Il primo ad arrivare in tribunale a Taranto, intorno alle 9.20, è stato Michele Misseri, subito inseguito da decine di giornalisti.
Poi su un cellulare, protette dalla curiosità delle telecamere, arrivano sua moglie Cosima e la figlia Sabrina, accusate di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona.
Poco dopo mezzogiorno l'udienza preliminare a porte chiuse per l'omicidio di Sarah Scazzi è finita.
Tutto rinviato al prossimo 10 ottobre.
Il giudice ha deciso così dopo la richiesta di incompatibilità ambientale presentata da uno dei difensori di Sabrina Misseri. I Legali accusano anche i massmedia per il loro potere di condizionamento.
Ora la Cassazione dovrà stabilire se confermare il tribunale tarantino come sede del processo o se trasferirlo altrove.
A poco più di un anno dalla morte di Sarah Scazzi, scomparsa ad Avetrana il 26 agosto del 2010, c'era grande attesa per le persone che dovevano comparire in aula.
Un aula dove erano presenti tutti i familiari della giovane vittima, la madre Concetta, il padre e il fratello, costituitisi parte civile. La loro richiesta di risarcimento danni è di 33 milioni di euro, circa 64 miliardi di vecchie lire.
Sul movente del delitto la Procura non ha dubbi: la gelosia di Sabrina per Sarah, che, come lei, si era invaghita di un comune amico.