METAPONTO – L’utente “Strisciailmetapontum” ha colpito ancora. In internet sul sito www.youtube.com sono comparsi nuovi video per denunciare il degrado a Metaponto. Il primo filmato, di due minuti e 28 secondi, pubblicato il 19 giugno, parte dall’articolo che il Quotidiano ha già dedicato all’erba alta ripresa lungo la via che conduce agli scavi archeologici metapontini.
Nel breve testo di presentazione si legge: «Salve!!! eccoci ritornati! avevamo fatto un nodo al fazzoletto.......! abbiamo visto i lavori effettuati x la pulizia della pista ciclabile che porta agli scavi archeologici di metaponto, ultimamente in stato di degrado!! guardate in che modo e stata tolta l erbaccia tagliata e bruciata e visto che i pali della rete elettrica sono in legno si sono bruciati e ora x chi passa di lì rischia la vita!!!bene bravi continuate così!». L’italiano è ancora un po’ incerto, ma gli effetti dell’incendio si vedono subito. L’erba alta non c’è quasi più, ma anche i pali in legno della rete elettrica sono bruciati e pendono desolatamente.
“Strisciailmetapontum” non si accontenta, sale sul suo scooter e gira la seconda parte del video, che è molto più lunga (7’.36”). La strada percorsa è sempre quella del parco archeologico e anche il commento è sarcastico: «Dopo il video fatto sulla strada e la pista ciclabile che porta agli scavi archeologici di metaponto(erbacce ecc) qualcosa si e mossa....... però guardate in che modo e stata fatta la pulizia! bruciando tutto,rovinando marciapiedi grazie al lavoro svolto dall' assessorato alla cultura e allo spettacolo!! che dire???? un vero spettacolooooooooooo!». Se non si può che criticare l’ultima parte del giudizio, è un fatto indiscutibile che l’erba sia ancora presente sulla pista ciclabile e che la zona avrebbe bisogno di una manutenzione costante.
I problemi non finiscono qui, perché ci sono altri quattro video, aggiunti in rete il 19 giugno, sull’immondizia lasciata per strada a Metaponto borgo. I commenti questa volta criticano il Comune di Bernalda e il sindaco, dimenticando, però, i cittadini che si comportano incivilmente. Le prime immagini partono dal cartello stradale che segnala Via Hera quasi completamente oscurato dalla vegetazione. Le aiuole inquadrate non sembrano curate e nei pressi dei cassonetti ci sono rifiuti ingombranti abbandonati.
Il panorama è identico in Via Narciso con erba tagliata, un materasso, un sanitario e un televisore abbandonati vicino ai contenitori per la raccolta differenziata. Nel terzo filmato sul tema della spazzatura, nei pressi di Via Atena, la derisione non manca, perché proprio ai piedi di un cartello che vieta di depositare vicino ai cassonetti i rifiuti provenienti dai giardini ci sono: erba tagliata, cassette di legno e in plastica, cartoni, pneumatici, buste di plastica ecc. In Via Licurgo, oltre ai soliti rifiuti lasciati vicino al contenitore per l’immondizia, si nota il marciapiede che avrebbe bisogno di essere risistemato. “Strisciailmetapontum”, dunque, non fa sconti e non rimane che dire: “Arrivederci alla prossima puntata”.
sabato, giugno 21, 2008
venerdì, giugno 20, 2008
Il Comune di Bernalda affiderà ai privati
un parco giochi
BERNALDA - Il parco giochi di “San Donato”, sarà gestito dai privati. L’affidatario secondo l’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Narciso «dovrà riqualificare l’intera zona per promuovere la ricreazione e l’aggregazione dei cittadini». Nell’avviso pubblicato sul sito del Comune di Bernalda si legge che dovranno essere assicurate obbligatoriamente dal futuro gestore: la pulizia quotidiana, la realizzazione di un chiosco bar, la manutenzione dei giochi e di ogni altra infrastruttura compresa nelle aree in affidamento, la cura e la manutenzione delle aiuole.
Nel progetto di ammodernamento non dovranno mancare recinzioni, panchine, nuovi giochi per i più piccoli, alberi, bagni e pubblica illuminazione. Tutte le spese di gestione e manutenzione della struttura saranno a totale carico dell’affidatario. Per l’ingresso nel parco giochi e per la relativa fruizione da parte dei cittadini, il gestore non potrà richiedere alcun corrispettivo economico.
«Il contratto è una forma d’investimento, - continua l’assessore - perché durerà nove anni e potrà essere rinnovato alla scadenza per ulteriori sei anni». Tutti manufatti installati, al termine del periodo di affidamento, dovranno essere rimossi a cura e spese del gestore. Il parco giochi dovrà essere aperto nel periodo tra il primo ottobre e il 31 marzo per almeno sei ore, mentre dal primo aprile al 30 settembre perlomeno per otto ore. Sarà il Comune a vigilare e controllare il buon andamento gestionale della struttura.
«Molto presto anche per fosso “San Rocco” - conclude Narciso - prepareremo un bando. Sono già pronti 40mila euro per la sistemazione del campo di calcetto e dei canestri in quello di basket. Anche lì il privato dovrà riqualificare l’area e potrà realizzare un piccolo bar». Attualmente l’area di fosso “San Rocco”, com’è stato denunciato più volte dal Quotidiano e recentemente anche dal comitato “Cittadini attivi di Bernalda e Metaponto” in una lettera al prefetto di Matera, Carlo Fanara, è diventato un luogo emblema del degrado. I locali per gli spogliatoi erano stati chiusi per evitare che fossero occupati, come già era accaduto in passato, da extracomunitari. Qualcuno, però, a volte si affeziona e ritorna, tanto che c’è un buco in uno degli ingressi murati.
Nel progetto di ammodernamento non dovranno mancare recinzioni, panchine, nuovi giochi per i più piccoli, alberi, bagni e pubblica illuminazione. Tutte le spese di gestione e manutenzione della struttura saranno a totale carico dell’affidatario. Per l’ingresso nel parco giochi e per la relativa fruizione da parte dei cittadini, il gestore non potrà richiedere alcun corrispettivo economico.
«Il contratto è una forma d’investimento, - continua l’assessore - perché durerà nove anni e potrà essere rinnovato alla scadenza per ulteriori sei anni». Tutti manufatti installati, al termine del periodo di affidamento, dovranno essere rimossi a cura e spese del gestore. Il parco giochi dovrà essere aperto nel periodo tra il primo ottobre e il 31 marzo per almeno sei ore, mentre dal primo aprile al 30 settembre perlomeno per otto ore. Sarà il Comune a vigilare e controllare il buon andamento gestionale della struttura.
«Molto presto anche per fosso “San Rocco” - conclude Narciso - prepareremo un bando. Sono già pronti 40mila euro per la sistemazione del campo di calcetto e dei canestri in quello di basket. Anche lì il privato dovrà riqualificare l’area e potrà realizzare un piccolo bar». Attualmente l’area di fosso “San Rocco”, com’è stato denunciato più volte dal Quotidiano e recentemente anche dal comitato “Cittadini attivi di Bernalda e Metaponto” in una lettera al prefetto di Matera, Carlo Fanara, è diventato un luogo emblema del degrado. I locali per gli spogliatoi erano stati chiusi per evitare che fossero occupati, come già era accaduto in passato, da extracomunitari. Qualcuno, però, a volte si affeziona e ritorna, tanto che c’è un buco in uno degli ingressi murati.
giovedì, giugno 19, 2008
Crescono i disoccupati in Basilicata
POTENZA - Il tasso di disoccupazione secondo l’Istat (Istituto nazionale di statistica) in Basilicata nel primo trimestre dell’anno è stato del 12,3% ed è salito rispetto allo stesso periodo del 2007 (10,2%). In Italia il tasso di disoccupazione si è posizionato al 7,1 per cento (6,4 per cento nel primo trimestre 2007). La nostra regione è al quinto posto nella classifica della disoccupazione, preceduta da Sicilia (15,3%), Sardegna (13,5%), Calabria (13,3%) e Campania (13,2%). È bene chiarire che il tasso di disoccupazione è il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro.
L’Istat ha anche condotto, con riferimento al periodo che va dal 31 dicembre 2007 al 30 marzo 2008, la rilevazione sulle forze di lavoro. Nel primo trimestre del 2008 l’offerta di lavoro in Italia ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2007, una crescita del 2,2 per cento (+529.000 unità).
Il tasso di occupazione, cioè il rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento, fra i lucani che hanno dai 15 ai 64 anni è salito di poco (47,8%). Nei primi mesi del 2007 era il 47,5%. In lieve crescita pure il tasso di attività, ossia il confronto tra le persone appartenenti alle forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento, passato dal 52,9% al 54,6%.
I lucani in cerca di occupazione tra gennaio e marzo sono stati 26mila, cinquemila in più di quelli registrati tra gennaio e marzo del 2007. Fra quelli che quest’anno hanno cercato un lavoro, 19mila avevano già alle spalle altre esperienze lavorative. Sono tanti, al contrario, coloro che per l’Istat non cercano e non sono neanche disponibili a lavorare (128mila). La buona notizia arriva dagli occupati, saliti a 189mila contro i 187mila, mentre le forze di lavoro, che comprendono le persone occupate e quelle disoccupate, sono aumentate da 208mila a 216mila. Controllando le cifre si può notare che nel 2004 i lucani erano 595mila e sono calati negli anni sino ad arrivare a 589mila.
Se si analizzano gli occupati per settore di attività economica e posizione nella professione, si scopre che i servizi detengono il primato con 124mila persone, di cui 90mila dipendenti. Tra loro 12mila sono nel commercio. Segue poi l’industria con 53mila lucani e 45mila dipendenti, 16mila sono nel campo delle costruzioni. Fanalino di coda per l’agricoltura con 12mila persone e soli 5mila dipendenti.
L’Istat ha anche condotto, con riferimento al periodo che va dal 31 dicembre 2007 al 30 marzo 2008, la rilevazione sulle forze di lavoro. Nel primo trimestre del 2008 l’offerta di lavoro in Italia ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2007, una crescita del 2,2 per cento (+529.000 unità).
Il tasso di occupazione, cioè il rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento, fra i lucani che hanno dai 15 ai 64 anni è salito di poco (47,8%). Nei primi mesi del 2007 era il 47,5%. In lieve crescita pure il tasso di attività, ossia il confronto tra le persone appartenenti alle forze di lavoro e la corrispondente popolazione di riferimento, passato dal 52,9% al 54,6%.
I lucani in cerca di occupazione tra gennaio e marzo sono stati 26mila, cinquemila in più di quelli registrati tra gennaio e marzo del 2007. Fra quelli che quest’anno hanno cercato un lavoro, 19mila avevano già alle spalle altre esperienze lavorative. Sono tanti, al contrario, coloro che per l’Istat non cercano e non sono neanche disponibili a lavorare (128mila). La buona notizia arriva dagli occupati, saliti a 189mila contro i 187mila, mentre le forze di lavoro, che comprendono le persone occupate e quelle disoccupate, sono aumentate da 208mila a 216mila. Controllando le cifre si può notare che nel 2004 i lucani erano 595mila e sono calati negli anni sino ad arrivare a 589mila.
Se si analizzano gli occupati per settore di attività economica e posizione nella professione, si scopre che i servizi detengono il primato con 124mila persone, di cui 90mila dipendenti. Tra loro 12mila sono nel commercio. Segue poi l’industria con 53mila lucani e 45mila dipendenti, 16mila sono nel campo delle costruzioni. Fanalino di coda per l’agricoltura con 12mila persone e soli 5mila dipendenti.
mercoledì, giugno 18, 2008
Gli scout ritornano a Metaponto
METAPONTO - Il gruppo scout dell’Agesci (Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) potrebbe rinascere a Metaponto dopo 10 anni. La passione per l’avventura, la fantasia, il gioco, la vita all’aria aperta e l’esperienza comunitaria ha convinto molti vecchi scout e li ha persuasi ad iniziare un nuovo cammino. Così domani alle 17, presso la sede della Pro Loco di Metaponto, si terrà il secondo incontro per la ricostituzione del gruppo “Metaponto 1”. Saranno presenti Fiorenzo Adduci, già responsabile del gruppo scout di Metaponto e Pasquale Robbe di Lavello, membro del comitato regionale Agesci Basilicata. Proprio Robbe si dichiara: «disponibile ad aiutare il gruppo se ci sarà e a superare insieme le difficoltà. Ho seguito da vicino e fatto nascere tre gruppi scout nella Regione. Da parte nostra, quindi, c’è la massima apertura».
Per il momento saranno gli adulti a mettersi insieme e a formare la “Comunità Capi”, che ha come scopi quello di elaborare e gestire il progetto educativo, l’approfondimento dei problemi, la formazione permanente, la cura del tirocinio dei soci adulti e l’inserimento e la presenza dell’associazione nell’ambiente locale.
Il “capo” che accompagnerà poi i ragazzi ha un ruolo determinante: dovrà essere visto da loro non tanto come un maestro, quanto piuttosto in qualità di fratello maggiore. L’obiettivo, secondo gli scout, è quello di sapersi fare "uomo-ragazzo", bravo cioè, a vivere insieme con i più giovani le esperienze che propone di volta in volta.
Per il momento saranno gli adulti a mettersi insieme e a formare la “Comunità Capi”, che ha come scopi quello di elaborare e gestire il progetto educativo, l’approfondimento dei problemi, la formazione permanente, la cura del tirocinio dei soci adulti e l’inserimento e la presenza dell’associazione nell’ambiente locale.
Il “capo” che accompagnerà poi i ragazzi ha un ruolo determinante: dovrà essere visto da loro non tanto come un maestro, quanto piuttosto in qualità di fratello maggiore. L’obiettivo, secondo gli scout, è quello di sapersi fare "uomo-ragazzo", bravo cioè, a vivere insieme con i più giovani le esperienze che propone di volta in volta.
lunedì, giugno 16, 2008
Il degrado di Bernalda e Metaponto è on line
BERNALDA - I lucani hanno scoperto un nuovo modo per le loro video - inchieste: pubblicare un filmato su “youtube”, un sito internet che raccoglie numerosi filmati. Gli utenti hanno la possibilità di leggere resoconti personali su fatti di attualità, trovare video e scoprire vicende curiose o insolite. È capitato così anche per Bernalda e Metaponto. Andiamo con ordine e partiamo con il comitato “Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto”, che nella sua postazione fissa, solo pochi giorni fa, aveva messo a confronto le foto dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “A. Olivetti” quando fu inaugurato, con quelle scattate nel 2008. Da una parte veniva mostrata la scuola nuova com’era e dall’altra com’è diventata.
Ora c’è anche un video, che dura quasi tre minuti, girato recentemente nei locali alle spalle della scuola. Si notano subito le porte rotte o completamente divelte, i banchi e le vecchie sedie abbandonate. Nel breve testo di presentazione si legge ironicamente: «Ecco a voi il laboratorio di simulazione dantesca dell' "ITCG" di Bernalda. Gli allievi possono eseguire esercitazione pratica nel girone dell'inferno, grazie alle istituzioni e al "F.E.S.R."». Nei locali, quasi completamente in disordine, ci sono anche fili scoperti, quadri elettrici privi di protezione, finestre con i vetri rotti, faldoni abbandonati per terra con copie del bollettino ufficiale della Regione Basilicata e altro ancora.
Il breve tour su “youtube” può far tappa poi a Metaponto per scoprire due video: uno sull’insediamento medievale di Torre di Mare e l’altro girato lungo la strada che porta agli scavi archeologici. L’utente che ha messo on line i due filmati si firma strisciailmetapontum. Nel primo, pubblicato il due giugno scorso, chiamato sarcasticamente “Ma che bel castello marcondirodirondello!!”, il commento anche se un po’ sgrammaticato racconta già tutto: «Questo e il castello torremare di metaponto! bello vero??? a noi questo degrado non piace x niente!! voi cosa ne pensate? visto che viene sfruttato da un associazione di bernalda solo nel periodo estivo e viene abbandonato tutto il resto dell anno!! aspettiamo dei vostri commenti grazie!!!».
I navigatori di Internet possono “ammirare” alcuni pali di legno o le impalcature e altri attrezzi edili appoggiati a quella che era la casa dei guardacoste, una carriola, dei rotoli di moquette abbandonati, nonché un palco con la scena in pessime condizioni, perché esposta alle intemperie. C’è da dire, ad onor del vero, che lì stanno andando avanti i lavori di ristrutturazione dell’intero insediamento medievale.
Nel secondo video di quasi sette minuti, messo in rete l’11 giugno, strisciailmetapontum scrive: «Guardate come si presenta Metaponto all'arrivo dei turisti!!! questa e la strada che porta al tempio (scavi archeologici) la strada e invasa di erba e sporcizia, una volta c era la pista ciclabile e pedonale ma ora e invasa da erbacce! un'ennesimo stato d abbandono, il comune di bernalda!!!!!!!!!!! ASSENTE». Nonostante gli errori, anche qui le immagini parlano da sole: erba alta, immondizia e la pista ciclabile che avrebbe bisogno di manutenzione.
L’assessore alla cultura e allo spettacolo, Bernardino Paradiso promette: «Mi attiverò per far falciare l’erba lungo la strada che conduce all’area archeologica metapontina, come ho già fatto a Metaponto lido con la via che costeggia l’area picnic. Riguardo a Torre di Mare posso assicurare che da fine luglio ad agosto ci saranno spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Vi anticipo già che il due agosto avremo l’attore lucano Rocco Papaleo. Ora l’impresa edile sta completando i lavori, che riprenderanno a settembre dopo la pausa estiva». Riguardo all’Istituto Tecnico Commerciale l’assessore pensa di responsabilizzare i ragazzi per evitare in futuro nuovi vandalismi, senza dimenticare che le spese per riparare i danni ricadranno su tutti i cittadini.
Ora c’è anche un video, che dura quasi tre minuti, girato recentemente nei locali alle spalle della scuola. Si notano subito le porte rotte o completamente divelte, i banchi e le vecchie sedie abbandonate. Nel breve testo di presentazione si legge ironicamente: «Ecco a voi il laboratorio di simulazione dantesca dell' "ITCG" di Bernalda. Gli allievi possono eseguire esercitazione pratica nel girone dell'inferno, grazie alle istituzioni e al "F.E.S.R."». Nei locali, quasi completamente in disordine, ci sono anche fili scoperti, quadri elettrici privi di protezione, finestre con i vetri rotti, faldoni abbandonati per terra con copie del bollettino ufficiale della Regione Basilicata e altro ancora.
Il breve tour su “youtube” può far tappa poi a Metaponto per scoprire due video: uno sull’insediamento medievale di Torre di Mare e l’altro girato lungo la strada che porta agli scavi archeologici. L’utente che ha messo on line i due filmati si firma strisciailmetapontum. Nel primo, pubblicato il due giugno scorso, chiamato sarcasticamente “Ma che bel castello marcondirodirondello!!”, il commento anche se un po’ sgrammaticato racconta già tutto: «Questo e il castello torremare di metaponto! bello vero??? a noi questo degrado non piace x niente!! voi cosa ne pensate? visto che viene sfruttato da un associazione di bernalda solo nel periodo estivo e viene abbandonato tutto il resto dell anno!! aspettiamo dei vostri commenti grazie!!!».
I navigatori di Internet possono “ammirare” alcuni pali di legno o le impalcature e altri attrezzi edili appoggiati a quella che era la casa dei guardacoste, una carriola, dei rotoli di moquette abbandonati, nonché un palco con la scena in pessime condizioni, perché esposta alle intemperie. C’è da dire, ad onor del vero, che lì stanno andando avanti i lavori di ristrutturazione dell’intero insediamento medievale.
Nel secondo video di quasi sette minuti, messo in rete l’11 giugno, strisciailmetapontum scrive: «Guardate come si presenta Metaponto all'arrivo dei turisti!!! questa e la strada che porta al tempio (scavi archeologici) la strada e invasa di erba e sporcizia, una volta c era la pista ciclabile e pedonale ma ora e invasa da erbacce! un'ennesimo stato d abbandono, il comune di bernalda!!!!!!!!!!! ASSENTE». Nonostante gli errori, anche qui le immagini parlano da sole: erba alta, immondizia e la pista ciclabile che avrebbe bisogno di manutenzione.
L’assessore alla cultura e allo spettacolo, Bernardino Paradiso promette: «Mi attiverò per far falciare l’erba lungo la strada che conduce all’area archeologica metapontina, come ho già fatto a Metaponto lido con la via che costeggia l’area picnic. Riguardo a Torre di Mare posso assicurare che da fine luglio ad agosto ci saranno spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche. Vi anticipo già che il due agosto avremo l’attore lucano Rocco Papaleo. Ora l’impresa edile sta completando i lavori, che riprenderanno a settembre dopo la pausa estiva». Riguardo all’Istituto Tecnico Commerciale l’assessore pensa di responsabilizzare i ragazzi per evitare in futuro nuovi vandalismi, senza dimenticare che le spese per riparare i danni ricadranno su tutti i cittadini.
Le consulenze esterne del Comune di Bernalda nel 2006
BERNALDA - 42.416,95 euro. Le consulenze e le collaborazioni esterne del Comune di Bernalda nel 2006 sono costate più di 42mila euro. Dopo aver messo sul sito www. innovazionepa.gov.it i giorni di lavoro e gli stipendi dei suoi dirigenti Renato Brunetta, titolare della Funzione Pubblica, ha diffuso nei giorni scorsi le informazioni sulle consulenze di Stato, che ammontano, nel solo 2006, a oltre 1,3 miliardi di euro.
Digitando http://www.innovazionepa.gov.it/incarichi/elencocomparti.htm nella seconda parte dedicata agli enti locali, a pagina 207, si possono leggere gli undici incarichi del Comune di Bernalda, affidati a consulenti e collaboratori esterni. L’importo più alto (9.834,82 euro) è stato pagato a Maria Donata Montano, che ha svolto le funzioni di psicologa nell’ambito del piano sociale di zona “Basso Basento”. Sempre per lo stesso piano sono state pagate tre assistenti sociali: Paola Collocola (6.509,64 euro), Liliana Grieco (6.207,60) e Antonietta Vitali (4.761,88).
I plessi scolastici comunali sono stati controllati per verificare la loro vulnerabilità sismica dagli ingegneri Annunziata Digiorgio (2.894,48 euro), Dora Foti (2.364,77), Michelangelo Leone (2.894,48) e Carmine Vaccaro (3.010,26). Quest’anno, come si può verificare nella sezione bandi e concorsi del sito internet comunale, il responsabile dell’ufficio tecnico, l’ingegnere Marco Tataranno, ha affidato lo stesso incarico di controllo in attuazione del secondo programma temporale delle verifiche del patrimonio edilizio strategico e rilevante. Gli ingegneri e gli architetti vigileranno sulla scuola media statale “Pitagora”, sulle scuole materne di Via Anacreonte e “Matine Angeliche” e sulla palestra scolastica di Via Galilei.
Gli altri tre incarichi nel 2006 sono stati assegnati a Gaetano Esposito (1.000 euro), che ha consegnato un parere sulla questione del recupero crediti della zona P.e.e.p (Piano per l'Edilizia Economica Popolare), a Enrico Panetta (2.328,94), che ha svolto la funzione di revisore dei conti e a Stefania Greco (610,08 euro) per un’indagine multiscopo dal titolo “I cittadini e il tempo libero”.
Digitando http://www.innovazionepa.gov.it/incarichi/elencocomparti.htm nella seconda parte dedicata agli enti locali, a pagina 207, si possono leggere gli undici incarichi del Comune di Bernalda, affidati a consulenti e collaboratori esterni. L’importo più alto (9.834,82 euro) è stato pagato a Maria Donata Montano, che ha svolto le funzioni di psicologa nell’ambito del piano sociale di zona “Basso Basento”. Sempre per lo stesso piano sono state pagate tre assistenti sociali: Paola Collocola (6.509,64 euro), Liliana Grieco (6.207,60) e Antonietta Vitali (4.761,88).
I plessi scolastici comunali sono stati controllati per verificare la loro vulnerabilità sismica dagli ingegneri Annunziata Digiorgio (2.894,48 euro), Dora Foti (2.364,77), Michelangelo Leone (2.894,48) e Carmine Vaccaro (3.010,26). Quest’anno, come si può verificare nella sezione bandi e concorsi del sito internet comunale, il responsabile dell’ufficio tecnico, l’ingegnere Marco Tataranno, ha affidato lo stesso incarico di controllo in attuazione del secondo programma temporale delle verifiche del patrimonio edilizio strategico e rilevante. Gli ingegneri e gli architetti vigileranno sulla scuola media statale “Pitagora”, sulle scuole materne di Via Anacreonte e “Matine Angeliche” e sulla palestra scolastica di Via Galilei.
Gli altri tre incarichi nel 2006 sono stati assegnati a Gaetano Esposito (1.000 euro), che ha consegnato un parere sulla questione del recupero crediti della zona P.e.e.p (Piano per l'Edilizia Economica Popolare), a Enrico Panetta (2.328,94), che ha svolto la funzione di revisore dei conti e a Stefania Greco (610,08 euro) per un’indagine multiscopo dal titolo “I cittadini e il tempo libero”.
venerdì, giugno 13, 2008
Le soluzioni artistiche proposte da Edgard Russo
CESENA - Il mondo visto con gli occhi del pittore bernaldese Edgard Russo ha il colore del mare e della sabbia. Nella nuova mostra collettiva organizzata fino al prossimo 19 giugno (9.30 - 12.30 / 16.30 - 19.30) presso la “Galleria Comunale Cesuola” di Cesena, Edgard sfrutta molto la luce e i colori trasformando i suoi luoghi lucani, conosciuti o anonimi, in ritratti dell'anima di quei posti. Il cielo e il mare sono scritti insieme, si fondono nei quadri attraverso la linea dell’orizzonte, proprio lì dove Russo decide di trasmettere più o meno vitalità all’elemento cromatico.
L’artista vive a fondo i luoghi e gli oggetti, che poi sposta, reinventandoli, sulla tela. I suoi paesaggi sono tanti ricordi che ritornano tutti insieme e, forse, custodiscono un "segreto". Edgard sa bene che non esistono soluzioni semplici per capire l’uomo e la natura. Dipingere, però, è un modo per portar fuori le sensazioni e i pensieri più sinceri, una chiave per capire il misterioso rapporto di amore e odio tra l’uomo e la natura. Bisogna entrare nel mare, nei panorami del pittore per cercare di ottenere in cambio un sillabario, una guida per amare la realtà, bisogna saper provare l'emozione di una "meraviglia” che deve farsi innocente di giorno in giorno.
L'umanità che compare nei quadri non è frutto di un modello ricercato e volubile, ma ci aiuta a raccontare e rivelare la nostra esistenza, semplice eppure così complessa proprio come la luce. Al pubblico non resta che fermarsi davanti alle tele e farsi contagiare dall’attesa, perché nelle "nature taciturne" di Russo l'idillio si trasforma in segno rappresentativo del tempo.
L’artista vive a fondo i luoghi e gli oggetti, che poi sposta, reinventandoli, sulla tela. I suoi paesaggi sono tanti ricordi che ritornano tutti insieme e, forse, custodiscono un "segreto". Edgard sa bene che non esistono soluzioni semplici per capire l’uomo e la natura. Dipingere, però, è un modo per portar fuori le sensazioni e i pensieri più sinceri, una chiave per capire il misterioso rapporto di amore e odio tra l’uomo e la natura. Bisogna entrare nel mare, nei panorami del pittore per cercare di ottenere in cambio un sillabario, una guida per amare la realtà, bisogna saper provare l'emozione di una "meraviglia” che deve farsi innocente di giorno in giorno.
L'umanità che compare nei quadri non è frutto di un modello ricercato e volubile, ma ci aiuta a raccontare e rivelare la nostra esistenza, semplice eppure così complessa proprio come la luce. Al pubblico non resta che fermarsi davanti alle tele e farsi contagiare dall’attesa, perché nelle "nature taciturne" di Russo l'idillio si trasforma in segno rappresentativo del tempo.
Poesia e utopia convivono a Matera
nel borgo La Martella
MATERA - Il borgo “La Martella” era nato per aiutare i cittadini materani a ritrovare «la coscienza di membri attivi della società». Lo scriveva nel 1960 l’urbanista Ludovico Quaroni, che aveva realizzato il borgo tra il 1951 e il 1954. Nel nuovo insediamento, un villaggio di tipo agricolo, autonomo rispetto alla città, si voleva trasferire una parte delle tante famiglie che ancora vivevano nei Sassi. Dopo un concorso la progettazione fu affidata a un gruppo di professionisti: Federico Gorio, Michele Valori, Pier Maria Lugli, Luigi Agati, oltre che lo stesso Quaroni,
A “La Martella” le case furono pensate e costruite come unifamiliari, senza dimenticare che nei Sassi esistevano degli importanti punti di aggregazione come la fontana, il forno per il pane, lo stenditoio, lo spiazzo, ma anche legami parentali nati con il matrimonio. Lungo le nuove strade del borgo furono realizzati dei forni a legna comuni, per le donne della comunità. Le stalle vennero separate dalle abitazioni per seguire le norme igieniche moderne, ma erano, comunque, in diretta comunicazione con gli alloggi, come si usava nei Sassi. Con il passare degli anni, però, molte case sono state modificate secondo il gusto e le esigenze dei residenti.
Nella parte più elevata del borgo fu costruita la chiesa, che ebbe, da subito, la funzione di simbolo sia all'interno del tessuto edilizio, sia nel paesaggio circostante. Ancora una volta si puntava a mettere in pratica l'unità figurativa del borgo e si voleva aiutare l’identificazione urbana, com’era accaduto nei secoli precedenti per le chiese rupestri dei Sassi.
Il principio guida del progetto originario fu di voler rinnovare, collegando il nuovo con l’antico, mantenendone il senso storico e la naturalezza, all’interno di un nuovo ideale di città. Proprio facendosi coinvolgere da queste suggestioni, Sandro Pisani, nato a Ivrea, ma di origini calabresi, nel marzo di quest’anno ha scattato alcune istantanee del borgo, intervistando anche alcuni abitanti. Il risultato di questa visita materana è un video, già in vendita, che è stato presentato in anteprima, nei giorni scorsi, a Ivrea in occasione della “Fiera della parola”, un evento culturale organizzato dall’Archivio Storico Olivetti. Prima di recarsi a Matera il fotografo si è documentato con ricerche su internet, leggendo alcuni libri sulla Basilicata e approfondendo la tematica della “Riforma agraria” al Sud, di cui si era già occupato negli anni scorsi.
«Non ho fatto un’analisi da storico - dice Pisani - nella raccolta delle testimonianze. Mi sono fidato dei miei interlocutori. Ho preferito l’aspetto emotivo, fotografando la desolazione e i luoghi abbandonati. Il mio, però, non è un lavoro di denuncia, ma di speranza. Ho voluto inserire nel video la testimonianza di una coppia che vive a “La Martella” da circa 40 anni. Si sono trasferiti lì da bambini, si sono conosciuti, hanno frequentato insieme la scuola e poi si sono sposati » Il videoclip di cinque minuti, che è arricchito da un sottofondo musicale composto per l’occasione, racconta la vita del borgo ispirato dalle idee di Adriano Olivetti che voleva costruire «nuovi centri di vita impostati con intelligenza sociale e politica e illuminati dalla genialità creativa dei più valorosi progettisti italiani».
Quanto delle idee di Olivetti è rimasto a “La Martella”? «A Matera tutti sanno chi è Adriano Olivetti, ma nel borgo nessuno se lo ricorda. Non ho trovato neanche una targa. Pensi che il primo bambino nato lì fu chiamato Alcide in onore di Alcide De Gasperi». Il 17 maggio del 1953 il presidente del Consiglio De Gasperi consegnò le prime case a 50 famiglie.
Il borgo, tuttavia, per anni è stato quasi “isolato”, anche a causa di una frana, da Matera, una città che ha vissuto e vive sulla necessità di contatto, di vicinanza sociale, umana, culturale, commerciale ed economica. Un residente a “La Martella” ha confessato amaramente a Pisani di sentirsi abbandonato, anzi: «ci trovano solo per farci pagare le tasse». Il borgo rimane, dunque, un’opera contraddittoria, ma viva, una mini città poetica, vicina ai sogni utopici di Adriano Olivetti.
A “La Martella” le case furono pensate e costruite come unifamiliari, senza dimenticare che nei Sassi esistevano degli importanti punti di aggregazione come la fontana, il forno per il pane, lo stenditoio, lo spiazzo, ma anche legami parentali nati con il matrimonio. Lungo le nuove strade del borgo furono realizzati dei forni a legna comuni, per le donne della comunità. Le stalle vennero separate dalle abitazioni per seguire le norme igieniche moderne, ma erano, comunque, in diretta comunicazione con gli alloggi, come si usava nei Sassi. Con il passare degli anni, però, molte case sono state modificate secondo il gusto e le esigenze dei residenti.
Nella parte più elevata del borgo fu costruita la chiesa, che ebbe, da subito, la funzione di simbolo sia all'interno del tessuto edilizio, sia nel paesaggio circostante. Ancora una volta si puntava a mettere in pratica l'unità figurativa del borgo e si voleva aiutare l’identificazione urbana, com’era accaduto nei secoli precedenti per le chiese rupestri dei Sassi.
Il principio guida del progetto originario fu di voler rinnovare, collegando il nuovo con l’antico, mantenendone il senso storico e la naturalezza, all’interno di un nuovo ideale di città. Proprio facendosi coinvolgere da queste suggestioni, Sandro Pisani, nato a Ivrea, ma di origini calabresi, nel marzo di quest’anno ha scattato alcune istantanee del borgo, intervistando anche alcuni abitanti. Il risultato di questa visita materana è un video, già in vendita, che è stato presentato in anteprima, nei giorni scorsi, a Ivrea in occasione della “Fiera della parola”, un evento culturale organizzato dall’Archivio Storico Olivetti. Prima di recarsi a Matera il fotografo si è documentato con ricerche su internet, leggendo alcuni libri sulla Basilicata e approfondendo la tematica della “Riforma agraria” al Sud, di cui si era già occupato negli anni scorsi.
«Non ho fatto un’analisi da storico - dice Pisani - nella raccolta delle testimonianze. Mi sono fidato dei miei interlocutori. Ho preferito l’aspetto emotivo, fotografando la desolazione e i luoghi abbandonati. Il mio, però, non è un lavoro di denuncia, ma di speranza. Ho voluto inserire nel video la testimonianza di una coppia che vive a “La Martella” da circa 40 anni. Si sono trasferiti lì da bambini, si sono conosciuti, hanno frequentato insieme la scuola e poi si sono sposati » Il videoclip di cinque minuti, che è arricchito da un sottofondo musicale composto per l’occasione, racconta la vita del borgo ispirato dalle idee di Adriano Olivetti che voleva costruire «nuovi centri di vita impostati con intelligenza sociale e politica e illuminati dalla genialità creativa dei più valorosi progettisti italiani».
Quanto delle idee di Olivetti è rimasto a “La Martella”? «A Matera tutti sanno chi è Adriano Olivetti, ma nel borgo nessuno se lo ricorda. Non ho trovato neanche una targa. Pensi che il primo bambino nato lì fu chiamato Alcide in onore di Alcide De Gasperi». Il 17 maggio del 1953 il presidente del Consiglio De Gasperi consegnò le prime case a 50 famiglie.
Il borgo, tuttavia, per anni è stato quasi “isolato”, anche a causa di una frana, da Matera, una città che ha vissuto e vive sulla necessità di contatto, di vicinanza sociale, umana, culturale, commerciale ed economica. Un residente a “La Martella” ha confessato amaramente a Pisani di sentirsi abbandonato, anzi: «ci trovano solo per farci pagare le tasse». Il borgo rimane, dunque, un’opera contraddittoria, ma viva, una mini città poetica, vicina ai sogni utopici di Adriano Olivetti.
Un video su La Martella
MATERA - Il reportage fotografico “La Martella” di Sandro Pisani (www.pisaniphoto.com), curato da “Pixtura Art Factory”, è nato da un bisogno etnografico di raccontare il borgo materano. Per cogliere le sensazioni vissute dai primi abitanti negli anni ’50 del secolo scorso, il fotografo ha consultato giornali locali e nazionali, tra cui “La Stampa”, studiando così a fondo anche la figura di Adriano Olivetti, uno degli ispiratori del progetto per il borgo. «Il lavoro su Olivetti proseguirà - promette Pisani - anche con l’aiuto dell’archivio storico a lui dedicato. Riguardo al video “La Martella” ho scelto di lasciare questo titolo, che in un primo momento consideravo provvisorio. Poi l’ho preferito, perché non volevo dare nessun giudizio».
Alcune testimonianze in dialetto materano sono state sottotitolate in italiano, ma ci sono aneddoti che da soli parlano più delle fotografie: «Mi ha colpito molto la storia che mi ha raccontato un signore. Lui ricordava che nei Sassi c’era una persona con un mulo e dei barili. Al mattino presto passava di casa in casa per raccogliere l’urina e gli escrementi. A “La Martella” gli abitanti avevano trovato, invece, il bagno in casa, qualcosa che soddisfaceva subito uno dei loro bisogni primari».
Le foto ritraggono anche la demolizione di una vecchia mangiatoia con la scoperta dei blocchi di tufo direttamente appoggiati sul terreno. Il sospetto dei residenti sulle fondazioni, nel 2001 è stato confermato da uno dei progettisti di “La Martella”, Federico Gorio, che in un’intervista, raccolta dall’architetto Mauro Saito, disse: «mi ricordo che una delle cose che mi fece più rabbia all’epoca della costruzione fu che il direttore dei lavori si vantò che aveva risparmiato decine di milioni sulle fondazioni delle recinzioni delle case, per cui dopo una settimana che le case erano abitate, tutti i cancelli, che avevo disegnato io personalmente, erano crollati perché i bambini facevano l’altalena sul lato lungo del cancello e quindi i pilastri si erano ribaltati».
Un’altra curiosità “fotografata” da Pisani è la rottura dei legami di vicinato: «Le persone, pur piangendo, furono trasferite lì nel borgo da vari rioni dei Sassi e tra loro non si conoscevano. Quell’errore poi non fu ripetuto, ma molti sono convinti che si voleva terminare in fretta le case solo per fini elettorali. C’era la “Guerra Fredda” e a Matera erano venuti prima Palmiro Togliatti, segretario nazionale del Pci e poi Alcide De Gasperi, il capo di governo democristiano. I cittadini, inoltre, per avere un certificato dal Comune erano costretti ad andare in città e percorrere circa 16 chilometri». Pisani, però, ci tiene a sottolineare che nel video “La Martella” non c’è nessun intento “politico”, ma solo la voglia di esporre ciò che la gente gli ha raccontato «l’aspetto più emozionale, una riflessione più profonda, qualcosa che vada oltre la cronaca e che ho fatto fatica a trovare nei giornali locali».
Alcune testimonianze in dialetto materano sono state sottotitolate in italiano, ma ci sono aneddoti che da soli parlano più delle fotografie: «Mi ha colpito molto la storia che mi ha raccontato un signore. Lui ricordava che nei Sassi c’era una persona con un mulo e dei barili. Al mattino presto passava di casa in casa per raccogliere l’urina e gli escrementi. A “La Martella” gli abitanti avevano trovato, invece, il bagno in casa, qualcosa che soddisfaceva subito uno dei loro bisogni primari».
Le foto ritraggono anche la demolizione di una vecchia mangiatoia con la scoperta dei blocchi di tufo direttamente appoggiati sul terreno. Il sospetto dei residenti sulle fondazioni, nel 2001 è stato confermato da uno dei progettisti di “La Martella”, Federico Gorio, che in un’intervista, raccolta dall’architetto Mauro Saito, disse: «mi ricordo che una delle cose che mi fece più rabbia all’epoca della costruzione fu che il direttore dei lavori si vantò che aveva risparmiato decine di milioni sulle fondazioni delle recinzioni delle case, per cui dopo una settimana che le case erano abitate, tutti i cancelli, che avevo disegnato io personalmente, erano crollati perché i bambini facevano l’altalena sul lato lungo del cancello e quindi i pilastri si erano ribaltati».
Un’altra curiosità “fotografata” da Pisani è la rottura dei legami di vicinato: «Le persone, pur piangendo, furono trasferite lì nel borgo da vari rioni dei Sassi e tra loro non si conoscevano. Quell’errore poi non fu ripetuto, ma molti sono convinti che si voleva terminare in fretta le case solo per fini elettorali. C’era la “Guerra Fredda” e a Matera erano venuti prima Palmiro Togliatti, segretario nazionale del Pci e poi Alcide De Gasperi, il capo di governo democristiano. I cittadini, inoltre, per avere un certificato dal Comune erano costretti ad andare in città e percorrere circa 16 chilometri». Pisani, però, ci tiene a sottolineare che nel video “La Martella” non c’è nessun intento “politico”, ma solo la voglia di esporre ciò che la gente gli ha raccontato «l’aspetto più emozionale, una riflessione più profonda, qualcosa che vada oltre la cronaca e che ho fatto fatica a trovare nei giornali locali».
giovedì, giugno 12, 2008
Soggiorno estivo a Metaponto per i più piccoli
BERNALDA - Paletta, secchiello, salvagente, giochi e tanta allegria. La sabbia scatena sempre la fantasia dei bambini, che si divertono a scavare buche, a costruire delle piccole città fortificate con tanto di mura, castelli e torri d’avvistamento o a disegnare sirene e altre creature splendide, ma inventate. La formula per far divertire i figli piccoli al mare è molto semplice e il Comune di Bernalda ha deciso di offrire proprio a tutti quelli che frequentano la scuola elementare l’opportunità di un soggiorno estivo pendolare a Metaponto lido dal prossimo 16 giugno sino al 31 luglio.
I genitori interessati all’iniziativa possono ritirare i moduli recandosi in Municipio e consegnandoli poi presso l’ufficio per i servizi sociali dalle 10 alle 12. Per ulteriori informazioni si può telefonare al numero 0835/540233. Il Comune, da parte sua, metterà a disposizione dei ragazzini il personale qualificato per l’assistenza e le attività ludiche, cioè alcuni lavoratori socialmente utili che sono stati inseriti nel progetto denominato “Gestione servizi socio assistenziali”. L’amministrazione pubblica fornirà anche lo scuolabus per raggiungere la costa jonica.
A carico dei genitori è stata decisa una quota di partecipazione per il soggiorno estivo, che coprirà le spese per l’assicurazione, gli ombrelloni e il lettino, nonché una dichiarazione in cui sollevano da ogni responsabilità gli operatori comunali per eventuali incidenti di qualsiasi genere che potrebbero verificarsi durante la vacanza - soggiorno.
I genitori interessati all’iniziativa possono ritirare i moduli recandosi in Municipio e consegnandoli poi presso l’ufficio per i servizi sociali dalle 10 alle 12. Per ulteriori informazioni si può telefonare al numero 0835/540233. Il Comune, da parte sua, metterà a disposizione dei ragazzini il personale qualificato per l’assistenza e le attività ludiche, cioè alcuni lavoratori socialmente utili che sono stati inseriti nel progetto denominato “Gestione servizi socio assistenziali”. L’amministrazione pubblica fornirà anche lo scuolabus per raggiungere la costa jonica.
A carico dei genitori è stata decisa una quota di partecipazione per il soggiorno estivo, che coprirà le spese per l’assicurazione, gli ombrelloni e il lettino, nonché una dichiarazione in cui sollevano da ogni responsabilità gli operatori comunali per eventuali incidenti di qualsiasi genere che potrebbero verificarsi durante la vacanza - soggiorno.
Il servizio di autobus per Matera
è stato prolungato
BERNALDA - L’ultima campanella dell’anno scolastico 2007 - 2008 è suonata il 7 giugno scorso, ma non per tutti. Le scuole rimangono, comunque, aperte in estate. Ad assicurare il servizio oltre ai docenti e al personale amministrativo, ci sono i collaboratori scolastici, quelli che una volta si chiamavano bidelli.
Proprio una collaboratrice materana, Anna Scandiffio che lavora presso la scuola per l’infanzia di Bernalda e con lei altre sue colleghe in servizio negli altri istituti del paese, avrebbero avuto delle difficoltà per raggiungere da Matera la cittadina jonica. Non avendo la patente, molti si servono degli autobus della “Sita”. Il collegamento sarebbe stato sospeso, però, con la fine delle lezioni, anche se i bambini possono frequentare la scuola per l’infanzia sino al prossimo 30 giugno. La signora Anna ha una bella storia da segnalare, una storia dove la politica è, una volta tanto, in sintonia con le esigenze del cittadino: «Voglio ringraziare il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro, perché ha voluto e saputo ascoltare le richieste di noi lavoratori».
Che cosa è successo? Anna e le sue colleghe si sono rivolte al consigliere comunale, oltre che insegnante Anna Scarnato. Lei, battagliera come sempre, si è subito data da fare, parlando con il presidente Nigro, per aiutare i tanti pendolari. Infatti, ci sono pure alcuni bernaldesi che frequentano il conservatorio di musica o l’Università lucana nel capoluogo di provincia.
Se l’anno scorso era stata organizzata una raccolta di firme, ora il presidente della Provincia, dal canto suo, dopo alcuni controlli sui fondi disponibili, ha dato disposizione da subito per il prolungamento del servizio di autobus da e per Matera, con un passaggio anche a Metaponto in vista della stagione estiva. «Le nostre famiglie - conclude la signora Scandiffio - sono più felici, perché riusciamo a tornare prima. Siamo contenti, perché una volta tanto non siamo stati dimenticati dai politici».
Proprio una collaboratrice materana, Anna Scandiffio che lavora presso la scuola per l’infanzia di Bernalda e con lei altre sue colleghe in servizio negli altri istituti del paese, avrebbero avuto delle difficoltà per raggiungere da Matera la cittadina jonica. Non avendo la patente, molti si servono degli autobus della “Sita”. Il collegamento sarebbe stato sospeso, però, con la fine delle lezioni, anche se i bambini possono frequentare la scuola per l’infanzia sino al prossimo 30 giugno. La signora Anna ha una bella storia da segnalare, una storia dove la politica è, una volta tanto, in sintonia con le esigenze del cittadino: «Voglio ringraziare il presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro, perché ha voluto e saputo ascoltare le richieste di noi lavoratori».
Che cosa è successo? Anna e le sue colleghe si sono rivolte al consigliere comunale, oltre che insegnante Anna Scarnato. Lei, battagliera come sempre, si è subito data da fare, parlando con il presidente Nigro, per aiutare i tanti pendolari. Infatti, ci sono pure alcuni bernaldesi che frequentano il conservatorio di musica o l’Università lucana nel capoluogo di provincia.
Se l’anno scorso era stata organizzata una raccolta di firme, ora il presidente della Provincia, dal canto suo, dopo alcuni controlli sui fondi disponibili, ha dato disposizione da subito per il prolungamento del servizio di autobus da e per Matera, con un passaggio anche a Metaponto in vista della stagione estiva. «Le nostre famiglie - conclude la signora Scandiffio - sono più felici, perché riusciamo a tornare prima. Siamo contenti, perché una volta tanto non siamo stati dimenticati dai politici».
giovedì, giugno 05, 2008
Il party più lungo della storia
si balla a Metaponto
METAPONTO - Scrivendo la parola “party” nel sito del libro dedicato ai record del mondo si può trovare solo la più grande festa del tè, che ha raccolto in India, nella città di Indore, 32.681 partecipanti. Nei record, si sa, i numeri sono importanti e bisogna essere scrupolosi e precisi. Metaponto, quindi, potrebbe essere ricordata tra qualche anno per il party sulla spiaggia più lungo: ben dieci giorni di musica e allegria dal 30 maggio al 9 giugno, 24 ore su 24. Si tratta di un’iniziativa giunta già alla quinta edizione e chiamata “Unsound system”, che apre la stagione estiva del camping village “Riva dei Greci” a Metaponto e ha ricevuto il patrocinio del Comune. Per entrare nel libro “Guinness World Records”, bisognerà attendere, però, perché anche i giudici sono rimasti “spiazzati” dal party metapontino.
«Tutto è nato - racconta il bernaldese Massimiliano Cospite, direttore del camping - qualche anno fa, grazie a una fiera turistica che si è tenuta a Londra. Lì abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi inglesi, che hanno molti amici sparsi per il mondo e devo dire che il loro passaparola funziona. Quest’anno ci sono circa duecento persone che partecipano a rotazione al party e hanno portato tutto loro». I disc-jockey sono molto tradizionalisti: per la loro musica che va dalla techno all’hip hop, dal punk al reggae, usano rigorosamente i dischi in vinile. Banditi i cd, l’iPod o altri lettori di file musicali.
«La nostra parola d’ordine è destagionalizzare, sfruttare cioè per il turismo non solo luglio e agosto. Abbiamo coinvolto anche tassisti, bar, ristoranti e tabaccai della zona. Duecento persone portano ricchezza sul territorio». Sembrerebbe filare tutto liscio, ma qualche lagnanza dai residenti per la musica continua in tutte le ore del giorno e della notte è arrivata: «Sì, qualcuno si è lamentato, ma la festa si svolge sulla spiaggia dedicata agli ospiti del camping e poi le casse sono rivolte verso il mare. Magari dovrebbero brontolare i tarantini! Penso che a protestare siano quelli che non hanno un’attività commerciale e, quindi, non ci guadagnano nulla dall’arrivo degli inglesi».
Tra le curiosità c’è da segnalare la presenza a Metaponto di australiani, canadesi e francesi, mentre l’anno scorso c’erano pure ragazzi spagnoli e africani. «Gli italiani, soprattutto i pugliesi, preferiscono aggregarsi al party nel fine settimana. Siamo ancora agli inizi di giugno. Molti lavorano e non possono concedersi vacanze più lunghe. Tra i partecipanti alla lunga maratona musicale ci sono inglesi che hanno dai 35 ai 60 anni. C’è pure qualche ventenne, ma sono veramente pochi». D’ora in poi, dunque, il famoso tormentone lanciato da uno spot pubblicitario potrebbe essere: “No Metaponto. No party”.
«Tutto è nato - racconta il bernaldese Massimiliano Cospite, direttore del camping - qualche anno fa, grazie a una fiera turistica che si è tenuta a Londra. Lì abbiamo conosciuto un gruppo di ragazzi inglesi, che hanno molti amici sparsi per il mondo e devo dire che il loro passaparola funziona. Quest’anno ci sono circa duecento persone che partecipano a rotazione al party e hanno portato tutto loro». I disc-jockey sono molto tradizionalisti: per la loro musica che va dalla techno all’hip hop, dal punk al reggae, usano rigorosamente i dischi in vinile. Banditi i cd, l’iPod o altri lettori di file musicali.
«La nostra parola d’ordine è destagionalizzare, sfruttare cioè per il turismo non solo luglio e agosto. Abbiamo coinvolto anche tassisti, bar, ristoranti e tabaccai della zona. Duecento persone portano ricchezza sul territorio». Sembrerebbe filare tutto liscio, ma qualche lagnanza dai residenti per la musica continua in tutte le ore del giorno e della notte è arrivata: «Sì, qualcuno si è lamentato, ma la festa si svolge sulla spiaggia dedicata agli ospiti del camping e poi le casse sono rivolte verso il mare. Magari dovrebbero brontolare i tarantini! Penso che a protestare siano quelli che non hanno un’attività commerciale e, quindi, non ci guadagnano nulla dall’arrivo degli inglesi».
Tra le curiosità c’è da segnalare la presenza a Metaponto di australiani, canadesi e francesi, mentre l’anno scorso c’erano pure ragazzi spagnoli e africani. «Gli italiani, soprattutto i pugliesi, preferiscono aggregarsi al party nel fine settimana. Siamo ancora agli inizi di giugno. Molti lavorano e non possono concedersi vacanze più lunghe. Tra i partecipanti alla lunga maratona musicale ci sono inglesi che hanno dai 35 ai 60 anni. C’è pure qualche ventenne, ma sono veramente pochi». D’ora in poi, dunque, il famoso tormentone lanciato da uno spot pubblicitario potrebbe essere: “No Metaponto. No party”.
Jazz e teatro a Bernalda
BERNALDA – Saranno la musica e il teatro i protagonisti dell’estate bernaldese e metapontina. L’assessore alla cultura, Bernardino Paradiso è fiero del lavoro svolto finora e non vuole fermarsi sugli allori dopo gli eventi organizzati a pasquetta e il primo maggio. L’estate è alle porte e, quindi, occorre vivacizzarla, anche culturalmente: «Il prossimo 21 giugno ci sarà ancora, come avviene da qualche anno, la “Festa della musica” in corso Umberto I. Ci daranno una mano alcuni esercizi commerciali, per una serata che si annuncia all’insegna del divertimento e della buona musica. Ho sempre cercato di coinvolgere tante persone nei miei progetti».
Gli appassionati del teatro alla fine del mese potranno assistere all’esibizione dell’attrice Pamela Villoresi presso il tempio metapontino extraurbano di Hera, conosciuto come le “Tavole Palatine”. Poi l’assessore non sta più nella pelle e ci tiene a ricordare i due giorni dedicati al jazz: «L’8 luglio a Bernalda e il giorno successivo a Metaponto, presso il camping village “Riva dei Greci”, abbiamo preparato per tutti “Basilijazz”. Saranno due giorni intensi dedicati al jazz con musicisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Voglio ringraziare il nostro direttore artistico, Attilio Troiano, che ha fortemente voluto questa iniziativa e che ha contattato più di 25 jazzisti. Io credo molto in lui, perché è un vero appassionato della musica e poi è un talento locale che voglio valorizzare».
Dopo tanto svago si potrebbe scegliere un buon libro in vista dell’estate comprandolo o prendendolo in prestito dalla biblioteca comunale, ma per dirla con il sommo poeta Dante nel quinto canto dell’Inferno: “Or incomincian le dolenti note”. Ebbene sì, già da qualche anno per la biblioteca comunale si può scrivere “essa fu”.
L’assessore Paradiso non si sottrae alle sue responsabilità, ricordando, però, che il lavoro di catalogazione portato avanti dall’associazione “Laboratori culturali” è lungo. «I ragazzi hanno prima spolverato e poi riordinato i libri e se non ci fossero stati loro saremmo ancora a zero. Abbiamo investito una discreta somma per la nuova biblioteca – mediateca. Ci saranno due postazioni internet, un videoproiettore e uno spazio dedicato solo ai bambini. Sull’apertura, però, non voglio fare promesse». Gli amanti della lettura dovranno ancora attendere, quindi, ricordando all’amministrazione comunale che la conoscenza accresce le capacità e, nel frattempo, meglio distrarsi un po’ con la musica.
Gli appassionati del teatro alla fine del mese potranno assistere all’esibizione dell’attrice Pamela Villoresi presso il tempio metapontino extraurbano di Hera, conosciuto come le “Tavole Palatine”. Poi l’assessore non sta più nella pelle e ci tiene a ricordare i due giorni dedicati al jazz: «L’8 luglio a Bernalda e il giorno successivo a Metaponto, presso il camping village “Riva dei Greci”, abbiamo preparato per tutti “Basilijazz”. Saranno due giorni intensi dedicati al jazz con musicisti provenienti dall’Italia e dall’estero. Voglio ringraziare il nostro direttore artistico, Attilio Troiano, che ha fortemente voluto questa iniziativa e che ha contattato più di 25 jazzisti. Io credo molto in lui, perché è un vero appassionato della musica e poi è un talento locale che voglio valorizzare».
Dopo tanto svago si potrebbe scegliere un buon libro in vista dell’estate comprandolo o prendendolo in prestito dalla biblioteca comunale, ma per dirla con il sommo poeta Dante nel quinto canto dell’Inferno: “Or incomincian le dolenti note”. Ebbene sì, già da qualche anno per la biblioteca comunale si può scrivere “essa fu”.
L’assessore Paradiso non si sottrae alle sue responsabilità, ricordando, però, che il lavoro di catalogazione portato avanti dall’associazione “Laboratori culturali” è lungo. «I ragazzi hanno prima spolverato e poi riordinato i libri e se non ci fossero stati loro saremmo ancora a zero. Abbiamo investito una discreta somma per la nuova biblioteca – mediateca. Ci saranno due postazioni internet, un videoproiettore e uno spazio dedicato solo ai bambini. Sull’apertura, però, non voglio fare promesse». Gli amanti della lettura dovranno ancora attendere, quindi, ricordando all’amministrazione comunale che la conoscenza accresce le capacità e, nel frattempo, meglio distrarsi un po’ con la musica.
martedì, giugno 03, 2008
L'arte ermafrodita di Marilena Troiano
L’AQUILA – Nel canto ventiseiesimo del “Purgatorio” dedicato ai lussuriosi, divisi in due schiere ermafroditi e sodomiti, Dante fa dire a Guido Guinizelli (1230 ca - 1276), (vv. 82): «Nostro peccato fu ermafrodito». Il poeta alludeva alla storia di Ermafrodito, essere mitologico, figlio di Ermes e Afrodite, che aveva gli organi riproduttivi di entrambi i sessi. Marilena Troiano, proprio rifacendosi a quel mito, inaugura oggi alle 17.30 a L’Aquila, presso il Centro documentazione Artepoesia Contemporanea “Angelus Novus”, la mostra: “Le cangianti forme ermafrodite (pittura & scultura)”, curata da Antonio Gasbarrini. La personale resterà aperta fino al 15 giugno, dalle 17 alle 20.
Le opere della Troiano hanno pieghe e anfratti molto spirituali, perché lei scommette continuamente con se stessa, con la sua anima raffinata fatta di sensazioni concrete, delimitate da un clima mediterraneo e individuabile. Troviamo nell’artista bernaldese i motivi principali di una tradizione che è capace di riformarsi, che sa portare avanti un saldo fascino creativo senza slegarsi dal paesaggio originale, ma riformandolo e mettendolo in armonia. È così che la plastica e il metallo si fondono con materiali poveri vegetali. Tutti i soggetti sono, quindi, frutto di un cammino interiore, di una continuità, di un ciclo di elementi naturali e connotati allegoricamente.
Vuoto e pieno, visibile e invisibile, luci e ombre giocano con i grovigli del tempo e, dunque, le storie si scompaginano, le vicende s’intrecciano e ciò che affiora è il senso delle cose. Le pitture - sculture descrivono un’ulteriore originale rappresentazione dell’umano, portando avanti il vecchio detto “muoviti fermo”, laddove l’artista gonfia, esagera le spaccature. La Troiano costruisce in esterno, inserisce nella grande madre Terra le sue piccole tessere, con un primitivo rito di fecondità, come segno indimenticabile del suo creare.
«Le croste e le non-opere abortite sul nascere, - scrive Antonio Gasbarrini, curatore della mostra - una volta esibite, arretrano e si nascondono per la vergogna diventando invisibili ad un occhio esperto, mentre le “opere-opere” catturano subito l’attenzione anche di sguardi smaliziati o sofisticati. Ecco perché l’ermafrodita ibridazione pittoscultorea dell’artista lucana consente a quell’indugio di scoprire tutta la poesia celata dentro l’apertura-feritoia dove delle mini installazioni poveriste sussurrano sottovoce i disarmanti versi scritti con i graffiti incisi sulle sconnesse pareti di grotte scavate nei sassi». Marilena Troiano vive artisticamente in un perenne inseguimento dell’unione tra più materie, che ripropone ogni volta, perché le sue tele escludono e includono, selezionano e sopprimono il troppo, l’insicuro e l’insensatezza.
Le opere della Troiano hanno pieghe e anfratti molto spirituali, perché lei scommette continuamente con se stessa, con la sua anima raffinata fatta di sensazioni concrete, delimitate da un clima mediterraneo e individuabile. Troviamo nell’artista bernaldese i motivi principali di una tradizione che è capace di riformarsi, che sa portare avanti un saldo fascino creativo senza slegarsi dal paesaggio originale, ma riformandolo e mettendolo in armonia. È così che la plastica e il metallo si fondono con materiali poveri vegetali. Tutti i soggetti sono, quindi, frutto di un cammino interiore, di una continuità, di un ciclo di elementi naturali e connotati allegoricamente.
Vuoto e pieno, visibile e invisibile, luci e ombre giocano con i grovigli del tempo e, dunque, le storie si scompaginano, le vicende s’intrecciano e ciò che affiora è il senso delle cose. Le pitture - sculture descrivono un’ulteriore originale rappresentazione dell’umano, portando avanti il vecchio detto “muoviti fermo”, laddove l’artista gonfia, esagera le spaccature. La Troiano costruisce in esterno, inserisce nella grande madre Terra le sue piccole tessere, con un primitivo rito di fecondità, come segno indimenticabile del suo creare.
«Le croste e le non-opere abortite sul nascere, - scrive Antonio Gasbarrini, curatore della mostra - una volta esibite, arretrano e si nascondono per la vergogna diventando invisibili ad un occhio esperto, mentre le “opere-opere” catturano subito l’attenzione anche di sguardi smaliziati o sofisticati. Ecco perché l’ermafrodita ibridazione pittoscultorea dell’artista lucana consente a quell’indugio di scoprire tutta la poesia celata dentro l’apertura-feritoia dove delle mini installazioni poveriste sussurrano sottovoce i disarmanti versi scritti con i graffiti incisi sulle sconnesse pareti di grotte scavate nei sassi». Marilena Troiano vive artisticamente in un perenne inseguimento dell’unione tra più materie, che ripropone ogni volta, perché le sue tele escludono e includono, selezionano e sopprimono il troppo, l’insicuro e l’insensatezza.