Esplosioni e sparatorie in alcuni quartieri alla periferia di Tripoli dove i ribelli stanno avanzando con l'appoggio delle forze Nato che hanno bombardato ancora i bunker di Gheddafi.
Sembra riprendere impeto, nelle ultime ore, l'operazione militare per isolare il colonnello fino a ottenerne la resa o la fuga.
Giorno dopo giorno il regime si sta indebolendo e rimane fitto il mistero sulla resistenza ad oltranza del leader libico, anche ora che la guerra è arrivata nella capitale.
Il rais è tornato a farsi sentire con un nuovo bellicoso messaggio.
"Marciate a milioni", ordina ai fedelissimi, "liberate le città distrutte dai ribelli, non sono altro che agenti, traditori e ratti che profanano le nostre moschee".
Nonostante il proclami, però, il cerchio si stringe attorno a Tripoli.
Migliaia di residenti, senza elettricità, tentano ora di fuggire anche via mare.
Ci è riuscito l'ex numero due della Libia, Jallud, compagno di scuola del Colonnello, che è arrivato in Italia.
Per evitare un bagno di sangue sarà ora cruciale il ruolo dei fedelissimi del regime: dovranno decidere se accettare una consegna delle armi o una battaglia cruenta casa per casa.