venerdì, maggio 29, 2009

Il Pdl contesta il ripascimento a Metaponto

BERNALDA - Il ripascimento della spiaggia metapontina voleva essere un vero e naturale intervento di ripristino dei luoghi, oppure un affare per i fornitori di materiale? Se lo chiede il “Popolo della libertà” di Bernalda e Metaponto, che chiede chiarimenti agli organi di controllo e ai laboratori di analisi. Le domande sono tante: come si può far partire i lavori ed autorizzare uno stravolgimento dei luoghi? Perchè mai, la sabbia viene fornita da cave che hanno caratteristiche così dissimili in granulometria e colorazione?

«In questi giorni - dice Franco Prisco, candidato sindaco del “Patto per la svolta”, - la spiaggia degli dei, la sabbia dorata di Metaponto, o quel che resta, stava per essere stravolta. Un ripascimento piratesco e senza scrupoli, stava per trasformare le caratteristiche naturali del litorale metapontino. Se non ci fosse stata una protesta degli operatori turistici e di tutti i metapontini, 70mila metri cubi di grezza sabbia di cave mista a pietrisco avrebbero invaso la spiaggia, con uno stravolgimento dei luoghi molto più invasivo di una mareggiata».

La Regione Basilicata lo scorso 24 aprile ha approvato il progetto per il recupero e la stabilizzazione, mediante ripascimento con sabbia, di un tratto di costa metapontina danneggiato dalle mareggiate dell’inverno scorso. Si potranno recuperare circa 10 - 15 metri di spiaggia, in prossimità degli stabilimenti balneari.

La soluzione, per il Pdl, era “a portata di vista”: «Nei lavori del porto degli Argonauti, - continua Prisco, che mercoledì ha partecipato al sit in di protesta contro la “nuova” rena - si sta rimuovendo sabbia in quantità industriale, la stessa del litorale. Perchè non si è intervenuti immediatamente per fornire quel materiale che per di più è patrimonio di tutti? Solo la protesta vibrante ha orientato l’intervento su tale scelta! C’è sempre da protestare in Basilicata per i diritti più naturali!».

L'educazione stradale conquista i piccoli bernaldesi

BERNALDA - I bambini hanno ancora un concetto “magico” della realtà e spesso sono portati a credere che le auto si fermino, perché loro stanno attraversando. Per spiegare ai piccoli come ci si deve comportare in strada, evidenziando i possibili pericoli, lo scorso 11 maggio le sezioni 1a B di Matine Angeliche e 3a B di via Anacreonte della Scuola dell’Infanzia di Bernalda hanno visitato la nuova sede della Polizia Stradale materana. Le docenti e i loro alunni sono stati accolti dal sostituto commissario dell’ufficio minori, Maria Novellino.

I contatti tra la Questura, la Polizia Stradale, presente a Matera sin dal 1947, e la scuola sono stati curati da Antonia Venezia e dal vice sovrintendente Martino Melileo. Il progetto educativo è stato inserito nel Piano dell’Offerta Formativa (POF) 2008 - 2009, con il nome “Stradafacendo”, dalle docenti Rosa Anna Crucinio, Antonietta Corvino, Lucia Santamaria, Monica Roveto, assistite dalla collega referente, Emanuela Materi.

Al termine del lavoro didattico, molto apprezzato dal dirigente Maria Saveria Veltri, la sezione di Polizia Stradale ha messo a disposizione l’intera caserma. I bambini hanno avuto la possibilità di vedere nella sala proiezioni dei cartoni animati, che riproponevano i temi trattati nel percorso didattico, tra cui quello sulle regole da rispettare in strada.

La giornata di educazione stradale si è chiusa con la recita della poesia di Gianni Rodari “Il vigile urbano”, applaudita anche da numerosi genitori. Tra molti e divertentissimi giochi, la vera sorpresa è venuta dagli agenti di Polizia Stradale, che si sono presentati in sella alle loro moto a sirene spiegate. I bimbi, dopo lo stupore iniziale, hanno avuto il piacere di partecipare a numerosi caroselli a bordo delle moto, indossando, ovviamente, il casco. Per l'occasione la “Casam” ha curato il servizio di trasporto da Bernalda a Matera e viceversa.

Le docenti, visto l'ottimo risultato, intendono riproporre lo stesso progetto anche per gli anni successivi, certe che contribuiranno alla crescita di una cultura della sicurezza a partire dai più giovani.

Bernalda e L'Aquila unite dalla solidarietà

L’AQUILA - Il terremoto in Abruzzo non ha vinto. Ha distrutto le case, i monumenti, ha lasciato dietro di sé morti e feriti, ma non ha domato l’orgoglio degli abruzzesi e degli italiani. La solidarietà ha subito mostrato il suo volto, fatto di rinunce, sacrifici, gioie e dolori. Ieri, nel giorno in cui la Chiesta festeggia San Bernardino, Bernalda ha voluto onorare il suo patrono e il gemellaggio con L’Aquila donando a fra Jose Rodriguez Carballo, ministro generale dell’ordine Francescano, circa ventimila euro. A rappresentare tutta la comunità bernaldese c’erano: il sindaco, Francesco Renna, Romualdo Giannini e Michele Vittorino in rappresentanza dei volontari, che hanno raccolto nelle scorse settimane le offerte, il dipendente comunale Dino Briglia, don Gabriele Chiruzzi, Nicola Dommarco del comitato festa patronale San Bernardino e l’ambasciatore di L’Aquila a Bernalda, Tonino Faliero.

Dopo la messa celebrata in una tensostruttura, fra Jose Rodriguez Carballo ha lodato pubblicamente la generosità dei bernaldesi, un altruismo che è andato al di là degli euro raccolti. Don Gabriele Chiruzzi ha ricordato che i soldi sono stati depositati sul conto corrente dell’associazione di volontariato “Fraterna Tau onlus”. «I frati useranno quei soldi nel modo che più riterranno opportuno, specialmente ora che soccorrono numerosi terremotati». Don Gabriele ha voluto pure porre l’accento sull’importanza di festeggiare San Bernardino nella città in cui scelse di morire. «Oggi (ieri ndr) siamo qui - conclude don Gabriele - per dare un contributo concreto a tutti gli aquilani».

Anche il primo cittadino, Francesco Renna sottolinea il valore della testimonianza: «Oggi non parteciperò alla processione bernaldese in onore del santo patrono. Ho voluto lasciare la mia comunità per essere qui a testimoniare la nostra vicinanza agli aquilani. È un atto dovuto nei loro confronti». Nel pomeriggio la piccola delegazione lucana ha visitato una tendopoli in cui lavorano alcuni volontari bernaldesi.

Prima di ripartire per la Basilicata, Nicola Dommarco confessa al Quotidiano che: «data la situazione per ora abbiamo rinunciato a chiedere ufficialmente che il corpo e il trigramma del santo senese ritornino a Bernalda. Sono rimasto molto colpito dall’accoglienza che abbiamo avuto, anche da parte di Sergio Braccani, ambasciatore di Bernalda a L’Aquila e per il ringraziamento davvero sentito del ministro generale dell’ordine Francescano. Penso che sia un evento importante per il paese e per i nostri concittadini».

Ici 2009

BERNALDA – Il Comune di Bernalda può ritenersi fortunato. In base ai calcoli realizzati per il settimanale mondadoriano “Economy” da Legautonomie, su dati forniti dal Ministero degli Interni, dal Ministero dell’Economia e sui bilanci previsionali dei Comuni per il 2008, l'incidenza in percentuale dell'Ici (Imposta Comunale sugli Immobili) per l'abitazione principale sul totale delle entrate tributarie bernaldesi è dell'8,8%. Sembra quasi nulla in confronto ai casi di Barletta (54,9%), Olbia (50,1%), Foggia (49,1%), Ercolano (43,8%) e Vigevano (38,4%).

Nell'articolo di “Economy” pubblicato sul blog del settimanale, Gianluca Ferraris ricorda che entro il 31 maggio il Governo dovrà restituire ai Comuni i 3,3 miliardi di mancato gettito dopo l’abolizione dell’imposta sulla prima casa, ma mancherebbero 246 milioni di euro. «Se i soldi dovessero ritardare ancora o non arrivare per nulla, - scrive Ferraris - la questione metterebbe in seria difficoltà gli enti locali, da cui passa oltre il 70% della spesa pubblica per infrastrutture e servizi». Secondo Fabrizio Pezzani, ordinario di programmazione e controllo nelle pubbliche amministrazioni all'Università Bocconi di Milano «si rischia di mettere un freno allo sviluppo del territorio, perché se una città ha avuto un'espansione urbana, perde un introito importante ricevuto direttamente e utilizzato a stretto giro per realizzare le infrastrutture necessarie ai nuovi insediamenti».

A Bernalda, per Legautonomie, ci sono stati accertamenti dell'Ici sull'abitazione principale per 341.396 euro. La riscossione in conto competenza, cioè quella fase in cui si incassa quanto accertato nell’esercizio finanziario è stata di 311.079 euro, mentre la riscossione in conto residui, fase in cui si incassa quanto accertato in esercizi finanziari diversi da quello di riferimento, è stata di 162.544. Continuando a leggere i dati si viene a sapere che gli accertamenti sul totale delle entrate tributarie ammontano a 3.857.718 euro. Le riscossioni in conto competenza sono state 2.498.769euro, quelle in conto residui 1.979.524.

Quest'anno rimane l'esenzione per l'abitazione principale, ma ne sono escluse le unità immobiliari di categoria catastale A1, A8 e A9, vale a dire edifici di pregio, ville e castelli. Per questi ultimi, per le unità immobiliari diverse dall’abitazione principale e i terreni agricoli l’aliquota Ici da applicare è il 7 per mille. Per le abitazioni principali di categoria A1, A8 e A9 continua ad applicarsi la detrazione d’imposta: 120 euro.
I termini per il versamento sono il 16 giugno 2009 in caso di prima o unica rata e il 16 dicembre 2009 in caso di saldo. Il pagamento può essere fatto in due modi: usando il modello F24 o versando l'importo dovuto sul conto corrente postale n. 88701156 intestato a: “Equitalia Basilicata s.p.a.

lunedì, maggio 11, 2009

I cittadini attivi contestano l'informazione pubblica lucana

BERNALDA – I “Cittadini attivi” partono all'attacco della pubblica informazione lucana, rea di censurare le notizie che li riguardano. “Il Quotidiano”, senza voler seguire a tutti i costi la locuzione latina “Cicero pro domo sua”, (Cicerone in difesa della sua casa), può dimostrare, con gli articoli e le foto pubblicate, che tutte le azioni portate avanti dal comitato bernaldese sono state puntualmente seguite e raccontate. Sgomberato il campo da qualsiasi dubbio verso il nostro giornale, rimane l'esposto denuncia indirizzato alla Procura della Repubblica di Matera, all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, alla Commissione di vigilanza sulla Rai, alla Direzione Nazionale Antimafia, alla Corte Europea per i diritti dell’uomo e, per conoscenza, al Presidente della Repubblica e agli organi d'informazione.

«Anche nella occasione del Sit-in di protesta a Piazza del Popolo in Bernalda (MT), - si legge nel documento - autorizzato, ma finito con l’essere prima accerchiato e di fatto imprigionato in un cantiere sopraggiunto, e dopo dieci giorni addirittura spiantato nottetempo, l’informazione pubblica non ha prodotto la necessaria documentazione perché gli eventi fossero comunicati nella loro effettiva entità ed identità, e giudicati nella loro autentica verità».

Lo stesso comitato, a onor del vero, l'otto maggio scorso aveva ringraziato «sinceramente tutte le associazioni, i movimenti, i giornalisti e i cittadini che nell'esprimerci solidarietà hanno dimostrato la loro grande vocazione di uomini liberi, fedeli custodi dei principi della nostra Costituzione». Qualcuno, quindi, non sarà costretto a subire le “Forche Caudine”!

La critica ora si basa sull’ipotesi che in Basilicata ci sia un potere forte, capace di controllare tutta l'informazione pubblica. Contro questa supposizione il Comitato esprime “timore e tremore”, «avendo vissuto come angoscia l'indifferenza generale a fronte di torti subiti e di leggi costituzionali violate a danno della libertà e del diritto di esprimersi come cittadini protesi soltanto alla legalità e al benessere di tutti».

La colpa ricadrebbe, dunque, sul servizio pubblico dell’informazione lucana. Se si fosse occupato della contestata ristrutturazione di Piazza del Popolo avrebbe contribuito a far scattare il: «giusto supporto istituzionale e la necessaria solidarietà sociale per affermare i sacrosanti diritti alla libertà di pensiero e alla partecipazione dei cittadini agli eventi amministrativi di pubblico interesse».

domenica, maggio 10, 2009

La lista "Patto per la svolta" presenta i suoi candidati sul Web

BERNALDA – Sono 19 e credono molto nel potere di Internet. La lista “Patto per la svolta”, capeggiata da Franco Prisco, nasce dall’aggregazione elettorale formata da: “Pdl”, “Circolo politico Pitagora”, “Udc”, “Adc”, “Sviluppo Pulito - Agire Europeo”, “Una voce per Bernalda”, “Movimento per l’Italia” e i “Socialisti riformisti”. I diciannove candidati, che hanno una loro pagina nel blog “priscosindaco.blogspot.com”, sono: Carbone Francesco, Carrieri Otello, Clemente Sandro Domenico, Colonna Gianluca, D’Ascanio Raffaele, Dimonte Donato, Faliero Leonardantonio, Grieco Angela Maria, Grippo Vincenzo, Mastromarino Nicola, Minervini Pietro, Moliterno Ferdinando, Panetta Michele, Pizzolla Cosimo Damiano, Roselli Nicola, Salerno Leonardo, Sisto Rocca, Stigliano Grazia Maria e Viggiano Pietro.

Nel programma riportato interamente sul blog del candidato sindaco, cioè una sorta di diario personale pubblicato su Internet e frequentemente aggiornato, si possono leggere quelle che sono state chiamate le cinque “linee-guida essenziali” o “grandi aree strategiche d'intervento”. «Su questi 5 assi fondamentali si articolano e raccordano tutti gli obiettivi sia generali che specifici da raggiungere, nonché le misure di attuazione da adottare per la realizzazione degli obiettivi».

Si parte, dunque, dalla comunicazione, la trasparenza e la partecipazione democratica, per passare al recupero, alla riqualificazione polifunzionale ed eco-compatibile degli spazi urbani e costieri di Bernalda e Metaponto, comprese le aree rurali, all'innovazione e allo sviluppo delle potenzialità tecnologiche ed informatiche. Non vengono tralasciati neanche l'offerta di servizi di base efficienti ed economicamente accessibili a tutti e il sostegno all’imprenditorialità e i patti per l’occupazione, in particolare di giovani, donne e non occupati. Il motto che contraddistingue la lista è: “Fai un passo avanti, vota la svolta”.

Sfruttando le potenzialità offerte dal Web, un internauta fa gli auguri a Franco Prisco, mentre un altro non perde tempo e gli chiede quale sia la sua posizione riguardo la contestata riqualificazione di Piazza del Popolo. La risposta non è ancora arrivata, ma possiamo essere certi che le domande ficcanti dei bernaldesi, per tutti i candidati, non mancheranno.

sabato, maggio 09, 2009

I cittadini attivi scrivono alle istituzioni

BERNALDA – I “Cittadini attivi” di Bernalda e Metaponto non vogliono passare solo per contestatori, chiusi nella loro “fortezza Bastiani”. Cercano, promuovono il dialogo, perché si ritengono esseri viventi, “animali razionali”. Dopo il blitz notturno in Piazza del Popolo, nel loro sit in di contestazione «autorizzato e rappresentativo della volontà popolare», blitz durante il quale è stato smantellato il gazebo diventato da mesi un luogo di ritrovo e protesta, ora è il tempo di riparlare con le istituzioni.

Il presidente del comitato, professor Pietro Tamburrano, ha scelto di scrivere e divulgare una lettera in cui sottolinea pacatamente «di non essere stati trattati con sufficiente rispetto nella circostanza della forzata interruzione della nostra civile ed educata manifestazione, memori anche dell'articolo 21 della Costituzione che dice: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con le parole, con lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. E non siamo sorpresi che nella confusione in cui siamo ognuno possa avere la ragione dalla propria parte».

Senza polemiche, ma “apertis verbis”, con parole esplicite, i “Cittadini attivi” chiedono alle istituzioni molte cose tra cui: una maggiore attenzione all’efficacia, all’efficienza e alla trasparenza dell’attività amministrativa a tutti i livelli, l’accesso a tutti i documenti di produzione amministrativa, il coinvolgimento o la partecipazione dei cittadini agli atti amministrativi di pubblica utilità, il difensore civico, la presenza di comitati civici esterni per il controllo e la valutazione dell’attività amministrativa e i referendum locali.

«In demarchia lo Stato siamo noi! - dice Tamburrano - La società è orizzontale, non verticale, come pensa e vuole il giudice Gherardo Colombo». I “Cittadini attivi” credono molto nella promozione della cultura della libertà: «Se le Istituzioni ritengono che, così pensando e per questo operando, mettiamo a rischio la “pax socialis”, noi Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto, dopo aver strappato i certificati elettorali per solidarietà anche di gesti alle famiglie dei bambini di San Giuliano, possiamo dichiararci apolidi pietosamente ospitati in Italia senza alcuna pretesa che di sopravvivere. Recuperiamo tutti un po' di serietà e di compostezza in modo che almeno il poter sorridere non sia né amaro, né sciocco».

giovedì, maggio 07, 2009

L'assedio non è ancora terminato in Piazza del Popolo

BERNALDA – L’”accerchiamento” in Piazza del Popolo continua, ma anche i “Cittadini attivi” non mollano e citano le penose condizioni in cui è il quartiere bernaldese “La Padula”. La situazione appare bloccata. Da lunedì 27 aprile il cantiere per risistemare la piazza è stato aperto. Davanti al gazebo, che da tre mesi è diventato il simbolo di un no convinto ai lavori, c’è un escavatore. «Protestavamo in forma autorizzata da circa tre mesi con diversi striscioni che, dopo esser stati lacerati più volte, poi sono stati rimossi. Sono intervenuti i carabinieri e i vigili urbani che ci hanno invitato gentilmente ad andare via, – ricorda il professor Pietro Tamburrano, presidente dei “Cittadini attivi” – ma noi abbiamo provveduto ad inviare un esposto - denuncia alla Procura di Matera, al Capo dello Stato, ai Presidenti di Camera e Senato e alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, per segnalare le illegalità commesse sia nei nostri confronti, sia della Costituzione Repubblicana. Hanno calpestato la libertà di manifestare le idee senza violenza e il rispetto della persona umana».

Il gazebo è stato, dunque, “imprigionato” nell’area di cantiere. Ai “Cittadini attivi”, rimasti i soli a protestare dopo l’abbandono di alcune organizzazioni politiche, che si erano dette contrarie, in un primo momento, al rifacimento della piazza, è stata concessa un’apertura di pochi centimetri «che ci permette di uscire per recarci, la sera, alle nostre case. Noi siamo pronti a resistere, dovranno rimuoverci con la forza, perché difendiamo il diritto dei cittadini di protestare».

Tra i contrari alla nuova Piazza del Popolo ci sono circa tremila bernaldesi, che hanno firmato una petizione «per contestare un’iniziativa mai concordata, come tantissime altre, con la Pubblica Amministrazione». Finora a chi si oppone pacificamente non è stata notificata alcuna ordinanza di sgombero e anche la voce che ha preso piede nei giorni scorsi, di un trasferimento con la forza, non ha trovato conferme.

In un comunicato i “Cittadini attivi” sottolineano la loro contrarietà alla nuova piazza e «al progetto di riqualificazione, voluto dal sindaco perché probabilmente vuole far usufruire all’unico pubblico esercizio lì situato di proprietà della sorella l’effetto di tali trasformazioni fatte a spese dei cittadini». Nasce da qui l’appello urgente per la liberazione dal “recinto”: «Qui sembra di stare a Guantanamo o proprio a Piazza Tian’anmen col carro armato pronto a travolgerci. Viva la Costituzione, viva l’Italia degli Onesti».