MILANO - Il cuore e l’amore sono due parole legate dalla rima, dalla passione, dal sentimento. Da poco 23 donne, soprattutto scrittrici e giornaliste, si sono dedicate a un tema unico: raccontare storie. Questi episodi di vita si sono trasformati in “Cuori di pietra”, un libro edito dalla Mondadori nella collana”Piccola biblioteca Oscar”.
Lo scopo è nobile: descrivere il binomio cuore - amore e finanziare un progetto Unicef in Malawi (Africa) per la terapia di prevenzione della trasmissione del virus HIV dalle madri ai figli. Quando molti cuori “non pulsano più”, forse può servire un’antologia di racconti molto diversi tra loro, a volte divertenti, altre volte toccanti, capaci anche di emozionare il lettore.
L’idea del titolo, come spiega Elena Mora nella prefazione, è nata grazie a un interesse della pubblicitaria Annamaria Testa: quello di collezionare sassi a forma di cuore scoperti sulla spiaggia. Quei cuori scolpiti dal mare accompagnano ognuno dei 23 racconti. Le due donne hanno pensato che “Cuori di pietra” fosse una bella intuizione per una raccolta in cui tra i protagonisti c’è sempre un personaggio perfido e anaffettivo.
Su una spiaggia è, quindi, nato il progetto realizzato grazie al passaparola. Vi hanno aderito: Maria Pia Ammirati, Alessandra Appiano, Stefania Bertola, Anna Carugati, Luisa Ciuni, Maria Corbi, Geppi Cucciari, Donatella Diamanti, Tiziana Ferrario, Barbara Garlaschelli, Laura Laurenzi, Lorenza Lei, Loredana Lipperini, Elena Mora, Gabriella Piroli, Emanuela Rosa Clot, Nicoletta Sipos, Rosa Teruzzi, Annamaria Testa, Laura Toscano, Silvia Vaccarezza, Nicoletta Vallorani e la lucana Mariolina Venezia.
Il racconto della Venezia è dedicato alla militare americana protagonista delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib: Lynndie Rana England. «Sono stata colpita - racconta la scrittrice lucana - dalla foto della soldatessa che tiene al guinzaglio un prigioniero iracheno. Nonostante la crudeltà lei ha una faccia da bambina. Quel contrasto mi ha impressionata».
Nelle foto pubblicate da tutti i giornali del mondo la ragazza, che era riservista appariva, infatti, minuta, con i capelli tagliati corti a caschetto. «Tutti si sono scagliati contro di lei - ricorda Mariolina - senza capire che la giovane donna sembra un carnefice, ma è, in fondo, anche una vittima. Si era arruolata per pagarsi gli studi al college. Non voglio assolutamente giustificarla, ma mi sembra giusto sottolineare che la realtà, a volte, può non essere quella che sembra».
Forse semplicemente Lynndie England è stata, come ha raccontato lei stessa alla madre, in uno degli ultimi contatti con la famiglia prima di finire in carcere «la persona sbagliata al momento sbagliato».