POTENZA – Sono scesi nell’inferno, quello del lavoro nero, senza regole e con poca assistenza sanitaria. I volontari di “Medici Senza Frontiere”, l’organizzazione internazionale privata nata per offrire soccorso sanitario alle popolazioni in pericolo, da luglio a novembre del 2007 hanno condotto un’indagine sulle condizioni di salute, di vita e di lavoro degli immigrati impiegati come lavoratori stagionali nel Sud.
I risultati delle 600 interviste sono stati pubblicati in un rapporto presentato ieri a Roma e dal nome emblematico “Una stagione all’inferno”. Nel Paese “parallelo” degli sfruttati ci sono: stipendi da fame, lavoro irregolare, reclutamenti quotidiani da parte di “caporali” ai quali dev’essere consegnata una parte del piccolo compenso.
L'orario di lavoro oscilla tra le otto e le dieci ore e il 90% del campione intervistato ha dichiarato di non avere alcun contratto. Tra gli otto centri presi in esame, due si trovano in Basilicata: Metaponto (Mt), analizzato in agosto durante la stagione dei meloni, e Palazzo San Gervasio (Pz) controllato quando in ottobre c’era la raccolta dei pomodori.
L’87% degli stagionali presenti in Basilicata è lì da meno di tre mesi e tutti provengono dall’Africa sub-Sahariana. Dal rapporto si scopre che nel periodo preso in esame non c’erano ambulatori Stp, cioè per stranieri temporaneamente presenti.
A Palazzo San Gervasio, secondo gli operatori di “Medici Senza Frontiere”, il centro d’accoglienza allestito dal Comune, in collaborazione con l'associazione “Amica”, non era ancora agibile, anche se alcuni lavoratori vi soggiornavano già. Molti extracomunitari vivevano in abitazioni abbandonate e senz’acqua.
Nel metapontino nulla sembra essere cambiato dall’ultima visita dei volontari nel 2004. Durante la raccolta dei meloni, gli immigrati dormono ancora su materassi o su cartoni, vicino a strutture incustodite. Nelle due aree lucane sono stati intervistati 37 immigrati ed effettuate 39 visite mediche. Il 70% degli interrogati ha un regolare permesso di soggiorno e circa la metà ha ottenuto lo status di rifugiato.
Gli immigranti incontrati guadagnano circa 25 euro, ma devono versare una percentuale al caporale, pur lavorando mediamente meno di tre giorni a settimana. Nessun immigrato irregolare aveva la tessera Stp e solo il 35% di quelli regolari era provvisto della tessera sanitaria. È alta la percentuale di malattie dell’apparato respiratorio e infettive (28%) e sono stati segnalati tre casi di sospetta tubercolosi, oltre ad infezioni intestinali e delle alte vie respiratorie.
mercoledì, gennaio 30, 2008
mercoledì, gennaio 16, 2008
Ai lucani piace scrivere e ricevere e-mail
POTENZA – Gli Italiani amano chiacchierare, ascoltare e guardare la televisione. Nel nostro Paese, infatti, i beni tecnologici più diffusi sono la tv (presente nel 95,9% delle famiglie) e il cellulare (85,5%). Seguono poi il videoregistratore (62%), il lettore dvd (56,7%), il personal computer (47,8%) e l'accesso ad internet (38,8%). Sono dati raccolti dall’Istat (Istituto nazionale di statistica) nel 2007. Il campione comprende circa 19mila famiglie per un totale di 49mila persone.
Rispetto al 2006 sono aumentati i nuclei familiari che possiedono il decoder digitale terrestre (dal 15,5% al 19,3%), l’antenna parabolica (dal 25,6% al 28,6%) e il personal computer (dal 46,1% al 47,8%).
In Basilicata la sfida tra i beni tecnologici è vinta dal televisore, posseduto da 207mila famiglie e presente nel 95,7% di esse. Nella classifica al secondo posto c’è il cellulare 171mila (78,9%), poi il videoregistratore 125mila (57,7%), il lettore dvd 112mila (52%), il personal computer 101mila (46,6%), l’accesso ad internet 74mila (34,1%), la videocamera 55mila (25,5%), l’antenna parabolica 52mila (24%), la connessione a banda stretta 42mila (19,3%), il decoder digitale terrestre 41mila (18,8%), la consolle per videogiochi 31mila (14,2%) e la connessione a banda larga 29mila (13,2%).
La presenza dell’accesso ad internet nelle case degli Italiani, malgrado sia in aumento, risulta in Europa solo al diciottesimo posto (con un tasso di penetrazione del 43%, rispetto alla media europea del 54%), vicino a Polonia e Lituania. I nuclei familiari con almeno un minorenne sono i più tecnologici, svantaggiati quelli, invece, con capofamiglia operaio o disoccupato. Il Sud, anche in quest’analisi, appare indietro rispetto al resto del Paese.
Le famiglie lucane che possiedono un collegamento ad internet, sono 74mila. Tra gli strumenti usati per “navigare” sul web al primo posto c’è il personal computer da scrivania 73,9%, poi il personal computer portatile 26,3% e, infine, il televisore abilitato o la consolle per videogiochi 1,9%. La connessione avviene ancora tramite il modem (56,4%), poi con la banda larga (36,5%), con un telefono cellulare abilitato (16,1%) e con altri tipi di connessione a banda larga (3,6%).
Sono 112mila nella nostra regione le persone che hanno dichiarato di usare ogni giorno il pc e 62mila quelli che non possono restare senza internet per più di 24 ore. È molto alto tuttora il numero di chi non vuole accettare la sfida con la modernità e non usa né il computer (328mila), né internet (359mila). Rimane sempre la casa il luogo preferito sia per accendere il computer (86,3%), sia per collegarsi ad internet (77,9%).
Che cosa cercano on line i lucani? Per l’Istat, il 68,4% spedisce e riceve e-mail, il 30,1% chatta, cioè conduce una conversazione in tempo reale con altri utenti tramite computer e l’8,4% telefona o partecipa a videoconferenze. Nella ricerca delle informazioni hanno molto successo i servizi on line 60%, le notizie su merci e servizi 59,5% e quelle sanitarie 37,1%.
Riguardo all’utilizzo dei servizi, il 32,3% preferisce internet per viaggi e soggiorni, mentre il 18,9% per avere uno sportello bancario sempre a disposizione. Abbastanza buono, infine, il rapporto con i siti web della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni, scaricare e spedire moduli.
Rispetto al 2006 sono aumentati i nuclei familiari che possiedono il decoder digitale terrestre (dal 15,5% al 19,3%), l’antenna parabolica (dal 25,6% al 28,6%) e il personal computer (dal 46,1% al 47,8%).
In Basilicata la sfida tra i beni tecnologici è vinta dal televisore, posseduto da 207mila famiglie e presente nel 95,7% di esse. Nella classifica al secondo posto c’è il cellulare 171mila (78,9%), poi il videoregistratore 125mila (57,7%), il lettore dvd 112mila (52%), il personal computer 101mila (46,6%), l’accesso ad internet 74mila (34,1%), la videocamera 55mila (25,5%), l’antenna parabolica 52mila (24%), la connessione a banda stretta 42mila (19,3%), il decoder digitale terrestre 41mila (18,8%), la consolle per videogiochi 31mila (14,2%) e la connessione a banda larga 29mila (13,2%).
La presenza dell’accesso ad internet nelle case degli Italiani, malgrado sia in aumento, risulta in Europa solo al diciottesimo posto (con un tasso di penetrazione del 43%, rispetto alla media europea del 54%), vicino a Polonia e Lituania. I nuclei familiari con almeno un minorenne sono i più tecnologici, svantaggiati quelli, invece, con capofamiglia operaio o disoccupato. Il Sud, anche in quest’analisi, appare indietro rispetto al resto del Paese.
Le famiglie lucane che possiedono un collegamento ad internet, sono 74mila. Tra gli strumenti usati per “navigare” sul web al primo posto c’è il personal computer da scrivania 73,9%, poi il personal computer portatile 26,3% e, infine, il televisore abilitato o la consolle per videogiochi 1,9%. La connessione avviene ancora tramite il modem (56,4%), poi con la banda larga (36,5%), con un telefono cellulare abilitato (16,1%) e con altri tipi di connessione a banda larga (3,6%).
Sono 112mila nella nostra regione le persone che hanno dichiarato di usare ogni giorno il pc e 62mila quelli che non possono restare senza internet per più di 24 ore. È molto alto tuttora il numero di chi non vuole accettare la sfida con la modernità e non usa né il computer (328mila), né internet (359mila). Rimane sempre la casa il luogo preferito sia per accendere il computer (86,3%), sia per collegarsi ad internet (77,9%).
Che cosa cercano on line i lucani? Per l’Istat, il 68,4% spedisce e riceve e-mail, il 30,1% chatta, cioè conduce una conversazione in tempo reale con altri utenti tramite computer e l’8,4% telefona o partecipa a videoconferenze. Nella ricerca delle informazioni hanno molto successo i servizi on line 60%, le notizie su merci e servizi 59,5% e quelle sanitarie 37,1%.
Riguardo all’utilizzo dei servizi, il 32,3% preferisce internet per viaggi e soggiorni, mentre il 18,9% per avere uno sportello bancario sempre a disposizione. Abbastanza buono, infine, il rapporto con i siti web della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni, scaricare e spedire moduli.
lunedì, gennaio 14, 2008
Corsi di formazione? No, sì, ci penserò...
POTENZA – Si dice che la formazione cominci in tenera età e continui fino alla morte. In Italia nel 2006, secondo una recente indagine dell’Istat (Istituto nazionale di statistica), il 16,3% delle persone dai 18 anni in su (pari a 7 milioni e 850mila persone) ha partecipato ad attività di formazione, cioè a corsi che possono dare diritto ad un attestato, ma non permettono di migliorare il proprio titolo di studio. I tassi di partecipazione sono quasi uguali per gli uomini (16,7%) e le donne (15,8%).
Sono nette, però, le differenze territoriali. Nel Sud si registrano tassi più bassi (10,8% in Sicilia, 9,9% in Campania e 9,4% in Basilicata). Al Nord i livelli di partecipazione alla formazione sono più elevati (27,7% per il Trentino-Alto Adige, 26,4% per la Valle d’Aosta, 23,5% per il Friuli-Venezia Giulia, 21,3% per il Veneto), mentre nel Centro i valori si attestano intorno alla media nazionale (41,7%).
Il campione esaminato dall’Istat comprende 24mila famiglie per un totale di circa 54mila persone. L’obiettivo principale dell’indagine sulla presenza degli adulti ad attività formative è quello di evidenziare non solo chi continua ad apprendere e a formarsi durante gli anni, ma anche gli esclusi che non partecipano ad alcun’attività di formazione.
In Basilicata le persone tra i 18 e i 64 anni che hanno frequentato almeno un corso di studio in regione fino a 100 ore, sono stati l’11,8%, battuti nettamente da chi ha scelto di superare le mille ore di lezione (27,6%). Tra i fattori stimolanti che i lucani hanno indicato per la scelta di un corso di studio, c’è, innanzitutto, una forte motivazione personale (52,7%), seguita dalla voglia perfezionarsi nel lavoro (42,2%). Poiché il campione intervistato ha scelto principalmente i corsi a distanza (94,8%) è da sottolineare l’uso di internet (48,7%) e di un personal computer (57%).
Molte serie di lezioni (82,5%) sono state preferite dai lucani perché non erano previste spese d’iscrizione, ma quando c’erano (14,2%) i versamenti sono stati fatti dalla famiglia (79,3%), dallo stesso corsista (21,6%), da Regione, enti locali e altre istituzioni pubbliche (79,3%) e dal datore di lavoro (1,2%).
Chi non ha potuto partecipare ai corsi (36,1%), indica tra i motivi principali l’età o i problemi di salute (42,9%), gli impegni familiari (41,2%) e di lavoro (35%), i costi troppo alti (29,5%) e il mancato appoggio del datore di lavoro (16,7%).
Sono nette, però, le differenze territoriali. Nel Sud si registrano tassi più bassi (10,8% in Sicilia, 9,9% in Campania e 9,4% in Basilicata). Al Nord i livelli di partecipazione alla formazione sono più elevati (27,7% per il Trentino-Alto Adige, 26,4% per la Valle d’Aosta, 23,5% per il Friuli-Venezia Giulia, 21,3% per il Veneto), mentre nel Centro i valori si attestano intorno alla media nazionale (41,7%).
Il campione esaminato dall’Istat comprende 24mila famiglie per un totale di circa 54mila persone. L’obiettivo principale dell’indagine sulla presenza degli adulti ad attività formative è quello di evidenziare non solo chi continua ad apprendere e a formarsi durante gli anni, ma anche gli esclusi che non partecipano ad alcun’attività di formazione.
In Basilicata le persone tra i 18 e i 64 anni che hanno frequentato almeno un corso di studio in regione fino a 100 ore, sono stati l’11,8%, battuti nettamente da chi ha scelto di superare le mille ore di lezione (27,6%). Tra i fattori stimolanti che i lucani hanno indicato per la scelta di un corso di studio, c’è, innanzitutto, una forte motivazione personale (52,7%), seguita dalla voglia perfezionarsi nel lavoro (42,2%). Poiché il campione intervistato ha scelto principalmente i corsi a distanza (94,8%) è da sottolineare l’uso di internet (48,7%) e di un personal computer (57%).
Molte serie di lezioni (82,5%) sono state preferite dai lucani perché non erano previste spese d’iscrizione, ma quando c’erano (14,2%) i versamenti sono stati fatti dalla famiglia (79,3%), dallo stesso corsista (21,6%), da Regione, enti locali e altre istituzioni pubbliche (79,3%) e dal datore di lavoro (1,2%).
Chi non ha potuto partecipare ai corsi (36,1%), indica tra i motivi principali l’età o i problemi di salute (42,9%), gli impegni familiari (41,2%) e di lavoro (35%), i costi troppo alti (29,5%) e il mancato appoggio del datore di lavoro (16,7%).
venerdì, gennaio 11, 2008
Il Comune rimborserà i viaggi
dei meno abbienti
BERNALDA - Un aiuto per le spese di viaggio sostenute dai meno abbienti nel 2007 arriverà dal Comune. La Regione Basilicata ha, infatti, destinato all’amministrazione bernaldese 6mila euro, che la giunta comunale recentemente ha deciso di ripartire per tre fasce di utenti.
Nella prima, cui sono stati destinati 500 euro, ci sono coloro che per ragioni di salute sono stati costretti a raggiungere le strutture sanitarie regionali. Agli studenti pendolari gli amministratori pubblici hanno deciso di riservare la somma più ingente: 5mila euro. Gli ultimi 500 euro della terza fascia saranno destinati ad altri bernaldesi che si trovano in situazioni di disagio economico e sociale.
Potranno presentare la domanda, presso l’ufficio protocollo del municipio, entro trenta giorni a partire dal 10 gennaio, tutti quelli che nel 2007 hanno avuto un reddito annuo relativo al nucleo familiare di appartenenza non superiore a 5.669,82 euro, quasi undici milioni di vecchie lire, maggiorato del 20 per cento per ogni componente della famiglia.
Nella documentazione da presentare ci dovranno essere, in originale, gli abbonamenti o i biglietti emessi dai servizi di trasporto pubblici provinciali e regionali di cui si chiede il rimborso, una dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti circa la situazione di disagio economico e sociale e un’autocertificazione relativa al reddito del nucleo familiare nel 2006.
I controlli sull’autenticità delle dichiarazioni saranno effettuati a campione, in rapporto almeno al 10 per cento degli utenti per ciascuna fascia. Nella graduatoria si terrà conto dei redditi dichiarati più bassi e la priorità sarà concessa alle istanze dei cittadini che hanno viaggiato in provincia o in regione per motivi sanitari.
Nella prima, cui sono stati destinati 500 euro, ci sono coloro che per ragioni di salute sono stati costretti a raggiungere le strutture sanitarie regionali. Agli studenti pendolari gli amministratori pubblici hanno deciso di riservare la somma più ingente: 5mila euro. Gli ultimi 500 euro della terza fascia saranno destinati ad altri bernaldesi che si trovano in situazioni di disagio economico e sociale.
Potranno presentare la domanda, presso l’ufficio protocollo del municipio, entro trenta giorni a partire dal 10 gennaio, tutti quelli che nel 2007 hanno avuto un reddito annuo relativo al nucleo familiare di appartenenza non superiore a 5.669,82 euro, quasi undici milioni di vecchie lire, maggiorato del 20 per cento per ogni componente della famiglia.
Nella documentazione da presentare ci dovranno essere, in originale, gli abbonamenti o i biglietti emessi dai servizi di trasporto pubblici provinciali e regionali di cui si chiede il rimborso, una dichiarazione sostitutiva sul possesso dei requisiti circa la situazione di disagio economico e sociale e un’autocertificazione relativa al reddito del nucleo familiare nel 2006.
I controlli sull’autenticità delle dichiarazioni saranno effettuati a campione, in rapporto almeno al 10 per cento degli utenti per ciascuna fascia. Nella graduatoria si terrà conto dei redditi dichiarati più bassi e la priorità sarà concessa alle istanze dei cittadini che hanno viaggiato in provincia o in regione per motivi sanitari.
Nuovo corso di formazione a Bernalda
BERNALDA - Rientrare nella formazione è l’obiettivo finale di un corso organizzato presso l’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri di Bernalda. Le lezioni, che dureranno in tutto settantacinque ore da gennaio a maggio, sono rivolte a venti adulti con un basso livello d’istruzione e ai cittadini extracomunitari.
Sono previste quattro fasi. Nella prima ci sarà l’accoglienza, cui seguirà la conoscenza dei diritti e dei doveri dei lavoratori. Negli ultimi due cicli si parlerà delle opportunità legate al mondo del lavoro e delle possibilità che le nuove tecnologie offrono per proporre un curriculum vitae o per rispondere a un’offerta di lavoro.
La domanda di partecipazione in busta chiusa può essere consegnata a mano o spedita entro le quattordici del prossimo 10 gennaio, ma non farà fede il timbro postale. Il modulo d’iscrizione è disponibile presso la segreteria dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri bernaldese, oppure può essere scaricato dal sito internet all’indirizzo: www.ilponte-iis.net.
Se le domande di partecipazione saranno superiori ai posti disponibili, la selezione sarà effettuata in base alla data di presentazione della domanda. Il 20% dei posti è stato, comunque, riservato ai disabili, mentre l’elenco degli ammessi sarà pubblicato sul sito internet e all’albo dell’Istituto da domenica 20 gennaio.
Chi fosse interessato agli incarichi di docenza deve consegnare a mano o inviare la propria candidatura, con, in allegato, un curriculum, sempre entro le ore quattordici del 10 gennaio. Per realizzare tutte le attività del progetto saranno utilizzate alcune figure professionali: un docente di lingua italiana, uno psicologo, un informatico, tre esperti rispettivamente in discipline economiche, giuridiche e mercato del lavoro, un sociologo e personale Ata. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere la mattina alla segreteria dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri.
Sono previste quattro fasi. Nella prima ci sarà l’accoglienza, cui seguirà la conoscenza dei diritti e dei doveri dei lavoratori. Negli ultimi due cicli si parlerà delle opportunità legate al mondo del lavoro e delle possibilità che le nuove tecnologie offrono per proporre un curriculum vitae o per rispondere a un’offerta di lavoro.
La domanda di partecipazione in busta chiusa può essere consegnata a mano o spedita entro le quattordici del prossimo 10 gennaio, ma non farà fede il timbro postale. Il modulo d’iscrizione è disponibile presso la segreteria dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri bernaldese, oppure può essere scaricato dal sito internet all’indirizzo: www.ilponte-iis.net.
Se le domande di partecipazione saranno superiori ai posti disponibili, la selezione sarà effettuata in base alla data di presentazione della domanda. Il 20% dei posti è stato, comunque, riservato ai disabili, mentre l’elenco degli ammessi sarà pubblicato sul sito internet e all’albo dell’Istituto da domenica 20 gennaio.
Chi fosse interessato agli incarichi di docenza deve consegnare a mano o inviare la propria candidatura, con, in allegato, un curriculum, sempre entro le ore quattordici del 10 gennaio. Per realizzare tutte le attività del progetto saranno utilizzate alcune figure professionali: un docente di lingua italiana, uno psicologo, un informatico, tre esperti rispettivamente in discipline economiche, giuridiche e mercato del lavoro, un sociologo e personale Ata. Per ulteriori informazioni ci si può rivolgere la mattina alla segreteria dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri.
Con il nuovo anno
parte la raccolta differenziata bernaldese
BERNALDA – Differenziare. Tra le parole da ricordare e, soprattutto, da mettere in pratica nel 2008 per i bernaldesi, ci sarà sicuramente il verbo transitivo differenziare, ovvero distinguere tra le cose, in questo caso, tra i rifiuti. Dal due gennaio è, infatti, partita la raccolta della spazzatura porta a porta nel centro storico e in alcuni quartieri vicini. Il confine delle aree interessate dall’esperimento è stato fissato, per il momento, tra via Verdi e via Anacreonte.
Dopo alcuni giorni i risultati sono ancora al di sotto delle aspettative, sono pochi i sacchi raccolti, non lo nasconde l’assessore all’ambiente, Gregorio Giannini, convinto, però, che la strada da perseguire sia una sola: «aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che ci darà vantaggi economici e ambientali ed eviterà l’aumento dei tributi sui rifiuti». L’assessore prevede che, entro sei mesi, la raccolta porta a porta sarà accettata e messa in pratica da molti cittadini.
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha fatto distribuire, per ciascun nucleo familiare, quattro buste di color bianco, verde, giallo e blu.
Il sacchetto bianco sarà utilizzato per la carta e il cartone, il verde per il vetro, il giallo per la plastica e il blu per le lattine. I contenitori di vetro, di plastica e le lattine dovranno essere lavati per evitare sgradevoli odori. Sono diversi anche i giorni dedicati alla raccolta. Il martedì dalle 8 del mattino basterà lasciare nei pressi della propria abitazione i sacchetti gialli e blu, il giovedì quelli bianchi e verdi.
Il cosiddetto umido, costituito da scarti di cucina e avanzi di cibo, e il secco non riciclabile come, ad esempio, la carta oleata o plastificata, gli oggetti in ceramica, i piatti, le posate o i bicchieri in plastica usati, devono essere collocati in un sacco nero, che non viene, però, fornito dall’amministrazione comunale. I giorni di ritiro sono: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato. I cassonetti nei quartieri interessati dalla sperimentazione saranno rimossi entro la metà del mese, ma: «vigileremo - promette Giannini - per evitare che le buste della spazzatura vengano abbandonate nei fossi intorno al paese».
I cittadini che non hanno ancora ricevuto i sacchetti possono: 1) chiamare il numero verde 800194840, utile anche per il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti, come poltrone, materassi, televisori, lavatrici e altro ancora, 2) scrivere una lettera di segnalazione, 3) rivolgersi all’ufficio comunale rapporti con il pubblico.
«Siamo disponibili - conclude l’assessore - ad accettare suggerimenti per migliorare il servizio. Nelle prime settimane ho chiesto agli operatori dell’Alesia, (società incaricata al servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura ndr) di bussare casa per casa. Oltre a ritirare i rifiuti, saremo informati pure su chi non ha ancora ricevuto i sacchetti». Appuntamento alla prossima settimana, dunque, perché anche l’operatore ecologico, come il postino suonerà due volte.
Dopo alcuni giorni i risultati sono ancora al di sotto delle aspettative, sono pochi i sacchi raccolti, non lo nasconde l’assessore all’ambiente, Gregorio Giannini, convinto, però, che la strada da perseguire sia una sola: «aumentare la percentuale di raccolta differenziata, che ci darà vantaggi economici e ambientali ed eviterà l’aumento dei tributi sui rifiuti». L’assessore prevede che, entro sei mesi, la raccolta porta a porta sarà accettata e messa in pratica da molti cittadini.
Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha fatto distribuire, per ciascun nucleo familiare, quattro buste di color bianco, verde, giallo e blu.
Il sacchetto bianco sarà utilizzato per la carta e il cartone, il verde per il vetro, il giallo per la plastica e il blu per le lattine. I contenitori di vetro, di plastica e le lattine dovranno essere lavati per evitare sgradevoli odori. Sono diversi anche i giorni dedicati alla raccolta. Il martedì dalle 8 del mattino basterà lasciare nei pressi della propria abitazione i sacchetti gialli e blu, il giovedì quelli bianchi e verdi.
Il cosiddetto umido, costituito da scarti di cucina e avanzi di cibo, e il secco non riciclabile come, ad esempio, la carta oleata o plastificata, gli oggetti in ceramica, i piatti, le posate o i bicchieri in plastica usati, devono essere collocati in un sacco nero, che non viene, però, fornito dall’amministrazione comunale. I giorni di ritiro sono: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato. I cassonetti nei quartieri interessati dalla sperimentazione saranno rimossi entro la metà del mese, ma: «vigileremo - promette Giannini - per evitare che le buste della spazzatura vengano abbandonate nei fossi intorno al paese».
I cittadini che non hanno ancora ricevuto i sacchetti possono: 1) chiamare il numero verde 800194840, utile anche per il ritiro gratuito dei rifiuti ingombranti, come poltrone, materassi, televisori, lavatrici e altro ancora, 2) scrivere una lettera di segnalazione, 3) rivolgersi all’ufficio comunale rapporti con il pubblico.
«Siamo disponibili - conclude l’assessore - ad accettare suggerimenti per migliorare il servizio. Nelle prime settimane ho chiesto agli operatori dell’Alesia, (società incaricata al servizio di raccolta e smaltimento della spazzatura ndr) di bussare casa per casa. Oltre a ritirare i rifiuti, saremo informati pure su chi non ha ancora ricevuto i sacchetti». Appuntamento alla prossima settimana, dunque, perché anche l’operatore ecologico, come il postino suonerà due volte.