesse adolescenziale per la politica: «poi per delusione mi sono allontanata. Certo il tg lo guardo, ma la politica non è l’interesse principale della mia vita».
Ricorda con dispiacere la chiusura degli stabilimenti chimici di Pisticci Scalo, dove lavorava anche suo padre, e le difficoltà che i giovani, nonostante le parole dei politici, incontrano in Basilicata. Un sogno c’è: «Coordinare progetti di diagnostica per i beni culturali o aprire una piccola azienda in Basilicata che faccia indagini scientifiche. Servirebbe uno specialista nella nostra regione, ma non ci sono le risorse, né molte aziende che investono. Non escludo, dopo gli studi, di andare all’estero». E se ci fosse in serbo solo un futuro da precaria? Mariangela risponde con spirito: «Intanto so fare la cameriera». Il sorriso, anche se amaro, rimane sempre.

Lo spirito scout conquista Bernalda

BERNALDA – È stata un’esperienza forte, di sintesi per il cammino scout percorso. La Ross (Route d’Orientamento alle Scelte di Servizio) organizzata a Bernalda dal 21 al 25 aprile, ha permesso a molti ragazzi di scegliere l’Agesci come uno dei luoghi possibili per il servizio. Ai pugliesi e ai romani giunti in Basilicata, non è mancata l’accoglienza festosa nella sede scout del “Bernalda 1”: «Dopo i canti popolari – racconta il capo scout Emanuele Frangione - è iniziata una cena faraonica a base di pecora “alla pastorale”, vino locale, formaggi, porchetta, olive e tante altre gustose prelibatezze».
Gli spostamenti nelle campagne bernaldesi, ad esempio presso Casone Avinella, attraversando la Masseria Giamperduto, sono serviti per rafforzare i legami tra i ragazzi. Di sera alcuni testimoni hanno raccontato la loro vocazione al servizio: in un’associazione di alcolisti, nella politica, attraversando l'Europa in bici, o aiutando i disabili.
Gli allievi hanno poi affrontato l'hike, un’uscita dai rumori della vita quotidiana. È stata una bella esperienza per conoscere più a fondo la natura lucana. Si sono rivelati ottimi anche i rapporti con gli abitanti della frazione di Spineto, che ben volentieri hanno ospitato gli scout in cambio di qualche lavoretto domestico.
I raduni sono continuati in contrada Pizzica e a Metaponto presso l'istituto delle suore Riparatrici del Sacro Cuore, dove c'è stata l'accoglienza da parte dei capi campo Catia Arcieri (PZ 1) e Lino Robbe (Lavello 1). Dopo la visita al parco archeologico e alle cosiddette “Tavole Palatine”, gli scout si sono scambiati il buon ritorno a casa e la buona strada. La Ross bernaldese è riuscita a muovere più dentro, a lasciare nell'animo dei partecipanti qualcosa di comunque prezioso per la loro crescita. In tempi di magra, è sempre un buon segnale.

Benvenuti nell'albergo diffuso!

BERNALDA - L'agriturismo sarà bello e anche il bed and breakfast. Ma a chi non piace stare in casa d’altri, che cosa si offre? La terza via del turismo sostenibile è l'albergo diffuso. Il seminario “L’albergo diffuso per il turismo sostenibile”, organizzato dall’ufficio ambiente del Comune, farà capire le ragioni del successo di una formula in cui l'Italia è antesignana. Stasera alle 18 nel castello, dopo i saluti del sindaco Francesco Renna e dell’assessore all’ambiente Gregorio Giannini, si avvicenderanno quattro relatori.
Il professor Stefano Panunzi, che insegna progettazione architettonica e urbana presso la facoltà d’ingegneria di Termoli, affronterà il tema della promozione dell’identità urbana e architettonica del borgo, attraverso forme innovative d’informazione e comunicazione. Daniele Elow Kihlgren, amministratore unico della Sextantio, racconterà la sua esperienza con l’albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio (Aq). Il direttore del Cosvel Salvatore Lobreglio illustrerà il progetto “Terre del silenzio”, mentre gli architetti Tonio Acito e Arcangelo D’Alessandro spiegheranno il progetto “Chora di Metaponto”. Le conclusioni del seminario saranno degli assessori regionali Giovanni Rondinone (ambiente) e di Donato Salvatore (turismo).
Con l’albergo diffuso si hanno tutte le comodità dell'hotel, ma le stanze sono in edifici già esistenti e risistemati. In Italia il fenomeno è cominciato negli anni '80 in Friuli, come riporta una ricerca di Giancarlo Dall'Ara, commissionata dal Patto territoriale del Matese, per recuperare paesi distrutti e abbandonati dopo il terremoto. Poi c’è stato San Leo, un paese nelle Marche. L'amministrazione comunale voleva sfruttare la bellezza del borgo medievale. I turisti erano già numerosi, ma nessuno si pernottava lì. Fu così che nacque l’idea di offrire l'esperienza della vita di paese.
Da allora molte regioni hanno sposato l’idea dell’albergo diffuso, sottoscrivendo idealmente le parole del poeta Leonardo Zanier di Maranzanis (Ud): «Entrando nelle nostre case entrate nella nostra storia, cultura, arte. Non solo nella pace della natura, godetevi le une e le altre e siate i benvenuti».

Il prato al centro delle giornate tecniche nei Vivai Dichio

METAPONTO – Si dice che l’erba del vicino è sempre più verde. Da oggi presso i vivai Dichio sarà possibile ridimensionare questa massima. È proprio il prato, l’argomento della prima giornata tecnica organizzata dall’azienda, che offrirà l’esperienza dei suoi due agronomi Antonio Sagaria ed Emanuele Frangione. La seconda edizione delle giornate tecniche proseguirà il 13 maggio con i cespugli fioriti, il 27 maggio con gli alberi in giardino e il 24 giugno con le palme. Una fiera espositiva, tra il 22 e il 23 luglio, chiuderà gli incontri per il 2006 e sarà dedicata al giardino roccioso e alle piante grasse. Novità assoluta per la seconda edizione, sarà l’esercitazione libera su argomenti richiesti al momento, anche differenti dal tema del giorno. Chi vorrà partecipare dovrà andare presso i vivai Dichio, strada statale 175 Matera-Metaponto, a 2 km dallo svincolo della 106 “Jonica”. Per informazioni si può telefonare allo 0835/745290.
L’incontro di oggi avrà due sessioni 10-13 e 15–18. Si parlerà della scelta del prato, passando poi alla preparazione del terreno, alla semina, all’irrigazione, alla concimazione e alla difesa fitosanitaria. Sono previste esercitazioni su semina, sfalcio e concimazione.
Il prato è una comunità di specie vegetali erbacee e perenni, di graminacee e leguminose. Esistono molti tipi di tappeti erbosi, lasciando da parte i prati agrari, che si differenziano per il loro utilizzo: prati ornamentali e prati tecnici per uso sportivo.
Per avere un tappeto erboso molto bello con una copertura vegetale omogenea e di colore verde intenso, occorre innanzi tutto un’analisi del terreno. L'esame di un esperto può indicare la soluzione più adatta. Anche il diserbo e la disinfestazione uniti alla pulizia delle aree danno ottimi risultati. Si deve passare poi al livellamento, spianando i dossi e portando il suolo alla quota utile. La prima lavorazione del terreno è utile successivamente a rimuovere il suolo. Solo dopo si arriva alla semina e alla concimazione.
Il periodo ottimale per la semina è in marzo-aprile e settembre-ottobre, quando le temperature sono comprese tra i 13 e 25 gradi. La semina può essere fatta meccanicamente con una seminatrice, che provvede, contemporaneamente, a seminare, rastrellare e rullare o a mano. Si può pure scegliere la posa di zolle di prato già pronte: in rotoli o "mattonelle". Il loro periodo di posa è più ampio rispetto alla semina tradizionale. Si devono escludere, però, i periodi in cui i terreni sono gelati ed i mesi estivi più caldi. Non meno importanti sono, infine, l’irrigazione e le lavorazioni secondarie, che servono per incorporare il concime e raffinare il terreno.
Il prato, quindi è importante perché come consigliano i veneti: «Chi desfa bosco e desfa prà, se fa dano e no lo sa», ovvero chi disfa il bosco e il prato, si danneggia senza saperlo.

La Ross approda a Bernalda

BERNALDA – L’impegno è di fare del verbo servire il motto per la vita. La Ross (Route d’Orientamento alle Scelte di Servizio) degli Scout in Basilicata si terrà da oggi fino al 25 aprile a Bernalda. La Route, che inizierà questo pomeriggio alle 16, dopo Bernalda, si terrà nei prossimi giorni a Casone Avinella, Spineto, Contrada Pezziche, Metaponto borgo e lido. «Questo è un appuntamento importante per tutto il gruppo – dice il capo unità Emanuele Frangione - perché ospiteremo oltre a Rover Scolte regionali anche altri amici pugliesi e umbri. Faremo conoscere il nostro paese, il territorio, la nostra storia e la grande ospitalità».
La Route è il modo caratteristico di vivere il roverismo-scoltismo. I 15 giovani in cammino faranno un pernottamento in posti diversi, avranno un'alimentazione sana e uno zaino essenziale e leggero. Il percorso scelto ha come tema di fondo quello del servizio, che legherà i momenti dei vari giorni. Attraverso l'esperienza della Route, i Rover e le Scolte assaporeranno lo spirito della scoperta degli altri e delle cose, il gusto dell'avventura e del contatto con la natura. I ragazzi vivranno le loro giornate con ritmi nuovi in semplicità ed essenzialità, tentando insieme di superare i propri limiti. Proprio la voglia di stare insieme e condividere l’esperienza con altri sarà il punto di forza della Route. I capi campo sono don Vito Giannini (assistente ecclesiastico regionale), Lino Robbe (Lavello1) e Catia Arcieri (PZ1). Nello staff ci saranno anche Nicoletta Croce (Ferrandina1) e Salvatore Tedesca (PZ1), mentre la logistica è stata affidata ai capi scout Bernardo Gioia, Emanuele Frangione e a tutto il gruppo Bernalda 1.

Facciamo colazione con il vip

MILANO – Una nuova proposta e due menti creative lucane sono uscite allo scoperto. Fino ad arrivare negli studi di Radio Rai. Grazie al concorso Unirai, un progetto di sperimentazione radiofonica tra Radio2 e alcune Università italiane, Luca Mennuni, 27 anni, e Gianpaolo Palazzo, 31, hanno proposto un format radiofonico: “Colazione con il vip”. L’idea è piaciuta ed è stata adottata dal programma di Radio2 “Gli spostati”, condotto da Massimo Cervelli e Roberto Gentile. I due ragazzi lucani, che frequentano il secondo anno del master in giornalismo promosso da Mediaset e dall’università Iulm di Milano, hanno registrato tre puntate negli storici studi radiofonici di Via Asiago a Roma. Le puntate saranno trasmesse sulle frequenze di Radio2 nei mesi di settembre e ottobre all’interno di un programma condotto da Sergio Fermentino, autore e regista radiofonico.
«Sono molto contento – afferma Gianpaolo Palazzo – di essere stato adottato dagli “Spostati”. È una piccola conferma per un lavoro, quello dell’autore, silenzioso e spesso trascurato. Mi dispiace che ancora una volta i talenti lucani debbano affermarsi fuori dalla propria Regione».
«La nostra giornata – dice Luca Mennuni - è molto impegnativa. Con questo format ci siamo concessi qualche ora di svago, usando le competenze radiofoniche che abbiamo imparato durante il master. Ci fa piacere che un programma ideato da noi sia stato apprezzato da alcuni autori di Radio2. Adesso stiamo ideando un nuovo format dove gli ingredienti saranno ancora surrealismo e comicità».
“Colazione con il vip” è un format d’intrattenimento surreale e comico, che si ispira alla commedia all’italiana e a celebri personaggi della storia del cinema. Nella prima puntata il Marchese del Grillo, ovvero Alberto Sordi, tenta di bere un cappuccino in compagnia di Luca e Gianpaolo. Al momento di pagare, si dimostra un po’ con il braccino corto… Non va bene neanche al pugile Rocky Balboa, che prima si sfoga piangendo, perché non riesce a bere una birra e poi viene deriso dai due conduttori. Nell’ultima puntata della serie, un redivivo Brancaleone tenta di assoldare i due lucani per una nuova Crociata. Niente da fare neppure questa volta, ma le risate sono assicurate.